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Arena

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"Non ho mai veramente voluto far parte di un noi, ma ne ho avuto l’illusione quando ho cominciato a lavorare come facchino. È stata una sensazione liberatoria, il poco che è durata. Non può veramente esistere un noi per uno come me."



Nell’arena andrà in scena Anubis il Re, un’opera mastodontica dedicata al dio egizio.



Ad allestire lo spettacolo sono chiamate decine di persone. Tra tutte, la prima ad arrivare è la squadra di Sputo e dei suoi colleghi facchini. Per molti di loro sbagliare la commessa può significare perdere il posto. Sono abituati a lavorare senza alcun orario né pausa, ma questa volta le cose partono subito giunti all’arena trovano Rachele ad aspettarli.

Forti della convinzione che “nei cantieri come sulle navi le donne portano male”, appena le cose cominciano ad andare storte gli uomini della squadra trovano il loro capro espiatorio.



Mentre fuori il mondo sembra annegare in un terrificante silenzio, il clima impazzisce e strane bestie appaiono tra le quinte dell’arena, l’antico teatro romano stringe la squadra in un abbraccio che somiglia troppo a una morsa.



Sputo dovrà scegliere se stare dalla parte degli uomini, con il loro cameratismo e le superstizioni in grado di uccidere, oppure immergersi in quel mondo vibrante di vita e di morte che sembra emergere tra le antiche pietre dell’arena.







Francesca Tassini

Francesca Tassini è scrittrice, sceneggiatrice e docente di sceneggiatura presso la scuola Luchino Visconti di Milano.

Il suo primo romanzo Come mosche nel miele (2019) è pubblicato da Solferino.

Dai suoi due romanzi mystery per ragazzi Snow Black è stata tratta l’omonima serie televisiva prodotta da Rai Ragazzi.

83 pages, Kindle Edition

Published March 26, 2025

13 people want to read

About the author

Francesca Tassini

14 books5 followers

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1 (3%)
Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Fabiano.
316 reviews120 followers
May 22, 2025
Oggi vi parlo di "Arena", romanzo breve scritto da Francesca Tassini e pubblicato da Zona 42 nella collana 42Nodi.

La storia inizia con l'arrivo di una squadra di montatori incaricati di approntare lo spettacolo "Anubis il Re" che si terrà all'interno di un'antica arena romana. Per gli uomini coinvolti si tratta di un'occasione più unica che rara per rimettersi in carreggiata e guadagnare qualcosa, nonostante la mole di lavoro spropositata. Sul posto trovano Rachele, figura femminile che in un ambiente prettamente maschile e maschilista suscita superstizioni e pregiudizi. La situazione peggiora quando iniziano a verificarsi alcuni eventi inspiegabili: piogge torrenziali, continui ritardi e malfunzionamenti, la comparsa di bizzarre e sinistre creature. Le cose si fanno sempre più strane e inquietanti, fungendo da pretesto per vomitare l'insoddisfazione e la responsabilità sull'unica persona indesiderata.

La voce di Francesca Tassini è affilata e potente, capace di regalare al lettore una narrazione unica. In una manciata di pagine assistiamo a un totale capovolgimento della realtà che ci circonda, una realtà che si fa sempre più distorta e onirica. Questa trasfigurazione coinvolge sia l'ambiente sia i protagonisti, i cui connotati fisici e caratteriali si deteriorano, deviando dall'ordinario. Il reale incontra l'incubo, un incubo che corrompe qualsiasi forma, qualsiasi prospettiva, qualsiasi azione, qualsiasi pensiero.

La penna di Francesca ha tracciato i bordi di un labirinto surreale e claustrofobico in cui è facile perdersi, un labirinto dove la percezione è mutevole e inaffidabile. Il senso di straniamento viene spazzato via quando dal sottotesto emergono tematiche che impattano violentemente contro le barriere della nostra coscienza. Precariato, morte sul lavoro, disparità di genere, sfruttamento e nuovo schiavismo. L'arena e lo spettacolo ivi allestito sono il simbolo della società di oggi, una società che schiaccia, fagocita e discrimina.

