La falling stars giunge al suo termine e lo fa in maniera Sublime proprio come recita il titolo del quinto e ultimo volume, scritto dalla magistrale penna di Roberta Pesce che ci porta ai tempi della Grande Guerra. La protagonista è la contessa Bianca Bombrini, la stessa nonna amorevole e risoluta che abbiamo conosciuto nel primo volume attraverso Fiamma e che chiude il cerchio permettendoci di entrare nel suo mondo, inzialmente fatto di salotti borghesi, (che ai tempi del fascismo avevano il compito di intrattenere generali e borghesia, insieme al cinema strumento usato per essere comunicazione di massa, distrazione e propaganda), mentre la povera gente combatteva per uno stato che obbligava loro a sacrificarsi, subendo i soprusi e le angherie più atroci, in cambio di una libertà che faticava ad arrivare. Bianca presto scoprirà che oltre ad essere attrice sul palco dovrà fingere anche nella vita, dovrà dare vita alle sue migliori interpretazioni perché il Reichsfuhrer Max Greiser, (capo delle SS), militare inferiore solo al Fuhrer stesso, brutale e viscido soldato che la guerra la osserva dai divani e dalle dimore lussuose provando piacere nella tortura e nello sfruttamento; uomo meschino che abituato a trattare tutti come pedine,non solo farà di lei la sua amante ma la sua stessa marionetta da sfoggiare come un trofeo, ed è proprio grazie a lui che Bianca aprirà gli occhi sulla guerra, sui veri buoni e sui veri cattivi e su ciò che la circonda, comprendendo che ciò che succede al fronte le persone abbienti e del suo ambiente non possono neppure immaginarlo. Bianca annega nel dolore, in Max crede di trovare una via di fuga, prova a ricominciare pur essendo ancora legata ai traumi di una guerra che non cessa ne fuori ne dentro di lei. Man mano che impara a stargli accanto capisce che la prima impressione che ebbe su di lui era la realtà dei fatti.
Ed e’ cosi’ che Lei stessa diventa pungiball delle sue ire, e lei non può far altro che soccombere; ma Bianca e’ una donna di rispetto e non è una persona senza carattere, anzi di esso ne ha da vendere e’ una Combattente e non ha intenzione di diventare una bambola di pezza da usare, sfruttare e sfoggiare, ma quanto riuscirà a portare avanti la farsa per la sopravvivenza, come reagirà quando capirà ciò che davvero Max e’ capace di fare e soprattutto quando riuscirà a ribellarsi, e a capire che cosa succede realmente nel mondo? Beh lasciatemelo dire: Bianca Dara’ prova delle sue più grandi qualità attoriali perché anche il lettore ad un certo punto si sentirà ingannato non riuscendo a capire quale sia la realtà dei suoi sentimenti e della sua finzione. E’ solo quando incontrerà Charles che Bianca troverà il coraggio di gettarsi la guerra e i dolori che si trascina dietro capendo davvero cosa sia l’amore vero e il rispetto di esso e verso se stessi. Ricordatevi però che Bianca arriva da una vita fatta di agio, potere e dolore. E’ anche una donna che non ha bisogno di uomini accanto per risplendere, lotta per sé e per i suoi ideali quando finalmente comprende cos’è davvero il movimento fascista.
