La collana «Piccola filosofia di viaggio» chiede a Emiliano Cribari, poeta e camminatore, di condurci nel bosco in un giorno piovoso. Solo così capiremo che arrenderci alla pioggia ci rende più presenti, liquidi e sensibili. La pioggia attutisce i rumori, ci invita ad abbassare la voce, ad annullare il nostro io, ad ascoltare, finalmente ad ascoltare. Finanziato dall’Unione Europea programma Next Generation EU
“E l’acqua cade su la morte estate, E l’acqua scroscia su le morte foglie; E tutto è chiuso, e intorno le ventate Gettano l’acqua alle inverdite foglie.”
Con queste parole di Pascoli, richiamate anche nel testo dall’autore, mi sento di recensire La cura della pioggia. Delicato, a tratti autobiografico, spinge a riflettere sul presente e sulla velocità con cui scorre la vita oggi.
"Ovunque, mi incanta l'irrisorio: una piccola legnaia domestica, una vecchia staccionata, le trame delle crepe sopra un muro intonacato male. Mi incantano gli orti, le galline, mi incantata questa pioggia benedetta, che come un brodo primordiale rende nuova e scattante, subitanea, la mia vita."
Un libro malinconico sulla pioggia. Leggerlo è stato come ascoltare un album di Vasco Brondi. È una di quelle opere che ti interrogano su come stai vivendo la tua vita, e alla fine delle quali a me viene voglia di rimettere in ordine la mia camera, per rendere un po’ più pulito e personale ciò che mi sta attorno. Lettura disimpegnata ma davvero consigliata!