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Il demone meschino

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In una anonima cittadina russa di provincia, dove regnano ubriachezza, maldicenza, volgarità, sporcizia e superstizione, il professore di ginnasio Peredonov mira a un posto da ispettore scolastico e, per avere la promozione, si trova costretto a sposare Varvara, la donna con cui vive da anni. Privo di qualsiasi moralità, rozzo, abulico, ottuso e nello stesso tempo paranoico, Peredonov diventa via via sempre più meschino e sadico, tra visioni allucinate e comportamenti abietti, fino alla tragedia finale.
Rivisitazione del naturalismo zoliano e dei temi del decadentismo, pervaso da un'atmosfera demoniaca e da un erotismo scabroso, Il demone meschino (1907) fu un grande successo internazionale. Capolavoro del simbolismo russo, è un'opera innovativa per stile e il suo protagonista, incarnazione della quotidianità del male, è l'archetipo di un nuovo tipo «con Sologub» dichiarò Evgenij Zamjatin «inizia un nuovo capitolo della prosa russa. Leggete Il demone meschino e vi renderete conto che Peredonov è destinato all'immortalità.»

492 pages, ebook

Published April 8, 2025

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About the author

Fedor Sologub

47 books2 followers

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Emmanuele Manzari.
20 reviews3 followers
September 6, 2025
La struttura è quella di un classico romanzo russo. L’atmosfera è quella di una Russia decadente, sporca sia negli ambienti che nelle virtù umane.

Peredonov mira al posto da ispettore scolastico che Varvara gli avrebbe fatto ottenere dalla principessa se lui l’avesse sposata.
L’attesa di questo avanzamento di carriera che sembra non arrivare mai porta Peredonov a tirare fuori i lati più meschini del proprio carattere.
Anche qui abbiamo una storia parallela, quella dei giovani Saša e Ljudmila, che si va a intrecciare con quella principale.

Ironico, volgare e con un inaspettato tocco queer. Se amate i russi non potete farvelo scappare.

Nota: Lo apprezzeranno particolarmente gli appassionati di profumeria. Amerete Ljudmila che nominerà e descriverà vari profumi.

Buona lettura
Profile Image for Aurora Terzitta.
35 reviews1 follower
January 2, 2026
I russi descrivono i sentimenti in maniera tale che ci si chiede se non siano davvero gli unici a provarli.
Profile Image for Giady.
25 reviews
December 23, 2025
“Uno strano, crudele sorriso tra le lacrime le rischiarò il volto, come un raggio che vivido sfolgori al tramonto tra l’ultimo rovescio di una stanca pioggia.”
Profile Image for Serena Risitano.
45 reviews6 followers
January 11, 2026
“Il demone meschino” rappresenta uno dei vertici della narrativa russa di primo Novecento nella rappresentazione della degradazione morale come fenomeno strutturale. Sologub costruisce un microcosmo provinciale chiuso, saturo e autoreferenziale, in cui la meschinità agisce come principio regolatore dei rapporti umani. La provincia assume valore simbolico: uno spazio sociale in cui sospetto, conformismo e crudeltà quotidiana si stabilizzano come norme condivise.
Peredonov incarna una forma di male ordinario, radicato nella paranoia, nell’ambizione amministrativa e nel risentimento elevati a sistema psichico. La progressiva deformazione della sua interiorità conduce a una soggettività impermeabile a qualsiasi istanza etica. L’elemento fantastico, concentrato nella figura della nedotykomka, la forastica, funziona come proiezione patologica di una coscienza frammentata, trasformando il soprannaturale in sintomo clinico della disgregazione percettiva.
La comunità che circonda il protagonista amplifica questa deriva. Il pettegolezzo, l’indifferenza e la derisione collettiva costituiscono un dispositivo di legittimazione della violenza morale, distribuendo la responsabilità del danno sull’intero corpo sociale. Il male emerge così come fenomeno sistemico, diffuso e ordinario.
La prosa di Sologub aderisce pienamente a questo progetto. Il registro piano, quasi documentario, produce un effetto di soffocamento etico attraverso l’accumulo di gesti minimi e ossessioni ripetute. L’orrore nasce dalla continuità del quotidiano più che dall’eccezione.
Nel confronto con Dostoevskij, Sologub occupa una posizione deliberatamente subordinata. Alla verticalità metafisica e al conflitto dialogico dostoevskiano sostituisce una visione ridotta e immanente, centrata sull’inaridimento spirituale e sulla mediocrità come destino. Questa rinuncia alla profondità abissale conferisce a “Il demone meschino” una forza analitica specifica: l’indagine spietata dell’orizzontalità del male, priva di aperture salvifiche e concentrata sulla degradazione come stato permanente.
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