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Il valore affettivo

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Bianca aveva sette anni quando un incidente dai contorni incerti ha innescato nella sua vita una reazione a catena, che non ha risparmiato nulla. Oggi sta con Carlo, cardiochirurgo di fama internazionale, e all'apparenza lo venera. Ma tanta devozione, in realtà, nasconde un piano macchinoso, un progetto di rinascita in cui l'uomo è un mero strumento. Nel percorso che intraprenderà per realizzarlo, Bianca scoprirà una verità che nessuno avrebbe mai potuto sospettare.

Con un ritmo magnetico, che travolge e sorprende, Nicoletta Verna scrive un indimenticabile romanzo, nel quale una giovane donna cerca ostinatamente una forma di redenzione.

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First published March 30, 2021

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Nicoletta Verna

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Profile Image for Orsodimondo.
2,465 reviews2,441 followers
October 15, 2025
LUCIDA FOLLIA



Succedono molte cose in Il valore affettivo - che trovo sia un bel titolo: ci sono morti, suicidi, incidenti, tradimenti, agnizioni. Un po’ un’overdose di intreccio.
Ma per fortuna sono elementi che fungono da impalcatura non rigida, non soffocante.
Perché è nei (frequenti) momenti che la Verna si prende a margine del plot, fuori, intorno, lateralmente, a quello scheletro di accadimenti, che io ho trovato gli spazi di lettura migliori, e più intensi.
Anche grazie a quel filo teso di ironia che Nicoletta Verna non abbandona mai.



Per esempio, le vasche in piscina percorse a stile farfalla, con i movimenti che ritornano in altri momenti della vita di Bianca, l’io-narrante; l’ambientazione romana, piacevole e centrata, tanto più che la vicenda prende avvio nel milanese; l’attività di Bianca, cioè lo sbobinamento delle sessioni di focus group, ovvero le ricerche di mercato, ossia come rendere più appetibile un prodotto per il mercato, in pratica come vendere e consumare di più; la lavanderia della madre; le sedute con lo psicanalista; l’ossessione per il riciclaggio dei rifiuti; la compulsione all’acquisto, i centri commerciali…
Tutta materia, e materiali, che Nicoletta Verna sa maneggiare con ironia e bilanciamento, mai manichea, lavorando sulle sfumature.
Davvero un buon esordio.

Una volta di più capisco che voler morire non ha niente a che vedere con il morire sul serio.

Profile Image for Dolceluna ♡.
1,265 reviews163 followers
December 19, 2025
Avete presente quel malessere che provate quando state guardando un film forte, disturbante, magari un drammone o uno splatter ma, nonostante questo, non riuscite a cambiare canale, perché volete proseguire a tutti i costi e vedere come finisce? O l’attrazione morbosa che vi spinge a sporgervi dal davanzale per scrutare qualcuno o qualcosa sulla strada che vi turba ma dal quale non riuscite a distogliere lo sguardo?
Ecco, è quello che ho provato io leggendo “Il valore affettivo”: l'ostinazione affamata nonostante l’inquietudine mi invadesse sempre di più, pagina dopo pagina. E’ un romanzo splendido ma a leggerlo ho sentito un forte disagio che ancora adesso, a lettura terminata da un paio di giorni, fatico a descrivere. E’ il disagio di Bianca, la protagonista, che Nicoletta Verna mi ha fatto vivere sulla pelle, passo dopo passo. Bianca è una giovane donna bellissima, la cui infanzia è stata però segnata da un tragico fatto, la morte della sorella Stella, avvenuta in circostanze non proprio chiare…questo fatto verrà sempre definito, nel corso della vicenda, come “la disgrazia”.
In seguito alla “disgrazia”, tra la dipartita del padre e la follia della madre, che tenta a più riprese il suicidio, Bianca cresce sviluppando un forte senso di colpa, quello della figlia sopravvissuta, della figlia “che è rimasta” (doveva morire lei? Bianca è morta per causa sua?), una piaga dolorosa, mai sanata, sempre viva, che sfocerà in una serie di manie di controllo, con l’obiettivo di anestetizzare il più possibile la sua sensibilità. Tra le ignare vittime di questo obiettivo c’è anche il marito Carlo, brillante chirurgo di fama mondiale, dal quale Bianca vuole a tutti i costi un figlio, per tentare di recuperare, di ricreare, ciò che ha perso. Ma la maternità, ahimè, si rivelerà molto difficile. E alla fine, della vita di Bianca come della vita di tutti, non resterà che il valore affettivo, cioè gli oggetti.

