Molte persone si sentono come in una palude. Impantanate in una situazione sentimentale, professionale, emotiva, esistenziale... Si sentono infelici, insoddisfatte, non si vanno bene. Per uscire evocano cause, compiono sforzi, si affannano alla ricerca di appigli razionali. Ma così non fanno che peggiorare le cose.
L'unico modo che abbiamo di uscire da una situazione che non ci piace è affidarci alla magia, riconnetterci col nostro lato sottile, col divino, con la fiaba, col sogno, liberandoci dalla dittatura delle cause. Recuperare una parte antica che abbiamo dimenticato. Tutti i nostri disagi sono legati a essa. La sola via d'uscita passa da lì.
"Abbiamo coperto di polvere, strati su strati, la nostra essenza, al punto che non la vediamo più e finiamo per pensare che non esista neppure. Senza la visione cosmica del pensiero magico siamo maledettamente soli, chiusi nel nostro Io, nei nostri pensieri. La nevrosi, con le sue ansie, le paure, le angosce, è il canto, l'ultimo canto dell'anima che cerca di spazzare via la gabbia in cui ci siamo rinchiusi. La soluzione è ricordarsi che siamo abitati da un sapere misterioso, che agisce tra gli spazi più profondi dell'inconscio.
Qualsiasi cosa accada, qualsiasi problema ci turbi, c'è un fondamento nascosto che sta sviluppando la nostra identità più profonda. Solo dentro di lei abitano saperi che ci fanno uscire dalle situazioni più difficili."
Raffaele Morelli (Milano, 1948) è uno psichiatra, psicoterapeuta, filosofo e saggista italiano. Dal 1979 è direttore dell'Istituto Riza, gruppo di ricerca che pubblica la rivista Riza Psicosomatica ed altre pubblicazioni specializzate, con lo scopo di "studiare l'uomo come espressione della simultaneità psicofisica riconducendo a questa concezione l'interpretazione della malattia, della sua diagnosi e della sua cura". Inoltre è direttore delle riviste Dimagrire e Salute Naturale. Dall'attività dell'Istituto Riza è sorta anche la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad indirizzo psicosomatico, riconosciuta ufficialmente dal Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica nell'ottobre del 1994. Nelle sue opere ci sono molti riferimenti alle dottrine orientali.
Ho scoperto Morelli al supermercato, acquistando a caso una rivista del Riza dopo una lunga giornata di lavoro. Riza Relax, per l’appunto. Combinazione, Storytel mi ha proposto un suo titolo pochi giorni dopo e, incuriosita dalla coincidenza, ho provato ad ascoltarlo. Sinceramente non saprei dare un’opinione. Di certo offre un punto di vista alternativo per scendere a patti col complicato mondo di oggi e non venirne travolti, ma alcuni passaggi mi hanno lasciata un po’ perplessa, vuoi per il continuo riferimento alla “parte magica” di ognuno di noi, vuoi per il ripetuto consiglio ad abbandonarsi al proprio destino, senza cercare di cambiare nulla. Se qualcosa deve succedere, aspetta tranquillo e arriverà, altrimenti significa che non ne eri destinato. Sono anche io contraria all’incaponimento ossessivo nelle situazioni disperate, ma quello di Morelli (uomo, tra l’altro, di formazione scientifica) è un suggerimento che mi suona strano. Che si rifaccia alle filosofie orientali, di cui non sono pratica? Comunque sia, una lettura curiosa.