Eco è la storia di una ragazza che sogna, e del suo sogno che riceve un’interpretazione diversa da ciascuno dei personaggi a cui lei lo racconta. Il fluire dei loro pensieri porta con sé altre storie, le trame delle loro esistenze, che appaiono a noi che leggiamo come frammenti di uno specchio infranto. E le vicende di questi amici, parenti, amanti s’intrecciano con quelle della protagonista: dalla provincia in cui è cresciuta nelle Marche a una Toronto gelida ed estranea, Resi attraversa la vita di tutti loro come uno spirito sottile, rimanendo indecifrabile anche a sé stessa. Con una composizione polifonica rigorosa e altrettanto sorprendente, e con richiami a Cavalcanti, Nabokov e Joyce, Sinatti propone una riflessione sull’amore e sulle trasformazioni che seguono l’esperienza amorosa, mentre ci spinge a interrogarci non solo sull’identità della protagonista ma anche sulla nostra: quanto di ciò che siamo e di ciò che crediamo appartenerci è solo eco?
Si dice: sbagliando si impara. Si sbaglia una volta e si impara. Ma ogni volta è diversa dall’altra: a che serve imparare? Ogni volta si sbaglia di nuovo. Quello che impari è sempre già vecchio, rispetto alla vita. E la vita che impari, la vita che vuoi, non succede. Non viene al mondo, non nasce. Una vita che è solo pensata. Ma non sono la vita, i pensieri?
Il libro di Cesare Sinatti mi ha conquistata poco alla volta, grazie ad una scrittura che nello scorrere degli episodi si modifica e si impreziosisce. Mi ha stupita la descrizione dei sentimenti della protagonista femminile, Resi, così sapientemente modellata dalla sensibile e attenta mano maschile di Sinatti. Bello anche ritrovare nel libro delle tematiche di attualità, come le difficoltà giovanili di scegliere la propria carriera, o quella di inserirsi in un ambiente lavorativo, o ancora le incertezze riguardanti precoci innamoramenti.
Meraviglioso. Una prosa così fluida e allo stesso tempo elegante e un'acutezza nel descrivere i diversi personaggi di ogni capitolo, continuando simultaneamente a delineare, tramite le loro storie, il personaggio di Resi. Vorrei leggere solo libri così
Alcuni capitoli del libro si meritano 5 stelle, mentre altri sembrano perdere il filo dell narrazione. Overall, adoro il pensiero assurdista che viene espresso in vari dialoghi e riflessioni, tuttavia a volte la storia sembra solo uno sfondo messo solo per poter esporre le riflessioni dell’autore. In generale, darei 3,5.
Eco non è un romanzo, ma un esercizio di vanità gonfiato oltre misura. Sinatti crede di riforgiare il mito, ma offre soltanto un saggio indigesto mascherato da letteratura, un miscuglio di citazioni e metafore che scambia la retorica per sostanza. Il risultato è un testo che oscilla tra il grandioso vuoto e il cliché stanco, incapace di generare risonanza o vita. L’eco qui non è vibrazione, ma un ronzio fastidioso che svuota la pagina.
Se la letteratura si giudicasse per ciò che aggiunge alla cultura, Eco registrerebbe in negativo. Non restituisce mito né filosofia, ma un autoritratto compiaciuto, uno specchio che l’autore porge a se stesso nell’illusione che gli altri vi trovino incanto. Nessuno lo trova.
Romanzo polifonico sulla vita di una ragazza (dalla scuola al lavoro come ricercatrice in materie letterarie) e dallo stile multiforme. Prosa magnifica che esalta il piacere della lettura.