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Malotempo (Nichel Vol. 124)

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Paolino Rasura aveva un lasciare Santafarra per frequentare l'Accademia di Belle Arti. Adesso ha trent'anni, non è più Paolino, si è fatto una famiglia sua e vive a Palermo, fa il pittore di carretti e sente di aver sprecato la sua chance. Nel dicembre del 1967 l'artista mancato fa ritorno al paese natio per le esequie di Filippu, l'eccentrico scultore che aveva trasmesso al piccolo Paolo l'amore per l'arte.

La morte di Filippu è per Paolo l'occasione di raccogliere i pezzi della sua vita passata, trovando però solo si sente un estraneo perfino tra i suoi fratelli, e le opere di Filippu, che un tempo gli parlavano, aiutandolo ad affrontare il mondo, parlano adesso a una banda di ragazzini capeggiata dalla combattiva Francesca che, con l'aiuto delle teste di Rachel Carson e Federico García Lorca, si adopera per impedire l'esproprio del Giardino e la demolizione delle sculture per costruire la superstrada.

È in atto una trasformazione, e mentre Paolo assiste invidioso alle vite che avrebbe potuto avere e che invece appartengono ad altri, il paese si fa teatro di massicce speculazioni edilizie, traffichini senza scrupoli, antiquari misteriosi e segreti sepolti che potrebbero far crollare tutto.

Dopo Pelleossa, Veronica Galletta torna a Santafarra e, con la maestria che guida la sua penna, dà voce a un luogo martoriato da cui hanno origine tante delle crepe e storture di oggi, restituendoci una parte di Sicilia all'alba del terremoto del 1968.

Kindle Edition

Published March 7, 2025

23 people want to read

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Veronica Galletta

10 books3 followers

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Amanda Rosso.
345 reviews28 followers
April 2, 2025
Lo dico senza piaggeria: se Veronica Galletta scrivesse sessanta romanzi su Santafarra io li leggerei tutti con giubilo.
È raro trovare una scrittrice con un simile controllo della sua scrittura, con una visione così pulita ed elaborata del suo romanzo, dei personaggi, dei luoghi. È ancora più raro trovare romanzi che mostrino inequivocabilmente quanto lavoro di cesello ci sia dietro a ogni libro ben fatto.
Galletta è maestra di cesello ma anche di immaginazione, e cerca sempre la via meno battuta e lo sguardo meno scontato per raccontare di un mondo che, grazie alla sua penna, diventa sempre fonte di meraviglia.
Profile Image for Manuela Rotasperti.
499 reviews17 followers
August 30, 2025
"𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉é 𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒐𝒏𝒕𝒂𝒏𝒊 𝒅𝒂𝒍 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒐 𝒑𝒂𝒆𝒔𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒇𝒂, 𝒕𝒆 𝒍𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒆𝒈𝒏𝒂 𝒊𝒏 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒆𝒓𝒊𝒆 𝒅𝒊 𝒇𝒐𝒕𝒐𝒈𝒓𝒂𝒎𝒎𝒊, 𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒅𝒐𝒑𝒐 𝒂𝒏𝒏𝒐, 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒆𝒓ò 𝒕𝒖 𝒏𝒐𝒏 𝒓𝒊𝒆𝒔𝒄𝒊 𝒂 𝒓𝒆𝒈𝒊𝒔𝒕𝒓𝒂𝒓𝒆. 𝑹𝒊𝒎𝒂𝒏𝒊 𝒇𝒆𝒓𝒎𝒐 𝒂 𝒖𝒏𝒐. 𝑨 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒊ù 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆, 𝒂 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒊ù 𝒅𝒐𝒍𝒐𝒓𝒐𝒔𝒐. 𝑨 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒆 𝒖𝒏𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒔𝒊𝒂𝒔𝒊."

