Sullo sfondo di Milano, città dalla vita frenetica e intensa, Bontempelli assembla un romanzo di romanzi, raccontando storie all'apparenza indipendenti, con protagonisti che però intessono una narrazione dalla signora che ha appena lasciato, piena di pudore, lo studio di un medico specializzato in malattie veneree alla moglie gelosissima che, sulle tracce di un'amante del marito, scopre di essere lei stessa la donna che sta cercando. Tra ripicche, risse, partite a poker senza regole certe e bizzarrie di ogni sorta, personaggio di rilievo è Massimo, alter ego dell'autore, che si perde in giornate intense, ma spesso senza senso, come quelle di molti. Magari bisogna cercare alla stazione un uomo che non si conosce e che dunque non si può trovare, o è il caso di stuzzicare la creatività di uno zio che ha ambizioni poetiche. È così che scrittore e personaggi finiscono con l'incontrarsi, scavalcando il perimetro dello spazio e del tempo. E il creatore si fa opera.
Massimo Bontempelli was an Italian novelist, short story and theater writer, literary and art theorist and critic.
Best known for coining the literary term Magical Realism and creating its theoretical framework. His efforts to implement this specific poetics in his writings begin after his initial experiments, first with traditional poetry (Carduccian classicism) , then humorist, ironic stories (influenced by Pirandello) and short escapades in surrealism and futurism. Despite forming a literary model for Magic Realism with his own novels and short stories, Bontempelli's importance as a Magic Realist writer is mainly neglected and overthrown in contemporary theories on Magic Realism. Only few authors (mostly Italian authors but A. C. Hegerfeldt, A. B. Chanady, I. Guenther as well) acknowledge Bontempelli's significant role for the development of Magic Realism, but unfortunately, not all of them manage to go further then Franz Roh's and Alejo Carpentier's theories in the debate over the origin and literary use of the term.
Bontempelli graduated from the University of Turin gaining two diplomas, in Classical Studies and in Philosophy. He worked as a journalist, teacher and served as an artillery officer during the First World War.
In 1924 Bontempelli entered Mussolini's fascist movement and in the same year, together with his friend Luigi Pirandello, he founded Teatro degli Undici. In 1926, co-founded the literary review 900: Cahiers d'Italie en d'Europe with Curzio Malaparte. Despite Malaparte's abandoning the review even before the first issue was published, Bontempelli had succeeded, with the help of Nino Frank, to form an impressive editorial committee which included Max Jacob, André Malraux, Rainer Maria Rilke, and James Joyce and contributions from Pierre Mac Orlan, Philippe Soupault, Georg Kaiser, Ivan Goll and Ramòn Gomez de la Serna. In the first issue Bontempelli presented his theory of Novecentismo and Magic Realism and articulated literary positions that became points of reference in literature.
In 1930 Bontempelli becomes a member of the Italian Academy. In 1938 Bontempelli was offered Attilio Momigliano' chair at the department for Italian Literature at the Florence University (which Momigliano was forced to give up because of the anti-Semitic legislation) but refused the position and was subsequently banished to Venice and censored by the regime because of his critic towards fascist leaders.
In 1953 Massimo Bontempelli is awarded with Italy's highest literary award, the Strega Prize, for his collection of short stories L'amante fedele (The Faithful Lover).
"La vita intensa" è uno dei più bei romanzi italiani mai letti. Un capolavoro, breve, ma divertente, ironico, intelligente, vero, profondo e, soprattutto, di un'eccezionale modernità. O forse è post-moderno?
Una cosa che continua a sconvolgermi è che, quando si tratta di 900 italiano, dove peschi peschi, peschi bene - soprattutto se vai a pescare tra autori un po' più marginali, di quelli che non ci hanno fatto leggere a scuola.
Di Bontempelli non avevo mai letto niente, di lui sapevo zero (anzi uno: era il compagno di Paola Masino, l'autrice di un mio libro di culto: Nascita e morte della massaia), stop.
La vita intensa, quindi, l'ho preso un po' a caso, e un po' a caso l'ho proposto al gruppo sul 900 italiano.
È un libro sperimentale, avanguardista, che anticipa un certo Pirandello (quello dei Sei personaggi, per intenderci). Ed è un libro che, ne sono certa, è stato molto amato da gente come Landolfi e Mari.
Ho riso tanto e, come sempre, ho pensato: Wow, che gioiellino.
