Il sentire comune e i più semplici accadimenti quotidiani sembrano non lasciarci dubbi sul fatto che sentimenti come gioia e dolore, rabbia e compassione, amore e odio, intuizione del bene e del male, esistano solo per noi come qualità specifiche degli esseri umani. Lo sa bene il narratore, che per tutta la vita si è gettato anima e corpo nel suo lavoro di psicoterapeuta, cercando con la tecnica dell’ipnosi di alleviare e guarire le malattie e le ansie che gravano sull’anima dei suoi pazienti. Ma cosa, o chi, è un’anima? E se desidera, cosa vuole?
Nelle pagine sorprendenti e conturbanti di questo romanzo il lettore si troverà a domandarselo più volte insieme al narratore, dopo che il fatale incontro con un anziano signore africano li condurrà entrambi a misurarsi con una spiritualità e una cura dell’anima ben più antiche e potenti di quelle che siamo comunemente disposti ad accettare.
Idoli di Giulia Massini, pubblicato da Edizioni Hypnos, è un romanzo che mi ha catturato fin dalle prime pagine, grazie al ritmo serrato e al mistero che permea ogni scena. L’ho acquistato a Marginalia, fidandomi ciecamente dell’editore che me lo ha presentato e inserito nella nuova collana Visioni, accanto a Spettri di Pietra di Corigliano, un titolo che mi aveva già conquistato. Un sentito grazie ad Andrea Vaccaro per il suo lavoro, sempre impeccabile e sorprendente. È difficile etichettare Idoli o anche solo riassumerlo, ma voglio provarci, soprattutto per condividere l’esperienza intensa della sua lettura. La storia ruota attorno a un anziano africano che si rivolge a uno psichiatra emergente per un problema apparentemente banale: è un accumulatore seriale di cianfrusaglie. In realtà, dietro questa compulsione si cela una ricerca profonda, quasi ossessiva, di appagamento attraverso oggetti esotici e carichi di storia, sulle orme di un padre sciamano. Le sedute di psicoanalisi – e in particolare l’ipnosi – diventano il mezzo attraverso cui il paziente racconta una vicenda sempre più affascinante e inquietante, che si rivela ben presto il cuore pulsante del romanzo. Il racconto si sviluppa un’ipnosi alla volta, svelando misteri con una lentezza ipnotica e irresistibile. La scrittura di Massini è profonda e spiazzante, e mi ha impedito di interrompere la lettura. Di solito alterno romanzi a racconti brevi, ma in questo caso non riuscivo a staccarmi: volevo arrivare in fondo a tutti i costi. E ne è valsa la pena. La narrazione segue il punto di vista del dottor Valerio Sergio, lo psichiatra protagonista, che presto si rende conto di perdere il controllo: Ernesto lo trascina in un vortice magnetico, in un legame che evolve, stringe, confonde e affascina. Il finale mi ha lasciato senza parole, sospeso nell’attesa di una rivelazione che forse non arriverà mai. Ma al suo posto sono arrivate domande, dubbi, interpretazioni. È una storia potente, che resta dentro. Lasciatevi sorprendere anche voi dalla ricerca del significato dell’anima. Non ve ne pentirete. Credo.
"La realtà. Davvero esiste? Che l'inchiostro sul foglio che abbiamo davanti agli occhi sia sbiadito, d'accordo, che la copia del mondo sia venuta male, ci credo. Ma qualora ci fosse dato di sollevare quel velo, di dare una sbirciatina nel profondo abisso di cui il foglio è solo un simulacro, davvero troveremmo qualcosa? O solo ci aspetterebbe una sequenza di altri fogli male inchiostrati, di altre copie infedeli, impilati l'uno sull'altro fin dove lo sguardo può arrivare?"
Valerio Sergio Iacono è uno psicoterapeuta che fa dell'ipnosi il suo principale strumento di lavoro. Si fonde con i ricordi dei suoi pazienti, Iacono. Apre le porte del loro inconscio, sbircia memorie passate ma per fare questo anche la soglia del SUO inconscio resta socchiusa. E oltre quella fessura, a volte, possono strisciare cose di cui si ignorava l'esistenza.