Da leggere.
Profile Image for Scandal Wonder.
186 reviews26 followers
June 19, 2025
Stupendo. Ne abbiamo parlato nella puntata podcast n° 16 de L'Osteria del Fantastico con l'autrice.
Profile Image for Oliviero.
26 reviews14 followers
December 30, 2025
La 626 è molto importante sul posto di lavoro e Francesca Tassini ci tiene a ricordarcelo, con il libro "Arena", edito Zona42.
Un nodo che si può leggere in diversi modi:
- Osservando il protagonista, Sputo.
- Osservando l'ambiente che circonda il protagonista e come esso cambi con l'avanzare della storia in una spirale discendente di alienazione.
- Osservando come le dinamiche fra i partecipanti a questa storia cambino guidate dai pregiudizi, dalle loro percezioni al senso di appartenenza a un gruppo.

La narrazione parte con un presupposto molto semplice: una commissione che un gruppo di lavoratori deve portare a termine, con ritmi quasi da schiavi... Il che è ironico, trattandosi di un teatro su una divinità egizia (sappiamo benissimo come è finita 5.000 anni fa).
In questo caso non avremo le piaghe d'Egitto ma un diluvio, il precariato e le difficoltà di una donna nel lavorare dentro un settore composto da uomini col brutto vizio di avere una visione da marinai.

Il testo non è soprannaturale come mi aspettavo, anche se questa componente è presente e ammetto che durante la lettura più di una volta ho cercato di capire dove sarebbe entrata la parte mistica, strana e alienante.
Verso l'ultimo terzo del libro sono stato travolto dalla consapevolezza che gli elementi sopracitati sono più subdoli e lenti nell'arrivare, un po’ come l'innalzamento del livello dell'acqua quando si allaga una stanza: sale piano, ma a un certo punto ti trovi con l'acqua che ti arriva le caviglie. Non sai come ci sei finito, è una cosa che però non puoi più negare.
Il tentativo stesso di negare qualcosa che è palese, davanti ai nostri occhi, viene mostrato in questa storia e rende ancora più strano il tutto; è un testo che, quando lo si legge, non lascia intendere dove ti porterà, dove si andrà a finire. Eppure quando arrivi alla conclusione non puoi fare altro che meravigliarti di che viaggio mentale, fisico e metafisico sia stato, mentre ancora stai cercando di capire che cosa sia successo.
Per poi ritrovarti a dover scegliere se accettare tutto o farti domande e scivolare in una crisi esistenziale.
Come avrete capito dalla recensione, “Arena” è uno di quei testi su cui finisci col riflettere per un sacco di tempo: cosa voleva dirti? E come ti ha colpito questa lettura? Non è un libro che gioca né su concetti palesi, né su enigmi e situazioni criptiche, sta a metà, ci sono cose che vi verranno dette chiaramente e altre invece che starà a voi cercare di capire, ma il tutto con una coerenza di fondo che vi permette di godervelo e scervellarvi anche a lettura ultimata.

È un Nodo, quindi deve riuscire a narrarti molte cose in poco tempo senza risultare affrettato, e questo testo ci riesce, ma in una maniera insolita. È molto lento l'inizio e poi, piano piano, cresce in velocità, ma non te ne accorgi.
Ecco, se dovessi descrivere questo libro con una metafora, sarebbe quella della “rana bollita”, senza però lo stesso finale.

Mi è piaciuto? Sì!
L'ho capito completamente? Sospetto di no, ci sono molti livelli in questo testo e probabilmente a una seconda lettura ne usciranno altri che non ho visto.
Provatelo per capire, oppure per non capire e farvi irretire dal mistero…
Profile Image for Stefano Cucinotta.
Author 5 books50 followers
October 27, 2025
Una piccola perla oscura. In equilibrio tra la tragedia quotidiana che macchia il mondo del lavoro, un "mondo" vero e proprio, un ecosistema isolato e fragilissimo, e la scivolata nel weird più puro e vischioso. Una storia estremamente originale, con slanci momenti vividi e terribili, che restano impressi a lungo. Avrei voluto più spazio, o più tempo, e il respiro di un romanzo lungo, ma anche così ha lasciato il segno.
Profile Image for Maico Morellini.
Author 52 books184 followers
April 24, 2025
"Lei non avrebbe dovuto esserci."

È l'incipit di questa storia. Il monito che Sputo ci affida quando inizia a raccontare la sua storia. Quando ci presenta Rachele. Ed è un avvertimento che vale anche per noi che di questa storia siamo testimoni: non dovremmo esserci. Non dovremmo assistere alla realtà che a poco a poco perde le sue coordinate, smarrisce la propria geografia e scivola verso l'incubo.