Un libro che sa di raccolta di racconti ma che secondo me alla fine non lo è. Una narrazione che fonde perfettamente un'arguta ironia a una pacata riflessione. Una critica sottile ad una quotidianità che non si arrende all'essere soltanto "normale". Un libro che non pretende nulla eppure dà tanto. All'apparenza semplice, nel profondo atipico e divertente.
Una novela de novelas, o un experimento vanguardista (fue escrito en la posguerra de la 1ª Guerra Mundial, ahí aparece Marinetti y su futurismo como invitado especial): varios “cuadros de costumbres” contados en primera persona cuyos personajes se reúnen al final rebelándose de algún modo contra el autor (quien aparece desdoblado como narrador-personaje y también como escritor), un hallazgo bastante contemporáneo (año más, año menos) a Unamuno o Pirandello, por nombrar autores más conocidos. Había leído alguno de los cuentos de Bontempelli en antologías, aquellos de su última etapa que algunos gustan de incluir dentro de la “corriente” del realismo mágico (más bien fantasías cotidianas), cuentos estos muy gratos y divertidos. Esta Vita intensa, ambientada en la frenética ciudad de Milán, me recuerda con sus pros y sus contras a El poeta asesinado de Apollinaire, tal vez más prosaica, pero que comparte ese equilibrio o reparto de fuerzas (con lo que supone de pérdida de vigor narrativo) entre la inventiva genial y trastocadora de nuestro punto de vista de la realidad propia de la vanguardia con ocurrencias puntuales que parecen destinadas a arrancarnos una sonrisa o tal vez una carcajada. Algo ingenuo, en suma, visto desde cien años después… o tal vez (muy probable) mi escaso entusiasmo ante estos hábiles mas pequeños experimentos sea debido a mi propia incapacidad. Interesante y medianamente entretenido, pero a mí me deja bastante frío.
Delizioso. Raccoglie, ma in maniera perfettamente organica, 9 racconti usciti sull'"Ardita" nel '19 con un "racconto" finale e una introduzione finale che fanno da cornice a tutto. Dentro ci sono tutti i tratti che ho amato in Figlio di due madri e gente nel tempo: c'è sperimentazione (non fine a se stessa), c'è il famigerato realismo magico, c'è scrittura impeccabile e tanta tanta ironia intelligente. Io l'ho letto tutto d'un fiato in una mattinata di viaggio lento, e credo che sia il modo migliore per goderselo a pieno, per avere ben chiari tutti i personaggi in quello è "il romanzo dei romanzi", in cui tutto assume un significato, e la poetica di Bontempelli emerge potente.
Un’opera d’altissimo livello. Precursore di qualità di un filone che verrà ripreso a Milano nella letteratura ma con scarse abilità -vedi Pinketts- e che segna un cammino difficile da seguire. Bontempelli ha una scrittura scorrevole e una fantasia fervida. Le sue trovare sono geniali come l’incontro a casa sua con i vari personaggi che hanno popolato i suoi romanzi. Le ultime due trovate sono geniali e fino alla fine il libro offre dei colpi di scena molto interessanti!!
Tra le proposte di Utopia non può mancare un Massimo Bontempelli diverso da quello sino ad ora conosciuto e dalla medesima casa editrice pubblicato. Siamo davanti ad uno scrittore del Novecento che sa distinguersi ed è un peccato che a lungo sia stato dimenticato e ignorato insieme alla scrittrice e compagna Paola Masino. Un uomo, Bontempelli, libero e ironico, avanguardista e tradizionalista al contempo, geniale nello smantellare le impostazioni narrative dell’Ottocento, altrettanto arguto nel saperne cogliere i tratti salienti tanto nelle linee romantiche, naturalistiche o sentimentali, un narratore che ha da dire.
Con “La vita intensa” conosciamo il narratore dal punto di vista del racconto e/o romanzo breve. Detti scritti furono per la prima volta pubblicati da Vallecchi nel 1920 per essere anteceduti da pubblicazione sulla rivista “Ardita” tra il marzo e il dicembre del 1919.
«Una storia vera non scritta per uomini semplici e nemmeno per uomini troppo complicati, bensì per i posteri e per rinnovare il romanzo europeo.»
Quarantunenne, reduce dal fronte, con indosso una divisa militare, un uomo che ha visto la morte di altrettanti giovani, di altrettante vite. È questa l’immagine che si apre ai nostri occhi, è questo il Bontempelli che ci troviamo davanti. Ecco allora che ci narra di storie vere, incontri casuali occorsi in una mattina milanese come tante in una giornata del 1919 durante una passeggiata con l’amico Piero.