L’immagine più nitida della morte sono gli oggetti che le persone lasciano, con quello che chiamano valore affettivo. Oggetti comprati nella convinzione che si sarebbero usati. Oggetti che restano mentre tu te ne sei andato, beffardi inutili oggetti crudeli che ti sopravvivono e ricordano la tua vita a chi resta, stabili oggetti nel magma incomprensibile della memoria: per questo li amiamo e insieme ne siamo atterriti.

E’, questo, un libro talmente profondo che quasi fatico a credere sia un’opera prima. Vi ho cercato somiglianze con altre autrici italiane abilissime nell' indagare i dolori dell’animo umano, come la Mazzantini, l’Avallone e la Terranova, eppure credo di essere di fronte a qualcosa che non assomiglia a nulla di quanto letto finora.
Rivelatore, perturbante, sconvolgente, mi ha afferrata e messa con le spalle al muro, per cui l’unica scelta è stata continuare e continuare a leggere, nonostante il disagio. E non è nemmeno mancato il colpo di scena finale.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews631 followers
April 3, 2021
Il libro ruota attorno alla disgrazia, avvenuta l’11 giugno 1988.

“Non so se nelle circostanze della vita c’è un momento esatto in cui qualcosa diventa inevitabile: il punto di stallo fra il prima e il dopo in cui puoi dire ecco, fin qui sarei potuto intervenire per cambiare il corso degli eventi, e da qui in poi non piú. So però che la disgrazia ebbe un insieme di prodromi complessi, in apparenza scollegati eppure perfettamente conseguenti l’uno all’altro, come una catena, come i rifiuti che ogni giorno catalogo con cura. Il primo passo fu l’impegno che presi con Stella per il corso di nuoto, quando le giurai che sarei arrivata fino in fondo e cominciai ad allenarmi per riuscirci.”

Stella e Bianca sono due sorelle: Bianca è ancora una bambina quando accadde la disgrazia, che, come uno tsunami, travolse tutto, senza lasciare la possibilità di ricostruzione. La disgrazia si abbatté sulla vita di Bianca e poi niente fu mai più uguale: una famiglia distrutta, una vita spezzata.
Bianca sopravvisse a quella disgrazia, ma da quel momento in poi avrebbe fatto di tutto per ritornare indietro all’istante in cui la perdita di Stella divenne certezza, come se il tempo potesse essere una vasca da fare a nuoto: “Appoggio, trazione, spinta, apertura, respiro. Recupero, virata. Indietro, da capo.”

“La mia specialità era il delfino, lo stile piú tecnico e faticoso, ma anche il piú spettacolare. Tutti i movimenti devono essere coordinati al millimetro, i muscoli tenuti sotto ferreo controllo. Appoggio, trazione, spinta, apertura, respiro. Recupero, virata. Indietro, da capo, finché il corpo non aderisce all’acqua come un’onda. Imparai a non pensare a niente se non a sopportare lo sforzo fisico, con la mente sgombra da ogni interferenza. Piú miglioravo e piú odiavo il nuoto, ma Stella sarebbe stata fiera di me, avrei avuto la mia Barbie e sarebbe finita cosí. In primavera comunicarono che ci sarebbe stata una gara.”

Ma non c’è possibilità di ricominciare a vivere a Gambrate. Allora Bianca conosce Carlo, un cardiochirurgo specializzato in tumore al cuore, e se ne innamora: da Milano si trasferisce a Roma. Anche con Carlo, Bianca mette in atto i movimenti del delfino: “Appoggio, trazione, spinta, apertura, respiro. Recupero, virata, indietro. Da capo.”
Perché, per Bianca, Carlo è il mezzo per riavere indietro Stella.

La vita però non funziona come le vasche di una piscina. La vita non è una gara di nuoto. Ci vuole impegno, sì, ma l’imprevedibile è sempre dietro l’angolo. E, come nelle gare, non sempre la meritocrazia ha la meglio. A volte ci vuole astuzia, un po’ come fece Carlo con Nicola.

“Appoggio, trazione, spinta, apertura, respiro. Recupero, virata, indietro. Da capo.” No, non funziona così nella vita. Non ci sono movimenti perpetui. Se qualcosa si spezza poi non si può più tornare indietro. E ci sono dolori che fanno così male che non c’è tempo per respirare, non c’è tempo per catalogare, non c’è tempo per stare in apnea. Tutto è disordine. Tutto è caos: non c’è più criterio che regga.

“Mi hanno dimessa da tre settimane, adesso riesco a camminare quasi senza dolore. A casa l’assenza di Akio e il mio riposo forzato hanno alterato i connotati delle cose, c’è disordine, sporcizia, l’evidenza di eventi lasciati al caso. La pianta di cedro è avvizzita e i rifiuti sono accatastati senza un criterio dentro i bidoni.”

