Diego Suarez è un interessante caso di statistica genetica. Nato dall'incrocio tra una prostituta tossicodipendente e un violento spacciatore di origine argentina, sarebbe stato il candidato ideale ad aggiudicarsi una personalità su misura per la vita nei bassifondi, invece il patrimonio genetico dei suoi genitori lo ha colpito solo di striscio. Con un'intelligenza superiore alla media, un sorprendente talento musicale e tanto cinismo da sopravvivenza, approda a otto anni nella vita di Maddalena Maschieri, la sua mamma adottiva. Insieme a lei e a Giovanni Dalfiume, il marito, trova un equilibrio e una stabilità che non credeva possibili. A sconvolgere di nuovo la sua esistenza sarà la nascita di Elena, figlia di Maddalena e l'amore della sua vita.
Diego si era seduto sul letto a guardare intensamente il muro. Ogni volta era peggio. Ogni volta che tornava a casa, la marea si alzava, da lì all'annegamento non mancava poi molto.
-Si può sapere che hai? - domandò lei. Gli si era piantata davanti. Tutto e niente.
-Isobel. Mi devi dare una mano con lei, Elena. Era parte del problema, un'aggravante, diciamo. Lei si appoggiò allo stipite della porta del bagno e gli sorrise di traverso, come se stesse fiutando un vantaggio. Era scalza e i suoi piedi magri e bianchissimi spuntavano dai jeans aderenti che salivano fino a confinare con una maglietta rosa un po' troppo scollata e un po' troppo trasparente. E anche troppo corta, a voler essere pignoli.
-Mettiamo le cose in chiaro, Maschieri, per me non è cambiato niente in questi dieci anni. Diretta e spietata. Lo erano tutti in famiglia, la cosa aveva i suoi vantaggi, ma le tranvate sui denti non mancavano mai. Diego deglutì.
-Sono innamorata di te e credo che la cosa non sia destinata a modificarsi, per cui se mi vuoi intorno è a tuo rischio e pericolo.
La Quasi è per me una garanzia ormai. Blocco del lettore? Uso la Quasi! Tristezza? Uso la Quasi! Stress? Uso la Quasi! Insomma è diventata la mia copertina di Linus. Con "Il gigante con il violino" poi, penso si sia superata. Grazie Rebecca.
to recuperando tutti i titoli di questa autrice, ho capito che qualunque storia affronti, il modo in cui lo fa rientra nelle mie corde, mi lascia il sorriso sulle labbra e mi inchioda al kindle. Anche stavolta è andata così, ho divorato il libro in un giorno (complici le ferie) e la serenità è stata costante, cosa quanto mai gradita per me in questo periodo.
Il gigante con il violino racconta la storia di Diego, anzi della sua famiglia, un po’ fuori dai canoni ma straordinaria. Parla di amore, inteso in tutte le sue sfaccettature: quello romantico, quello familiare, quello per i genitori – biologici o scelti che siano – quello fraterno e quello per i figli. Lo fa senza pregiudizi e con il cuore aperto, nel contesto di una società spesso non così tollerante.
Ecco, l’unica cosa che mi ha lasciata perplessa è proprio questa “facilità” di accettazione da parte di tutti, l’assenza di pregiudizio e di gelosie, quasi come fosse una favola. La mia parte cinica ha avuto da ridire per questo, però mi sono goduta lo stesso il racconto, così coinvolgente e curato.
Ho amato Diego e ancor di più Elena e Maddalena. Trovo che la Quasi anche in questo caso abbia caratterizzato in maniera eccelsa i personaggi, facendomeli amare nonostante i difetti.
Ho adorato i battibecchi; i dialoghi per me sono un punto di forza, molto accattivanti.
