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L'incredibile storia di Callista Wood che morì otto volte

È inverno nel South Dakota, tra il villaggio di Keystone e una riserva indiana. Nel locale di Lenny è stata uccisa una giovane nativa, il suo nome è Callista Wood. Lo sceriffo indaga, nessuno sembra conoscerla, eppure le dichiarazioni di ben otto abitanti rendono tutto ancora più enigmatico: ognuno confessa di averla assassinata e di averlo fatto da solo. Intanto in paese è tornata una delle gemelle Jones, con lei porta un segreto, un udito che le permette di ascoltare fino a mezzo miglio di distanza. Per molti sarebbe un dono, lei ne farebbe a meno pur di avere indietro sua sorella e la gamba che le manca. Chi è Callista Wood? E perché sente le bocche del paese bisbigliare il suo nome? Il narrare di Manuela Montanaro è vivido, pulsante, retto da un'architettura che non lascia scampo. Nelle sue mani l'indagine su un misterioso omicidio diventa il racconto di un mondo di frontiera, duro, selvaggio, di una comunità la cui forza ‒ nel bene e nel male ‒ è data da quello che si è, da ciò che si ha e dai territori in cui si vive. "Il libro che tenete tra le mani è la prova della tenacia, dell'abilità, del talento e della vigorosa immaginazione della Montanaro. La storia di Callista Wood è davvero incredibile. Così come lo è questo libro. E la sua scrittrice" (dalla prefazione di Chris Offutt)

216 pages, Paperback

First published April 1, 2025

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Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Gianni.
433 reviews58 followers
August 1, 2025
Ecco il libro che non ti aspetti, ambientato a Keystone, minuscolo paese del South Dakota, tra le Black Hills e le Badlands, con tanto di sceriffo, pick-up, roulotte, gente strana e un po’ suonata, storie marginali tra birra, coca, anfetamine, prostitute, persone scomparse, morti ammazzati e una natura bella e, forse, desolata. L’autrice, però, è un’esordiente italiana, che quei luoghi non ha mai visto ma li disegna benissimo tanto da meritare una prefazione di Chris Offutt, che per certi versi ricorda Omar Di Monopoli che compare tra i ringraziamenti conclusivi. Lo scheletro della storia sembra semplice, ma la narrazione è costruita per giustapposizioni, tra flashback, approfondimenti, divagazioni, che rendono magnificamente l’atmosfera e i personaggi che si muovono in una sorta di indagine, a volte un po’ splatter che, alla fine, non è il fulcro o l’obiettivo della storia. Alcuni membri della piccola comunità proteggono un possibile assassino, il più indifeso tra tutti, forse un po’ ritardato, professandosi colpevoli, con versioni diverse, del possibile assassinio di una ragazzina indiana, naturalmente più ultima degli ultimi proprio perché è solo una nativa. Ma il racconto non dice quasi nulla su ciò che è realmente accaduto, ce lo disvela piano, piano, in una sola frase, lo fa immaginare e interpretare al lettore, ed è quello che tiene incollati alla pagina. E quello che rimane, oltre alla figura di Callista Word, è tutta l’umanità che la circonda.
Bella prova dell’autrice.
129 reviews1 follower
April 30, 2025
Una storia incredibile narrata con vivida e intensa immaginazione. Quattro stelle principalmente per la struttura narrativa.
Profile Image for Cristina Mosca.
Author 13 books48 followers
August 8, 2025
questo romanzo viene sicuramente apprezzato dagli amanti della letteratura americana più polverosa, scorretta e cruda, quella dei paesaggi rurali di steinbeck e dei personaggi infelici di carver.
la struttura è una specie di intreccio a maglie larghe, in mezzo alle quali intravedi che c’è qualcosa al di là ma non riesci a capire cosa.
consigliato a chi ha lo stomaco medio-forte.
Profile Image for Maddalena Bozzetti.
64 reviews1 follower
September 15, 2025
Scritto benissimo, l'ho divorato.
4 stelle perché un libro che parla di morte e violenza in ogni capitolo e in modo così dettagliato, non può non fare un trigger warning iniziale. Chiaramente non lo consiglio a chi si impressiona facilmente.
Profile Image for Michele Lamacchia.
Author 7 books18 followers
July 14, 2025
La verità che muore otto volte — Callista Wood e il prezzo del silenzio

“Non è la morte che spaventa. È l’idea che nessuno ascolterà la storia che avevi da raccontare.”