Paolo Rasura vive ormai da anni a Palermo ed ha messo su famiglia. Ma la morte del vecchio amico Filippu de li testi lo riporta a Santafarra, il suo paese natio. Paolo viene travolto dai ricordi, va in crisi e continua a rimandare la partenza, tormentato dall'invidia per la felicità altrui.

È il seguito del romanzo Pelleossa, cosa che ho scoperto purtroppo troppo tardi, ed infatti racconta la vita di personaggi ormai cresciuti presenti nel primo libro, e molto probabilmente mi sono bruciata le varie scomparse...🤣 È un libro ambientato nel 1967 con una forte presenza della terra che fa da scenografia, la Sicilia, non solo nelle descrizioni esaustive di vicoli e contrade, spesso fittizie, a partire dal paese di Paolo, e non solo nel richiamo a tradizioni e superstizioni, ma soprattutto nella lingua. L'autrice Veronica Galletta utilizza continue inflessioni dialettali, che non si limitano ai dialoghi, ma si amalgamano in modo piacevole e comprensibile alla narrazione. All'inizio si ritrova tutta una carrellata di personaggi e la loro attuale situazione, forse per riallacciare i contatti con il libro precedente, che ho trovato un po' faticosa, sicuramente perché non ho letto quest'ultimo. La trama è quasi completamente assorbita dallo stato d'animo di Paolo, dalla sua crisi esistenziale, la sua perenne infelicità, l'invidia per chi, a differenza sua, ha trovato la propria strada. Forse, proprio per questo, ho trovato troppo slegato dal filone principale della storia, la piccola parentesi più a sfondo mistery ed il plot twist relativo al protagonista del tutto ininfluente. Avrei invece valorizzato maggiormente l'accenno storico al terremoto del 15 gennaio del 1968. L'epilogo l'ho trovato un po' deludente: dopo aver seguito tutto il percorso tormentato di Paolo mi sarei aspettata una conclusione meno aperta. Ciò che invece ho apprezzato davvero tanto è la scrittura, sempre curata e contestualizzata, una scrittura che avvolge il lettore.
Profile Image for Alessia Chierico.
153 reviews5 followers
July 14, 2025
Dalla cima di Colleorbo, Paolo Rasura vede tutta la valle e ci indica i vari luoghi di Santafarra. Malotempo è una contrada “che s’inerpica sempre uguale”.
Paolo “detesta ritornare a Santafarra, dove l’avvenimenti gli si mischiano in testa, e i vivi e i morti si confondono.”
Ci presenta la sua famiglia: sua madre Lucia e i suoi fratelli: Calogero, Pascali e Ciccio e tutti gli altri compaesani.
È inutile, a Santafarra, Paolo si sente soffocare e, ormai, anche un po’ estraneo. Insieme al protagonista, ascoltiamo i discorsi sulla società dell’isola; ma occorre udirli con mezzo orecchio perciò si dimenticano in fretta.
“Avvenimenti vicini che vengono subito dimenticati, e accussì i paesani manco si ricordano di come fu che villa Marcella scomparve. Qualcuno dice che non c’è mai stata, che in quello spiazzo (…) sono anni che non c’è nulla, che durante la guerra addirittura ci cadde una bumma.”
“Il prurito delle costruzioni” a Santafarra iniziò alla fine del 1958. Villa Marcella fu smontata, ferita e demolita nel novembre 1959, appena morto il Cavalier Mistretta che non aveva lasciato eredi. Sembrava che accadesse qualcosa di sinistro, o di miracoloso, durante la demolizione; tanto che qualcuno iniziò a urlare: <È il cavaliere! È ancora dintra!>
La paura che l’anima del cavaliere fosse ancora all’interno, fece desistere chi avrebbe voluto costruire, al posto della villa, un moderno condominio.
Quando si faceva ritorno a Santafarra, era difficile andarsene perché ti imprigionava con i suoi tentacoli, come un polpo. Paolo si perde nei ricordi di quando era piccolo e correva nelle stanze vuote della casa e di quando suo padre lo salutava facendogli una carezza con le sue mani ruvide. E gli sembra di tornare indietro nel tempo quando era vivo suo nonno Silvestro. La Contrada Malotempo è una fucina di ricordi.
È tutto pesante per Paolo: sua moglie Agata, i loro bambini, sua madre, i suoi fratelli, tranne Natalia con quelle “ciglia lunghe sugli occhi cangianti”. “Santafarra è un paese storto. Le ombre si fanno subito lunghe”; Paolo non la sente più casa sua. Ha ricevuto da Filippu i suoi ricordi: le foto, le lettere, la sua arte. Da quanto tempo Paolo non prende in mano i pennelli e i colori? Troppo. Ha il desiderio di chiudersi in casa e di dipingere. Quella splendida nuvola rosa che si vede in copertina, così zuccherosa e accattivante, in realtà porta con sé un carico di grandine. I contadini chiedono al vescovo di invocare la Madonna de li Pisci per dare “tregua al cielo”, ma la Madonna esce solo a Ferragosto.
Infine si arriva al 15 gennaio del 1968 quando “il terremoto prese tutta la valle”. I soccorsi furono rallentati dalla neve copiosa che era caduta. E nei giorni di malotempo i semivivi del terremoto vagavano per la collina …
Veronica Galletta ci fa avvertire lo scorrere del tempo. Paolo percepisce tutte le versioni del se stesso che è stato da bambino, da ragazzo e ora da uomo. Lo stile di Veronica mi ha ricordato il Verismo di Verga. Come lo scrittore catanese, anche l’autrice siracusana inserisce espressioni dialettali che rendono la narrazione più autentica.
Profile Image for Ida Mazzarella.
170 reviews4 followers
Read
August 11, 2025
Veronica mi piace perchè da ingegnera e scrittrice quale è, lavora sempre su una "struttura".