Mi è piaciuta l’importanza della musica, come terapia e come mezzo di comunicazione. ... continua sul blog
Questo libro è un piccolo capolavoro. Diego è un personaggio che ispira una tenerezza disarmante sia da piccolo che da grande. La sua resistenza ad Elena ha dell'incredibile e trova traccia nel suo passato. Le emozioni leggendolo sono tantissime. Grazie Rebecca Quasi
E' la storia di Diego ed Elena. Lui è nato da una prostituta e uno spacciatore.Durante una delle sue tante visite al pronto soccorso conosce la dottoressa Maddalena Maschieri ...è amore a prima vista. Lei con l'aiuto di suo fratello Nicola (avvocato)lo adotta....Entra in scena il commissario Giovanni che spera di poter convincere Maddalena a rispettare gli orari di visita con la madre naturale di Diego e anche qui è amore a prima vista.Nasce Elena e ci risiamo con l'amore a prima vista per Diego.... Praticamente é il racconto di circa trant'anni di questa famiglia dove l'amore nasce al primo sguardo ,tutti i personaggi ,sono meravigliosi e conquistano il lettore senza remore. Ho adorato Diego in tutte le sue fasi di crescita ,con tutti i suoi grilli che chiacchierano nella sua testa,le sue paranoie sull'amore x Elena: -"Mi piace. Non mi piace che mi piaccia. E mi piace parecchio. E sono un po in tilt,ora. - Sei più contorto di una femmina..." La piccola Isobel meravigliosa e divertente. Commovente la sua fissa di non rovinare la suola delle sue scarpe ... Valutazione quattro e mezzo.
Ho adorato la storia di Maddalena e Giovanni, due persone che sanno quello che vogliono e fanno di tutto per ottenerlo. I momenti tra i due sono divertenti ma intensi. Diego mi ha fatto penare, vuole Elena ma fa di tutto per negarlo e fa soffrire entrambi. E poi mi piacciono questi tizi che fanno continuamente sesso non protetto e poi si stupiscono delle gravidanze...
Che dire... personalmente trovo questo romanzo semplicemente delizioso! Intriganti i passaggi tra presente e passato che parlano sia del protagonista che della sua famiglia. Come sempre fantastica la visione che queata autrice ci porta dei suoi bambini! Io non vedo l'ora di leggere già il suo prossimo lavoro!
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Un incantamento. È quello che mi è accaduto iniziando questo libro in un pomeriggio tranquillo in cui scorrevo la lista Amazon dicendomi “Perché no? Proviamo”. Alla seconda pagina ero appunto già incantata. La Quasi ha compiuto una magia con questa storia e soprattutto con questo personaggio. E man mano che procedevo nella lettura ho rotto l’anima ad ogni amica con la storia drammatica e divertente (lo so che sembra un controsenso, eppure è proprio così) di questo gigante di 1,90 e 38 anni. Un genio con il violino e con il cuore, delle sorelle, della madre, mio e di ogni diavolo di lettrice. Diego Suarez è un bimbo poco nutrito, dimenticato, non amato e spesso battuto. Un cucciolo nato per caso dove nessuno lo voleva. Sarebbe potuto crescere storto come suo padre, invece vuole un’altra possibilità di vita, una svolta dal marciume in cui è immerso. Al pronto soccorso, dove finisce troppo spesso e per troppe, improbabili “cadute”, conosce un medico, la dottoressa Maddalena Maschieri, uno spirito ribelle e anticonformista, che da quel momento farà di tutto per dare a quel bambino una nuova possibilità. I personaggi di Rebecca Quasi sono incredibili, hanno la tridimensionalità degli attori del cinema, escono dalle pagine e ti trascinano nei loro dialoghi, a volte commoventi, altre spassosi, ma sempre profondamente umani e “veri”. La vita, o il destino, possono solo sballottarli, arruffarli, scuoterli, ma mai vincerli. Perché…
La bellezza cura. Per farlo deve però superare lo squallore in durata e intensità, e non è facile. Perché certi squallori sono dei capolavori inimitabili, larghi e profondi, capaci di sommergere una vita intera.
E la bellezza di Diego bambino, Diego adulto, Diego sapiente o Diego violinista, è immensa. Come la bravura di quest’autrice, che parla di un uomo grande e grosso e delle sue abilità ma insieme anche delle sue paure, senza sminuirne per questo la forza o il fascino, nemmeno per un attimo. Continua a leggere la recensione su: CrazyForRomance
Teresa Siciliano (Matesi) per il Blog di Babette Brown.
