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Donnaregina

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Chi è davvero 'o Nasone, accusato di rapina a mano armata, associazione a delinquere, associazione mafiosa, 182 omicidi commessi e commissionati? Se lo chiede la scrittrice a cui il giornale dà l'incarico di intervistare proprio lui, il superboss. A lei che di criminalità non sa niente, che si è sempre occupata di adolescenti, tutt'al più cantanti, attrici, gente dello spettacolo. Il loro è l'incontro di due mondi lontanissimi che tali devono rimanere, almeno nelle intenzioni della protagonista. Eppure, quando lui inizia a parlare, qualcosa cambia. Quest'uomo spietato che alleva colombi e crede negli ufo comincia a interessarla. Non tanto quando si sofferma sulle cronache di furti, sparatorie e vendette, piuttosto per la nostalgia che vibra nei racconti delle donne incontrate e perdute, degli amici morti ammazzati, degli affetti famigliari. Quando insomma, pur non rinnegando il proprio passato, il boss si mostra vulnerabile. Il forse la sta manipolando? È sul piano dei rapporti affettivi che boss e scrittrice si nelle ferite di genitori incerti, forse sbagliati. Nel mistero dei figli con cui non sanno più comunicare e che temono di aver perso per sempre. Il confronto tra loro, pur sempre carico di diffidenza, si trasforma allora in un viaggio tra ricordi, confessioni, fraintendimenti e proiezioni, ma soprattutto rivelazioni su figli che non sono quello che loro credono. Così, quando la protagonista si trova a cercare le tracce del figlio di Misso nelle strade di Napoli, capisce di cercare qualcun sua figlia che le sta sfuggendo. Nei quattro anni trascorsi dal suo più recente romanzo ci è mancato lo sguardo di Teresa Ciabatti, la sua cifra stilistica unica, la lucidità, l'ironia, l'equilibrio assoluto del fraseggio. Con l'intensità e l'anticonformismo radicale della sua scrittura, Ciabatti conduce una protagonista che le somiglia in territori a prima vista remoti e indecifrabili, per riportarla a casa più dolente e saggia, capace di riconoscere il baluginare dell'umano ovunque si presenti.

216 pages, Kindle Edition

First published April 8, 2025

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Teresa Ciabatti

21 books136 followers

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5 stars
27 (6%)
4 stars
146 (32%)
3 stars
196 (43%)
2 stars
65 (14%)
1 star
13 (2%)
Displaying 1 - 30 of 44 reviews
Profile Image for Michele.
25 reviews5 followers
August 4, 2025
Onestamente? Non so che cazzo ci sia scritto in questo libro. L'ho letto, l'ho letto. L'ho letto anche con particolare attenzione, ma oltre a qualche rigurgito (di non si sa se realtà o finzione) della vita di Misso e della Ciabatti e di sua figlia e della Murgia (che compare pure sotto pseudo-anonimato), non ho trovato molto altro. Il tutto è mescolato e appiccicato con una colla che, a mio modesto parere di scarso lettore, tiene veramente poco. Ed è un peccato.
Ci sono pure punti in cui l'interesse sale, guizza nella speranza di aver trovato finalmente qualcosa di valido e ben raccontato (la transessualità, il disagio giovanile, la storia campana). Ma nemmeno il tempo di pensarlo, figuriamoci di dirlo: un soffio e salta tutto.
Punto e a capo.
Continuo a comprare libri di autori italiani contemporanei sperando di leggervi chissà quali bellezze. Invece niente, resto deluso spesso.
Che cosa c'è qui, in Donnaregina? Poco: puro egotismo centrifugato a brandelli di realtà napoletane e camorristiche.
Profile Image for Come Musica.
2,075 reviews637 followers
April 23, 2025
Teresa Ciabatti in questo suo nuovo romanzo parte da un’intervista che ha fatto nel 2022 a Giuseppe Misso, un ex mafioso italiano, membro della Camorra, nonché fondatore del clan Misso, che non esiste più, e collaboratore di giustizia.

