Roma. Capitale affamata, innamorata e viva. C'è un ragazzo che passa attraverso la guerra e trova l'amore. C'è una credenza chiusa con una forchetta che tiene fuori il nemico. In mezzo, la grande cucina romana. Perché ogni piatto racconta una storia. E il cibo salva la vita. Resisti, Elsa, resisti. Che se ne usciamo vivi, ti giuro, passeggeremo assieme per Roma per tutto l’autunno. «Raccontami cosa cucini.» È un mormorio impercettibile, dalla mia bocca al suo orecchio. Non è una richiesta. Ci sono io, ci sei tu, c’è questa credenza che ci nasconde e ci sono i nemici che ci vogliono ammazzare. Non c’è il tempo. Ci sei tu e ci sono le tue parole. La bocca di Elsa si stacca dal mio petto. Dai, Elsa. Raccontamelo ora. È un sussurro. «La concia.» Brava Elsa, bravissima. La nuova azione dei soldati ha inizio. Hanno sfondato il portone del palazzo. «Le zucchine si tagliano a cerchi sottili e si mettono ad asciugare dentro un panno per mezza giornata.» Un gruppo inizia a salire su per le scale. «Si friggono e si uniscono a una marinata di aceto, aglio e basilico.» Sono quasi arrivati al nostro pianerottolo. «Si salano.» Sono in tre. «Si lasciano riposare per un giorno intero prima di servirle.» E la porta di casa viene buttata giù da un calcio. Davide Enia
Davide Enia was born in 1974 in Palermo, Italy. He has written, directed, and performed in plays for the stage and for radio. Enia has been honored with the Ubu Prize, the Tondelli Award, and the ETI Award, Italy's three most prestigious theater prizes. He lives and cooks in Rome.
In certi punti ci sono frasi molto belle; libro che si legge velocemente, descrive tramite flashback la storia di Roma (un episodio dell'antichità e più dettagliatamente la Roma del 1944); ad ogni momento è fase viene abbinata una ricetta tradizionale romana; di alcune viene spiegata l'origine. Il titolo deriva dalla salvezza che il protagonista nel 1944 trova nascondendosi in un gregge di pecore. L'ho trovato però un tantino dispersivo; probabilmente i continui rimandi tra antico, moderno e attuale servono per dare originalità al racconto. Ma questo passare dal 138 d.C. al 1944 al momento presente l'ho trovato poco efficace.
Leggetelo. È un (micro)libro stupendo. Dal memoriale di Ciro F., passando per Giovanni e Davidu’, una storia che si snoda dall’arrivo degli alleati, alla resistenza, a Decimo Giunio Bruto tenendo sulla scena una Roma splendida, affamata, distrutta, caput mundi. Una storia d’amore a livelli diversi cui fa da contraltare la storia dei piatti più caratteristici della cucina romana, dalla carbonara su carciofi alla giudìa...
"Uomini e Pecore" è un bellissimo libriccino che racconta, principalmente, della liberazione di Roma nel 1944. A partire da lì si intrecciano le storie di differenzi generazioni, amori che nascono e piatti da cucinare, insospettabili personaggi cardine delle storie. Come chi ama Davide Enia sa benissimo, anche in "Uomini e Pecore" non capita di rado di accorgersi della maestria con cui l'autore siciliano intreccia le storie con la Storia: questi personaggi costeggiano avvenimenti chiaramente più grandi di loro, eppure non fanno che trarne vividezza, imponendosi come figure vere, sofferenti, fatte di carne. A proposito di carne, proprio la materialità della rappresentazione del dolore (e in generale degli stati d'animo umani) da parte di Enia è un altro dei pregi che rendono "Uomini e Pecore" una lettura davvero notevole, pur nella sua brevità.
Breve e godibilissima passeggiata in una Roma dilatata nello spazio e nel tempo, che spazia dalle campagne circostanti al centro della città, dall'orlo del dopoguerra ai giorni nostri attraverso tre racconti uniti dal filo comune delle Memorie di uno dei personaggi e dalla trama di tre ricette tipiche della romanità.
Purtroppo molto breve, sono solo tre piccoli racconti, ma è scritto davvero bene. E' anche ben documentato, ed interessante nell'illuminare le origini dei piatti descritti!