Amiche e amici, come state? Io bene, ero qui a leggere di promesse fatte in tempi lucidi quali: “Ci sarò per sempre” e “qualsiasi cosa accada” e pensavo: quanto credito dare alla parola data? Che fine fanno le persone quando scompaiono? E chi ti ha ucciso una volta, può farlo ancora? E mi è tornata in mente Callista Wood, sì: uccisa otto volte.

Certe storie non iniziano, si risvegliano. Come quelle voci che affiorano nel silenzio, quando ormai pensavi che fosse finita. Callista Wood è una di quelle voci. Non grida, non si impone, ma è impossibile ignorarla. Perché anche da morta – anzi, proprio da lì – inizia la sua verità.

Pubblicato da NEO, il romanzo di Manuela Montanaro non si legge come una semplice trama, e non va affrontato come un giallo nel senso classico. È piuttosto un’inchiesta dell’anima, un polifonico scavo archeologico nel cuore di una comunità, quella di Keystone, piccolo paese tra le Black Hills del South Dakota. Un luogo immobile, attraversato da colpe sedimentate, in cui la scomparsa di una donna afroamericana molti anni prima, apre la scena a un altro delitto irrisolto, quello della nativa Callista Wood, squarciando il tessuto del non detto.

Otto persone dichiarano di averla uccisa. Nessuno mente del tutto. Nessuno dice la verità.

Ogni personaggio porta il proprio frammento di verità: è un mosaico instabile. Non esiste un unico colpevole, ma una trama di responsabilità diffuse.

Che cosa è successo veramente?

A ricomporre i frammenti è Amanda, giovane psicologa, figlia ritornata a casa dopo una lunga assenza, sopravvissuta alla morte di sua sorella gemella, Love, durante il parto. Ma Love non è del tutto sparita: la sua voce resta. Le parla. Le suggerisce. Come un’eco interna, o forse come una coscienza più acuta. Amanda è la custode di un silenzio rotto, e attraverso il suo sguardo – insieme lucido e ferito – entriamo in contatto con i testimoni, uno dopo l’altro.

E qui Montanaro mostra la sua forza narrativa: ogni voce è un tassello, una piccola fessura da cui filtrano pezzi di Callista, e più ascoltiamo, più comprendiamo che questa donna non è mai stata davvero viva per chi l’ha incontrata. Era desiderio, paura, alterità. Era “l’altra”. Quella che, pur senza far nulla, turbava gli equilibri. Quella che, per esistere, doveva essere cancellata.

La comunità del South Dakota diventa specchio di conflitti razziali, generazionali e individuali. E l’Italia che scrive l’America? Prima dell’ennesimo effetto sorprendente, questo testimonia una padronanza: Montanaro padroneggia tempo e luogo al punto da far dubitare che non sia nata davvero lì.

La narrazione non segue un ordine cronologico, e nemmeno emotivo. Va a strattoni, a lampi. Come la memoria, come i traumi che non si lasciano incasellare. Eppure ogni parola è calibrata, ogni salto temporale ha un peso. La scrittura è asciutta, essenziale, ma densa di atmosfera. Keystone diventa un personaggio a sé: boschi che inghiottono, case che sussurrano, silenzi che urlano.

“Non è la morte che spaventa. È l’idea che nessuno ascolterà la storia che avevi da raccontare.”

È attorno a questo concetto – tra i più potenti del libro – che si muove l’intero romanzo. Perché ciò che conta non è solo sapere chi ha ucciso Callista, ma chi le ha impedito di esistere davvero. E allora ogni morte (otto, come dice il titolo) diventa un tentativo di cancellazione. Ma anche una forma di sopravvivenza: perché in ciascuna di esse c’è un frammento della sua voce, della sua identità.

I personaggi che raccontano Callista sono spesso più rivelatori di sé stessi che di lei. E così, in controluce, vediamo una società chiusa, ancora attraversata da tensioni razziali, sessuali, culturali. Ma mai rappresentate in modo didascalico. Montanaro non spiega, non giudica: mostra. E nel mostrarci lascia spazio a quel senso di inquietudine sottile che cresce, pagina dopo pagina, come una pressione sotto la pelle.

E poi c’è Amanda, con la sua voce fragile ma necessaria. Non è un’eroina. È un ponte. Tra i vivi e i morti, tra il rimosso e la memoria. La sua presenza spezzata – sorella viva di una gemella che non ha mai vissuto – si fa simbolo stesso del romanzo: una storia a metà, un’identità sempre in costruzione.