“Questa è la storia di Giuseppe Misso detto ’o Nasone, accusato di rapina a mano armata, furto, associazione a delinquere, associazione mafiosa, 38 omicidi commessi, 108 ordinati, ma per qualcuno molti di più.
Il mio proposito è andare a intervistarlo cercando di essere imparziale. Dirsi: indaga l’uomo – quale uomo, quello che ha ucciso 150 persone, colui che è accusato di strage? (accusato e assolto).”

Il racconto della storia di Misso è l’espediente per Teresa Ciabatti per dar voce alla sua alter-ego, per ritrovare la figlia che si allontana da lei, mentre cerca di entrare in contatto con il figlio di Misso

“Ecco chi sono io. Orfana, gemella di un paranoico o quasi. Guardata male dai presenti (scoprirò che ci considerano dei privilegiati – i loro morti non hanno ricollocazione, per alcuni si parla di trasferimento in cimiteri distanti cento chilometri, viceversa noi, coi soldi si compra ogni cosa...).”

Un romanzo che indaga anche la natura umana: anche due mondi diversi, non sono poi così distanti

“Nessun essere vivente, uomo o animale, merita l’oltraggio – dice.
E siamo qui, Peppe Misso, io e te sul lastrico solare da cui si vede il mare, ma non è Napoli. Siamo qui, in un mondo trasformato rispetto a quello da te vissuto. Un mondo dove i ragazzi si gettano dalla finestra.
Sulla scia delle mie angosce, domando: ma tu oggi, in questo tempo nuovo – il tarlo degli adolescenti che desiderano morire, e noi genitori che cominciamo a morire davvero, e la vita così breve, e la fine comune, per forti e deboli indifferentemente, tanto agitarsi per giungere tutti allo stesso punto, io domando: tu rifaresti quello che hai fatto?
Ogni cosa – lui.”
Profile Image for Illay.
102 reviews1 follower
May 16, 2025
La scrittura di Teresa Ciabatti a me piace. Il ritmo, la voce, li riconosco e li apprezzo. Ci sono state parti che mi hanno preso molto e i riferimenti a M. sono stati spesso un colpo al cuore, non posso dire però che questo libro nel complesso mi sia piaciuto. La parte su Misso resta, a mio parere, superficiale, non quello che mi sarei aspettata da un libro che pare averlo come focus assoluto. Rileggendo ora però la quarta di copertina su ibs mi rendo conto che forse la colpa é mia. Sono stata io a fraintendere. Il focus non é Misso, sono i rapporti familiari e personali di entrambi. Quello della scrittrice con la figlia, quello del boss con figli reali e mancati, donne del passato e del presente. É un piccolo viaggio, che resta un po' troppo in superficie ma che sa trovare il ritmo giusto e portarti con sé. Magari lo rileggerò in futuro, per ora per me resta molto meno efficace di altre opere dell'autrice (prima fra tutti "la più amata", la mia preferita).
Profile Image for Maddalena.
80 reviews8 followers
May 25, 2025
La storia dell'ex boss mafioso Giuseppe Misso viene estrapolata da una serie di interviste fatta dall'autrice stessa. Più che la narrazione dei crimini commessi, Teresa Ciabatti è interessata ad indagare 'l'uomo' che si nasconde dietro a ciò che ha compiuto, i suoi pensieri e i legami affettivi.
La storia di questo personaggio si intreccia alle digressioni che la scrittrice fa sulla sua vita e in particolare sulla sua relazione con la figlia tredicenne e la sua malattia.
Un bel libro, scritto con una visione non comune.
Profile Image for Dioneo.
150 reviews4 followers
May 22, 2025
Il senso di questo libro lo dichiara la stessa voce narrante: non entrare nella mente e nella coscienza del criminale, ma nell’universo affettivo del padre e marito e compagno. Il rischio è dietro l’angolo: dall’indagine psicologica scivolare nella celebrazione, per la via indiretta della giustificazione. Il ragionamento sotteso è il sillogismo qualunquistico: tutti siamo esseri umani, siamo tutti grovigli di contraddizioni. Strumento potente e pericoloso l’immedesimazione narrativa, da usare con prudenza. Non mi pare che qui l’operazione (già di per sé tanto spericolata da apparire furba, se non opportunistica) riesca, tanto più che il romanzo - se così possiamo chiamarlo - sbrodola nel monologo interiore e nella trita e ritrita esposizione di sé, impudica e autoassolutoria. La protagonista è la stessa narratrice, in quanto madre, figlia, sorella, donna… Sembra di leggere una qualsiasi quarta di copertina di questi ultimi anni, cioè tutte. La parte migliore è quella dedicata al figlio transessuale di Misso, ahimè (e significativamente) incompiuta.
Profile Image for Gabriele Busani.
16 reviews
June 8, 2025
Rimarrà sempre tra le più brave, ma sarebbe interessante capire cosa l'abbia spinta a pubblicare questa roba.
Profile Image for Marti bradipalec.
64 reviews7 followers
October 28, 2025
Donnaregina sembra una cosa, ma alla fine si rivela tutt'altro. Tempo al tempo: si tratta di un romanzo che respira e cambia con te. Ciò che sembra: un romanzo che racconta la frequentazione professionale tra Teresa Ciabatti e l'ex mafioso Giuseppe Misso. Ciò che è: una profonda - e anche rischiosa - analisi su quel bisogno tutto umano di avere il controllo sulle cose.

