Tutti sappiamo che ‘BUTTARE UN OCCHIO’ o ‘CHIUDERE IL BECCO’ non significa necessariamente lanci di globi oculari che volano da una parte all’altra della stanza e che, anche volendo, non potremmo chiudere il becco, che sia con chiodi o supercolla, semplicemente perché non lo abbiamo. Sono ovviamente modi di dire. Ma cosa succederebbe se facessimo finta? Lollo, che ha sempre ‘la testa per aria’ dovrebbe recuperarla dal soffitto con una scopa, e quando la zia Frignola (sì, si chiama proprio così, è proprio il suo nome di battesimo!) si scioglie in lacrime – e credetemi, succede spesso – tutta la famiglia dovrebbe accorrere con stracci, scopettoni e mocio e asciugare quella grande pozza dal pavimento… Tante storie surreali e divertentissime per ridere insieme alla famiglia più buffa del mondo, e per buttare – appunto – un occhio sui giochi che si possono fare con i modi di dire e la nostra lingua. Se poi chi ce le racconta sono un magistrale scrittore che si chiama Daniel Pennac e un genio delle parole come Stefano Bartezzaghi, non possiamo che farci coinvolgere dal loro gioco scanzonato, divertente e appassionante.
Daniel Pennac (real name Daniel Pennacchioni) is a French writer. He received the Prix Renaudot in 2007 for his essay Chagrin d'école.
After studying in Nice he became a teacher. He began to write for children and then wrote his book series "La Saga Malaussène", that tells the story of Benjamin Malaussène, a scapegoat, and his family in Belleville, Paris.
His writing style can be humorous and imaginative like in "La Saga Malaussène", but he has also written essays, such as "Comme un roman", a pedagogic essay."La Débauche", written jointly with Jacques Tardi, treats the topic of unemployment, revealing his social preoccupations.
Con le parole si possono fare tante cose, soprattutto, secondo gli autori di questo libro, ci si può divertire. Bartezzaghi e Pennac sono esperti di parole, modi di dire e scherzi e hanno deciso di provare a farci ridere a suon di modi su dire e racconti bislacchi (Zingo e la nascita dello Zingarelli rimane la storia più tenera per me).
Il risultato è meno brillante di quanto mi sarei aspettata, ma è comunque una lettura piacevole, che fa riflettere sui modi di dire e rilassa.
Davvero carino! Le storielle costruite intorno ai modi di dire sono divertenti e ben pensate. Interessante anche la scelta di protagonisti italiani e francesi, che permette di esplorare le difficoltà linguistiche in modo simpatico. Menzione d’onore per la storia sullo Zingarelli: irresistibile! 😂
L'idea del libro è davvero geniale. L'esecuzione, però, me la immaginavo diversa quasi più come se fosse una specie di dizionario dei modi di dire. Invece risulta essere un po' più un racconto con personaggi che hanno una storia e dinamiche tra loro. Lettura veloce e scorrevole.
Abbandonato prima di metà. Mi aspettavo giochi di parole, storia del modo di dire e cose simili. Invece sono solo una raccolta ti piccole storie senza senso che hanno come oggetto il modo di dire.