"Diavoli" è il quarto episodio della serie di Learco Ferrari, e se con "Le cose non sono le cose", il primo amore che non si scorda mai, c'è stato il colpo di fulmine, ora la nostra relazione si è evoluta. Siamo nella fase in cui si ride in ogni pagina. Grazie Paolo Nori, io ti amo.
Qualcuno ha detto che la cosa migliore per capire e apprezzare i suoi scritti è leggerli uno dopo l'altro, seguendo l'ordine in cui li ha scritti, i suoi scritti. Non importa che tipo di storie siano: se ti abitui al suo stile, riuscirai a vedere i progressi che ha fatto, i cambiamenti di direzione e anche quando non ha avuto successo. Io ne leggo uno al mese, finora "Diavoli" è quello che mi è piaciuto di più. Mi sono piaciuti tutti, ma questo di più.
Sulla peculiarità della scrittura non mi soffermo, ne ho già parlato negli episodi precedenti, Nori non è uno scrittore, è uno scrittore-musicista, se entri nel suo ritmo ti si forma una musica che ti entra dentro la testa, quando esci a comprare il pane pensi come lui, un due tre un due tre, un filoncino e un pezzo di focaccia, ecco, Quanto le devo, gli dico, Cinque euro e cinquanta, mi dice, Puttanassa, gli dico, Cinque euro e cinquanta per un filoncino e un pezzo di focaccia, gli dico. Non mi ricordavo che il pane costasse così caro, gli dico. Ti lamenti sempre, mi dice, ha ragione, mi lamento. Non mi lamento mica perché sto male, no. Nonnonno. Mi lamento perchè il pane costa caro. Pago ed esco, un due tre un due tre.
Il valore aggiunto, come già scritto, invece che leggerlo, è ascoltarlo direttamente dalla voce dell'autore. Superlativo.