Il prof di filosofia piú amato da adulti e ragazzi, creatore di «BarbaSophia»
«Oggi Platone e Aristotele sono due bussole per navigare i mari della fragilità, nel tentativo di trovare o dare un senso alle nostre esistenze, e per provare a vivere liberi e felici».
Dal prof di «BarbaSophia», un libro illuminante su come la filosofia antica possa essere, per i giovani e non solo, un prezioso baricentro nella complessa epoca in cui viviamo.
Il nostro è un tempo con poche certezze e tante cose che non funzionano piú. Una fase storica in cui è difficile orientarsi. Dalla solitudine alla mancanza di dialogo, dall'assenza di verità alla crisi della politica, passando per le inquietudini della tecnologia e il tabú della morte, sono tante le vulnerabilità con cui ci ritroviamo a fare i conti. Per questo, in un mondo in continuo mutamento, la filosofia, a scuola e nella vita, resta uno strumento di comprensione indispensabile e affascinante. E Platone e Aristotele - i due massimi pensatori dell'antichità - possono aiutarci ad affrontare le paure dell'Occidente.
«La filosofia arricchisce e abbellisce l'esistenza umana, rendendola piú degna d'essere vissuta».
Anime Fragili rappresenta un “safe space” in cui iniziare ad approcciarsi ad una filosofia meno scolastica e più interiore, analizzando quelli che sono i meccanismi del nostro inconscio e della nostra società. Il libro è lineare e guida chi legge verso piccole riflessioni su tematiche che solitamente sono abbandonate o nascoste nei nostri animi.
Saudino ambisce ad un mondo di persone intelligenti e motivate mosse dall' amore per il sapere e la conoscenza con un pensiero critico. Eh, sarebbe bello..
Ho impiegato quasi un anno a leggere questo libro… d’altronde come tutti i saggi che mi piace leggere. Mi ci vuole del tempo, prendere il giusto momento per leggerli. La mattina ragionando e riflettendo su pensieri nuovi e attivi. Sicuramente la figura di Matteo Saudino per me si può accostare al Barbero ma della filosofia. Penso come la maggior parte l’ho scoperto un giorno su YouTube nell’ormai lontano 2021 in cui stavo preparando un esame da non frequentante di Estetica (filosofia dell’Arte) che verteva su Kant puro. Eh si stavo preparando un esamo da sola da 12 cfu, scelta mia, sulla critica della ragion pura senza aver nessun supporto e mi ritrovo lui, Barbasofia, un’illuminazione. Quando è arrivato qui a Roma, nella libreria indipendente di libri usati a Torrevecchia, proprio dietro casa mia, non ci volevo credere. In perfetto stile filosofico nella periferia romana che si sa tutti i quartieri che hanno a che fare con Tor qualcosa non vanno frequentati, eppure a Torrevecchia ci abitavano i miei nonni, persone di cultura. La presentazione del suo nuovo libro (2025, ho detto che sono lenta con i saggi ma li voglio assaporare piano piano) mi sono sentita a casa, mi sono sentita capita e illuminata … e così è stato leggere questo libro. Io forse sarò un’eretica dei libri immacolati e perfetti ma io quando leggo ho bisogno di viverlo l’oggetto e faccio le orecchiette. Anime Fragili forse è il libro di cui ho in possesso in questo momento (e ne ho tanti) con più orecchiette in assoluto. Un giorno in cui ero munita di penna ho preso un appunto: “è il tempo dilatato che ci permette di ritrovare noi stessi!”. Lasciamo che i social facciano il loro corso, lasciamo che la noia ci riconquisti e la velocità venga meno: la così detta vita lenta che è andata in tendenza dov’è se non racchiusa nel tempo di concedersi una lettura ragionata come questo libro assolutamente contemporaneo raccontato e spiegato attraverso le parole di filosofi vissuti più di 2mila anni fa?
Grazie, un libro che tutti dovrebbero leggere in questi tempi bui, perchè effettivamente dobbiamo avere l’umiltà di ammettere che siamo tutti delle anime fragili.
