L'isola di Liten è caduta in disgrazia. Dopo il caos mediatico dell'anno appena passato, i turisti abituali, ormai rassegnati all'idea di aver perso il loro rifugio di pace, l'hanno abbandonata. Anche la curiosità morbosa dei nuovi visitatori, accorsi per seguire da vicino lo scandalo, si è presto spenta. Come se non bastasse, da settimane una pioggia tremenda, unita a venti fortissimi, funesta la costa. La notizia della scomparsa di una ragazza, che non è rientrata a casa ma apparentemente non ha nemmeno lasciato l'isola, passa così in secondo piano. La polizia di Malmö archivia il caso come una fuga volontaria, mentre online c'è chi ipotizza che si tratti di un patetico tentativo di riportare Liten al centro dell'attenzione, sulle prime pagine di cronaca nera. Turismo nero o dell'orrore, lo chiamano. Ma Kysa Nilsson, giorno dopo giorno, sembra proprio essere sparita nel nulla... Owe Dahlberg, il capo della polizia, si trova a indagare senza aiuti dal continente. A intervenire sono gli Andersson, la famiglia più influente dell'isola, desiderosi di "lavare l'onta" di aver avuto un assassino in famiglia. Determinati a risolvere il mistero della scomparsa della donna da soli, si proclamano sceriffi e avviano le ricerche. Gli indizi che emergono, tuttavia, suggeriscono che sia avvenuto un vero e proprio rapimento. E che Liten, per l'ennesima volta, stia per finire nell'occhio del ciclone. Arwin J. Seaman, scrittore italiano sotto pseudonimo diventato ormai un maestro del giallo nordico, ci riporta sulla misteriosa isola di Liten. Tornano le atmosfere glaciali, i personaggi che hanno stregato migliaia di lettori e incombe un nuovo, inquietante caso da risolvere.
«Quindi devono trascorrere almeno ventiquattrore dalla scomparsa, poi i genitori faranno regolare denuncia e a quel punto la cercheremo qui, sulla terraferma. Naturalmente voi siete liberi di scandagliare l'isola da cima a fondo, ma, per come la vedo io, la vostra fuggitiva non è più lì.» «Quindi non manderai nessuno?» L'altro sospirò, esasperato. «Richiamami domani, ripartiremo da lì. Lo so che stai solo cercando di fare bene il tuo lavoro e immagino le pressioni che ti stiano mettendo i tuoi concittadini. Però la vostra isola non può campare di casi sensazionalistici. Ci hai pensato, che forse potrebbe essere tutta scena? Non mi riferisco al timore dei genitori, ma alla ragazza. Quando scompaiono, su Liten, le ragazze finiscono sui giornali». «Sì» rispose Dahlberg. «Ma in genere quelle ragazze sono morte.» Interruppe la chiamata. Annelie e Kaj lo guardavano con aria preoccupata. Fu lei a rompere il silenzio. «Non verrà nessuno, vero?» Owe scosse la testa. «No. Siamo soli.»
4 ⭐️ Terza stagione della serie di Seaman, anche questo, partito un po’ lento, poi mi ha preso assolutamente e l’ho divorato in poco tempo. Ora aspetto il quarto ovviamente, anche perché per come finisce…
Questo romanzo parte con un ritmo più lento rispetto ai precedenti, tanto che inizialmente temevo potesse risultare noioso. Tuttavia, dalla metà in poi la storia decolla, regalando un intreccio avvincente e ben costruito, come ci ha abituati l’autore. Il finale, toccante e carico di emozioni, lascia il segno. Chissà se ci sarà un seguito?
Nonostante sia il più debole della serie devo dire che l'ho apprezzato, sul finale mi sono anche un po' commossa. Attendo un eventuale prossimo libro della serie perché mi sono davvero affezionata a questi personaggi.