Bontempelli osserva, guarda, scruta. Nulla sfugge al suo sguardo. Né la donnina dagli abiti modesti, né ancora la prima esperienza lavorativa in una Napoli dove si occupava di far da correttore di bozze sei ore al giorno nell’impresa editoriale del professor Iovelli con uno stipendio mensile, di cui spesso ha visto solo piccoli acconti, di cinquantamila lire. Ed ancora conosciamo l’esperienza romana e una vita fatta di povertà e miseria, difficoltà e riflessioni sull’avvenire.
Altra espressione della grande arguzia del narratore, del suo umorismo e della sua intelligenza, lo riscontriamo nello stratagemma per procurarsi più di due pacchetti di sigarette, imposizione imposta per decreto del pubblico potere che non poteva andar bene a chi come lui altro non era che un accanito fumatore.
Dieci i racconti/romanzi che rappresentano piccole perle, primi barlumi della nostra modernità, chicche per l’anima. “La vita intensa” è un testo per chi cerca l’originalità e non la banalità, per chi ama la ricerca, per chi non si accontenta e vuole sempre più scoprire.
Autore poco conosciuto anche perché fuori dal canone scolastico, molto prolifico, con una produzione nettamente bipartita fra una stagione più legata ai moduli ottocenteschi e un'altra avanguardista, sperimentale, futurista, capace di fargli misconoscere le opere precedenti. Sicuramente vicino agli ambienti fascisti, tanto da aver pubblicato quest'opera, la prima del nuovo corso, a puntate proprio su "Ardita", supplemento mensile del Popolo d'Italia di B. Mussolini.
"La vita intensa" è composta da dieci piccoli romanzi e reca il sottotitolo "romanzo di romanzi", ognuno di essi viene corredato di un titolo e anche di una specifica ben precisa "romanzo d'avventure". Tutti sono accostati a un mese, si va da marzo "La vita intensa" a dicembre "Romanzo di romanzi"; il primo è accompagnato da una prefazione che spiega le ragioni della scrittura, di matrice autobiografica, la sua veridicità ( "eppure questa storia è così vera") e la sua necessità ("lo scrivo per i posteri. Lo scrivo per rinnovare il romanzo europeo"). Leggendolo si scoprirà di sfiorare la realtà e di avere a che fare maggiormente con aspetti metaletterari e a tratti surreali: ha richiamato in me in parte Pirandello del metateatro di "Sei personaggi in cerca di autore", lo precede di un anno, e in parte il genio di Buzzati, con il suo surrealismo fine e intelligente. Le storie sono tutte ambientate a Milano e sono quasi tutte gradevolmente irrisolte oppure mettono in scena un falso movimento (generalmente la ricerca di qualcuno che non si può trovare), sono generate da un sottile spirito goliardico e se lo scherzo supera il limite possono dar luogo a conclusioni drammatiche ma impossibili. Sono piacevoli da leggere e toccano aspetti cari all'autore: l'abbandono dei maestri classici, l'apertura al futurismo, la critica ai moduli romanzeschi più in voga, senza però prendere una posizione di proselita acritico; in seno a questi frammenti di romanzo c'è già lo sviluppo delle scelte future: l'allontanamento dal fascismo e la rivendicazione della sua individualità come persona e come artista, sarà la sua terza stagione creativa.
"[...] malgrado le più scrupolose volontà umane l'inevitabile si compie eternamente nel mondo, che nonostante le attenzioni più vigili e oculate l'imperscrutabile ha sempre il suo dominio intero sugli uomini [...].
Più leggo Massimo Bontempelli, più lo trovo geniale. E non è solo per il suo livello di scrittura, così elegante nei toni arcaicheggianti e letterari, ma anche per la sua capacità di utilizzare un tono ironico e allo stesso tempo serio. Per non tacere della sua decisa scelta verso il realismo magico, che però, a differenza del tradizionale esperimento sudamericano, non è mai totalmente discosto dal realismo. "La vita intensa" è un romanzo di romanzi: Bontempelli immagina di scrivere un breve romanzo per ogni mese dell'anno e in sostanza ne nasce una raccolta di racconti, ognuno con personaggi che si richiamano e che tentano di trovare del buono in una Milano del primo dopoguerra, dove gli individui sembrano avvolti da un'aura di maligno che però si scioglie in una risata o in un qui pro quo. E così ogni avventura del protagonista-Bontempelli è semiseria, a partire dalla scelta del titolo: la vita intensa è quella che ognuno crede di portare avanti, affrontando i piccoli grandi problemi dell'esistenza, senza notare che in fondo si tratta di bazzecole, di minimi spostamenti da una retta via del tutto immaginaria. La guerra ha sconvolto le vite di tutti, si dice: ma la guerra è stata lontana dal qui e ora, i tram funzionano ancora, le piazze sono vive. E allora perché non trasformare gli accadimenti in un gioco? Un piccolo gioiello di scrittura, che non raccoglie il pieno del mio gradimento solo perché nella conclusione c'è troppo realismo magico.