Donnaregina parla di controllo.

Tre declinazioni del tema:

_ Fallisce la dichiarazione d'intenti. Ciabatti inizialmente vuole scrivere un libro biografico, vuole scrivere di Misso e i suoi crimini, vuole parlare di lui, ma poi la sua vita personale entra prepotentemente nella storia e ne modella il corso.

_ Camilla. La figlia della protagonista ha tredici anni e sta affrontando un periodo di profonda depressione. La mamma di Camilla tenta in tutti i modi di mettere degli argini alla sua disperazione, ma il fiume in piena della mente adolescente quegli argini li distrugge.

_ I rapporti umani sono creature viventi e indomabili. La disciplina aiuta a governare la relazione, ma non garantisce nulla. L'autrice vive la vicinanza di un ex mafioso come uno specchio che non vuole guardare e l'amore per un'amica che sta morendo come la spada di Damocle, un'arma pronta a uccidere al momento giusto.

"Botta e risposta sull'illusione di catalogare le persone per piegare la realtà, ma le persone non sono quello che decidiamo noi [...]"

Un'ammissione che ha un che di tragico alla fine: per quanto ti sforzi di educarti, disciplinarti e controllarti, l'entropia della vita sarà sempre un ostacolo insuperabile per le tue forze.

Su Instagram sono @parolestampate
Profile Image for Mariaelena Di Gennaro .
524 reviews148 followers
January 4, 2026
"Quella notte mi sognerò sott’acqua: sforbicio le gambe, mulino le braccia. Dal vetro della mascherina ogni cosa s’ingigantisce.

Sorpresa, sorpresa: la persona in fondo al mare da me sollevata non è mio padre o quel che rimane di lui, ma una ragazza che nella risalita prende sembianze diverse: M., mia figlia, mia madre, mia nonna, me stessa, la ragazza che sono stata, questa ragazza che riporto in superficie."



Magnetico.
Una danza di coppia tra una giornalista e un super boss, ma, soprattutto, tra una madre e un padre, una donna e un uomo.

Così, tra racconti di crimini, faide, omicidi, tradimenti, a rapirmi non è stata la figura ingombrante di Giuseppe Misso, il boss letterato amante di Dostoevskij, allevatore di colombi e che mai accetterà la definizione di "camorrista", ma le paure di una madre in seria difficoltà e la drammatica storia di Giulio, o meglio, di Bruna Misso,figura inafferrabile narrata solo da altri e mai da se stessa, eppure capace di riempire la pagina.

Teresa Ciabatti sceglie una voce narrante inaffidabile, scorretta, traditrice per sua stessa ammissione per riportarci alla fragilità e all'ambiguità dell'essere umano, facendoci allontanare da quelle linee di demarcazione morale che oggi tanto ci piacciono.

Un libro che porta interrogativi e ben poche risposte e questo aspetto io qui l'ho apprezzato tantissimo.