3,5 ⭐️ Non vedevo l’ora di tornare a Liten, ma purtroppo non sono partita benissimo con questa lettura. L’inizio è stato un po’ lento, poiché essendoci molti personaggi Seaman ha dovuto fare, giustamente, un riepilogo. Questo ha impedito alle prime 60 pagine circa di decollare con l’evento della trama. In seguito, i fatti hanno cominciato a movimentarsi, ma comunque l’ho trovato a tratti prolisso e un po’ noioso. Non riuscivo ad essere completamente coinvolta fino in fondo come negli altri libri. È stato un po’ un viaggio sulle montagne russe, perché in altri momenti invece ho macinato pagine! I personaggi sono sicuramente il punto forte di questo libro: l’autore ha fatto un buon lavoro caratterizzandoli bene come sempre, ma soprattutto ha lavorato perfettamente sulle loro evoluzioni e trasformazioni. Soprattutto Owe, che è il protagonista indiscusso di questo capitolo. Ho amato il suo personaggio, e l’epilogo della sua storia con Malin non può che far commuovere ed essere perfetta per la chiusura della storia. Per quanto riguarda la scomparsa di Kysa invece, sono un po’ dubbiosa. Forse non ero coinvolta poiché il personaggio non era a noi “famoso”, non so. Il tutto comunque, anche in questo capitolo, gira intorno alle dinamiche dell’isola e dei suoi cittadini, e questo è sicuramente il punto di forza insieme ai personaggi. Nel complesso, lo promuovo ma più per questi motivi che per la storia in sé. Ho letto già molte recensioni positive, probabilmente sono l’unica fuori dal coro 😅
Non avendo letto i primi due libri, ero un po’ scettica, ma devo dire che sono riuscita a seguire la storia senza problemi. A voi consiglio di iniziare dal primo volume, sia perché questo vi permetterà di respirare a pieno il fascino cupo dell’isola e dei personaggi, sia perché vi evitereste spoiler! Io di sicuro andrò a recuperare i primi due libri prestissimo!
Ho adorato praticamente tutto, mi ha catturato fin dalla prima pagina! Innanzitutto l’ambientazione è straordinaria: l’isola, vera e propria entità a sé stante, diventa un microcosmo dove regna quel senso di comunità ristretta in cui tutti si conoscono, anche se i segreti sono sempre dietro l'angolo. Non conoscevo ancora i personaggi, eppure erano caratterizzati così bene che mi sembrava di conoscerli da sempre.
Questa volta, personaggio centrale del libro è il capo della polizia Owe Dahlberg, l’unico a prendere sul serio la scomparsa di una ragazza, mentre tutti gli altri pensano sia solo una trovata per riaccendere i riflettori sull’isola ormai dimenticata. Lo stile di scrittura è magnetico, più di una volta mi è stato davvero difficile mettere giù il libro. La tensione è palpabile sin dall’inizio, solo verso la fine, nelle ultime 50 pagine, ho percepito un lieve rallentamento, probabilmente perché la verità era già stata svelata e si trattava solo di ricostruire i fatti.
Una cosa che mi è piaciuta molto è stata la struttura narrativa che l’autore ha scelto di dare: il racconto è scandito da giornate e orari, ottima scelta per far orientare il lettore riguardo lo svolgimento degli eventi. E poi ho adorato l’ironia pungente di Olsson.
✔️Io vi consiglio vivamente di leggerlo
Fun fact davvero intrigante: Arwin J. Seaman scrive sotto pseudonimo e, a quanto pare, si tratta di un famoso scrittore italiano abituato a cimentarsi in un genere completamente diverso. Alla fine di questa serie, che dovrebbe comporsi di sei libri, dovrebbe rivelare la sua vera identità. Qualcuno ha qualche ipotesi da avanzare? Secondo me è una scrittice….
