I vecchi incubi di Enrico Radeschi tornano a perseguitarlo, e lo fanno colpendolo negli affetti più qualche giorno prima di San Valentino la sua ragazza Andrea, a Salisburgo per una conferenza, scompare nel nulla, e lui è l’unico in grado di scoprire cosa le sia capitato. Ben presto si rende conto che quel rapimento è solo un tassello di un piano più grande che lo costringerà a una spasmodica e angosciosa corsa contro il tempo. Qualcuno nell’ombra sta tessendo abilmente i fili di una ragnatela in cui Radeschi rischia di rimanere invischiato, e la sua unica possibilità di salvezza consiste nel trasformarsi da preda in cacciatore. Per farcela avrà bisogno di tutto l’aiuto dei compagni di il vicequestore Sebastiani, brillante poliziotto col sigaro perennemente spento fra le labbra, e il Danese, delinquente dal cuore d’oro con un’iguana che vive sotto i suoi vestiti. L’ottava avventura del giornalista hacker protagonista della fortunata serie di Roversi si dipana – tesa e vibrante come una corda pronta a spezzarsi da un momento all’altro – tra Milano e l’Austria, in bilico fra traffici di droga, criminali senza scrupoli, rapine al femminile, dischi di vinile e colpi di scena scanditi dalla musica di Mozart e Bob Dylan, mentre un antico nemico riemerge dalle nebbie del passato per reclamare la sua crudele vendetta.
Paolo Roversi è nato il 29 marzo 1975 a Suzzara (Mantova). Scrittore, giornalista, sceneggiatore e podcaster, vive a Milano. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per il cinema e per serie televisive, spettacoli teatrali e cortometraggi. Ha scritto undici romanzi e i suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania, Polonia, Serbia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacchia e Stati Uniti. Ha vinto diversi premi letterari tra cui il Premio Selezione Bancarella 2015 col romanzo Solo il tempo di morire (Marsilio) È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera. Il suo sito è www.paoloroversi.me Twitter e Instagram: @paoloroversi
Sopra, quasi assiderato, con i pizzetto ricoperto da un sottile strato di ghiaccio e gli occhiali alla giovane Kennedy appannati, c'è lui, Enrico Radeschi, giornalista freelance, hacker nonché amico e compagno di mille indagini del vicequestore. Un'altra bellissima avventura con lo stravagante Radeschi, che, anche quando è in seri guai, riesce a strapparti un sorriso, un giallo ben scritto, ricco di suspense che si legge tutto d'un fiato.
Pregiudizio della sopravvivenza, e si verifica quando osserviamo le cose dalla prospettiva di chi è sopravvissuto mentre invece dovremmo concentrarci sulle ragioni per cui altri non ce l'hanno fatta...
Non male. Ho ripreso dopo una pausa e ho apprezzato di più questo titolo, da un lato grazie alla pausa, ma soprattutto perché la trama era piuttosto avvincente. L'autore si è un po' crogiolato nel sadismo, che non guasta, ed è stato approssimativo sulla vicenda della rapina, che era puramente funzionale.
Fa fatica a raggiungere le due stelline. Un percorso un po' in discesa verso l'eccesso proseguendo sulla via degli episodi precedenti. Le avventure di Radeschi hanno raggiunto un punto di non ritorno.
Li ho letti tutti, i romanzi di Radeschi, ma questo proprio non l’ho digerito. Una storia raffazzonata e dal ritmo blando, senza picchi né tensione. Facendo un paragone, questo libro sta ai precedenti come una pizza surgelata sta a una cotta in forno: sapore piatto e monotono. Inconcepibile la pochezza dell’analisi dei personaggi, ridotti a macchiette senza alcuna somiglianza con i comportamenti reali di chi, per esempio, sa che la propria fidanzata è in mano a un killer senza scrupoli e che passa il tempo a fantasticare sulle bellezze architettoniche di Torino o sulla bontà dei vini della cantina di chi lo ospita ... superficiale a dir poco. Ti concedo ancora un appello, Radeschi, poi per me è tempo di parcheggiare il tuo bel giallone in garage.
Fiacco e poco convincente. Surreale e incredibile, sempre più cinematografico. Un po' mi dispiace perchè il personaggio era interessante ma man mano che si va avanti le storie sono sempre più incredibili ed americaneggianti.