Un po' "Zeno", un po' "Uno, nessuno e centomila", a tratti perfetto con quelle digressioni pseudofilosofiche/psicotiche che tanto amo e comunque mai noioso. Un libro altamente scorrevole, con gradevolissimi tocchi di sperimentalismo, che piuttosto che in una vera e propria raccolta di racconti consiste in una serie di episodi aventi lo stesso protagonista, ossia l'autore stesso. Non mi ha sorpreso scoprire dell'amicizia tra costui, che temo essere sconosciuto ai più, e Pirandello, difatti consiglio quest'opera leggera a chiunque abbia goduto del secondo. Stando alla post-fazione, "La vita intensa" segna un cambiamento nello stile di produzione di Bontempelli, credo perciò che mi cimenterò nella lettura di una sua raccolta successiva, "L'amante fedele", con cui vinse il premio strega, alla ricerca di ulteriore piacevolezza.
Bontempelli era un genio, cos'altro c'è da dire se non meno male che stiamo capendo quanti scrittori e scrittrici del Novecento sono stati ingiustamente esclusi dal canone, e cerchiamo di rimediare.
Bontempelli al suo meglio in questo romanzo di romanzi dalla struttura tesissima e precisa, l'ironia tipica del nonsense che già trasudava una Milano dei primi del Novecento, un'Italia in balìa della lingua psichedelica dei futuristi e una quotidianità stanca che si preparava ad accogliere a braccia aperte i deliri del fascismo.
Un romanzo, La vita intensa, che è un gioiello di progettualità letteraria, un libro un po' scherzo e un po' protesta, un po' impalcatura e un po' coup de theatre.
Qui siamo alla classe assoluta, quella che può definirsi senza dubbio “letteratura”.
Bontempelli purtroppo si sta riscoprendo solo di recente (anche grazie alle nuove e curate edizioni di Utopia), ma è sempre rimasto un po’ in ombra, fuori dal canone tradizionale, benché sia stato autore molto prolifico e dallo stile sopraffino.
Il libro, che lo stesso autore definisce “un romanzo di romanzi”, è composto da dieci storie (o romanzi brevissimi), tutti accostati a un mese, da marzo a dicembre, ambientate a Milano e hanno come protagonista lo stesso Bontempelli.
Gli “episodi”, come si possono definire, hanno una cornice realistica e precisa data dall’ambientazione della città, ma si svolgono tra il surreale e metaletterario, con uno stile che a tratti sperimentale e decisamente post moderno, non senza divagazioni filosofeggianti. Altra caratteristica fondamentale è l’arguzia e l’ironia, ma anche la sottesa profondità e intelligenza.
Elemento comune ai racconti (usciti a puntate) è l’ironia pervasiva che deforma fino all’assurdo la rappresentazione del quotidiano. Una sorta di sperimentazione novecentesca nata dalla poetica futurista ma già proiettata verso il realismo magico. Molti hanno trovato questa opera divertente. A me non ha fatto ridere per niente, anzi dei pezzi li ho trovati decisamente di cattivo gusto.
An ironic portrait of the busy lives of the Milanese at the beginning of the 20th century. An absurdist, experimental novel by Massimo Bontempelli, who was the first artist to apply magic realism to writing.
Divertente e intelligentissimo, con un sacco di colpi di scena metaletterari assolutamente inaspettati per essere uscito nel 1919. Ora vorrei leggere La porca vita, romanzo di costumi promesso nelle pagine de La vita intensa, ma purtroppo non esiste.
Mi sono divertito tantissimo! Ho divorato questo libro di raccolte di mini romanzi. Bontempelli è riuscito a creare un clima di allegria e nello stesso tempo ad anticipare modi di scrittura.
Romanzo di romanzi, come lo definisce l'autore protagonista, benché si tratti di racconti brevi. Di vario genere, a sua detta, benché prevalentemente autobiografici, con sapiente uso della scrittura – leggero, divertente e acuto. Metaletterario nel finale, immancabilmente.