Un nuovo caso sull'Isola di Liten, ormai abbandonata sia dai turisti stagionali che quelli a caccia di scoop pruriginosi. Quando Kysa Nilsson - una diciottenne che vorrebbe emulare Malin Dahlberg, la figlia del capo della polizia e star del web, che è stata protagonista dei due volumi precedenti - scompare, tutti credono sia solo a caccia di pubblicità. Del resto, la ragazza è diciottenne, quindi potrebbe andare dove le pare. Ma alcuni ritrovamenti fanno pensare che Kysa possa essere stata rapita e addirittura uccisa. Il meno incisivo tra i tre romanzi finora pubblicati, anche perché la trama gialla è abbastanza intuibile. Poi, questa volta ho un po' sofferto la linea temporale un po' ballerina, anche se, alla fine, Seaman - chissà chi è? - ha fatto ricostruire tutto da un Owe Dahlberg stavolta in splendida forma.
Un nuovo mistero per la gente di Liten, ma questa volta con un'impostazione diversa. Troviamo il senso di comunità, la collaborazione di un'isola chiusa e in cui tutti si conoscono, in cui tutti fanno la loro parte. Focus, questa volta, sul capo della polizia: finalmente capiamo meglio i suoi comportamenti, troviamo spiegazione di alcune scelte anche dei volumi precedenti. Non mi è dispiaciuta questa nuova indagine, così diversa dalle precedenti, in cui il focus non è più il cadavere di una ragazza, le manie di grandezza di un'adolescente, ma un coprirsi e giustificarsi a vicenda come un unico grande meccanismo che lavora in sincrono. Curiosa di leggere il quarto volume e scoprire chi sarà il prossimo sotto la lente d'ingrandimento!
4+ Come i precedenti ho trovato un bel thriller, con un buon ritmo, coinvolgente e convincente . Si riscatta il personaggio di Owe che nei precedenti non sempre ne era uscito bene. E adesso già so che questi personaggi mi mancheranno , non ci resta che aspettare di ritornare presto a Liten .
Autore che non delude... trama diversa dai libri precedenti, meno entusiasmante ma pur sempre scorrevole. Ho apprezzato tantissimo la rivalutazione di Owe sia dal punto di vista lavorativo che affettivo con la figlia
Arwin J. Seamann è lo pseudonimo di personaggiscrittore italiano che ambientato i suoi libri sull'isola di Liten tra la Danimarca e la Svezia. Tornano le atmosfere glaciali e i personaggi che ormai conosciamo. Ancora Owe Dahlberg, capi della polizia si ritrova senza risorse a dover risolvere il mistero della sparizione di una ragazza Kysa e Liten si ritrova ancora nell'occhio del ciclone. Voto: 6
Ci sono serie capaci di trasportarti in un universo parallelo, tanto vivido da sembrare reale, tanto ricco di dettagli da farti dimenticare che si tratta di finzione. La saga ambientata sull'isola di Liten è una di queste, e La condanna del silenzio ne è la conferma definitiva.
Dopo gli eventi sconvolgenti del secondo volume, Liten è ormai un luogo in rovina, spogliato della sua aura idilliaca e trascinato in un vortice di sospetti, misteri irrisolti e ombre del passato che non smettono di riemergere. Il turismo è crollato, le voci si sono affievolite, eppure il destino dell’isola è ancora una volta legato a una scomparsa: quella di Kysa Nilsson, un enigma che la polizia svedese è fin troppo sbrigativa nell’archiviare.
Questa volta, però, il cuore pulsante della narrazione non è solo l’indagine in sé, ma l’uomo che ne è al centro: Owe Dahlberg. Il capo della polizia di Liten ha sempre vissuto nell’ombra della figlia, nei ricordi ingombranti della moglie, eppure in questo romanzo è lui a prendere la scena. Finalmente ne scopriamo la complessità, i dubbi, le crepe nella sua immagine pubblica. Il passato che emerge ribalta molte delle convinzioni che avevamo costruito nei libri precedenti, e la maestria dell’autore sta proprio qui: nel farci dubitare, nel giocare con le nostre percezioni, nel depistare fino all’ultimo momento.