E questo succede quando incontra Ernesto Kérékou, un uomo anziano, misterioso, abituato a stringere con gli oggetti un forte e sinistro legame. Kérékou vive in una casa, anzi no, in una galleria dove le cose - idoli materiali di un'Africa spirituale capace di fondere religione e credenza - riempiono le luci e le ombre dell'appartamento di via Rodolfo Audinot. Dove spiritualità e materialismo si intrecciano. Dove la figura di Ben Kérékou, padre di Ernesto e uomo tanto oscuro quando enigmatico, finisce con il sovrastare il raziocino di Valerio Sergio Iacono.
Perché Iacono, in realtà, è un uomo alla ricerca di sé stesso. È un uomo che si è perso, incastrato nella ricerca di risposte che prova a trovare setacciando con l'ipnosi il passato degli altri. Pensa di avere una mente chiusa, Iacono, ma quando incontra gli orrori mistici di credenze lontane, ecco che lo scudo della sua scienza e l'armatura della razionalità iniziano a scricchiolare. E la porta del suo inconscio si spalanca ancora di più.
"Chi non conosce le religioni tradizionali africane non può sapere che devono essere considerate inseparabili dal cristianesimo. È solo un'inversione di termini. Infatti possiamo dire: il dio d'un buon cristiano è in ogni piccola cosa, mentre nelle religioni africane, be'... diciamo che ogni cosa ha il suo piccolo dio. Se la chiave della porta del peccato si spezza tra le mie mani, da buon cristiano penserò che Dio mi protegge; in Benin crederò che la chiave abbia una sua intelligenza. Molto più spaventoso."
Il mondo di Ernesto e Ben Kérékou è complesso. Molto più complesso delle illusioni e delle certezze a cui Iacono si è aggrappato tutto la vita, cercando di colmare qualcosa che forse nemmeno sapeva di avere perso. E, forse, anche molto più complesso delle illusioni e delle certezze alle quali NOI, ci aggrappiamo. Giulia Massini ci offre una possibilità. Quella di perderci insieme a Iacono in viaggi onirici, ipnotici. Ma più di ogni cosa ci dà un avvertimento: il passato può essere un luogo terribile o meraviglioso ma a volte, il passato, deve solo essere accettato. Non compreso. Non capito. E nemmeno rivissuto. A volte, forse, è meglio accontentarsi di un presente magari imperfetto ma nel quale, guardandoci allo specchio, sappiamo riconoscere chi abbiamo davanti.
La decisione di prendere questo libro io l'ho presa nel momento in cui Andrea Vaccaro, mente e corpo dietro alle edizioni Hypnos, mi ha detto che era ambientato a Bologna. Lo so, motivazione un po' così, però poi quando lui ha iniziato a parlarmi di questa villa in via Audinot 88 - dalle parti di porta Saragozza - dove si ambienta una vicenda che prende il via dai classici sentieri battuti e strabattuti del weird, in cui un cliente misterioso si rivolge a uno psicologo-ipnotista (e narratore in prima persona) perchè ha questa ossessione per l'accumulo di oggetti e vuole andarci a fondo, beh dammi qua che pago e inizio subito a leggere. E boom, Idoli mantiene addirittura più di quello che promette: intanto c'è il weird e l'horror (sì, Idoli spaventa per bene), spiriti, possessioni e altre cose e adesso mi cucio la bocca perchè i colpi di scena riusciti ci sono, fino alle ultimissime pagine, e funzionano. Quello che però eleva Idoli sopra tanti altri romanzi di genere è tutto quello che viene in mente mentre lo si legge. Non dico nulla di nuovo quando affermo che se un'opera dell'intelletto umano riesce a parlare a chi ne fruisce in maniera intima e personale, come se si creasse un canale esclusivo tra chi scrive e chi legge - parlando del caso specifico dei libri - allora è un'opera ben riuscita. Hey, questo libro parla a me, diobono! Tante cose ci sono, qua dentro, ma se dovessi dirvi ciò che mi ha toccato più di tutto il resto, visto che per le mie esperienze personali sono piuttosto sensibile sull'argomento, allora premo il tastino "rapporti familiari", soprattutto quello tra padri e di figli (sia tra Ben e Ernesto Kérékou che tra Valerio Sergio Iacono e il padre). Del resto "sono i genitori che ci danno tutto, dottore. Anche quello che non vogliamo. Sono loro che ci richiamano alla vita, loro che ci affibbiano un destino, che ci lasciano in eredità ciò che possiedono. A noi non resta che prenderlo." Come non essere d'accordo? E poi rilancio pure - qua è Iacono, psicologo ipnotista, che nei suoi pensieri si rivolge al padre - con: "Ti ho sempre odiato e forse tu lo sai o lo sapevi. Ti ho odiato perchè ti temevo, nonostante tutto. Non è questo il dramma di ogni figlio?" Se poi, come me, avete avuto esperienze di psicoterapia e/o ipnosi, allora niente, vi assicuro che il tutto sarà ancora più saporito. Buona lettura.