Lontana dall'essere una storia di mafia come si potrebbe superficialmente pensare, è tanto, tanto di più.
Una bella scoperta del mio 2025❤️
Profile Image for Don Mario.
346 reviews53 followers
December 30, 2025
Il narcisismo della Ciabatti è davvero curioso. Un libro intervista ad un boss napoletano diventa una narrazione su se stessa che forse scriverà un testo sul boss e forse no. Imbarazzante come narra dei problemi psichici della figlia tredicenne, senza nascondere le sue non piccole carenze come madre. (Più volte mi sono chiesto se non tema che un giorno la figlia possa farle causa per la sua indiscrezione. Forse quello che racconta è una finzione letteraria, ma temo di no).
Dicevo: narcisismo curioso. Perché quello che sorprende di una che parla più di sé che dell'argomento del libro ti faccia venire voglia di continuare a leggere! Quindi complimenti a un'abile narratrice, sebbene un po' narcisa.
Profile Image for incipit mania.
2,886 reviews91 followers
Want to read
April 12, 2025
Incipit
Questa è la storia di Giuseppe Misso detto ’o Nasone, accusato di rapina a mano armata, furto, associazione a delinquere, associazione mafiosa, 38 omicidi commessi, 108 ordinati, ma per qualcuno molti di più.
Continua su IncipitMania
Profile Image for Anna Lisa.
240 reviews1 follower
September 28, 2025
Non conoscevo minimamente il protagonista di questo libro, che poi non è un semplice protagonista ma è il boss Giuseppe Misso. É una storia di mafia, ma è anche una biografia. E in questa biografia c'è anche qualcosa della scrittrice. Approvato assolutamente,interessante e di facile comprensione, e attualissimo.
Profile Image for Gianluca.
Author 1 book53 followers
July 11, 2025
Teresa perdonami le 3 stelle, ma per questo romanzo va così. Non so se è la tua voce a essere cambiata un po’, o io come lettore. La forza, la disperazione trattenuta, il cinismo tenero degli altri libri non li ho trovati. Ho letto con piacere, ma senza entusiasmo.
Profile Image for Alessandro Parisi.
277 reviews1 follower
Read
December 13, 2025
Una giornalista, lontana per formazione e sensibilità dal mondo di Napoli e della mafia, riceve l’incarico di intervistare Giuseppe Misso, detto ’o Nasone. Misso ha iniziato a delinquere già da bambino, compiendo rapine fin dall’età di dieci anni, e oggi sta scontando una pena complessiva di oltre 12.000 giorni di carcere per numerosi reati, tra cui circa 150 omicidi.

La giornalista è madre di Camilla, una ragazza con cui ha un rapporto complesso e doloroso: fatica a comprenderla e a starle vicino, e spesso si sente inadeguata nel suo ruolo di madre.

Uno dei primi nuclei narrativi su cui la giornalista lavora è il rapporto tra Giuseppe Misso e Luigi, conosciuto quando erano bambini (6 e 8 anni). Luigi proviene da una famiglia mafiosa dedita al contrabbando di sigarette. L’infanzia di Misso è segnata anche da un trauma profondo: la morte della sorella durante i bombardamenti americani.

Consapevole del fatto che Misso non si è mai realmente raccontato, la giornalista cerca di costruire con lui un rapporto di fiducia partendo da aspetti per lui “lieti” e rassicuranti: l’allevamento delle colombe, di cui è appassionato, e gli orologi.

Durante l’adolescenza, intorno ai quattordici anni, Misso rifiuta le ispezioni anali obbligatorie subite in carcere e sviluppa una forte distanza dal corpo e dalla fisicità, associata anche a un’ossessione per la virilità e a un rifiuto di atteggiamenti che lui collega all’omosessualità. Racconta di aver subito violenze, ma nega di aver subìto abusi sessuali. In carcere, lui e altri detenuti sono vittime di trattamenti degradanti.

