Stefano Benni a teatro. È da una decina d'anni che Benni presta volentieri la sua fantasia alla scena teatrale, scrivendo per amici attori e registi e passando di volta in volta dalla sintesi del monologo alla divagante e ricca tensione drammatica della pièce di ampio respiro.
Comico, sferzante, dolente, Benni disegna figure femminili ("La topastra", "La moglie dell'eroe", scritti per Lucia Poli), si diverte a nevrotizzare sognanti fanciulle romantiche ("La signorina Papillon"), a spezzare identità ("La misteriosa scomparsa di W") a far tornare sulla terra in veste di contadino un diavolo-angelo dalle lunghe ali grigie ("Astaroth"), a tratteggiare la figura di un intrusivo barista col complesso di Sherlock Holmes ("Sherlock Barman").
La lista completa dei narratori include Marco Mete, Gio Gio Rapattoni, Jesus Emiliano Coltorti, Simone D'andrea, Ilaria Stagni, Valentina Mari, Roberto Stocchi, Giorgio Borghetti, Gino La Monica, Rossella Acerbo, Valentina De Marchi, Margherita De Risi.
Stefano Benni (Bologna, 1947 – Bologna, 2025) è stato uno scrittore, umorista, giornalista, sceneggiatore, poeta e drammaturgo italiano.
Stefano Benni (1947-2025) was an Italian satirical writer, poet and journalist. His books have been translated into around 20 foreign languages and scored notable commercial success. He sold 2,5 million copies of his books in Italy.
He has contributed to Panorama (Italian magazine), Linus (magazine), La Repubblica, il manifesto among others. In 1989 he directed the film Musica per vecchi animali.
Recensione a cura della pagina instagram pagine_e_inchiostro: Teatro comprende sei racconti-sceneggiatura ripresi da sketch teatrali realizzati dall’autore. Tutti pensati per la scena, i racconti risultano una miscela di critica feroce nei confronti della società, realismo quotidiano, sarcasmo, originalità e fantasia. Utilizzando espedienti comuni, come la coda in Posta o una lezione scolastica, Benni racconta i grandi temi della vita: l’amore, l’odio, l’intelletto, la guerra, il potere (nel bene e nel male) dei rapporti umani. L’atmosfera che crea Benni é sempre in bilico tra il grottesco e il veritiero. Benni non é per tutti, ma tutti dovrebbero leggere Benni, per guardarsi un po’ di più allo specchio.
Il libro comprende inserti fotografici che immortalano le versioni teatrali dei racconti rappresentati dal vivo: - La misteriosa scomparsa di W - Sherlock barman - La signorina Papillon - La moglie dell’eroe - La topastra - Astaroth
davvero davvero bello, a parte la scomparsa di W, che non mi è piaciuta, il resto delle storie mi ha entusiasmato molto, soprattutto Astaroth, Sherlock Barman, Topastra e la moglie dell’eroe. Mi ha colpito molto l’atmosfera grottesca che, con il linguaggio, lo scritto è riuscito a conferire a ogni storia. Molto particolare
Ascoltato in podcast: molto bravi gli attori, noiosissimo invece il testo. Amavo molto Benni ma ormai non lo trovo piu' ne' graffiante ne' divertente, solo molto datato. Due stelle per l'ottima recitazione. altrimenti una stella per il testo.
no.. io lo abbandono, mi avvalgo del diritto del lettore sancito da Daniel Pennac!! il primo: LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W: parole in libertà o per meglio dire a vanvera. Provi a saltare qualche riga e ti accorgi di non aver perso assolutamente niente del "plot", provi a saltare una pagina intera e il risultato non cambia. il secondo: SHERLOCK BARMAN, carino, sì, alla fine ti strappa una bella risata, ma ha tutto l'aspetto e l'andamento di qualche scenetta da "Zelig", cioè inutile! il terzo:LA SIGNORINA PAPILLON: sì, sembra carino, sento un vago richiamo a Jean Annouilh, ma sinceramente la mia pazienza è stata già provata un bel po' e si fa sempre più forte il pensiero che ci sono tanti libri belli che mi aspettano...
Stefano Benni, in veste di autore teatrale, non perde di certo in ironia, acume ed efficacia. Mi piacerebbe moltissimo aver l'occasione di vedere questi brani recitati a teatro, sarebbe la perla mancante a questo piccolo gioiellino uscito dalla penna di Benni.
Non è il miglior Benni, secondo me, quello teatrale. Comunque è stata una lettura piacevole, anche se ho trovato meno ironia e più tristezza che nei romanzi, comunque il tocco geniale di Benni c’è, specialmente nel linguaggio, sempre molto particolare.