"Sapevo, stringendone in mano uno, quanto invece fossero concreti gli oggetti... Esistevano più concretamente di ciascuno di noi. Non sembravano ambigui, ma lo erano." Una bambola, un cammeo, cose inerti. Ma se ci inoltriamo nei sentieri inesplorati dello spirito, se andiamo a fondo, molto, troppo, nell'animo umano, come fa Valerio Sergio, come possiamo sapere dove andremo, in quali abissi, in quali misteri? L'ipnosi è scienza, ma può condurre dove la scienza non può nulla, ovvero sui sentieri dell'anima e di chi sa controllarla. L'esperimento di Giulia Massini è radicale, frutto di ricerche ed esperienze e dà vita a un percorso tortuoso non già alla ricerca di sé, ma alla completa perdita, confusione, fusione. Non siamo di fronte a un romanzo di formazione, ma di distruzione di una persona, un professionista, un'identità: il terapeuta che osa, che si lascia ossessionare dal paziente Kerekou, il cui percorso non si può incasellare in nessuna, per quanto contorta, esperienza umana. Una storia che va da Bologna al Benin ad Haiti, in cui la linearità non è rintracciabile perché non segue i percorsi della nostra psiche, sempre che ne esistano di usuali. Trovo un difetto, ma difetto non è: nell'ultima parte ho rischiato di perdermi. Ma poi ho capito che così doveva essere, perché ormai i legami con una solida realtà oggettiva erano saltati e il narratore stesso riportava un'esperienza che gli apparteneva in modo molto parziale. Il nostro quotidiano materialismo è in realtà pieno di idoli, oggetti che noi abbiamo il potere di dotare di un'anima. Attenzione, dice questo romanzo, perché tale potete potrebbe alla lunga diventare ingestibile. Perché "pur se mutiamo pelle, rimaniamo serpenti".
"Lo sforzo che chiedesti alla mia immaginazione fu così estremo che dovetti trasferirmi nella tua per arrivare allo scopo". Uno psicoterapeuta si trova a curare un paziente, malato di accumulazione seriale, che tratta con il proprio metodo, quello dell'ipnosi regressiva. Ma, ripercorrendo la storia del proprio paziente, deve fare i conti con una diversa realtà che trae le proprie origini e la propria potenza dall'animismo africano, dagli "Idoli" (Edizioni Hypnos, 2025).
Giulia Massini mette in scena una sovrapposizione religiosa e culturale che spiazza totalmente sia il protagonista della storia che il lettore: la trance libera gli spiriti e la ragione deve affrontare l'impossibile e lottare contro il potere oscuro che possiede oggetti e persone, una lotta che trae origine dai miti africani, si incarna e si prolunga negli anni. "Un giorno, perse tutte le meraviglie del vostro spirito, deluse tutte le vostre aspettative, mutate in illusioni le vostre speranze, accadrà anche a voi, così come è accaduto a me, di sentirvi tanto insensibili alle stranezze del mondo".
Il libro sembra inserirsi agevolmente nel solco di un genere come il weird che ha avuto illustri capostipiti quali Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft. Le atmosfere sono dunque quelle che ti aspetti, a partire dal fantasy per proseguire poi con lo stupore, le paure e la suggestione che caratterizzano le situazioni narrate. Le persone coinvolte a tratti appaiono come elementi marginali e incapaci di deviare il corso degli eventi, quasi dominati da forze oscure, maligne e potenti che vanno al di là della comprensione e del controllo umano. Il lessico è fluido, avvolgente e trascinante. Il finale è stupefacente!