Nella quiete di Karuizawa Tsutsumi Sano, affermata scrittrice alla soglia della vecchiaia, riceve in dono una speciale pergamena illustrata: si tratta di un antico emakimono di epoca Heian che narra la storia della Grande Sacerdotessa di Kamo e a consegnarglielo è Kawahara Yukiko, anziana e misteriosa donna legata alla stirpe sacerdotale del tempio. Quando Yukiko muore, Sano scopre che il suo destino è ormai indissolubilmente legato all’esistenza dell’emakimono, sino ad allora tramandato segretamente di madre in figlia e accompagnato da un testo enigmatico scritto da un uomo «spinto suo malgrado da un amore troppo profondo». Il rotolo sembra infatti custodire in sé un potere seduttivo che non tarderà a manifestare una soprannaturale facoltà di possessione, trasformando Sano in una saiin capace di esercitare un’attrazione erotica dal potenziale tanto ammaliante quanto distruttivo. Con una narrazione potente e suggestiva, Saimu riesce nel delicato intento di dare voce alle infinite stratificazioni del desiderio femminile, consacrando il romanzo come culmine della maturità artistica dell’autrice.
Fumiko Enchi was the pen name of the late Japanese Shōwa period playwright and novelist Fumiko Ueda.
The daughter of a linguist, Fumiko learned a lot about French, English, Japanese and Chinese literature through private tutorage.
Fumiko suffered from poor health as a child and spent most of her time at home. She was introduced to literature by her grandmother, who showed her to the likes of The Tale of Genji, as well as to Edo period gesaku novels and to the kabuki and bunraku theater. By 13 years old her reading list had grown to include works of the lights of Oscar Wilde, Edgar Allan Poe, Kyōka Izumi, Nagai Kafū, Ryūnosuke Akutagawa. She discovered a special interest in the sadomasochistic aestheticism style of Jun'ichirō Tanizaki,
She was inspired to write plays after attended lectures by the founder of modern Japanese drama, Kaoru Osanai.
#Saimu di Enchi Fumiko è una vera gemma, la cui bellezza risiede in due caratteristiche fondamentali: la sua natura multisfaccettata e la scrittura evocativa.
È un'opera che affronta diversi temi stratificati, tra tutti spicca con forza la condizione femminile, esplorata con una profondità e una sensibilità uniche.
Enchi, una delle grandi scrittrici giapponesi, ci conduce lungo due binari temporali distinti, ma indissolubilmente legati: l'epoca Heian (794-1185), un periodo di grande splendore culturale per il Giappone, e l'epoca Showa (1926-1989), il presente in cui si svolge la vicenda principale.
Il passato Heian rievocato come in un "roman à clef", si intreccia con il presente, creando un dialogo continuo tra i due periodi storici.
Alla protagonista Sano, già in età avanzata, infatti, viene affidato un misterioso rotolo illustrato ("emakimono" o "emaki") di epoca Heian. Cercando di dipanare il mistero di questo manufatto, Sano si imbarca in un'indagine storica e un percorso intimo e profondo alla scoperta di se stessa.
La nebbia, a volte reale, a volte causata da un'incipiente cecità, altre volte metaforica, fa da sfondo alle vicende, avvolgendole in un'atmosfera onirica. Si ha quasi l'impressione di camminare lungo un sentiero avvolto nella foschia, come in preda a una leggera febbre, mentre passato e presente collidono.
📢 Se siete curiosx di esplorare il libro e diversi temi ad esso collegati (io stessa ho partecipato con la consdizione femminile in epoca Heian!) fate un salto sul profilo di instagram dell'editore o sul mio su @sephreadstoo! (link in bio)
[...] Ho subito amato la scrittura di Enchi Fumiko. Il suo stile è calibrato, delicato ma incisivo, ha una grazia ammaliante. La prosa incanta e man mano che ci si addentra nella storia si resta avvinghiati dalle immagini e dalle emozioni che trasmette, sempre con una squisitezza misurata.
Il romanzo è molto interessante per i temi trattati, soprattutto tutto quanto riguarda la condizione femminile. In questo senso l’opera di Enchi Fumiko diviene a un gesto politico vero e proprio, in quanto rivendica alla donna, di qualunque età, anche anziana, l’indipendenza, la riappropriazione del piacere, il legame tra femminile e sacro, come soprattutto fu sottolineato dalla religione shintoista.
Tutto questo è sperimentato narrativamente attraverso l’esplorazione della sensualità e spiritualità della sacerdotessa e di riflesso di Sano, rivelando la condizione femminile nella società giapponese di allora, costretta da una morale rigida e ottusa a reprimere aspirazioni e desideri, ma al contempo invita le donne a prendere coscienza di sé, a conquistare indipendenza e dignità, a dar voce al proprio desiderio. [...]