Charles e’ un prigioniero di guerra, un partigiano, un uomo pronto a lottare e sacrificarsi per degli ideali, un uomo che Bianca non dovrebbe permettersi di sfiorarla di striscio neppure con lo sguardo, lui che prima di essere diventato prigioniero era un semplice garzone… Bianca e Charles sono l’emblema per eccellenza della superbia, quel peccato che reincarna la convinzione della superiorità di se stesso (reale o fittizia) che si traduce in atteggiamenti ricchi di orgoglio e saccenza. Charles è superbo nel suo essere guerriero, Bianca lo è nei confronti della vita, l’unica e sola che conosce, concernono entrambi tutto su di loro, sui loro dolori, sul loro passato, ma chi può biasimarli? Non è essere pieni di sé bensì è essere logorati dai soprusi, dalle mancanze da ciò che il destino gli ha portato via. Charles e Bianca sono lacerati da quelle mancanze tremende che la vita gli ha sottratto facendo pagare a loro modo un prezzo e un conto troppo alto. Bianca e Charles sono partecipanti alla stessa guerra in modi nettamente diversi, uno e’ un antifascista, pronto a lottare e sacrificarsi per la libertà tanto agonista, l’altra con i fasciati si siede a tavola, viene utilizzata come una bambola di pezza, apprezzata per la sua bellezza ma essendo donna, agiata e seducente si deve limitare a sorridere. E inizialmente e’ anche accondiscendente a tutto ciò, ma come biasimarla, è ferita, sola e ha perso tutto ciò che la faceva sentire realizzata. Il libro di Roberta tocca corde emotive precise, fa piangere, fa provare rabbia ma fa anche riflettere: Roby come ti ho già detto hai creato un libro che è un atto d’amore e rispetto verso coloro che hanno combattuto per noi, per la nostra libertà. La forza principale del testo è che è storia, si respira e la si rispetta. Anche nei minimi particolari si viene catapultati negli anni 40 rispettando l’epoca, le usanze e anche la mentalità: è’ un libro vero, onesto. I romanzi storici non devono essere romanzati troppo, devo essere libri veritieri, che permettano di entrare nell’epoca e viverla come se il lettore facesse parte di quel periodo storico e Roberta permette tutto ciò. Ribadisco quanto questo romanzo debba essere consigliato e fatto leggere alle scuole superiori, perché la storia non va dimenticata, e soprattutto si deve fare in modo che non venga ripetuta, chissà se mai l’uomo lo imparerà?
Bianca e Charles imparano a loro spese, seppur con conseguenze distinte, la malvagità del fascismo, lei diviene prigioniera della crudeltà di chi si sente onnipotente, lui con fatica, tenacia e arguzia cerca di liberare i popoli che senza alcuna distinzione di classe o di nazionalità sono presi di mira dalla tirannia. Charles e’ un uomo silenzioso, coraggioso, parla solo quando occorre, studia, attacca con intelligenza, ed è per questo, essendo impegnato a combattere per sé e per gli altri, l’amore sembra non avere tempo per loro, c’è una guerra da combattere, da vincere.
Come la stessa Bianca dichiara, “𝚕𝚊 𝚟𝚒𝚘𝚕𝚎𝚗𝚣𝚊 𝚗𝚘𝚗 𝚑𝚊 𝚌𝚘𝚕𝚘𝚛𝚒”; e’ così che aprirà gli occhi, e’ così che comprenderà qual è il vero peccato di cui le persone che la circondano si stanno macchiando ed è proprio quando la convinzione si farà sempre più ampia che la vita di Bianca viene a contatto con un colore preciso: quello delle pozze azzurre che Charles ha al posto degli occhi. I primi attimi fugaci fanno battere il cuore di Bianca, di Charles e del lettore, momenti piccoli, intensi che fanno aprire uno squarcio di speranza in un mondo che ne è sprovvisto.