Anche per questo, leggere L’incredibile storia di Callista Wood che morì otto volte significa accettare di non avere risposte nette. Significa lasciarsi avvolgere dal dubbio, e trovare nella parola – quella scritta, quella detta, quella taciuta – l’unico appiglio possibile. E alla fine, come Amanda, anche noi restiamo lì: con la sensazione che qualcosa ci sia stato rivelato ma che, per comprenderlo davvero, serva tempo, serve silenzio, serve ascolto.

Questo libro parla di come le leggende nascano negli spazi non detti, di come la memoria diventi colpa. E lo fa con uno stile sismico, che scuote ma non aggredisce. La struttura a testimonianze spezzate ricorda polaroid: immagini crude e mai definitive, tutte affidate a una penna italiana capace di immedesimarsi in un’America poco raccontata.

È un romanzo che non chiude, ma apre. Non consola, ma inquieta. Ed è proprio per questo che rimane. Perché certe storie non chiedono di essere capite, solo di essere ascoltate. Un grido che è poco più di un sussurro: “chi ti ha ucciso una volta, lo rifarà?”.

Michele Lamacchia

Le parole creano mondi

https://www.instagram.com/leparolecre...
Profile Image for Nicola.
187 reviews
June 9, 2025
VOTO: 4+

PRO: ambientazione, trama non lineare

CONTRO: tanti personaggi condensati in poche pagine, risoluzione affrettata del mistero

Romanzo indubbiamente originale, divorato in un paio di giorni, ed ennesima conferma della bontà dei consigli letterari di Satisfiction.

Una storia toccante, ambientata in un'America rurale e raccontata con uno stile decisamente scarno e graffiante, incredibilmente maturo per un'opera d'esordio e che ben si sposa con le atmosfere del romanzo.

Unica pecca forse l'aver ecceduto nel numero di personaggi, molti dei quali liquidati in poche pagine e di scarsa utilità nell'economia del romanzo; ciò nonostante l'autrice dimostra notevole talento nel tratteggiarli egregiamente in qualche manciata di paragrafi.

Ad avermi attratto era il mistero della morte di Callista Wood, ma a lasciare il segno è stata la capacità di trascinarmi in un mondo apparentemente così lontano, ma che raramente ho sentito così vicino e vivo.

Complimenti davvero all'autrice, che ho avuto il piacere di incontrare al Salone del Libro di Torino e che spero ci regali altre perle come questa.
Profile Image for labibliotecadifran.
36 reviews3 followers
May 10, 2026
Questo libro è semplicemente incredibile! Il lettore si ritrova a vestire i panni di un vero investigatore, intento a scoprire chi abbia ucciso Callista, una giovane nativa trovata morta nel locale di Lenny.
La storia si sviluppa attraverso otto diversi punti di vista, ognuno dei quali lascia intuire che il colpevole possa essere proprio il personaggio di cui stiamo seguendo pensieri e azioni.
Essendo un thriller psicologico, il romanzo permette di entrare a fondo nella mente dei protagonisti, mostrando quanto possa essere complessa e imprevedibile la natura umana. La scrittura dell’autrice è estremamente fluida e coinvolgente: il vero rischio è divorarlo in pochissime ore.
Non vedo l’ora di leggere altri libri scritti da lei!
Profile Image for Andre 🎀🖤.
185 reviews2 followers
August 9, 2026
All’inizio mi ha lasciata un po’ spaesata e ho fatto fatica a capire dove volesse andare a parare, ma andando avanti ho iniziato a vedere tutto sotto una luce diversa e, soprattutto, mi sono affezionata tantissimo alle persone che popolano questa storia. È un libro che, dietro una storia sicuramente particolare, parla soprattutto di esseri umani, di legami, di fragilità e della capacità di prendersi cura degli altri anche quando la vita non è stata affatto gentile. Mi ha emozionata davvero tanto. Ci sono stati momenti in cui mi si è stretto il cuore e altri in cui mi sono ritrovata semplicemente con il sorriso nel cuore. Una di quelle letture che riescono a sorprenderti e, soprattutto, a toccarti nel profondo.
Profile Image for Edvige Ciccarelli.
249 reviews
October 24, 2025
crudo, scorretto, intricato. a tratti disturbante. l'influenza di certa letteratura moderna americana è ben visibile.
Profile Image for Alessandro.
245 reviews2 followers
June 4, 2025
Insomma, non mi ha preso particolarmente. Troppi personaggi che alla fine non sono serviti a nulla nella storia principale. Finale a dir poco abbozzato e poco studiato. Sembra che non ci fosse un’idea di partenza delineata, come se la scrittrice abbia scritto a braccio, improvvisando.
Peccato perchè lo stile è fluido e ricorda a tratti Stephen King.
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