Misso ripercorre la sua vita criminale: rapine, traffici, donne con cui si divertiva e poi dormiva abbracciato, il denaro nascosto all’estero. Nel frattempo, la giornalista inizia a scrivere un libro su di lui. Misso arriva a sostenere di aver ucciso anche donne e bambini “per etica”, e racconta il grande amore della sua vita: Antonietta. Per celebrare il suo innamoramento, l’amico Luigi gli procura tre donne con cui passare la notte.

Dalla relazione con Antonietta nasce una bambina, Patrizia, che la madre rifiuta di affidare a una balia. La bambina viene poi trovata morta e Antonietta viene ritenuta responsabile, anche a causa del suo atteggiamento instabile, caratterizzato dall’abbandono improvviso delle cose e delle persone.

L’arresto di Misso avviene a seguito di tradimenti interni e dell’incapacità dei suoi uomini di gestire Napoli durante la sua detenzione. La rivalità con Luigi si gioca anche sul piano della virilità, misurata in figli e omicidi: Misso risulta “indietro” rispetto all’amico-rivale.

Emergono anche aspetti della vita privata della giornalista: il rapporto conflittuale con il fratello, che contribuisce alla sua solitudine, già accentuata dalle difficoltà con la figlia.

Misso ha diversi figli con donne diverse. Uno di questi è omosessuale, e Misso lo difende pubblicamente, dimostrando un atteggiamento sorprendentemente più moderno rispetto ad altri boss. Oltre ad Antonietta, ha avuto relazioni con Teresa e Adele, mentre continuava le sue stagioni di violenza. Racconta anche una grande guerra di camorra, tra le cui vittime c’è Carmine, del cui omicidio viene accusato da Giuliano.

Nel frattempo, Camilla peggiora: entra in una fase di isolamento, senza essere in pericolo di vita. In questo momento di crisi, è proprio Misso a mostrarsi presente e interessato alla sorte della ragazza.

La giornalista si reca per la prima volta a Napoli e indaga su Giulio, scoprendo che è diventato una donna, Bruna. Prima della transizione, Misso aveva fatto sottoporre il figlio a una TAC cerebrale per verificare che fosse “a posto con la testa”. Con l’aiuto di Viola, la giornalista tenta di rintracciare Giulio/Bruna, ma la ricerca si rivela difficilissima; durante questo periodo le viene anche rubata la borsa con denaro e telefono.

Il rapporto con Misso si arena: i racconti si ripetono, spesso con versioni contraddittorie. Misso perde la moglie mentre è in carcere, uccisa in un attentato mafioso. In seguito si risposa, e la giornalista partecipa al matrimonio, finendo coinvolta in un litigio nevrotico con alcuni invitati.

Misso regala un tapis roulant a Camilla, mentre la giornalista perde anche il padre. Le segnalazioni dei professori portano alla luce la gravità della situazione di Camilla: bulimia, anoressia, depressione, autolesionismo e disturbi psicotici. Nulla impedisce però una grave emorragia causata dai tagli che la tredicenne si infligge da sola.

Camilla viene nuovamente ricoverata in neuropsichiatria infantile. La giornalista rinuncia definitivamente al libro su Misso, mentre lui assiste alla morte delle sue colombe, uccise dall’inquinamento dei rifiuti tossici.