La tensione cresce pagina dopo pagina, il ritmo incalzante non lascia tregua, e i colpi di scena mettono in discussione tutto ciò che credevamo di sapere. Liten non è solo un’ambientazione: è un personaggio a sé, vivo, mutevole, un’"isola che non c’è" dal fascino oscuro e inquietante. È un luogo che sembra respirare, soffrire, portare sulle spalle il peso degli eventi che l’hanno travolta. E io, come lettrice, non posso fare a meno di amarla.
Certo, qualche piccolo refuso si fa notare, ma non intacca minimamente la qualità della storia, soprattutto per chi ha seguito la serie con passione. Anzi, la sensazione di essere immersi in una realtà così ben costruita rende questi dettagli secondari. Il coinvolgimento è totale: ho sofferto con i personaggi, ho condiviso la loro frustrazione, ho vissuto sulla mia pelle il buio che li circonda.
Se amate le storie capaci di sconvolgervi, di portarvi su un’isola che esiste solo nelle pagine di un libro ma che sembra incredibilmente reale, La condanna del silenzio è una lettura imprescindibile.
Sinceramente? Mi aspettavo molto ma molto di più visti i due libri precedenti che mi avevano letteralmente catturato dall'inizio alla fine. Sembra che la storia abbia preso ila strada di Don Matteo, dove c'erano settordici omicidi in un paese di tre anime e qui uguale.
Mentre per me il collegamento tra le storie dei primi due libri aveva quantomeno una parvenza di realismo, questo ennesimo tentativo di portare avanti l'ennesimo caso di cronaca nera partendo sempre dagli stessi argomenti l'ho trovato forzato e carente. Io posso capire che i fatti che hanno colpito l'isola hanno avuto delle conseguenze gravi sui suoi abitanti, ma da lì a far diventare tutti dei mostri dall'oggi al domani il passo è lungo.
Parlando invece del protagonista di questo terzo libro, Owe, speravo che avendolo come protagonista avremmo potuto conoscerlo meglio, invece rimane asettico, un narratore monotono che descrive i fatti che accadono come se stesse leggendo un racconto già scritto. Se da una parte capisco che questa mancanza di emotività sia data dalle caratteristiche del personaggio stesso, dall'altra è riuscita a farmi trovare noioso un personaggio che ho invece amato nei primi due libri. Speravo anche si desse maggiore spazio al suo rapporto con Malin, ma invece è praticamente scomparsa per tutto il romanzo, facendo solo capolino in qualche scena sul finale.
Un grande no per me è questa relazione che si vuole per forza inserire tra Malin e Kai, che sinceramente mi crea non poco digusto. Non è che perché non si siano sfiorati fino a che lei non ha raggiunto i 18 anni, allora vuol dire che sia tutto ok con la relazione tra loro. Kai ha conosciuto Malin quando lei aveva 15 anni, e se lui ne aveva allora 24?25? Significa che ora lui ne ha 28 e stia facendo il conto alla rovescia per il suo compleanno. Mi vengono i brividi solo a pensarci e mi dispiace, perché Kai era uno dei miei personaggi preferiti, ma non riesco a leggere di loro senza provare ribrezzo.
Sono convinta che sicuramente ci sarà un quarto, se non anche un quinto libro, magari uno dei due si ricollegherá finalmente al caso che aveva portato Anne Lie sull'isola tanti anni prima, spero solo che ci si riesca ad allontanare dalla trama del primo libro e creare nuovi scenari.
