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Il ceppo

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È la sera della vigilia di Natale nelle colline della Garfagnana (Lucca). Tutti si apprestano a partecipare ai riti sacri della nascita del divin bambino. Marietta, una giovane domestica resta sola in casa a badare al camino e al ceppo di quercia vi che brucia gentilmente e lentamente. Ma Marietta non è veramente sola... accade un "miracolo" per un istante e poi scompare, e con esso scompare anche la luce della mente.

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Published January 16, 2020

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Giovanni Pascoli

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Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna, 31 dicembre 1855 – Bologna, 6 aprile 1912) è stato un poeta e accademico italiano, figura emblematica della letteratura italiana di fine Ottocento.

Pascoli, nonostante la sua formazione eminentemente positivistica, è insieme a Gabriele D'Annunzio il maggior poeta decadente italiano.

Dal Fanciullino, articolo programmatico pubblicato per la prima volta nel 1897, emerge una concezione intima e interiore del sentimento poetico, orientato alla valorizzazione del particolare e del quotidiano, e al recupero di una dimensione infantile e quasi primitiva. D'altra parte, solo il poeta può esprimere la voce del "fanciullino" presente in ognuno: quest'idea consente a Pascoli di rivendicare per sé il ruolo, per certi versi ormai anacronistico, di "poeta vate", e di ribadire allo stesso tempo l'utilità morale (specialmente consolatoria) e civile della poesia.

« Il poeta è poeta, non oratore o predicatore, non filosofo, non istorico, non maestro, non tribuno o demagogo, non uomo di stato o di corte. E nemmeno è, sia con pace del maestro Giosuè Carducci, un artiere che foggi spada e scudi e vomeri; e nemmeno, con pace di tanti altri, un artista che nielli e ceselli l'oro che altri gli porga. A costituire il poeta vale infinitamente più il suo sentimento e la sua visione, che il modo col quale agli altri trasmette l'uno e l'altra [...] »
(G. Pascoli - da Il fanciullino)
Pur non partecipando attivamente ad alcun movimento letterario dell'epoca, né mostrando particolare propensione verso la poesia europea contemporanea (al contrario di D'Annunzio), Pascoli manifesta nella propria produzione tendenze prevalentemente spiritualistiche e idealistiche, tipiche della cultura di fine secolo segnata dal progressivo esaurirsi del positivismo. Complessivamente la sua opera appare percorsa da una tensione costante tra la vecchia tradizione classicista ereditata dal maestro Giosuè Carducci, e le nuove tematiche decadenti. Risulta infatti difficile comprendere il vero significato delle sue opere più importanti, se si ignorano i dolorosi e tormentosi presupposti biografici e psicologici che egli stesso riorganizzò per tutta la vita, in modo ossessivo, come sistema semantico di base del proprio mondo poetico e artistico.
From: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giova...
http://en.wikipedia.org/wiki/Giovanni...

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Profile Image for Marzia.
441 reviews1 follower
October 27, 2025
"Il ceppo" G. Pascoli: 7
Racconto breve, ma molto commovente. Le convenzioni e la morale che indirettamente costringono a certi gesti per disperazione e mancanza di aiuto sono i veri colpevoli di questa tragedia, come di troppe altre simili, che purtroppo si verificano tuttora.
Garfagnana (Lucca) 1890 circa
Nella notte della vigilia di Natale Marietta, una domestica nubile, partorisce segretamente un bastardo. Approfittando della solitudine e della notte lo porta nel bosco per sbarazzarsene. Tornata a casa se ne pente, ma quando torna a prenderlo lo trova già morto di freddo. Il mattino dopo Marietta viene trovata viva, ma annichilita, moribonda e stretta al suo bimbo. Al processo viene dichiarata colpevole e arrestata per il suo delitto, ma la punizione peggiore se la sta infliggendo da sola con il solo atto di sopravvivere in compagnia del proprio senso di colpa.
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