Il finale è profondamente drammatico: l’ossessione della giornalista per Misso e per la storia di Giulio l’ha progressivamente allontanata dalla figlia, che aveva invece bisogno di presenza e sostegno, fino a tentare il suicidio durante una crisi profonda.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Monny.
91 reviews1 follower
July 31, 2025
Leggendo questo romanzo ho avuto l’impressione che la Ciabatti si volesse divertire giocando con le possibilità che la scrittura offre...e prendendo anche un po' in giro il lettore.
Si inizia leggere questo libro pensando di trovarci dentro la storia, magari un po’ romanzata, di un boss della camorra e quasi subito ci si ritrova dentro qualcosa d’altro, quel tipo di scrittura, cioè, tipica della Ciabatti, nella quale realtà e finzione di sovrappongono, si alternano, si mescolano a tal punto che già dopo poche pagine si capisce che quello che stiamo leggendo non solo non è quello che ci aspettavamo ma forse non è nemmeno vero. Tocca andare avanti per scoprire cosa si inventa la Ciabatti e dove ci vuole portare.
La Ciabatti, o meglio, l’io narrante che (apparentemente) la rappresenta ci dice che, dopo essere stata scelta dal suo giornale per scrivere un libro su Giuseppe Misso, ex mafioso e membro della Camorra, si mette in contatto con lui, che si trova in una località segreta e inizia una lunga serie di interviste. L’autrice sciorina da subito dati reali (numero di rapine a mano armata, furti, omicidi, giorni di detenzione, sentenze) dando l’impressione di voler scrivere una biografia documentata, ma subito dopo ci mette in guardia: a lei, che non è giornalista di mafia, non interessano questi dati, ma è molto più attratta da particolari che ad altri sembrerebbero marginali. A lei interessa l’uomo che sta dietro a queste imprese: il bambino che è stato, i legami amicali e famigliari, i sentimenti, la passione per i colombi. E mentre ci porta avanti e indietro nella vita di Peppe Misso recuperandone aspetti privati e umani, inserisce nella narrazione anche la sua, di vita privata (ma sarà poi vero?): una figlia tredicenne, i colloqui con il prof di lettere, il disagio psicologico adolescenziale, il senso di inadeguatezza della genitrice cinquantenne… Così la narrazione prende una direzione tutta sua, sempre più lontano dalla ricostruzione “giornalistica” e sempre più vicina all’essenza del romanzo, dove quello che conta è non tanto l’evidenza, la realtà dei fatti oggettivi, ma al contrario tutto il rimosso che lo scrittore cerca di portare alla luce, anche con l’immaginazione e con la potenza dei simboli. E a poco a poco appare evidente che la vita singola di Peppe Misso è un pretesto per parlare di temi più universali, per parlare di figli, di genitorialità, di infanzie a confronto, di età diverse e di vite diverse, di fragilità e di dolore, di ogni età, anche di quella che spesso riteniamo l’età più felice. E poco importa sapere se è tutto vero e se a un certo punto, in questa scrittura che va avanti e indietro, che dice e che nega, che inventa, che toglie, ci si perde: in questo romanzo sono proprio i salti che contano, le connessioni, le intuizioni che ci aiutano a vedere quello che può legare vite anche lontanissime tra loro. E' un romanzo pericoloso però, perchè secondo me può addirittura innervosire il lettore che vi si approccia con il desiderio di una lettura più "normale". Qualunque cosa questo aggettivo voglia dire
Profile Image for Chiara Giacobelli.
Author 9 books29 followers
June 10, 2025
"Misso, autore confesso di decine di omicidi, figura chiave della guerra camorristica nel ventre oscuro di Napoli, emerge qui in tutta la sua complessità. Lungi dall’essere ridotto a semplice mostro, viene mostrato nella sua umanità contraddittoria: l’allevatore di colombi, il credente negli UFO, il lettore di Céline, l’uomo che, pur senza giustificare, l'autrice racconta. «Alla fine ho capito che concetti che mi sembravano posticci, come “se cresci in un contesto impari quel linguaggio”, sono veri» ha dichiarato Teresa Ciabatti a Rivista Studio, a testimonianza di un percorso che l’ha condotta a mettere in discussione pregiudizi radicati.

Il cuore di Donnaregina, pubblicato da Mondadori, non è però Misso in sé, bensì lo scarto tra l’eccezionale e l’ordinario, tra l’universo criminale e quello quotidiano della narratrice. Il vero punto d'incontro tra i due è la ferita del genitore, la perdita del legame con i figli. Il boss, pur in tutta la sua spietatezza, è padre di un figlio omosessuale, verso il quale mostra un’inaspettata accettazione pubblica. «Mio figlio è gay, signor giudice, che male c’è?» dichiara in aula, frattura simbolica nella cultura camorristica. La protagonista, dal canto suo, è madre di un’adolescente fragile, immersa in un malessere che travolge ogni certezza. L’incomunicabilità tra le generazioni diventa così il filo che cuce le due vicende: da una parte il crimine, dall’altra la crisi".