Si torna a Liten, isoletta tra la Svezia e la Danimarca. Protagonista di questo terzo libro della serie è Owe Dahlberg, capo della polizia; suo è il punto di vista dal quale seguiremo le indagini e gli sviluppi sulla scomparsa. Ad aiutarlo il clan degli Andersson al completo, nel tentativo di riabilitare la loro reputazione. Dei tre romanzi, quest'ultimo è al momento il mio preferito, perché mi ha coinvolta di più non solo relativamente all'intreccio della storia ma anche emotivamente per l' evoluzione dei personaggi. Normalmente il primo romanzo di una serie è quell' che trovo più completo e i successivi finiscono col deludermi; in questo caso invece sta avvenendo proprio il contrario. Il primo romanzo mi ha conquistata per le ambientazioni e la presentazione dei personaggi, il secondo è per me quello che ha la trama più avvincente ma il terzo è quello che esplora maggiormente le relazioni tra gli abitanti e i loro stati emotivi. In ogni romanzo abbiamo un protagonista principale: Henning Olsson, ispettore della scientifica, nel primo; Malin Dahlberg, figlia del capo della polizia e star del web, nel secondo e Owe Dahlberg, capo della polizia, nel terzo. Owe è il personaggio più pacato, il più riflessivo ma anche tra i più tormentati, sempre in bilico in un rapporto conflittuale con la figlia Malin, ormai quasi diciottenne. Nonostante Owe sia un personaggio positivo devo dire che la sua estrema pacatezza non riesce a renderlo il mio preferito, ho invece adorato Mats Andersson, per il suo essere sopra le righe, per la sua spregiudicatezza e per il suo senso di appartenenza alla famiglia. Saluto ora Liten ma non vedo l'ora di ritornarci... Al prossimo anno!!
Dopo gli eventi tragici che hanno preso d'assalto l'isola, si sperava che a Liten ritornasse il sereno. Ma Owe Dahlberg, capo della polizia, si ritrova ad affrontare una nuova minaccia e, nonostante le sollecitazioni fatte sulla terra ferma, nessun verrà ad aiutare, tranne il solito scorbutico prepotente: Henning Olson, Ispettore della Scientifica. Owe sembra l'unico a credere che Kysa sia davvero in pericolo. Alcune riflessioni su questo caso lo portano a pensare alla sua situazione con la figlia Malin, il che lo rende ancora più motivato nel risolvere il caso. C'è da dire tanto e poco su questo mistero: innanzitutto, troppe coincidenze tra le prove rinvenute e il comportamento tipico di Kysa; gli scenari presentati in diverse aree dell'isola portano a tutto e a niente; chi potrebbe essere coinvolto, poi, è ancora più decisivo per scoprire il movente del gesto.
Ma si sa: ogni mistero ha bisogno un po' di brio, e queste montagne russe non tarderanno ad arrivare🔥
Arwin J. Seaman (pseudonimo di un scrittore italiano molto famoso) riesce a superarsi in ogni capitolo di questa meravigliosa serie ambientata nell’isola fittizia di Liten tra la Svezia e la Danimarca dimostrando la sua, sempre più ampia e convincente, congenialità al genere thriller; genere che forse (?) si discosta dal suo abituale.
Di questo terzo volume ho apprezzato, oltre alla parte thriller legata alla scomparsa di una ragazza dell’isola, i risvolti personali legati ai vari protagonisti. Se il volume precedente aveva come protagonista la ragazzina più odiata di Liten, Malin, questo volume si concentra sulla figura del padre Owe Dalhberg - uomo silenzioso, umile, dalle buone maniere, fin troppo snobbato nel suo ruolo di poliziotto. Proprio Owe saprà commuovervi e - forse - entrarvi nel cuore.
Consiglio vivamente la lettura di questo volume (ovviamente dopo i primi due) e aspetto con piacere il quarto.
Gran bel thriller, terzo capitolo ambientato sull'isola immaginaria di Liten, cupa e fredda, tra Danimarca e Svezia, dove tutti sanno tutto di tutti, in particolare la numerosa famiglia degli Andersson. La caratterizzazione dei personaggi è splendida, in questo libro protagonista indiscusso e assoluto è il capo della polizia, Owe, a differenza dei primi due dove a farla da padrona era stata Malin, la figlia influencer molto popolare e ribelle contrapposto sempre al padre. Scrittura affilata e tagliente, un po' come gli abitanti dell'isola, coinvolge il lettore nelle vicende sempre più misteriose e ingarbugliata. Tema principale è la scomparsa di una ragazza, polizia e detectives indagano in quello che sembra un mosaico complicato a cui manca sempre un tassello. Finale per niente scontato e lettura sicuramente consigliata.
