Tradotti per la prima volta in italiano da Raul Ciannella, questi nove racconti rappresentano una selezione della migliore fantascienza contemporanea spagnola e latino-americana. Il tema che unisce le storie di quest’antologia è il corpo biopolitico e artificiale, umano e animale, desiderato e rifiutato. María Angulo Ardoy descrive le vicende di due scienziati giapponesi in pensione, ridotti a esuberi in un paese che non si cura più degli anziani. César Mallorquí intreccia le storie parallele di un cane pastore e un sistema di sorveglianza satellitare costretto a infrangere i limiti della sua stessa programmazione. Marian Womack esplora le possibili conseguenze dell’ingerenza umana negli ecosistemi naturali ormai devastati. Juanfran Jiménez gioca con lo scambio di menti in un’avventura criminale che sfida la nostra idea di identità. Erick J. Mota costruisce una satira grottesca sul regime cubano che trasforma i propri cittadini in zombie al servizio della rivoluzione. Maria Antònia Martí Escayol elabora un’ucronia estremamente documentata e ingegnosa in cui il filosofo Descartes rende sua figlia un automa immortale. Cristina Jurado si avventura nelle viscere della spazzatura urbana con una storia di macabra sopravvivenza. Carme Torras costruisce un rapporto d’amicizia tra una ragazza e una misteriosa figura che gestisce una stazione di ricarica in una Spagna post-apocalittica. Infine, Gabriela Damián Miravete immagina una tecnologia olografica, realistica e toccante, per rendere omaggio alle vittime di femminicidio.
L'ho fatto perché amo la fantascienza e cercavo qualcosa da ascoltare mentre vado al lavoro. Avevo bisogno di una lettura (o di un ascolto?) "semplice", senza troppi personaggi o trame complicate. Una raccolta di racconti mi è sembrata la scelta giusta. Ma forse dovevo ricordarmi che... non amo i racconti. Mi sembra sempre di affezionarmi ai personaggi proprio quando la storia sta per finire. E in questo caso, in realtà, mi è capitato davvero di rado.
Il fatto che per me sia stato un mezzo fallimento si vede anche dal tempo di ascolto: iniziato a dicembre 2024, finito solo a giugno 2025. E non senza fatica o tentazioni di abbandono.
La voce del lettore (nell'edizione audiolibro) non ha aiutato: piatta, poco coinvolgente, a tratti quasi monotona. E questo ha contribuito a distrarmi più spesso di quanto avrei voluto.
Le storie? Qualcuna carina. I racconti tentano riflessioni interessanti sul rapporto con il corpo, la tecnologia, l'ambiente. La fantascienza, come spesso succede, immagina futuri complessi, spesso angoscianti, con ben poche speranze. Tutte cose che, sulla carta, mi interessano... E non poco! Eppure nulla mi ha davvero colpita. Forse un paio di racconti resteranno con me più a lungo, ma la maggior parte si confonde già nella nebbia della memoria.
Insomma: una raccolta che potenzialmente potrebbe piacere a chi ama le atmosfere distopiche, ma che io ho trovato faticosa e poco coinvolgente. Non è scattata la scintilla.
La fantascienza riesce sempre a immaginare dei futuri incredibili a partire dal presente. Questa raccolta riesce a scavare nel profondo delle nostre abitudini, fino a stravolgerle.
Per esempio la plastica è protagonista di due racconti. In entrambi i casi è vista come agente inquinante, in grado di alterare il mondo. Può essere fonte di nutrimento sia per gli esseri umani che per altri organismi. La sua presenza però rende impossibile riconoscere la natura reale da quella alterata e inquinata. Sembra che solo l’assenza dell’uomo possa ripristinare il mondo al suo stato originale.
Ovviamente i segni lasciati dal nostro passaggio non riguardano solo gli edifici, ma anche le usanze e i rituali. Nel racconto “Il gregge” mi è rimasto impresso come il cane pastore continuasse a portare sui pascoli le pecore anno dopo anno, senza mai deviare dai su insegnamenti. La lealtà e il senso del dovere sono così radicati che nulla può distoglierlo dal suo compito.