E così di nuovo: “Appoggio, trazione, spinta, apertura, respiro. Recupero, virata, indietro. Da capo.”
Tutti i pezzi trovano il loro posto. Come un’onda del mare che si infrange sulla battigia, il tempo restituisce a Bianca lo zainetto di Stella con dentro la Barbie

Barbie magia delle feste 1988

“Affondo la testa della Barbie nell’acqua e le passo le dita fra i capelli, attendendo che si liscino, che si avveri il miracolo. La Barbie mi guarda con i suoi occhi felici e insensibili a ogni catastrofe della vita, i capelli bagnati continuano a srotolarsi in piccoli ricci rotondi. Aspetto ancora, poi capisco che non si stireranno mai.
Le passo ancora una volta le dita fra i ricci, la poso con delicatezza nel cesto della raccolta della plastica.
Sorride dall’immondizia, radiosa.”

Non occorre più catalogare, accatastare, differenziare.
Il cerchio si chiude. Il tempo non torna indietro.
E “quello che ci resta, alla fine, è solo quello che non abbiamo voluto lasciare andare.“ [la frase tra virgolette è di Viola Ardone ~ TuttoLibri ~ 3 aprile 2021]

Che storia, che scrittura!!!
Profile Image for Federica Rampi.
704 reviews234 followers
June 14, 2021
Il senso di colpa e la redenzione

“C’è questa strana convinzione per cui chi se ne va è sempre migliore di chi resta.”

Bianca, protagonista e voce narrante, è una bella donna sulla soglia dei quarant’anni che perde l’amata sorella Stella quando aveva otto anni e il tragico evento segnerà la sua vita incastrandola a quel giorno, quello della “disgrazia “ accompagnando la sua esistenza e alternando nella narrazione (che ha diversi piani temporali), la vergogna, il disagio, le privazioni e la rassegnazione.
Se Bianca in qualche modo si sente responsabile, la morte di Stella distrugge il resto della famiglia: la madre sprofonda in una grave depressione e il padre se ne va
Tutti si dimenticano di avere un’altra figlia, ed è così che Bianca cresce sentendosi sporca e inutile, uno scarto in confronto alla perfezione fisica e morale della sorella, nonostante anche lei le somigli.
Dopo un’esperienza televisiva negli anni del liceo, in cui ammiccava dietro a un cruciverba sorridendo alla telecamera, (la tv è vista come anestetico), Bianca frequenta l’università e qui si innamora di un uomo, Carlo, uno dei suoi docenti, un brillante e promettente cardiochirurgo, bello, impeccabile, l’archetipo dell’uomo perfetto.
Carlo è l’uomo della redenzione a cui Bianca dedicherà la vita con il sogno di riprodursi, come se il replicare il loro patrimonio genetico potesse riparare l’assenza della sorella

Bianca è cinica ma ironica, (soprattutto riguardo gli aspetti grotteschi del consumismo), drammatica ma mai disperata, è fatta di chiaroscuri che forse non si risolveranno nemmeno nel futuro
Si nega l’affettività , quasi questa sia morta con Stella, è annullata rispetto al suo passato è priva di aspirazioni, perché Stella non sbagliava mai , era perfetta

Bianca condanna sé stessa a vivere parallelamente due condizioni, l’apparenza di moglie bellissima e devota e la verità della sua ossessione, quella nevrosi nel classificare i rifiuti di cui fa liste mentali lunghissime, che le danno consolazione nei momenti di calma, mentre quando qualcosa la disturba, Bianca deve produrne di nuovi e nel momento in cui maneggia le cose da scartare, diventa consapevole della loro esistenza.
Sono la sua forma di controllo su tutto, il suo transfert.
Ama gli oggetti perché per lei sono immortali, non fanno soffrire, restano e sopravvivono, finché non vengono scartati

Lutto aperto, colpa, affettività negata, il senso di riparazione
Il valore affettivo è un romanzo magnetico, che affronta come in una spirale i rapporti tra le figure femminili, la parabola di una famiglia, la dolorosa umanità di Bianca e del suo rapporto con l’assenza della madre, ma è anche e soprattutto la storia dell’unica bambina rimasta, che si impone di vivere soffrendo , perché solo così ha la consapevolezza di essere viva