Prima o poi doveva succedere. Che un’opera di Rebecca Quasi non mi entusiasmasse. Innanzitutto il romanzo è troppo, davvero troppo lungo e Diego ci impiega quasi una vita intera a capire il da farsi. Poi per tutte quelle pagine mi sono sentita molto a disagio con questa storia di un amore fra due fratellastri, né capivo come avrebbe fatto l’autrice a cavarsela. E non si può dire che lei si sia abbassata a spiegarcelo chiaramente. E tuttavia alla fine ho capito che, almeno da un punto di vista legale, il problema non si poneva perché in realtà Diego era stato adottato da Maddalena ma NON da Giovanni, come io avevo dato sempre per scontato. E tuttavia non posso affermare che il mio disagio sia scomparso del tutto, dal momento che i due sono cresciuti come fratelli in questa loro famiglia allargata e sovraffollata e ai miei occhi la consuetudine di vita conta molto più del sangue. Molto curioso che le coppie del romanzo non usino mai profilattici e quindi, inevitabilmente, prima o poi un concepimento ci scappa. E se per Giovanni il fatto una motivazione inconscia (e non tanto inconscia) ce l’ha, per Diego la causa è più oscura. Ma, nonostante tutto, in conclusione, tutto sommato, la lettura ha un suo fascino. Stavolta il testo risulta anche sostanzialmente corretto: ci sono solo strani problemi di punteggiatura, ma potrebbero essere dovuti a problemi di riconversione sul kobo.
Diego Suarez un trentottenne dall'aspetto mastodontico ma dal cuore d'oro è il protagonista della storia di Rebecca Quasi nasce da una prostituta è uno spacciatore ma riesce a non farsi sommergere dal marciume che aleggia intorno a sé e riesce ad evadere da quella realtà facendosi adottare da una dottoressa che incontra al pronto soccorso durante le sue frequenti visite, l'ultima la provoca per cercarla. È così che Maddalena Maschieri riesce ad adottare il piccolo Diego grazie all'aiuto dello squalo di avvocato che è suo fratello Nicola e ben presto si forma una famiglia. Infatti Giovanni Dalfiume, il commissario incaricato di indurre alla ragione la dottoressa affinché osservi l'obbligo di portare Diego in visita dalla madre, resta soggiogato da questa donna e la sposa. Diego nel nuovo contesto familiare conosce affetto, dedizione, benessere, gli ci vuole qualche anno per prendere la consapevolezza che il tutto è una realtà teme sempre che qualcosa gli possa sfuggire e tornare alla vita precedente. Dall'unione di Diego e Maddalena nasce Elena,occhi neri dentro occhi blu. Amore a prima vista, Diego cresce quel frugoletto con tanto amore, lei rappresenta tutta la sua vita nessuno deve permettersi di farle del male. Con gli anni questo sentimento si trasforma in un amore diverso al quale lui cerca di non dare voce ma la caparbia Elena riuscirà a farlo capitolare. Diego sfoga i suoi sentimenti, le sue ansie e le sue angosce sul suo violino diventando un grande artista conosciuto è stimato. Durante una sua esibizione nell'oratorio della parrocchia per bambini disadattati conosce Izzy la bambina con la sua scarpa rotta e la sua fame di affetto e il suo desiderio di un padre. Lega subito con Diego, questi rimane colpito dall'istintiva affinità della bambina nei suoi confronti e nel momento in cui la sua mamma muore, lui decide di adottarla. Il gigante buono vede Izzy come la possibilità di riscattarsi di quanto Maddalena ha fatto per lui. Diego, Elena, Izzy formano così una famiglia che inizia secondo regole inverse, prima l'arrivo della dolce bambina, dopo Diego ed Elena cedono alla passione, e in terza base arrivano le nozze Timoroso di poter trasmettere i geni violenti del padre, Diego riesce a stabilire un contatto con la madre che si è ricostruita una vita sposandosi e dando alla luce una bambina alla quale lui tiene molto. La madre il giorno delle nozze lo aiuta a ritrovare un equilibrio rassicurandolo sul fatto che la sua somiglianza con Miguel è limitata all'aspetto fisico invece in quanto a carattere, rigidità morale, rispetto delle regole è la copia del nonno materno. Samantha e Diego si abbracciano come non hanno fatto mai in vita loro, forse la vita potrebbe concedere loro una possibilità di dialogo. L'autrice ci ha donato l'ennesimo bellissimo libro, permeato di grandi sentimenti, i cui temi delicati sono tracciati dalla sua penna in modo mirabile, noi lettori non possiamo che rimanere affascinati