"Sotto quella luce buia avevo capito con il bruciore di una frustata che niente era fatto per restare. Che ogni cosa poteva cambiare forma e spessore così, di punto in bianco."

Ed è esattamente così per Sputo e Rachele e Cristiano e il gruppo di facchini impegnati nell'allestimento dell'Arena per un'opera colossale: Anubis il Re. È così quando un diluvio improvviso li travolge scollegandoli dal mondo che conoscono. Un pioggia imprevedibile e imprevista che sembra divorare ogni cosa ma che, soprattutto, 'cambia forma e spessore alle cose'. Che inizia a deformare la realtà, a deviare le percezioni. Che trasforma l'Arena e chi in quel momento la abita in un vascello alla deriva dove fantasmi e superstizioni sovrastano logica e razionalità.

"... avevo capito di avere un corpo dentro al corpo, che lo avevamo tutti, e che la tristezza sul volto di mio padre e di tanti adulti era la consapevolezza di non avere alcun controllo né sul secondo né tantomeno sul primo."

Pensa Sputo mentre a poco a poco anche il suo modo di pensare, di vedere e di percepire cambia. Mentre a poco a poco ogni forma di controllo cede al "corpo che abbiamo nel corpo". È colpa della pioggia? È la maestosa piramide che satura il centro dell'Arena a far sì che l'impossibile abbia la meglio concretezza di fari, luci, cavi, e tonnellate di materiale di scena? A far sì che acqua e olio - realtà e incubo - siano capaci di mescolarsi tra loro?

Francesca Tassini catalizza la sua scrittura. Rispecchia - con parole e visioni letterarie - il progressivo perdersi di Sputo e della sua mente. Lo smarrirsi del protagonista nel labirinto annegato dell'Arena. Lo fa anche per trasmetterci uno dei più orribili cambiamenti di forma e spessore a cui spesso, troppo spesso, siamo costretti ad assistere: il lavoro che diventa morte.
239 reviews9 followers
September 3, 2025
Sono sicuro che “Arena” di Francesca Tassini sarà un libro divisivo, con detrattori pronti a criticare ed altri lettori a difenderlo a spada tratta. Ci sta! In fondo ogni arena è prima di tutto un luogo in cui uomini, cocchi…mondi e idee si sono scontrati anche in maniera sanguinosa. Il primo crinale separatore è addirittura la linguistica: Francesca sembra voler fuggire le pastoie della prosa e con un linguaggio dai ritmi erratici, talora sincopato e con deviazioni auliche, abbraccia le maree della lirica e i puristi della filiera “soggetto-predicato verbale-complemento oggetto” storceranno il naso. Poi ci si dividerà sulla narrazione. Ma, a mio parere, è chiaro fin dalla prima pagina che l’Arena è diventata un portale verso un meta-mondo a noi sconosciuto. Il senso dello straniamento, grazie alle parole dell’autrice, è presente e potente fin dalle prime righe: bisogna subito saper surfare sulla spuma del weird. Infine, la gran diatriba si svilupperà sulla struttura narrativa. Molti si chiederanno chi, perché, cosa…dimenticando che un autore, soprattutto di questo genere di racconti è a sua volta solo un accesso attraverso cui la storia fluisce così come essa è. Spetta a noi, se vogliamo dargli un senso. Così, tutto accade perché qualcuno ha recuperato il baule sbagliato scatenando l’ira di antiche divinità egizie oppure perché una donna in cantiere, come sulle navi, è latrice di sventura o perché la mente di Sputo frammentata da travagli personali e lavorativi si è persa in un labirinto ultraumano trascinando i compagni oppure per tutte queste ragioni o altre ancora. Sicuramente, leggendo Arena, lo straniamento arriva e ti scombussola dentro. Se volete l’unico neo è che forse una decina di pagine per raccontare le possibili vicende terminali di tutti non avrebbero guastato, comunque avrete capito da che parte della barricata io stia e lascio che cinque stelle con la loro luce pallida e malata illuminino la piramide dell’Arena. Ad maiora
Profile Image for ninofricano.
68 reviews2 followers
January 5, 2026
L'allestimento di un grande spettacolo in un'Arena che ricorda l'Arena di Verona, il primo dopo la pandemia.