“Eppure anch’io sono sua figlia.”
Profile Image for Ludovica.
34 reviews35 followers
May 22, 2021
Sicuramente non sto nel mood giusto per leggerlo ma è deprimente e ripetitivo...
Profile Image for Martina ⭐.
164 reviews46 followers
October 17, 2024
In questo libro seguiamo la storia di Bianca, una donna intelligente e bellissima che ha vissuto un evento tragico durante l'infanzia: la morte della sorella Stella. Tutto ciò che fluttua intorno alla persona, alle scelte ed ai pensieri della protagonista è influenzato da questa ferita impossibile da cicatrizzare. Non mi sento di dare altre informazioni sul libro per la paura di spoilerare dei passaggi che devono essere scoperti e capiti con la lettura. Posso dire che è stata una storia straziante, angosciante e commovente, piena di dettagli che si scoprono man mano che si legge, per arrivare a delle rivelazioni ed un finale inaspettati. Sarà un libro a cui penserò per molto tempo.
Profile Image for Ilaria Quercia.
411 reviews113 followers
June 16, 2021
C'è una 𝙨𝙚𝙣𝙨𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙢𝙖𝙜𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙞 𝙗𝙚𝙣𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙚 quando inizi un libro e molli tutto il resto per finirlo perché oggi che ero libera ho solo letto e ne vado fiera.
Avevo procrastinato la lettura di questo romanzo perché parla di due sorelle e si sa già da subito che una delle due muore, ma 𝙤𝙫𝙪𝙣𝙦𝙪𝙚 𝙡𝙚𝙜𝙜𝙚𝙫𝙤 𝙧𝙚𝙘𝙚𝙣𝙨𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙨𝙩𝙪𝙥𝙚𝙣𝙙𝙚 ed a Billy ero rimasta molto colpita dal libro che tanto mi chiamava.
Ed è incredibile quanto si faccia 𝙫𝙞𝙨𝙘𝙚𝙧𝙖𝙡𝙚 𝙪𝙣 𝙧𝙖𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙤 𝙙𝙞 𝙨𝙤𝙧𝙚𝙡𝙡𝙖𝙣𝙯𝙖 anche nella distanza, nell'assenza, al punto da diventare progetto di vita e di assimilazione, di contatto perenne. "𝙎𝙚𝙞 𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙥𝙞𝙪' 𝙗𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙢𝙞𝙖 𝙫𝙞𝙩𝙖, 𝙨𝙤𝙧𝙚𝙡𝙡𝙖 !"
È un libro triste, ma mai patetico, assurdamente la scrittura si mantiene leggera e avvolgente nelle imperfezioni e nelle manie di ognuno, anche il più perfezionista frangibile per qualcosa.
Il mio consiglio: 𝙣𝙤𝙣 𝙡𝙚𝙜𝙜𝙚𝙩𝙚 𝙡𝙖 𝙩𝙧𝙖𝙢𝙖 𝙙𝙖 𝙣𝙚𝙨𝙨𝙪𝙣𝙖 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚, 𝙢𝙖 𝙖𝙗𝙗𝙖𝙣𝙙𝙤𝙣𝙖𝙩𝙚𝙫𝙞 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙞𝙘𝙖𝙩𝙚𝙯𝙯𝙖 𝙙𝙞 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙤 𝙧𝙤𝙢𝙖𝙣𝙯𝙤, 𝙙𝙞 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙤 𝙧𝙤𝙢𝙖𝙣𝙯𝙤 𝙥𝙖𝙯𝙯𝙚𝙨𝙘𝙤!
Profile Image for Laura Gotti.
594 reviews610 followers
August 31, 2021
Anche 3,5 se proprio dobbiamo stare al giochino dei voti.

È un bell'esordio, intrigante, ben scritto e ben congegnato. C'è una trama scorrevole ma non da romanzetto, c'è una protagonista molto bel delineata con un ottimo percorso lungo tutto il romanzo, c'è una scrittura elegante, scarna a diretto servizio della storia. Un buon lavoro, senza dubbio consigliabile, non il romanzo dell'anno ma non credo fossero certo le intenzioni dell'autrice.
Profile Image for Dagio_maya .
1,111 reviews351 followers
December 20, 2025
Voce fuori dal coro


Il suo nome è Bianca.
E’ bellissima e convive con un famoso chirurgo in un attico lussuoso ma dentro di sé c’è qualcosa che tradisce il suo nome, qualcosa di oscuro; un peso accumulato che arriva dalla sua infanzia.
Un dolore che ha strappato la serenità alla sua famiglia e da cui non riesce a sfuggire.

Bianca si maschera e vive con un sorriso che non le appartiene e mentre nessuno la guarda si rifugia in comportamenti compulsivi( pulire, disinfettare, catalogare i rifiuti) sempre più disperati man mano che la sua vita non trova altre risoluzioni.

