909 chilometri. È la distanza tra un passato da lasciarsi alle spalle e un futuro da costruire. È il viaggio di Ettore che sceglie di ricominciare, con il cuore spezzato e un progetto in testa. Tra amori sospesi, legami speciali e il coraggio di ricominciare, "La cucina degli attimi" ci regala una storia intensa e sensoriale, che profuma di casa.
A me dispiace un sacco, pensavo davvero che questa fosse una storia perfetta per me ma così non è stato😭😭😭 Sono arrivata alla fine a fatica, ammetto di essermi proprio forzata a finirlo. Non sono stata coinvolta dalla storia, non sono proprio entrata in empatia e non ho capito i personaggi, e ho trovato tutto un po’ superficiale: è come se si fossi rimasti solo sulla superficie delle cose, non ho percepito una investigazione dei sentimenti dei vari personaggi, o per esempio, delle emozioni che Ettore provava quando era infelice mentre lavorava e ciò che lo ha portato a decidere di cambiare vita, città e lavoro. Mi è sembrato più un mero racconto di fatti, di partenze, di indecisioni, di addii non davvero addii. Purtroppo questa storia non ha lasciato il segno in me, non mi ha intrigato, complice probabilmente il fatto che non mi è piaciuto nemmeno il protagonista. Forse la definirei una storia un po’ troppo romanzata… Comunque la scrittura è semplice e scorrevole e penso sia stato quello che mi ha permesso di finire il libro (anche se con difficoltà). In più una cosa sicuramente da mettere in evidenza è il modo in cui comunque si poteva respirare l’odore della cucina e i sapori attraverso le parole scelte.
Dall'inizio ho capito che Ettore e Lara erano me. Ettore era tuttə lə ragazzə di questa generazione, i millennials, che vivono con il peso delle aspettative che la società gli butta addosso, con la delusione per non riuscire a soddisfarle ma con il desiderio di essere felici. Lara è tuttə lə ragazzə che si trovano incastratə in una vita che non le appartiene più, ancorata a dei sentimenti che ormai sono svaniti ma che "se lasci tutto poi che fai?". Ettore e Lara sono anche tuttə lə ragazzə del sud che - per aspirazione o per forza - lasciano la loro terra per trasferirsi a centinaia di chilometri da casa per un lavoro, ma sempre con addosso la malinconia per ciò che hanno perso.
E poi c'è la nonna di Ettore che mi ha ricordato tanto le mie. Perché si sa che le nonne ci lasciano sempre troppo presto.
Il racconto di una generazione per una generazione, fatto di sogni, speranze, nostalgia e paure e anche di tanto cibo. Sì, perché leggendo dei piatti che Ettore e la nonna preparano, viene l'acquolina in bocca e t'immagini di mangiarli per davvero!
Unico "punto a sfavore" - se così si può definire un gusto personale - è questa incapacità dei protagonisti di comunicare tra loro che mi ha fatto arrabbiare non poco in alcune parti. La paura di dirsi le cose in faccia che scaturisce una serie di fraintesi, non-detti che ti fanno urlare "ma che davvero fai?!". Ettore e Lara si incontrano, si scontrano, si dicono addio e poi si cercano di nuovo, attuando una serie di tira e molla che sfociano in una relazione - a mio parere - parecchio disfunzionale (soprattutto per Lara che ha lo spirito da crocerossina a +1000). Ma anche questo è uno degli argomenti fondamentali della nostra generazione, devo ammetterlo. 😅
Quindi, se non lo avete ancora fatto, recuperate La cucina degli attimi che di sicuro vi farà commuovere e venire una gran fame!
"Il segreto della cucina degli attimi è che tutti, una volta entrati, vivono solo il momento".
“La cucina degli attimi” è il titolo del primo romanzo di Rossella Tota, edito De Tomi Editore, ma è anche il nome del ristorante che Ettore, protagonista del romanzo, progetta di aprire all’interno di un casale abbandonato in Puglia. Deluso da una rottura sentimentale dolorosa e con il cuore spezzato (benvenuto nel club, amico 🫂), Ettore decide di mollare un noioso lavoro di fisioterapista per seguire la sua passione per la cucina frequentando dei corsi che lo porteranno a stabilirsi, infine, nella “perennemente ventosa” Trieste.