Il duro lavoro, le ristrettezze e la fatica, dietro il lusso e il capriccio dei borghesi.

Protagonisti della novella sono il gruppo di operai che prepara l'allestimento - facchini - lavoro di merda - molti in difficoltà per lo spettro della disoccupazione - nelle loro chiacchiere complottismo da quattro soldi e presagi da fine del mondo.

Tra di loro c'è una donna, piccola, silenziosa, seria. Ovviamente scombussola.

Il punto di vista è quello degli uomini - diffidenza e desiderio - le donne portano male nei cantieri, come nelle navi.

Quello che l'autrice fa benissimo: raccontare gruppi di persone arrabbiate, emarginate, orgogliose e sprezzanti - veloci pennellate - gusto per la caratteristica memorabile, per il dettaglio colorito.

Poi la donna. Figura da guardare con la coda dell'occhio, finto indifferenti - tutta l'attenzione nella visione periferica dell'occhio - incuriositi e sorpresi - timore desiderio astio.

La storia poi prosegue molto weird. Un colpo di scena ben piazzato, poi la realtà degrada in un susseguirsi di strane vicende. Simboli, insetti, un cadavere al centro di attenzioni inquietanti.

Alla fine arrivano notizie sempre più insistenti di alluvioni e disastri tutto intorno all'Arena. Non si capisce cos'è sogno e cos'è vero. I presagi da fine del mondo erano solo presagi?

Bei personaggi e situazioni molto intriganti. La trama è ben pensata - molto importante il punto di vista di questi "ultimi", di questi "loser" contemporanei, in un mondo del lavoro ingrato, stretto e frustrante.

Ma ho un problema con lo stile di scrittura, che vuole essere un po' lirico e un po' crudo - non mi piace e mi annega la storia - troppe frasi mi sembrano ricami inutili per materiale narrativo che aveva bisogno di emergere più netto e pulito.
Profile Image for Gordie.
70 reviews11 followers
October 19, 2025
Racconto lungo notevole, questo nodo uscito per Zona 42 dalla penna di Francesca Tassini.
Qualche refuso e qualche passaggio poco scorrevole non sono sufficienti a rovinare la lettura che tiene incollati sino alla fine senza cali di tensione, anzi, si viene trascinati in un gorgo di angoscia già dalle prime pagine.
La scenografia è l'Arena (di Verona?) di un prossimo futuro in cui un gruppo di "facchini", operai assunti a "commessa", dovranno allestire il palco e sistemare le quinte per l'opera Anubis il re con tanto di mega piramide.
Penso a un prossimo futuro, ma potrebbe essere anche ambientato domani vista la velocit�� dei cambiamenti climatici incombenti.
Sta di fatto che i lavori verranno funestati da bombe d'acqua alluvionali, acqua che penetrando fin sotto il palcoscenico, scorrendo nei corridoi, quasi delle gallerie, raggiungerà qualcosa di antico risvegliando e liberando forse, forze oscure; o forse sarà solamente il frutto della mente del protagonista Sputo a dissociarsi dopo l'incidente occorso alla collega Rachele.
Tra sessismo da cantiere, cambiamento climatico devastante e incidenti sul lavoro, oltre che a procedere tra realtà e mistero, la storia tocca molte problematiche attuali e in poco più di cento pagine non è cosa di poco conto: un plauso all'autrice capace di condensare molte tematiche, raccontando una storia che richiama alla mente ambientazioni che Lucio Besana ci ha regalato nel suo Storie della serie cremisi, ambientazioni oniriche angoscianti tipiche anche dei primi lavori di Tullio Avoledo.
Presto leggerò un altro racconto di Francesca facente parte della raccolta Teratocene a cura di Besana, Gibertoni, Musolino (una garanzia) sempre pubblicata da Zona 42.
Infine grazie a Francesca per la dedica che mi ha regalato a Stranimondi 2025.
58 reviews1 follower
June 9, 2025
Non è che non mi sia piaciuto (double not combo!) ma ci sono alcune cose che apprezzavo moltissimo qualche anno fa ma che adesso mi stufano in maniera piuttosto pesante.
Partiamo col dire che la novella è scritta in maniera piacevole e la storia scorre molto bene. I protagonisti, seppur descritti in poche pagine, sono ben delineati. Ma proprio qui sta il mio (mio!) problema.
Il (new)weird sta prendendo una piega troppo piatta e i vari racconti\romanzi che dichiarano di appartenere a questa corrente diventano sempre più simili uno all'altro. Tanto per capirci la trama è sempre: un gruppo più o meno numeroso di persone "normali" cadono inesorabilmente nell'incubo.
L'incubo però è quasi sempre dovuto a problemi mentali o a dipendenze di vario genere, quindi è molto difficile distinguere la realtà dalla finzione. A qualcuno può piacere ma a me manca sempre il "movente": perché succedono queste cose? Attenzione, lo so bene che una delle basi dell'horror è proprio l'ineluttabilità del male ma se questo "male" è qualcosa che mi sto provocando da solo, ecco che "strano" per me diventa "normale". La nostra società è costellata di problemi di droga, alcolismo e depressione dovuti a mille motivi (il lavoro, in questo caso), e questi mali sono già di per sé terrificanti, non mi serve la sottolineatura "weird".
In questa storia i protagonisti fanno pure un lavoro interessante (ho fatto il montatore anche io, e pur nella sua pesantezza è un lavoro sempre diverso, che ti permette di conoscere gente ed evitare i soldi della palestra ;) ) ma si lasciano andare alla deriva in una situazione che non è provocata da un evento esterno ma sono loro stessi il problema. Non è disturbante... è la solita minestra, mi veniva invece da pensare "chi è causa del suo male pianga se stesso"...
Profile Image for Linda De.
Author 4 books8 followers
April 5, 2025
Un gruppo di facchini all’opera per allestire un set in un antico teatro romano. Tra loro c’è un ragazzo, Sputo, che finalmente ha trovato un ingaggio dopo mesi di disoccupazione. Come lui, anche gli altri vengono da lunghi periodi di inattività: portare a termine il lavoro è più che è un dovere, è una necessità vitale. Invece le cose partono male e vanno sempre peggio, i materiali non arrivano a causa di eventi climatici anomali che flagellano il paese, ritardi e guasti si accumulano senza sosta. In questo clima teso, la presenza di una donna sul set, Rachele, diventa un pretesto (secondo la stessa superstizione per cui “nei cantieri come sulle navi le donne portano male”) per scaricare colpe e frustrazioni per una situazione che si fa sempre più strana.
Pagina dopo pagina, tra elementi misteriosi, strane creature e sparizioni inspiegabili, la discesa si fa sempre più rapida, pericolosa, insondabile.