Ed è proprio questo che mi è mancato in questa storia: un’evoluzione, una crescita consapevole.
Da una mancata elaborazione del lutto alla psicosi allo stato puro che piano esce dal lussuoso appartamento e si manifesta anche sulle strade romane.

Una bellissima donna (e non si stanca di ripetercelo) intrappolata in un incubo e che di fatto rimane irrisolta come ci dimostra .

Nulla da dire sulla scrittura di Nicoletta Verna che, anzi, ho trovato ben dosata ed elegante ma è proprio il dipanarsi della storia che non mi ha convinta del tutto.
Profile Image for Classica Castagna.
148 reviews23 followers
November 16, 2025
L'autrice sa intrecciare la trama. La storia di Stella si snoda tra gli eventi, creando una piacevole alternanza presente - passato. Sul creare suspance, ecco, vacilla un pochettino. Alcune svolte erano prevedibili, ma questo non incide sulla qualità del libro. Dei personaggi conosciamo solo le ombre: da questo quadro desolante di salva Stella, che viene idealizzata nel ricordo di Bianca. Chi può dire che Carlo sia un buon compagno, che non si accorge neanche del disagio di Bianca se non verso fine libro, e non si ricorda nemmeno dei suoi appuntamenti dal dottore? Che razza di persona è Liliana, che non perde occasione per far sentire tutti in colpa o in debito?

Un sacco di scene inutili. Tipo quella in cui viene ucciso e macellato un maiale. Anziché dedicare un capitolo intero a questa scena grottesca, di cui peraltro non ho capito il senso, non si poteva scrivere meglio alcune scene più significative? Un esempio: un compagno di classe ruba la cartella a Bianca. Lei e la sorella vengono sorprese, alle quattro del mattino, dalla madre del sopracitato monello mentre recuperano il maltolto. Chiunque trovasse delle ragazzine vicino a casa propria a quell'ora pretenderebbe delle spiegazioni. La scena ha del potenziale, crea aspettativa e tensione. Ce la faranno le nostre due eroine a cavarsi fuori da questo impiccio? E soprattutto, come? E invece...

... non fiatai. Così parlò Stella, di non so più cosa. So solo che la madre di Carmine stette ad ascoltarla e dopo un po' disse che giù al paese aveva una nipote che mi somigliava e forse era per questo che Carmine mi voleva bene. [...] Io seguivo quella conversazione surreale, una donna avvilita e riottosa che si confidava con una bambina di tredici anni conosciuta per caso per le scale di casa alle quattro del mattino. E non finivo di stupirmi di come Stella sapesse penetrare nel mondo degli adulti.

Come ha fatto Stella a cavarsela? Non si sa. Quali parole magiche ha pronunciato? Non ci è dato saperlo. Eppure sono queste le cose che agganciano! Voglio sapere come ha fatto Stella a risolvere il problema, cosa ha detto, leggere della mano di Bianca che stringe forte quella della sorella, che ricambia la stretta. Dire "parlò Stella non so più di cosa" significa che chi scrive vuole cavarsi fuori dagli impicci. Ma io lettrice sento la tensione che cala a picco e bon, non saprò mai cosa è successo, cosa è stato detto, e una buona scena è stata cestinata senza remore.
Ma guardiamo il lato positivo: ci siamo fatti una cultura sulla macellazione del maiale nelle campagne romane.

In effetti c'è un certo gusto per le sofferenze animali: già nelle prime pagine si parla delle torture a un astice bollito vivo; poi l'uccisione e la macellazione del maiale; un gatto investito da una macchina e buttato nel bidone dell'organico; lo sterminio dei pulcini maschi; i micini annegati nel fiume; il gattino malato per cui la mamma si rifiuta di pagare il veterinario. Questa scelta mi disgusta. Non è come l'ossessione per la spazzatura, che è funzionale alla storia: ogni volta che Bianca sopprime un'emozione si mette a frugare tra i rifiuti e a catalogarli. Volutamente disgustoso, ma mostra la sua ossessione nel concreto: è utile. La scelta di inserire animali sofferenti o morti, invece, è fine a sé stessa. Questo ha fatto calare di molto la mia opinione sul libro. È il colpo di grazia che mi spinge a non consigliarne la lettura.

Sgradevole, ma innocuo, è il continuo rimarcare il lusso in cui vive la protagonista: uno sfarfallio di sciccherie. A che pro? Boh.

A casa entro in camera per cambiarmi, poso la camicia e i collant sul comò d'antiquariato veneziano e quando mi levo gli slip vedo una minuscola goccia di sangue.