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Non so bene che cosa pensare di questo libro, ho idee davvero contrastanti. Solitamente, quando inizio una recensione di un libro così così mi viene da dire Mi è piaciuto, ma… In questo caso, invece, mi ritrovo a dire Non mi è piaciuto, ma… Perché sì, nel complesso questo libro non mi ha fatto impazzire, però allo stesso tempo è stato in grado di appassionarmi e di far sì che non riuscissi proprio a staccarmi dal romanzo, ritrovandomi a notte fonda sveglia a leggere, tanto ero presa dal romanzo. Nonostante ciò, la storia mi ha lasciato molto perplessa, non solo a ripensarci a fine lettura, ma proprio mentre stavo leggendo. Il fatto è che l’autrice avrebbe davvero potuto scrivere qualunque cosa, date le tematiche trattate, invece si è limitata ad un romanzo che ho trovato alquanto banale. Il motivo? È tutto molto semplice. Tranne Diego, il protagonista maschile, nessuno si stupisce della situazione, anzi, tutti non fatto che incoraggiare la relazione tra i fratellastri, come se fosse la cosa più scontata a questo mondo. E questa cosa non solo non mi è piaciuta, ma mi ha proprio dato fastidio. Poi, certo, l’unico che ha qualche dubbio sulla situazione è Diego, e lui proprio non l’ho sopportato, mi ha fatto venire il nervoso per tutto il romanzo con i suoi atteggiamenti. Questo soprattutto nei capitoli in cui era adulto, ma in realtà anche nei capitoli di lui bambino l’ho trovato un po’ meglio, ma comunque non eccezionale.
Altro aspetto che non mi è piaciuto è stato lo stile usato dall’autrice. Più che altro mi è sembrato quasi che il romanzo sia stato scritto da due autrici differenti, o per lo meno in due momenti diversi, tipo ad anni di distanza senza rileggere ciò che c’era scritto prima, dato che improvvisamente il testo ha incominciato ad essere più “poetico”, se così si può definire, diventato un troppo di quelli che stroppiano. Senza contare che anche i soprannomi dati ai protagonisti e altri aspetti del genere sono improvvisamente cambiati, rendendomi inizialmente abbastanza confusa, perché proprio non capivo a cosa si riferisse l’autrice la prima volta che li ho letti…
La penna di questa scrittrice mi piace davvero molto, sa essere poetica e delicata, i personaggi sono magistralmente descritti, tuttavia, ho trovato disturbante tutta la seconda parte (mentre la prima mi stava piacendo davvero). Il personaggio di Diego adulto è aberrante, fosse anche “solo” per tutte le frasi machiste e maschiliste che pronuncia. Frase tipo : “perché non siamo ancora negli anni 50 in cui la donna doveva fare solo ciò che le diceva il marito?”. Cioè scusa, cosa? Che? Non parliamo poi della famiglia di ambedue i protagonisti, che accetta qualcosa di assolutamente incomprensibile, ma in modo sereno, anzi, incoraggiante. Primo libro della Quasi che ho letto: se queste sono le premesse, ci penserò su bene prima di aprirne un altro. E pensare che ingenuamente il fatto si parlasse di un musicista pensavo lo avrebbe reso un personaggio interessante (sono musicista).
Bellissimo anche questo libro. Adoro i personaggi maschili di questa scrittrice, mi fanno impazzire e morire dal ridere ( in senso buono ). La signora Quasi ha un modo si scrivere che mi coinvolge, sa come farti precipitare nella storia. Ha un’ironia davvero spassosa. Bellissimi i dialoghi coi bambini, in certi momenti sghignazzavo e quando poi Diego ha fatto il discorso col prete..... Consigliatissimo
Fratellastri con quasi dieci anni di differenza che crescono insieme ed ad un certo punto si accorgono di amarsi e lui fugge ma lei lo aspetta, del tipo che lui le ha cambiato i pannolini ma già l'amava, una specie di imprinting alla Twilight. Lui tra l'altro che un momento è un dolce maschio alfa e l'altro una spaventosa red flag. Per me è no. Si salva solo lo stile della scrittrice, a tratti molto poetico.
I suoi libri sono magici. Le sue storie, magiche. I suoi personaggi, magici. Ha un modo di vedere le cose cosi unico e affascinante che ogni romanzo è una poesia del quotidiano, senza versi o rime, ma con un ritmo così caratteristico che è impossible resistergli. Consigliatissimo.
Una storia che mi ha glassato di miele il cuore e fatto sorridere in modo sorprendente, attendendo con emozione la parola successiva, la frase e il capitolo che la avrebbero seguita.