Leggi la recensione completa qui:
https://www.affaritaliani.it/libri-ed...
55 reviews
February 4, 2026
Un romanzo strano. Un tentativo di biografia di un boss della camorra, Giuseppe Misso, che si mischia all’autobiografia dell’autrice. Al suo senso d’inquietudine e di frustrazione, oltre che alla sua perenne inadeguatezza come madre, figlia, sorella moglie, giornalista. La descrizione delle gesta del criminale viene spogliata di quell’aura mitologica e accattivante a cui il contesto di violenza della Napoli degli anni 70, 80 e 90 si presterebbe. E ciò nonostante le continue sollecitazioni rivolte dal camorrista alla giornalista di percorrere un’altra direzione. Del boss non vuole comunque fornire un ritratto celebrativo o conferirgli uno status. A lei interessano più i drammi famigliari, le contraddizioni personali, piuttosto che le faide tra clan e le rese dei conti. Come quella di Giulio, il figlio “femminello” del boss, che la protagonista inseguirà senza mai riuscire a incontrare. Né sarà in grado di delinearne con precisione la storia. La narrazione è caotica. Dalla vita di Misso si passa in maniera vorticosa a quella di Camilla, la figlia autolesionista della giornalista. E poi al rapporto conflittuale tra la protagonista e il fratello gemello. È un continuo ping pong. Perché sono i turbamenti e l’ansia incontenibile della biografa/autobiografa, che si rincorrono nel libro. Si fa fatica a seguire il flusso dei suoi pensieri e delle loro connessioni inaspettate. La voce della Ciabatti è unica e riconoscibile. La scrittura è coerente con il caos organizzato della struttura del romanzo. Parrebbe stilisticamente abnorme, ma in realtà si percepisce un attento studio e una scorretta precisione. Lettura complicata, ma insolita.
31 reviews
January 27, 2026
l’inaffidabilità del narratore (

strano equilibrio tra reale e immaginario) è tale che quando l' ho finito non ho capito che si trattava di una biografia VERA: "poetica romanzesca in cui si scioglie una biografia in un’autobiografia, esaltando le contraddizioni del criminale e affiancandole alla complessità narcisistica e tormentata dell’autrice."

Penso ma come fa ad essere questo libro terzo nella classifica della critica della Lettura del Corriere del 2025!

Ma poi leggo che è il risultato di anni di interviste a Giuseppe Misso detto o’Nasone, spietato capo camorristico.

Rimane il fatto che un

boss di camorra non può apparire così destrutturato e privo di quell’aura criminale e di chi

ha ucciso 38 persone (almeno) 150 ne ha fatte uccidere (almeno); non si può scardinarr sotto i nostri occhi il sistema di valori.

" È come se entrata a casa del boss e nella sua cerchia intima con delicatezza e ostinata disobbedienza ne deformasse il ritratto."
Profile Image for Alessandra Brignola.
711 reviews5 followers
June 15, 2025
Un’autofiction che dovrebbe ripercorrere la vita e la carriera di Peppe Misso, O’ Nasone, ex boss mafioso, e che finisce per parlare di genitori e figli, di divario generazione e dell’incomunicabilità che accomunano un padre e una madre diversi in tutto, ma non nell’amore per la propria prole. Amore che resta, anche quando si deve accettare la realtà della persona che si è messa al mondo, così differente dall’immagine che avevamo creato e dalle aspettative sorte sin dal primo momento in cui ne abbiamo incrociato lo sguardo.
Un libro che evidenzia le contraddizioni di un uomo che si è macchiato di atti orribili ma sa presentarsi come un salvatore, un amante dei bambini, un Robin Hood moderno, che descrive senza condannare, in bilico costante tra ammirazione e terrore, tra repulsione e vicinanza emotiva.
Profile Image for Alessia Rossi.
9 reviews1 follower
May 2, 2025
Uno dei libri più belli che abbia letto. L’autrice è riuscita a regalare un miscuglio di due strade che, per quanto diverse e opposte, si sono incrociate.
Da appassionata del mondo della ricerca sul crimine organizzato, ho sempre cercato un libro che andasse oltre alla punta dell’iceberg del fenomeno. Questo è un libro che va oltre; scopre l’uomo ed i valori in cui crede. L’amore, la famiglia. Cos’è la famiglia per un superboss? Cos’è l’amore per un figlio/a? Teresa è in grado di dimostrarlo, con intrecci di storie.
Cercando il figlio di O’Nasone, tra le righe del libro ed i suoi pensieri, l’autrice ricerca la propria figlia.
Vivamente consigliato!
Profile Image for Dobby.
66 reviews
May 6, 2025
Ho letto questo libro attratta dalla copertina ed è stata una lettura piacevole, scrittura interessante perché non si è limitata alla trascrizione dei fatti ma ha saputo intrattenermi sugli aspetti personali, sia del boss sia della giornalista infatti ho particolarmente apprezzato il rapporto che i due hanno con I propri figli. Non spoilero ulteriormente perché penso Che sia l’aspetto piu interessante del libro. Un romanzo Che approfondisce la natura umana ed evidenzia quanto due persone appartenenti a due mondi differenti siano accomunate dalle stesse tematiche (tema genitori-figli)
Non è il solito libro crime che si pensa leggendo di criminalità organizzata.
⭐️⭐️⭐️