Domanda: se ci fosse stato un comodino ikea anziché d'antiquariato veneziano, sarebbe cambiato qualcosa? No. Ha rilevanza per la storia? No...

Bianca però riconosce ogni marchio, perfino quello della penna del terapeuta. Eppure ha un'ossessione per i rifiuti, non per lo shopping. Non fa mai compere, spese pazze, non va mai per i mercatini d'antiquariato, non mostra mai interesse per queste cose. L'ambientazione di estremo lusso sembra più un tentativo di agganciare il lettore, proponendo un contesto e un'ambientazione d'élite. Legittimo, per carità: ma Bianca che fa la schizzinosa sul vino di campagna, menzionando casualmente Barolo e Sagrantino, quando probabilmente nella sua famiglia d'origine il vino più bevuto era il Tavernello, be'... Manco fosse cresciuta in casa di industriali...

Tirando le somme, come romanzo d'esordio non è male, ma se non lo penso in quest'ottica e lo considero come una semplice lettura, no, non è un libro che ho particolarmente apprezzato. Lo rileggerei? Direi di no.
Profile Image for Ferliegram.
250 reviews71 followers
July 3, 2021
Ho detestato ogni personaggio di questo romanzo, penso sia un record! Ma credo che l’abilità di uno scrittore sia proprio quella di non rendere indifferenti i personaggi al lettore, fare in modo che suscitino qualsiasi tipo di emozione.

Nicoletta Verna ti tiene incollato alle pagine per scoprire la verità che si cela dietro la morte di Stella ma ti ritrovi ad andare avanti non per soddisfare una mera curiosità (alla maniera di “Una vita come tante”) ma perché empatizzi col dolore di una famiglia spezzata e auspichi che in fondo alle pagine si troverà un antidoto per ricomporla.

Uno stile fluido ed elegante al servizio di una storia dal forte carattere introspettivo e psicologico.
Ottima prova di esordio!
Profile Image for Martina.
167 reviews383 followers
August 20, 2022
Quando muore una persona vengono spezzate anche le vite delle persone care attorno a lei. È una cosa che ho imparato, purtroppo, molto presto.
Questo libro esprime bene il malessere e il senso di colpa che si prova in una famiglia quando viene a mancare un componente.
In questo caso sappiamo dall’inizio che la nostra protagonista ha perso la sorella in una tragedia ma per buona parte del libro non si sa esattamente cosa sia accaduto. Quando lo si scopre non si capisce perché il libro prosegua ancora ma poi nel finale c’è un bel plot twist che è secondo me carico di significato.
L’ho trovato bellissimo e molto poetico.
Profile Image for Francyy.
679 reviews72 followers
April 24, 2021
Quattro stelle e sfiora la quinta che a mio parere resta fuori solo perché sarebbe eccessiva in un romanzo di esordio. Gran bel libro, costruito con intelligenza, difficile da scrivere senza scivolare nel banale, con una ricerca di parole crude per descrivere fatti, ma sopratutto stati d’ animo difficili da portare nelle pagine di un libro. Tanto dolore, ma quel dolore inespresso che solo i comportamenti lasciano trasparire. Davvero brava!
Profile Image for Chiarona.
50 reviews
September 14, 2025
l'ho divorato in due giorni, mi ha preso con una potenza che non immaginavo da un libro che ho letteralmente scelto solo per la copertina (bellissima). mi ha ricordato molto palahniuk con questa protagonista perseguitata dalle sue ossessioni, ricorrenti ma non fastidiosi nella narrazione. ho trovato anche morbidamente bellissimo come tutti, e dico tutti, fossero fallati, meschini, pieni di difetti senza però farmi mai pensare "anche meno": tutto aveva perfettamente senso. stupendo, 10/10
importante TW: molte scene violente riguardanti animali
Profile Image for Chiara Basile.
239 reviews141 followers
November 20, 2021
Le aspettative che avevo per questo libro sono state pienamente soddisfatte. La storia è molto cupa e scritta magistralmente, anche se si percepisce che si tratta di una prima opera.

La narrazione prosegue su due linee parallele: da un lato la ricostruzione dell'infanzia della protagonista dall'altro invece la sua vita adulta con i traumi e le ossessioni che la caratterizzano. La costruzione narrativa è lineare, fatta da un'alternanza di piani temporali capace di tenere il lettore incollato alla pagina.