Nella vita di Ettore subentreranno poi due persone particolari: Adele, amica di una vita, che forse approfitterà della separazione di Ettore per avvicinarsi di più a lui, e Lara, ghostwriter pazzerella e pasticciona. Quest’ultima incontra Ettore per caso (per colpa di un fantomatico “tiramiboh”) e con lui instaurerà subito un legame di complicità all’insegna di confidenze e perenni prese in giro. Due donne quasi antitetiche tra loro, che però intrecceranno la loro vita con quella di Ettore e con tutti i suoi conflitti, dubbi, paure e speranze.
Ma al di là della trama, che si sviluppa comunque in modo originale, è l’amore per la vita che emerge dalle pagine a colpire nel segno. Amore fatto di sensorialità, di abbondanza di dettagli culinari e sentimentali, di frasi che illuminano all’improvviso come lampi in un cielo notturno e che ti scavano dentro un solco, per poi non andarsene più. Una prosa elegante e divertente al tempo stesso, che non si prende mai troppo sul serio nonostante gli argomenti toccati siano sempre estremamente delicati e profondi. Un classico esempio di leggerezza che, lungi dall’essere superficialità, è in grado di leggerti nel profondo dell’anima e rivelare sulla pagina verità che, fino a quel momento, non eri riuscito a focalizzare; ma che, una volta svelate, non se ne andranno più.
Un romanzo che si è preso un pezzettino del mio cuore, aiutandomi però a rimarginare mie ferite personali che – mi sono reso conto ora – non avevo ancora superato del tutto. E per cui sarò sempre grato alla sua autrice 🫶🏻
Questo romanzo mi ha lasciato impressioni contrastanti: da un lato, mi ha colpito la dolcezza dei protagonisti, di cui l‘autrice non nasconde anche gli aspetti più fragili. Mi è piaciuto trovare dei personaggi che non fossero al 100% coerenti con sé stessi, e quindi molto umani. La trama mi ha costantemente incuriosita e invogliata a continuare, per sapere come si sarebbe evoluta la storia. Dall‘altro lato, sono spesso “inciampata” su passaggi privi di filo logico con quelli letti anche poco prima. Oppure su cambiamenti drastici racchiusi in una riga, mentre paragrafi interi vengono dedicati alla descrizione di un piatto o di una scena. Alcune evoluzioni dei personaggi o aspetti della loro storia e del loro carattere avrebbero potuto essere sviluppati meglio; in particolare nella seconda parte, questa sensazione mi ha accompagnata costantemente.
Che dire?! Una storia molto bella, ricca di sentimenti... dinamiche difficili da interrompere... continui errori, ricadute, troppo orgoglio, paura e amore sono solo alcuni degli elementi presenti in questo romanzo. Fin dalle prime pagine sono stata catturata dalla scrittura e dalla storia. L'ho letto tutto d'un fiato! Ovviamente sono stata catturata dalla copertina che come tutte quelle di Detomi Editore è spettacolare!
Questo è un libro che ti prende per mano e ti porta dentro ricordi, emozioni e momenti quotidiani che sanno di casa. Le scrittura è scorrevole e leggera, ma ti lascia qualcosa dentro: un sorriso, un nodo alla gola, la voglia di fermarsi un secondo e assaporare la vita con più calma.
Ogni pagina mi ha ricordato quanto gli attimi semplici possano diventare speciali, proprio come un piatto preparato con cura. È una lettura che ho apprezzato moltissimo: ti fa pensare senza appesantire il cuore!
Mi sono subito messa nei panni di Lara. Tra cucina, relazioni complesse, segreti che vengono a galla “La cucina degli attimi” mi ha fatto ridere, sospirare e innamorare della sua storia. Assolutamente da leggere!