Ho come l’impressione che i racconti contenuti nel volume Tre delitti un’estate (questo è il secondo) abbiano come comune denominatore la spocchia dei personaggi e l’esclusività dei contesti in cui essi si muovono. Di fatto, Tuzzi è bravissimo nel descrivere questo tipo di ambiente/società e a farne un ritratto crudo, a volte spietato.
Cercherò conferme con il terzo racconto, prossimamente.
Intanto questo: alla fine di un convegno ministeriale, due morti violente scuotono il fine settimana di alcuni personaggi che si ritrovano ospiti in una villa sulla splendida costiera napoletana: mare, sole, cielo azzurro, il Vesuvio sullo sfondo da una parte, dall’altra in lontananza Capri, e come contorno i profumi e i colori delle piante e dei fiori, i sapori e gli odori della cucina partenopea. Descrizioni un po’ saccenti, ma molto efficaci.
L’intreccio poliziesco però è blando, il movente, che ha radici nel passato, è labile, al colpevole ci si può arrivare.
Peccato perché la scrittura è come al solito impeccabile, ma la prolissità degli argomenti di conversazione non mi ha entusiasmata; le ultime battute del racconto evocano musica, languore e poesia, un piacere negato nelle altre pagine.
Onestamente mi aspettavo qualcosa di più valido.
🇮🇹 LdM: Lombardia
✍️ H.T.