La prosa di Nicoletta Verna è indubbiamente delicata e tagliente al tempo stesso, con la sua semplicità espressiva è in grado di rendere l'ossessione di Bianca, il suo tormento ma anche di affrescare i rapporti umani che la circondano.
Profile Image for Nayan.
Author 1 book10 followers
January 30, 2022
Ci sono libri che sono "troppo", come questo. Troppo cinico, troppo amaro, troppo esagerato, troppo costruito al solo e unico scopo di destabilizzare il lettore, di non farlo mai riemergere, nemmeno per pochi attimi, dall'apnea straniante in cui soffoca dalla prima all'ultima pagina. Non c'è speranza, non c'è redenzione, solo tanta crudeltà a volte del tutto gratuita. Ostentazione di lusso e bellezza a mascherare miserie e orrore. Trama opprimente raccontata con uno stile a scalpello. Troppo nero, troppo claustrofobico, troppo asfissiante. Questo libro è troppo, talmente troppo che alla fine lascia troppo poco, lascia solo la sensazione di un effetto wow non raggiunto.
Profile Image for Luca Frasca.
451 reviews10 followers
June 26, 2021
Un libro che lascia divisi.
Da una parte il piacere di una scrittura morbida, leggera, ma anche ritmata, che seduce ed avvince fino all’ultima riga; dall’altra, l’angoscia di una vicenda il cui esito è un po’ scontato.
Il dramma del sopravvissuto miscelato con un compendio sull’anaffettività: la compulsione psicotica della protagonista per la classificazione dei rifiuti, la visione alimentare, manipolatoria e strumentale dei rapporti umani sono da brividi.
Un romanzo che inspiegabilmente lascia dietro di sé una sensazione di malessere mista a calore.
Profile Image for Andrea Alletto.
29 reviews2 followers
April 14, 2022
Sarebbe un 1,5 (forse un 1).
L'unico pregio è la scrittura semplice e veloce (è un pregio?).
Durante la lettura più volte ho pensato "adesso decolla", invece è rimasto saldamente ancorato a terra, puerile, noioso, senza trasporto, senza sentimento.
Con frasi ripetute allo sfinimento, manie ossessivo compulsive non necessarie, con un finale che doveva essere a sorpresa ma che non mi ha provocato nessuno scossone.
Non mi è piaciuto.
Profile Image for martinae.
209 reviews39 followers
April 28, 2021
3.5 ☆ // a good novel to get over a reading slump (e finalmente non l'ennesima brutta imitazione dell'amica geniale)
Profile Image for Inertiatic85.
249 reviews10 followers
February 17, 2022
Un romanzo sorprendente per quanto è bello. Non è soltanto una storia famigliare - in fondo i drammi famigliari sono sempre un approdo sicuro per i romanzieri italiani contemporanei -, è qualcosa di più, la vicenda di una giovane donna che si porta nel presente una sofferenza nata da un passato doloroso e la sfoga rincorrendo un desiderio irrealizzabile, chiusa in se stessa, nelle sue manie ossessivo-compulsive e in una grande solitudine. Bianca è una persona forse egocentrica nel suo tormento, non è particolarmente interessata agli altri, ai sentimenti altrui - ai "valori affettivi" -, le altre persone servono solo in funzione al suo scopo, eppure al tempo stesso non riesci a non volerle bene, a rispettare i suoi - pochi - sentimenti come se fosse una tua grande amica. Verna sfrutta benissimo la narrazione in prima persona, e spazia dolcemente tra passato e presente senza grossi problemi. Il finale è forte, fa male, ma non è mai banale.
Profile Image for Maki Zanardi.
27 reviews60 followers
May 4, 2024
Intenso, drammatico e sbalorditivo. Sono i primi aggettivi che mi risuonano in testa se penso a questo libro, ma non sono gli unici.
Verna utilizza i suoi personaggi come lame per trafiggerti, in un’altalena di compassione, disgusto, amore e odio. Vuoi essere chiunque di questo libro, qualsiasi parte della trama, dell’intreccio, un luogo, un sapore, qualsiasi cosa pur di vivere dentro alle parole di Verna.

È un libro incredibile, che ti spezza mille volte e mentre sembra raccontarti tutto non ti svela nulla fino alla fine.


Tra i miei preferiti di sempre.
Profile Image for Carlotta Sanzogni.
42 reviews273 followers
May 17, 2021
Tutti ci riteniamo in una qualche misura la diretta ed inevitabile conseguenza del nostro passato. Nessuno rinuncerebbe all’irresistibile speranza di poter usare il futuro per cancellare anche uno solo dei propri sbagli, mai.