Più libri leggo di questa serie e più mi piacciono! Ogni volta penso ‘vabbè il prossimo non potrà piacermi come questo’ e invece! Sarà perché anche se trattano crimini diversi, bene o male sono molto collegati tra di loro, o perché ormai mi sono affezionata ai personaggi e all’isola di Liten, ma sta di fatto che anche questo terzo volume l’ho divorato e ho trovato la storia molto azzeccata e in linea con la rappresentazione degli abitanti dell’isola che avevamo avuto nei precedenti due libri. Mi è piaciuta tantissimo la parte finale dedicata ad Owe e Malin. E mi ritrovo esattamente nella stessa posizione di un anno fa, ad imprecare perché dovrò aspettare (presumibilmente) un anno (speriamo non di più) per leggere il quarto volume!
Arwin J. Seaman si conferma un grande scrittore. In questo terzo romanzo ambientato sull’immaginario isola di Liten, i misteri non mancano mai. Di questa serie di libri mi piace la veridicità dei casi. Non c’è niente di finto e il motivo di fondo per cui avvengono degli omicidi è più che sensato: Liten è un posto noioso e, ai nostri giorni, la vita virtuale è molto frenetica e i social ci portano a doverci sentire necessariamente importanti e famosi. Un libro ben strutturato dove a metà libro sembra che il caso sia risolto ma è proprio da quel punto in poi che la storia diventa ancora più interessante
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Thriller nordico da leggere tutto d'un fiato. Tiene tranquillamente testa ai capitoli precedenti, cosa difficile da ritrovare nella maggior parte delle saghe di libri. Mi sono affezzionata ad alcuni personaggi, mentre altri li butterei giù io da una scogliera. Beh...anche questo è merito dell'autore, l'essere in grado di creare mondi e persone tanto realistici da sembrare veri. Da leggere assolutamente!
Tornare a Liten per la terza volta, ti sembra di viverci da anni. È sempre bello tornare dove sei stato bene e ritrovare o personaggi che conosci ti da un senso di tranquillità. Il libro inizia lentamente, segue le gesta e le emozioni del protagonista, poi diventa più incalzante. Toccante e significativo il finale.
Terzo capitolo della saga di Seaman, trama interessante (piu avvincente del secondo ma non piu del primo capitolo a mio parere). Ho apprezzato molto l'analisi più psicologica di uno dei personaggi principali che in questo romanzo è Owe Dahlberg, poliziotto di Liten, e del suo rapporto con la figlia.
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Personaggi realistici, molto ben definiti e un'ambientazione claustrofobica davvero spettacolare. Difetto maggiore: la trama è troppo intricata. Pregio maggiore: non sembra affatto il terzo di una serie. Ora dovrò recuperare i precedenti.
Un terzo libro, ambientato a Liten, davvero bellissimo. Il protagonista qui è Owe, e la vicenda parte con una sparizione, ma c'è tutto quello che abbiamo amato nelle storie precedenti, con anche qualcosa in più.
Decisamente il migliore dei 3 della serie. Ritmo incalzante, molto meno fiacco dei primi 2. Bella la trama, tiene con il fiato sospeso e spinge a girare le pagine. Tanti personaggi, ma lo schema all'inizio del libro aiuta molto. Super consigliato.
Terzo capito della serie, un nuovo mistero sta per abbattersi sull’isola di Liten. È stato bello ritrovare i personaggi e luoghi già esplorati, mi è piaciuto sicuramente di più del secondo anche se ho trovato la risoluzione un po’ macchinosa.
Conclude degnamente la trilogia di Liten. Lettura piacevole, trama gialla in questo ultimo caso più credibile. Personaggi a cui ci si affeziona. Io, per il misterioso scrittore italiano, continuo a puntare su De Giovanni, forse De Cataldo
Impazzisco dalla curiosità di sapere chi è questo autore!!! Mi è piaciuto molto, forse dei tre è quello che mi è piaciuto di più e credo che anche una trasposizione cinematografica di questi tre libri, possa risultare davvero interessante