Una struttura della lingua, precisa, ragionata, mai banale; non una parola è messa ĺì senza studio. Pelleossa e Malotempo, ne sono un esempio particolare, avendo una lingua italosicula evocativa, ma anche quella tecnica che racconta l'argine, o quella dell'enigma di Le isole di Norman.

Una struttura della costruzione della trama: complessa, coerente, costruita in modo da poter "tenere" nel tempo, ed eventualmente anche poter reggere ad un suo prolungamento, che si mostra lineare e cresciuto rispetto all'idea originaria.

Una struttura che diventa materia visibile trasformandosi in mappa, luogo gallettiano per eccellenza, che riassume e guida.
Questo modo di scrivere, fatto di "scientifico" e nel contempo magistralmente "letterario", lo trovo di un livello che si innalza su tanti, senza peccare di superbia: perchè il talento quando è così limpido è umile e naturale. Si afferma da sè.
Profile Image for Giochi Linguistici.
47 reviews7 followers
December 23, 2025
Un viaggio verso l’introspezione
La sperimentazione linguistica di Veronica Galletta continua in Malotempo. Il dialetto siciliano pur essendo presente, sembra lasciare sempre più il passo ad un italiano riflettuto e introspettivo, soprattutto per quanto riguarda il narratore. Il dialetto certo è ancora mezzo di comunicazione privilegiato dei personaggi, ma si fa più scarno e funzionale. In questo lo stile rispecchia la narrazione.

Sembra quasi che le parole, e la spinta di curiosità infantile che aveva animato il bellissimo personaggio di Paolino, siano rimaste al Giardino con Filippu in un tempo remoto ed eterno. Questo nuovo Paolo, vittima dei traumi infanti non elaborati perché mai discussi, preferisce rifugiarsi nel silenzio del non-detto. Se in Pelleossa Paolino era alla ricerca di risposte nel mondo esterno, ora in Malotempo la ricerca non può che muoversi in una sola direzione: quella interna della sua propria interiorità.

Leggi la recensione completa: https://giochilinguistici.it/malotemp...
Displaying 1 - 8 of 8 reviews

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