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I bambini di cenere: Ispirato alla vera storia dell'Operazione Eutanasia

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QUESTA È LA VERA STORIA DI RAINOR E DEI BAMBINI DI TRUTZBURG L'OSPEDALE DOVE SI STABILIVA CHI AVEVA DIRITTO DI VIVERE MA CERTE VITE ANCHE QUANDO RIDOTTE IN CENERE NON SMETTONO MAI DI RACCONTARE

Germania, 1940. Un autobus grigio spezza la monotonia della vita di Rainor Schacht e dei suoi compagni all'istituto per bambini disabili. La loro l'ospedale di Trutzburg, un luogo avvolto nel mistero.
Nessuno li ha preparati all'orrore che li attende.
Né l'infermiera Hilde, né il gentile autista Peter Berger, né tantomeno il direttore, il dottor Lutz.
Un orrore rimasto nascosto tra le pieghe della Storia che finalmente viene alla luce dopo anni di ricerche. Grazie al diario cifrato dell'autista, Rainor, sopravvissuto e divenuto adulto, intraprende una difficile ricerca per capire cosa sia realmente accaduto tra quelle mura e ritrovare Emmi, la bambina che ha alleviato il tempo passato in attesa della fine, forse sopravvissuta anche lei.
I bambini di cenere ci conduce attraverso le crudeltà del progetto Aktion T4, uno dei capitoli più atroci della Storia.

274 pages, Kindle Edition

Published March 18, 2025

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About the author

Andrew Boden

8 books17 followers
Andrew Boden is a writer and editor based in Burnaby, Canada.

His fiction and non-fiction have been published in numerous anthologies and magazines across Canada and the US, including the Journey Prize anthology. He was also a finalist in the Malahat Review’s 2016 and 2018 novella contests. Andrew was thrilled to co-edit Hidden Lives: Coming Out on Mental Illness, a ground-breaking anthology of evocative personal essays by writers who either suffer from or have close family members who have been diagnosed with a serious mental health or developmental disorder.

Andrew is also passionate about helping disadvantaged children learn to read. He is a director of Books Over Borders, a Canadian children’s literacy charity and has helped thousands of children in Afghanistan and Canada learn to read. When he’s not writing, you can find Andrew in hiking in the mountains or near the sea.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Joy BookLover.
9 reviews
February 11, 2026
4,5 ⭐️

Germania, 1940.
3 diari che si intrecciano: quello di Rainor, quello di Herr Berger (l’autista dell’autobus grigio) e quello di Rainor 13 anni dopo, che raccontano il programma nazista Aktion T4, il famoso programma Eutanasia, in cui tutti i bambini con problemi psichici o fisici dovevano essere “cancellati” in nome della purezza ariana.

Eva, Marie, Rainor, Emmi verranno quindi prelevati da un istituto per disabili per essere portati a Trutzburg, inconsapevoli di essere lì per essere “cancellati”.

I diari sono carichi di dettagli sulla spietatezza e la disumanità di quel periodo. Il diario di Herr Berger inoltre sottolinea il peso del senso di colpa, consapevole di aver scelto di condurre alla morte dei bambini solo per qualche spicciolo in più e della sua decisione, allora, di aiutare questi bambini a scappare.

Il diario di Rainor, invece, mostra un bambino che ha difficoltà ad esprimersi, che tenta di nascondere il suo aspetto ma che esige di essere visto e che puó anche innamorarsi della sua amica Emmi, che non dimenticherà mai e che cercherà fino all’ultima pagina.

Questo libro è molto scorrevole e invita alla riflessione: è sicuramente molto toccante e allo stesso tempo devastante.

“Essere morti nel futuro, è morire già adesso.”

“Umanità, umanità. Quella parola non aveva più senso. Il Mastino era dappertutto.”

“Non aveva forse ragione l’orribile regime? I deboli andavano uccisi. La natura lo faceva al posto nostro, lo faceva ogni giardiniere. I germogli che attecchivano, si mantenevano. Gli altri non superavano mai il vassoio da germinazione. Andavano staccati. Noi non eravamo altro che pollice e indice di Dio, il Grande Giardiniere.”

“Era quello che avevo finito per aspettarmi: che le persone intorno a me si trasformassero in cenere sottile e fossero trasportate da una brezza leggera.”

“Ma io ero stato ucciso, non era forse cosi? Nessuno di noi era sopravvissuto. Le nostre vite non erano diventate nient’altro che lo scaricarsi dell’orologio che ciascuno di noi aveva dentro di sè. Il mio orologio da taschino si era fermato alle x.iv dopo che Emmi mi aveva lasciato alla fattoria, e non era mai ripartito.”
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Ilaria Flospergher.
167 reviews
June 9, 2025
Sicuramente una storia triste, è incredibile come sia potuto succedere una cosa orribile come l’operazione eutanasia. Finale un po’ debole
Profile Image for Glenda.
331 reviews1 follower
August 2, 2025
Una storia che non lascia indifferenti
Displaying 1 - 4 of 4 reviews