Le famiglie in genere si formano sposandosi e avendo poi bambini, oppure i bambini te li prendi in ospedale e poi ti cerchi un marito. Questa è la storia di Diego, ma anche di Maddalena, Giovanni, Elena, Nicola, Samantha Isobel e Marina.
Un fiore nato dal letame, un bambino cresciuto nel degrado ma dal quale non si è fatto sopraffare, una maturità fredda e obiettiva per un bambino di 8 anni che sceglie una giovane dottoressa del p.s. come nuova mamma.
“Aveva un’educazione innata, un individualismo spiccato e curioso che lo avevano preservato dallo squallore in cui era cresciuto”
Un colpo di fulmine ricambiato, un amore che non avrà mai fine, ma che si allargherà includendo nella bolla anche il marito di lei. Maddalena e Giovanni medico e commissario, un incontro che avrebbe dovuto essere un’ ammonizione ma che è sfociato in passione, caratteri stridenti, l’anarchia contro l’autorità, ma quando il fuoco divampa smussa gli spigoli per farli fondere insieme.
Dal loro amore nasce Elena
“Da quando l’aveva vista appena nata, urlante e disperata tra le grinfie dell’infermiera, gli era entrata sotto la pelle e lì era rimasta”
Le regole, la disciplina sono nutrimento per questo bambino che si innamora del violino e ne diventa maestro.
“Diego suonava per lei da che era venuta al mondo, e la sua musica era l’inchiostro invisibile con cui avevano scritto la loro storia”
Quando Elena cresce, l’amore che prova per Diego non è di certo fraterno ed è una lotta snervante per farlo riconoscere anche al titano che incanta le folle; Diego fugge, si nasconde dietro la sua musica, fa tournée sempre più lontane, ma quando torna a casa Elena è lì, sempre più grande, bella, autonoma e determinata. La gelosia e il senso di protezione che Diego prova per lei è morboso e anacronistico:
“Tu e il ventunesimo secolo non andate d’accordo. Chiedi il trasferimento nell’Alto Medioevo”
La musica come rifugio, espiazione, ha unito questi due ragazzi da sempre, è stato il loro modo di comunicare i sentimenti, lui suonando, lei stando seduta a terra ad occhi chiusi ad ascoltare. Solo loro due, Elena e Diego, Pulce e Remigio.
“La melodia scolò dal violino, fluttuò nell’aria e si depositò sulla pelle di Elena”
È stato un romanzo preso su consiglio di un’amica, Rebecca Quasi era solo un nome che leggevo spesso nei blog di lettura, ed è stata una scoperta meravigliosa! La prosa mi ha coinvolta dalle prime righe con la sua poesia intrecciata alla sagacia, i dialoghi brillanti, l’intensità dei sentimenti.
La narrazione in terza persona è stata bellissima, una voce tagliente e giudicante che sbugiarda tutti i castelli mentali che i personaggi si fanno, una guida che fa lo slalom fra i vari personaggi, dandogli voce e pensiero.
“Lui avrebbe voluto lasciarla sul piedistallo su cui l’aveva posata il giorno in cui era nata. Ma Elena era fatta di anima e carne.”
Una famiglia assurda, divertente, di quelle che non si scompongono mai, che non giudica ed è sempre un passo avanti a te nel sapere cosa sarebbe meglio, ma che non te lo impone.
Ho amato Maddalena e la sua forza da leonessa, Giovanni e la sua imperturbabilità, Diego per la sua assurda gelosia, Elena per il modo in cui lo prende in giro. Bello bello bello. Se ci fossero sei stelle gliele darei tutte!
p.s. Lo spin off è stato pubblicato di recente e non vedo l’ora di buttarmi di nuovo fra la bellezza della scrittura di Rebecca.
#pensierieparole Il gigante con il violino di @rebeccaquasi
Primo libro letto dell'autrice tenuta d'occhio da tanto e cercata/trovata al momento giusto. È stata davvero una piacevole sorpresa perché non mi aspettavo i toni umoristici e battute sagaci in una storia vocale dai toni spensierati ma colma da amore. Ogni tipo di amore: familiare, amicale, romantico, possessivo, divertente. Le sfumature di questo sentimento sono apparse fin da subito delicate ma potenti.
✒️"Nero sprofonda nel blu; il blu non ha fondo, per cui nero precipita all'infinito."