Profile Image for Annalisa Maiti.
139 reviews1 follower
May 15, 2025
Peppe Misso é il protagonista di una storia che ritrae un superboss di Napoli in tutte le sue versioni inedite possibili: il padre, il marito, l'allevatore di colombi, il magnanimo, il risentito, il fanfarone, l'uomo di mezza età, ormai innocuo e in esilio, che si preoccupa per la figlia della scrittrice.
Lo stile frammentario di Teresa Ciabatti é sempre molto suggestivo. Questa volta, in alcuni passaggi, l'autrice lo porta fose all'estremo nel suo cercare ossessivamente connessioni che colleghino la vicenda di Misso, o nasone, con la propria storia: la relazione complessa con la figlia tredicenne.
Profile Image for Eleonora.
228 reviews3 followers
June 13, 2025
Un 3.5 ⭐️ è il primo libro che leggo di quest’autrice ed ho apprezzato molto lo stile scorrevole e diretto.
Non mi è dispiaciuto l’alternarsi della vita della protagonista mentre intervista il boss Misso.
Chiaramente il filo conduttore sono le relazioni, mi chiedo se la sua amica M sia Michela Murgia…
In generale però è come se mancasse una coerenza generale che leghi tutti i pezzi, o forse sono io che preferisco trame più tradizionali
Profile Image for Giorgia.
14 reviews
October 17, 2025
E’ la storia molto mal raccontata di un boss della camorra, o quella dell’autrice stessa, di sua figlia e della sua famiglia?
Il libro - immagino - si muova nella zona ambigua dell’autofiction, tra confessione e messinscena. Vuole essere sagace ma non ci riesce, vuole essere ironica ma non funziona. 200+ pagine noiosissime di…non ho capito!
Profile Image for Marco.
626 reviews
November 6, 2025
Scelta coraggiosa quella di mischiare i piani - quello dell'intervista, della biografia che per definizione dovrebbe quantomeno avere un'apparenza di neutralità, e quello personale che passa per le malattie, quella mentale della figlia e quella del corpo dell'amica dell'autrice. Scelta che non mi aspettavo per nulla e che mi ha tenuto inchiodato alla lettura. Libro divorato in qualche giorno.
77 reviews
May 11, 2025
Non avevo mai letto Teresa Ciabatti; ha una scrittura diretta e molto scorrevole. L’ho letto in 2 giorni.
La storia, che dovrebbe essere incentrata sul l’ex superboss, in realtà parla della stessa scrittrice e in particolare sulle difficoltà con la figlia 13enne
Profile Image for Claudia.
3 reviews
August 5, 2025
L’intervista a Giuseppe Misso costituisce occasione per riflettere sui temi dell’esistenza ( l’amore, la famiglia, l’amicizia, il possibile) per interrogarsi sulla diversità/ somiglianza e su cosa davvero conti nella vita.
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