Charles e Bianca sono sfacciati, ardenti, sono due attori, intrappolati (per motivi diversi) dalla stessa tela che viene tessuta da uno spregevole ragno che si fa scudo dei gradi militari e cattiveria, ma che non ha fatto il conto con la forza di donne e uomini come Bianca e Charles, che quando condividono lo stesso spazio annientano tutto e tutti. La loro coppia nasce come un’esplosione, Bianca e Charles si corteggiano a vicenda, in modo che fa sciogliere il lettore. Il loro corteggiamento inizia e il dolore e il trauma della guerra man mano scema, questo perché il loro amore, il loro comprendersi, provocarsi e’ la vera cura. Roberta ha una penna che ti strugge, ti arriva al cuore, fa sognare anche quando l’ambientazione e la collocazione della narrazione fanno pensare a tutto, tranne al fatto che ci possa essere spazio per i sogni. Questa non è solo la storia di Bianca e Charles, e’ la storia di alleati, fratellanza, amicizia e rapporti che hanno un obiettivo comune annientare il male. Male che porta la raffigurazione di Max, un uomo ignobile che ti fa venire il voltastomaco soltanto appena entra in una stanza. Il mio pensiero durante la lettura e’ andato a chi queste situazioni logoranti le ha vissute sul serio, perché spesso siamo abituati a leggere pensando che sia finzione ma qui di finzione non ne ho vista alcuna, Roberta dà voce a chi la voce non l’ha più, a chi e’ stata portata via, a chi purtroppo ha provato ad urlare ma non ha potuto farlo e tutto ciò lo comprendiamo grazie alle figure dei personaggi secondari che hanno vita propria, arricchiscono il romanzo e fanno vedere un’ ulteriore spaccato della società e della guerra dell’epoca. Per me leggere Sublime e’ stato un onore, grazie per avermi voluta in questo viaggio che non solo conclude una collection che mi ha portato affetto e mi ha amata, voluta, intrattenuta, con sublime si chiude un cerchio, ma si apre una finestra verso un periodo storico che non può essere dimenticato, tralasciato, ma che va onorato e tu Roby c’è l’hai fatta: hai reso giustizia ✨ Le interazioni tra Bianca e Charles? Sono loro quel qualcosa di sublime che accade fra le macerie. Loro si ricompongono a vicenda, e danno una nuova possibilità a quel cuore fatto di crepe che viene risanato dalla contessa e dal partigiano, due mondi all’apparenza distanti, ma il dolore riconosce il dolore, e i cuori puri riconoscono la bontà d’animo: per Bianca e Charles non sarà un viaggio facile ma tutti meritano un lieto fine, e Charles e Bianca lotteranno con le unghie e con i denti per donarselo a vicenda ✨ loro che sono stati prigionieri della menzogna, l’uni tra le braccia dell’altro saranno l’unico pizzico di verità che possono permettersi. Charles e’ un uomo che sa vedere oltre, conosce il perdono e Bianca si perdona, entrambi per la sopravvivenza della loro esistenza e del loro animo sono obbligati a compiere atti più grossi di loro e soprattutto sanno vedere oltre la maschera. Non c’è più rifugio se non quello fra le braccia l’uno dell’altro, un rifugio che conosce gli orrori, e che insieme saprà andare avanti, dando vita ad un nuovo inizio senza mai scordare, ma dandosi la possibilità di ricominciare insieme, uniti, verso la felicità e oltre, perché se qualcuno lo merita quelli sono proprio Bianca e Charles, due combattenti saggi, che sanno ritrovarsi, amandosi, rispettandosi e vivendosi quello che meritano davvero: una felicità ottenuta con il sangue e le lacrime, una felicità che hanno avuto modo di trovare l’uno tra le braccia dell’altro, perché solo chi vive le stesse situazioni sa curarsi e sa risollevarsi.
Abbiamo imparato a conoscere la saggezza di Bianca e Charles in Still, mentre in sublime vediamo da cosa ne deriva, due pietre miliari che hanno permesso a fiamma di spiegare le ali, due rocce che sono state Fenici, due persone da cui si può solo imparare. In questa recensione ho cercato di parafrasare il romanzo, meritate di leggerlo senza alcun briciolo di Spoiler, probabilmente mi sono dilungata come mio solito, ma Sublime merita un’ accurata analisi. Mi sento profondamente colpita da tutto ciò che ho letto, affascinata, un romanzo che come già detto pone delle riflessioni, un romanzo fatto di dolore, un dolore che nessuno merita di provare, un romanzo che nonostante addolori rende giustizia 🩷 un romanzo onesto che testimonia la forza del passato attraverso due figure che divengono il simbolo. Charles e Bianca sarete per sempre il simbolo della lotta, della resistenza e del riscatto e anche quando sembravate preda, siete stati abili predatori, con la lungimiranza, la perseveranza e la voglia di combattere senza mai arrendersi ed e’ per questo che la vostra luce brillerà per sempre ✨