I dialoghi e lo scambio di battute tra i vari personaggi, con quei tratti dialettali, sono stati spassosissimi.
✒️"- Avete visto una donna vestita di rosso? - domandò. - Una incazzata come una iena? - domandò un tizio sghignazzante. - Sì. 𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒄𝒂𝒛𝒛𝒐. - È uscita correndo. - E dov'è andata? - E che ne so. - Hai visto che direzione ha preso? 𝑷𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒊 𝒂𝒎𝒎𝒂𝒛𝒛𝒊? - Di là, direi. - Ma no, dall'altra parte - lo contraddisse un altro.
Naturale riflessione a fine lettura: quello che rende più persone una famiglia non è il legame di sangue ma l'unione e la condivisione di più cuori.
✒️"Forse era finita, forse la paura di essere risucchiato nel sudiciume, nello squallore, nell'immondizia era finita. - E dopo sarò il tuo bambino? - Sei già il mio bambino. - Di più. Lo sarò per tutti. - Sì."
Leggerò sicuramente altro perché probabilmente dopo questo libro, la scrittura sarà maturata e perfezionata ancora di più.
Punti critici: Un po' troppi refusi riscontrati durante la lettura. La tematica dell'affidamento temporaneo e poi definitivo è affrontato in maniera frettolosa e poco verosimile.
Ps. Posso confessare di aver amato molto più la storia d'amore tra Maddalena e Giovanni?! Li ho adorati dal loro primo incontro e non ho più smesso. ❤️
Una sorpresa entusiasmante leggere questo romanzo di un’autrice italiana che pubblica in proprio su Amazon: Rebecca Quasi.
Innanzitutto una storia originale e fresca, personaggi interessanti e vicende realistiche, il tutto arricchito da una scrittura fluida ed accattivante che accompagna il lettore nella storia; essa nasce e cresce nell’immaginario sostenuta da una trama avvincente che trascina il lettore, mantenendolo sempre con il fiato sospeso e coinvolgendolo nelle avventure dei protagonisti della vicenda.
L’ambientazione contemporanea presenta anche frequenti salti nel passato per spiegare la storia del protagonista principale: il giovane violinista Diego, che non si muove da solo in scena ma è circondato da una giostra di comprimari interessanti e vivaci a cui il lettore si affeziona da subito e che frequentemente rubano la scena mettendosi al centro dell’attenzione.
Un carattere forte e potente, quello del giovane a cui si contrappone la protagonista femminile: da sempre innamorati, gravitano l’una su l’altro tra alti e bassi ma non possono stare lontani per la forza del sentimento che li unisce.
L’arrivo nella loro vita di una piccola sfortunata orfanella sarà l’ago della bilancia che porterà il loro rapporto ad evolvere e a decollare verso un roseo futuro, ripetendo una storia di amore ed altruismo che era germogliata tanti anni prima nei genitori di Diego.
Scene d’amore emozionanti in cui la tensione tra eros e romanticismo non fa una grinza; un romanzo imperdibile!
questo libro potrebbe essere un prequel o un sequel o uno spin off...bho ma è legato ad un altra storia raccontata in un altro libro, la storia di Maddalena Maschieri e Giovanni dal fiume. lei medico lui ispettore...ma questa è un altra storia. questa storia racconta di uno dei personaggi, Diego. Diego è un bambino nato da una madre prostituta tossica e un padre spacciatore, direte voi: che fine potrà fare? invece fa una buona fine perchè è un ragazzino intelligente che dopo i mille viaggi in ospedale a causa del padre, ne fa uno a causa sua, si ustiona un braccio per poter tornare in ospedale e incontrare la dott.ssa che l'ha soccorso le altre volte. questa volta la dot..ssa Maschieri intervine e riesce a togliere Diego alla sua famiglia e lo adotta. Diego crescerà in un altro ambiente e diventare un violinista famoso, ma questa storia racconta di Diego ed Elena, sua sorella, si fa per dire non proprio sua sorella, la figlia di Maddalena e Giovanni, ma loro si innamorano perdutamente e Diego per evitare questo, va in tourne lontano...ma l amore richiama sempre, lontani non si puo mai rimanere. Pur non amando i romance, la Quasi è carina, non è super smielata, non spalma scene da vomito o cliche ed è molto delicata. i suoi libri sono sempre leggeri ma si leggono bene, non annoiano e a volte divertono anche. se avete bisogno di una pausa, è la scrittrice giusta.