Tra i libri del professor Saudino che ho letto, questo è quello che più mi è piaciuto. Trovo innovativo e allo stesso tempo illuminante il suo tentativo di calare nel concreto insegnamenti tanto antichi, eppure ancora attuali se si riesce a interpretarli con la giusta chiave di lettura. Stimo molto il professor Saudino, poiché è uno dei pochi insegnanti che si sforza di non limitarsi ad una semplice esposizione di nozioni, ripetute uguali a loro stesse negli anni, ma invece di dare agli studenti o, in questo caso, ai lettori, gli strumenti per ragionare con la propria testa e meglio comprendere la realtà. Che poi dovrebbe essere il fine di ogni apprendimento. Complimenti al professor Saudino per il suo lavoro, ma soprattutto per la passione che pone nello svolgimento di esso, che ritengo essere un modo di prendersi cura degli altri, in un mondo sempre più individualista e in cui la divulgazione spesso ha il solo fine di mettersi in mostra (o attrarre guadagni) facendo sfoggio di concetti, magari nemmeno ben compresi. Non è proprio, quest’ultimo, il suo caso, poiché l’amore e la cura traspaiono in ogni parola.🙌❤️
Un saggio che fa riflettere su varie fragilità. Scrivere questo libro con la “partecipazione” di due grandi filosofi come Platone e Aristotele come guide per affrontare le varie vulnerabilità è interessante. In due capitoli mi sono ritrovato e rileggendoli mi sono reso conto di quanto sono cambiato e quanto ancora ho da riflettere su varie questioni.
Il libro propone un viaggio nelle fragilità della nostra epoca, attraverso il pensiero di Platone e Aristotele. Libro piacevole, scorrevole e a tratti anche commovente per le riflessioni che stimola, è sicuramente un testo da avere e da proporre ai ragazzi.
Vorrei aver potuto leggere questo libro quando ancora andavo al liceo e queste cose le studiavo quotidianamente, in modo da poterle capire davvero. Il prof Saudino è una grande risorsa per chi si appassiona alla filosofia ''troppo tardi'' come me.
Credo che io e Saudino non condividiamo la stesso ottimismo antropologico. Lui infatti è un insegnante e io.. boh... chissà? "Sia mai però che io mi perda di combattere per una causa persa"
Diversi passaggi didascalici contribuiscono a caratterizzare i contenuti volutamente divulgativi del testo. L’autore si descrive in modo da risultare l’insegnante che tutti avremmo voluto avere, e probabilmente è anche vero che sia così. Leggere l’attualità attraverso l’interpretazione del pensiero dei due filosofi greci e materia di insegnamento e bene fa a porli in questi termini.
Anime fragili è uno di quei libri che riescono a parlare del presente con una forza rara: una forza che non nasce dalla retorica, ma dalla lucidità dello sguardo. Matteo Saudino osserva il nostro tempo senza sconti, ne mette a nudo le incrinature profonde e ci restituisce un ritratto onesto delle fragilità che lo abitano: dalla solitudine crescente alla perdita del dialogo, dalla crisi della politica a quella della verità, dal dominio invisibile e pervasivo della tecnologia fino alla grande rimozione contemporanea, la fuga dalla morte.
Questo è il primo motivo per cui il libro è potente: perché non distoglie mai lo sguardo e non ci permette di farlo. Saudino mostra che la fragilità non è un incidente del presente, ma il suo tratto costitutivo; e che è proprio lì, nella crepa, che può emergere la possibilità di un pensiero nuovo.
Il secondo motivo è il modo in cui tutto questo viene raccontato. La scrittura è chiara, accessibile, quasi colloquiale, ma senza mai perdere la profondità. A ogni passo, Saudino si affida a due guide d’eccezione: Platone e Aristotele. Sono loro a illuminare il cammino, a offrire categorie e domande che, pur nate secoli fa, parlano con sorprendente precisione ai nostri dilemmi. La filosofia antica non è un cimelio da museo, ma una risorsa viva per capire noi stessi.
E poi c’è il finale, forse il momento più alto del libro: la riflessione sul tempo. Saudino oppone a Kronos, il tempo frantumato, produttivistico e ansiogeno della contemporaneità, Aion, il tempo di qualità, disteso, riconquistato. È così che si chiude il cerchio: la fragilità può diventare forza solo se impariamo di nuovo ad abitare il tempo, invece di esserne travolti.
Ed è anche questo il motivo per cui Anime fragili è, tra tutti, il mio libro preferito del Maestro. Perché è il più filosofico nel senso più bello del termine: non si limita a spiegare la filosofia, ma la pratica. Saudino non fa lezione: esercita un’arte. Accompagna, provoca, interroga, e lo fa con quell’acume e quella chiarezza che sono ormai la cifra inconfondibile del suo stile.
In un panorama saturo di rumore, Anime fragili è un testo che aiuta a sentire. E a capire. E, forse, a ricominciare.