Lo stile asciutto ed essenziale di Dovlatov è quello che mi ci vuole in questo periodo.
L'ho detto altrove, non importa quanto sia semplice e asciutta la tua prosa, mi serve qualcosa che colpisca dritto al punto.
Dovlatov ci riesce e lo fa anche con una certa dose di ironia. Ironia spesso velata, ma velata molto bene. La critica migliore non è quella urlata col megafono. Basta una parola giusta e al posto giusto e hai già fatto tremare un mattoncino, da qualche parte.
Questo libro di poche pagine, che forse è molto più di un breve memoir, mi ha tenuto compagnia per alcune notti inquiete e invise al sonno, ed è riuscito in un mezzo miracolo, laddove altri mostri sacri hanno fallito: salvarmi dalla maledizione di Giovanni.