"[...] nella realtà reale [...] i trattati, le convenzioni, i fogli di carta restano quello che sono: dei fogli di carta."
I miei studi di relazioni internazionali, di geopolitica e di diritto internazionale mi hanno aperto gli occhi su una situazione che ai più, come dice Mola in molte parti del suo libro, è nascosta, soprattutto per mancanza di informazione: tutte le strutture politiche, economiche e sociali che guidano la nostra vita sono effimere e labili. A maggior ragione lo sono le organizzazioni internazionali, i trattati, le situazioni che, nella nostra ignoranza, diamo per scontate e crediamo eterne. Eppure (questo mi deriva dai miei studi), tutto quello che viviamo oggi ha origini recentissime e fino a un centinaio di anni fa non c'erano diritti che tenessero, non c'erano leggi certe, non c'erano visioni globali: ogni individuo, ogni stato viveva e sopravviveva come poteva.
"Dentro il grande gioco" è un saggio che illustra proprio la precarietà del gioco geopolitico. E lo fa usando talvolta un tono scherzoso e ironico, talaltra affondando fino al manico nella storia, o ancora preconizzando un futuro non roseo ma estremamente verosimile. Emilio Mola è bravissimo a tenere vivo l'interesse, a raccontare oltre che spiegare, a farci penetrare nelle ragioni profonde delle relazioni internazionali. Per questo ritengo che il libro sia interessantissimo non solo per chi è totalmente a digiuno di conoscenze di geopolitica, ma anche per chi ha già una bella infarinatura e desidera approfondire alcuni spunti,