Alice è fatta di storie. Si nutre di storie. Le storie sono le sue insegnanti migliori. Finché vive di storie va tutto bene. Il problema è la vita fuori dai libri, ogni giorno più la prof di lettere l'ha presa di mira, i genitori separati le affidano troppo spesso la sorellina Zoe, il suo migliore amico non capisce che per lei non è solo un amico, e il ragazzo più popolare della classe un po' la corteggia e un po' no, mandandola in confusione. Ma questo è niente in confronto a quello che la attende quando incontra il Genio (sì, proprio quello della lampada), che si è intrufolato nel suo liceo travestito da psicologo scolastico per affidarle un compito. Di là, nel mondo delle storie che Alice tanto ama, gli Avveratori di desideri sono in difficoltà, perché di qua, nel nostro mondo, le persone non riescono più a esprimere desideri d'oro (quelli veri, del cuore) e si accontentano di desideri di latta (conformisti e materiali). Starà a lei aiutare gli Avveratori a creare una Palestra dei desideri, un luogo dove le persone re-imparano un po' alla volta a sognare. Perché il potere delle storie ci allena a pensare in grande e a tirare fuori la parte più bella e sconosciuta di noi. E per Alice è tempo di scoprire che anche la vita fuori dai libri può essere una grande avventura.
Barbara Fiorio, nata a Genova nel 1968, formazione classica, studi universitari in graphic design, un master in marketing communication, ha lavorato per oltre un decennio nella promozione teatrale ed è stata la portavoce del presidente della Provincia di Genova.
Parto con il dire che questo libro è bellissimo e che Barbara Fiorio è riuscita a scrivere uno Young adult non semplice, dove la necessità di fermarsi a riflettere si mescola alla leggerezza degli anni dell’adolescenza, dove anche le piccole cose raggiungono la dimensione del dramma. La protagonista è Alice, una ragazza che due grandissimi problemi: la professoressa di lettere e Raffaele, il suo migliore amico della quale è innamorata.
Questo è un libro bello perché riesce a raccontare un’avventura emozionante con dei protagonisti che si trovano per la prima volta ad affrontare delle novità, come ad esempio il primo amore. Alice è una ragazza che non sa come vivere l’adolescenza ed è così per tutti gli adolescenti, che si ritrovano in balìa di mille stravolgimenti emotivi da un momento all’altro. E in tutto questo cosa accade? Spunta uno psicologo che in realtà è il Genio della lampada con una missione importantissima: aiutare le persone ad avere di nuovo desideri d’oro.
Perché? Abbiamo smesso di desiderare?
In questo Young Adult, Barbara Fiorio ci porta a riflettere sull’importanza di un desiderio e di cosa siamo disposti a fare per realizzarlo. Troppo spesso ci lasciamo andare a desideri semplici, magari desideriamo un oggetto, un qualcosa che si ottiene facilmente e allontaniamo da noi il vero desiderio, quello che ci renderebbe davvero felici, che ci farebbe alzare dal letto con il sorriso. Tutti abbiamo dei desideri e in tanti ormai li sotterriamo sotto le incombenze della realtà e della vita che a volte sembra prendere il sopravvento.
Barbara Fiorio riprende molti dei suoi argomenti preferiti: le fiabe, l'ironia, il rock'n'roll e il liceo classico, in un romanzo per ragazzi che però secondo me è pensato per gli adulti (lei dice nella postfazione che è per entrambi, ma io sinceramente non ce lo vedo un adolescente a leggere "La palestra dei desideri"). Oltre ai suoi temi prediletti, c'è anche una storia di adolescenti alle prese con amorazzi e piccoli e grandi problemi dell'età, con una protagonista che l'autrice non nasconde essere ispirata a se stessa: e come tutti gli adolescenti, fanno tenerezza, gli vuoi bene, ma vorresti anche prenderli a calci nel sedere. La scrittura è fluida, piacevole, un capitolo tira l'altro, la parte fantasy e quella reale si intersecano abbastanza bene (a volte qualche stridore lo si sente) e ci sono molti personaggi secondari ottimamente caratterizzati: ognuno troverà il suo preferito (il mio è Babbo Natale). Si finiscono le oltre 400 pagine in una caduta di stellina. E ci ritrova, inevitabilmente, a pensare a quali sono i propri desideri d'oro.
Godibilissimo. Per una volta, gli adulti non sono figure desolanti. Ed infatti non sono da combattere. È interessante se lo leggiamo come specchio del tempo che rappresenta. Ma non educativamente è corretto?