Abbastanza inquietanti sono invece i robot nelle loro varie forme, che servono a riportare in vita una persona cara o a ripopolare la Terra di specie estinte. Si capisce però dal primo sguardo che non siano naturali. Per quanto l’idea di partenza dei loro inventori sia encomiabile, le creazioni seguono una loro evoluzione, spesso non prevista. Forse il loro utilizzo reca più danni del previsto.
Se invece immaginate che nel nostro futuro sia inevitabile la comparsa degli zombie, troverete un racconto in grado di mostrarvi un lato diverso di queste creature. Li abbiamo sempre immaginati come ottusi e famelici, ma stavolta scopriremo una loro qualità nascosta. Così come l’umanità ha avuto a disposizione diverse anni per evolversi anche queste creature devono potersi evolvere e adattarsi per riuscire a conquistare sempre più spazi.
Nessuno dei futuri descritti sembra trasmettere un po’ di serenità, a parte l’ultimo racconto. In questo caso sembra che almeno in parte gli uomini abbiano imparato dai loro errori. Il rimedio trovato non è di certo perfetto, ma almeno rappresenta un primo passo per migliorare e rendere la Terra un mondo migliore per le future generazioni.
"Cuerpos" è piccola raccolta di nove racconti di base fantascientifica, i quali re immaginano il nostro futuro tra robot e critiche ambientali e alla società. Futuri complessi ed angoscianti, con ben poche speranze.
La prima storia ci porta in Giappone, dove il governo non è più in grado di mantenere la sua popolazione anziana e in cui una zona è stata isolata per l’evoluzione di batteri in grado di biodegradare la plastica.
In "Gregge" i protagonisti sono gli animali e un satellite super-intelligente: è una delle storie che più colpiscono per via del senso di lealtà e del dovere e per la scrittura scorrevole e toccante.
"Black Isle" ci propone un futuro in cui gli ecosistemi sono stati ripristinati dalle biotecnologie, ma ben presto la natura si riprenderà ciò che è suo.
"Corpi" ci trasporta in un futuro dove viaggiare è possibile solo grazie allo scambio di coscienze, una trama molto avvincente con una scrittura altamente scorrevole.
Con "Francine" ci spostiamo nel passato: Cartesio, filosofo e matematico, come un dottor Frankenstein ante litteram, riporta in vita la figlia deceduta ma sotto forma di macchina.
"MeccanicaMente", è un altro racconto degno di nota: ci troviamo in una discarica di rifiuti tecnologici, i nostri protagonisti sono Ag-Nese, che presta attenzione a tutto, e i suoi genitori, concentrati solo sull'ambiente, i quali mal giudicano, trovandolo inquietante, colui che mantiene pulita lcarea attorno alla discarica.
Altro racconto che ho trovato interessante è "Discarica", in cui le persone vivono in una discarica e la protagonista troverà un oggetto che avrà delle ripercussioni particolari su di lei e sulla storia.
"Memorie di un paese zombie" salta all'occhio per le sue ripercussioni culturali. Racconto molto ben scritto che, servendosi della satira, racconta di un regime cubano il quale converte la popolazione in zombie al servizio dello stato rivoluzionario. L'aspetto più interessante è l'evoluzione degli zombie per adattarsi e conquistare degli spazi che li spettano.
Infine abbiamo "Sogneranno nel giardino", il mio preferito. Un racconto delicato, in cui un’associazione di donne, Le Pettegole, si riuniscono per creare un giardino in cui, attraverso riproduzioni olografiche, vengono ricordate tutte quelle donne che sono rimaste uccise a causa di atti di violenza, di misogina e atti barbaricamente machisti. L'intento è commemorarle, insegnando a tutti, bambini compresi, cosa rappresentano quelle vite spezzate e, soprattutto, a rispettare le donne.
Interessante raccolta anche a questo giro, ho trovato veramente degni di nota "Il gregge", racconto dove l'uomo lascia spazio ad animali e intelligenza artificiale come protagonisti, e "Sogneranno nel giardino", asprissima critica sociale ad una realtà fortemente maschilista. Il racconto che mi ha convinto meno è stato invece "Francine", l'ho trovato fondamentalmente un po' debole e poco interessante.