La storia è narrata in prima persona da Sputo, la cui voce, ruvida come la realtà quotidiana che vive, si trasforma man mano che sul set gli imprevisti si moltiplicano. La sua mente comincia a trasfigurare ciò che tocca, in un’escalation che, avvicinandoci alla fine, diventa un fiume immaginifico in cui la realtà si fa altro. Intrappolandoci nelle pieghe di un non detto che si fa sempre più enorme.
Una storia con svolte inaspettate, una narrazione magnetica, che tocca, tra le tante cose, anche il tema cruciale del lavoro precario.

Un racconto lungo che mi sono imposta di leggere lentamente, per non divorarlo tutto insieme, e che mi ha fatto immergere nella storia come non mi capitava da tempo, soprattutto grazie alla scrittura evocativa, ipnotizzante, di Francesca Tassini.
Un gioiello da scoprire.
Profile Image for Angelo Maria Perongini.
120 reviews1 follower
April 1, 2025
A me sembra che questo libro funzioni proprio male su tanti livelli. Assurdamente lungo per il respiro della vicenda; narrazione monotona, ogni evento (piccolo o grande che sia) viene avvertito quasi sempre allo stesso modo; dialoghi al limite dell'imbarazzante, effetto *come butta, fratello?*, con personaggi che si esprimono con registri incoerenti (all'interno della stessa battuta); scelta dei tempi verbali arbitraria, prima al passato, poi al presente, poi di nuovo al passato (capisco che possa essere una scelta stilistica, ma non mi ha restituito alcuna esperienza particolare a parte il fastidio).
Do 1 stella non perché sia tutto da buttare, ma perché si poteva lavorare molto meglio sul testo, su alcune cose in maniera anche piuttosto evidente, secondo me.
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