Questo Nicoletta Verna racconta in un romanzo che ti inghiotte dalla prima all’ultima pagina. Il valore affettivo è quell’esordio che ci fa desiderare di poter rileggere presto la sua autrice.
Profile Image for Livietta.
493 reviews70 followers
April 14, 2021
Mi ha chiesto una comune amica: se non fosse della Nicoletta, lo consiglieresti ugualmente? Sì, perché è un libro con un ritmo incalzante, una storia che leva il fiato e "disturba". E' un racconto che cresce e che coinvolge: le primissime pagine forse non mi convincevano neanche, quasi faticose.
Ha un impianto quasi da giallo, perché tutta la storia è seminata da indizi e il finale non delude. Qualche piccola sbavatura qua e là, ma son gusti.
E per dimostrare che non sono di parte, le stelle sono 4 e non 5.
Profile Image for Giulia_juintravel.
119 reviews11 followers
June 2, 2021
3.5 stelline
Non male come esordio, un romanzo angosciante, con una protagonista problematica e ossessionata. L'autrice è brava a mantenere la suspence fino al finale che in parte mi ha sorpreso. Unico neo, una serie di ripetizioni che avrei evitato.
Profile Image for Rebecca.
193 reviews83 followers
April 16, 2024
Un libro disturbante, ma allo stesso tempo elegante e raffinato, dove una donna di una bellezza che ci mette in soggezione ci getta in uno stato di costante turbamento e tensione con le sue manie e le sue ossessioni di controllo.
Bianca ha perso la sorella, e da lì la sua vita è un costante tentativo di rimettere insieme i pezzi di un'esistenza e una famiglia andata in frantumi. L'ossessione per la morte di Stella è un meccanismo di compensazione al terrificante senso di vuoto e di senso di colpa che prova, che viene accompagnata da una necessità intrinseca di catalogare, pulire, valutare i rifiuti che vengono prodotti, perché qualsiasi difetto o rifiuto della società deve essere riportato all'interno di uno schema e di un meccanismo ordinato.
All'inizio questo libro mi piaceva, ma stavo procedendo ad una velocità normale: poi durante un viaggio in treno, ho iniziato a divorarmi le pagine e a seguire la graduale perdita di lucidità di Bianca, che con una narrazione semplice e asciutta cerca di tenere a freno i suoi traumi e di controllare la matassa di dolore che è incastrata nella sua intimità più profonda.
Un esordio veramente potente e d'impatto.
Profile Image for Valentina.
338 reviews24 followers
May 24, 2025
[4.5]

Leggere questo libro è stato come ricevere un cazzotto in faccia mentre si sta camminando per strada, del tutto inaspettatamente.

Mi ha tramortita.

Questo perché inizialmente si presenta come la classica storia di redenzione dal dramma famigliare, carino ma già sentito e risentito.

Invece, la storia di Bianca è a mio parere inedita nel panorama italiano.

Adesso sto per dire un’eresia, ma a me, la protagonista, le atmosfere e il sentore di tristezza misto a pericolo latente che la situazione sta per tracollare, il FINALE, hanno ricordato Han Kang (senza quella prosa) e Murata Sayaka (senza l’ironia).

La scrittura (come ne “I giorni di vetro”) non mi ha fatto proprio impazzire, ma per il resto un colpo di fulmine.

Profile Image for Beatrice.
476 reviews220 followers
December 27, 2021
"Gli oggetti conferiscono l'idea più solida di immortalità che ci sia concessa. Dicono sottilmente: hai ancora così tanto da vivere che ti conviene fare più spesa che puoi perché domani non ti debba mancare niente. E ti convincono che quel domani esisterà per sempre."

(Sono in una fase della mia vita in cui non sono capace di scrivere una recensione coerente, per cui mi limiterò a dire il valore affettivo è uno sgradevole e crudo mix di alcuni dei miei ingredienti preferiti: famiglie infelici, protagonisti sgradevoli (di quelli che scriverebbe Teresa Ciabatti) e trame contemporanee e surreali un po' stile Ottessa Moshfeg. Molto bella l'alternanza fra piani temporali, molto bello il plot twist finale, molto umani i personaggi. È un esordio ma non sembra)
Profile Image for malombra..
128 reviews9 followers
April 5, 2022
L’ho adorato, esordio fenomenale, scrittura raffinata e spietata: la caratterizzazione dei personaggi è micidiale come una stilettata, la prosa ha un andamento ipnotico, la vicenda si chiude in maniera squisita girando su sé stessa e ritornando al punto di partenza. Questo è uno di quei libri che rientrano nella categoria del “vorrei averlo scritto io”. È feroce, è grottesco, caustico, a suo modo tenero. Mi ha trafitto.
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