Leggo tanto, leggo di tutto, non ho un mio genere preferito. Però quando scopri un'autrice per caso e guarda caso ti piace, non puoi far altro che esserne felice. E io lo sono. Questa autrice è bravissima e ha una capacità ironica di scrivere e raccontare gli aspetti drammatici della vita. Il gigante con il Violino è uno dei gioiellini di Rebecca Quasi. I protagonisti sono descritti benissimo, ma è di quelli marginali che rimarrete estasiati. È scontato amare chi ha il tuo stesso sangue ma è meraviglioso amare chi non lo ha. E con questo libro ne abbiamo la prova. Vi innamorerete di Diego da bambino e poi lo amerete da grande, lui è un gigante sì, però buono, nonostante il suo passato. Amerete Maddalena, che sarà la persona che avrà cura di lui. Sarete catturati da Giovanni, il commissario vi farà davvero divertire. E poi c’è Elena, una piccola bambina che diventerà il centro del mondo di Diego. Il destino poi metterà davanti ai loro occhi la piccola Izzy. Sarete conquistati da tutti, nessuno escluso. Il consiglio di lettura di Silvia è sul blog: https://aspassocoilibri.blogspot.com/...
Rebecca Quasi ha la capacità di usare la terza persona senza però creare distanza tra il lettore e il personaggio. Il libro complessivamente mi è piaciuto ma è come se fosse mancato qualcosa per dargli la quinta stella: la storia d'amore dei protagonisti mi ha coinvolto ma non troppo. E' un amore poco convenzionale e difficile da accettare socialmente, quindi mi aspettavo un tormento che dovesse farmi stare maggiormente in pena e invece mi è sembrato gestito il tutto con troppa leggerezza. Ho trovato da 5 stelle la storia tra Giovanni- Maddalena dall'innamoramento fino a solida coppia di lunga data. Una chimica incredibile e travolgente. Meritavano un libro tutto loro.
Ciao ragazze, oggi vi parlo di un libro che ho acquistato per caso, iniziato per caso, e mi sono per caso ritrovata innamorata di questa bellissima, struggente storia d'amore. Una storia che ti prende dalle prime pagine, ti fa sua come Maddalena e Diego che appena si incontrano si appartengono come mamma e figlio, cosi come Giovanni appena vede Maddalena se ne innamora, e cosi come Diego appena posa gli occhi su Elena sa che gli apparterrà a vita.
centellino i libri che non ho ancora letto della Quasi perchè sono acqua nel deserto. Splendida scrittura, dialoghi arguti, personaggi ntelligenti, situazioni mai strumentali o didascaliche ma sempre originali e non prevedibili. Adorato questa storia ma soprattutto, non me ne vogliano i protagonisti, soprattutto Giovanni e Maddalena che forse avrebbero meritato un libro tutto per loro. bravissima, come sempre e come sempre dico, dovrebbe tentare di scrivere una sceneggiatura ( Di mercoledì per esempio?)
Non è il mio preferito della Quasi, io non ho avuto problemi di parentela tra i protagonisti, ma izzy nella sua spensieratezza mi è risultata troppo fredda davanti ad un evento fondamentale della storia stessa. Poi devo ammettere che mi ha entusiasmato di più la storia di Maddalena e Giovanni (anche questa volta l’autrice mi ha presentato un personaggio maschile tra i miei preferiti). Resta una bella storia diversa dal solito pertanto consigliata.
#romance #two love stories #children #second chance #funny and sweet
Romanzo rosa non convenzionale in cui Rebecca Quasi con maestria e dolcezza ci introduce nella vita di una famiglia creatasi per caso. Vediamo diversi tipi di amore e di relazione vediamo gelosie e piccole incomprensioni che però vengono tutte spianate. Mi mancheranno tantissimo Remigio, Pulce e Ragno!!!
3.75 La storia è scritta bene, lo stile di RQ è originale e accattivante. Però... C'è un però. Il rapporto tra lui adottato e lei figlia naturale è un po' disgustoso... Ci sta perfetta la parola inglese "gross". Insomma sono fratello e sorella a tutti gli effetti. Forse mi sono persa qualcosa, ma non credo che la legge italiana consenta a persone legate da questo rapporto di parentela di sposarsi... Quindi, storia carina, scorrevole, ma con pesanti elementi di disturbo