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A spasso con il cane Luna

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Scritti nelle domeniche oziose, «solo con la voglia di raccontare storie avvincenti», i brevi testi qui radunati offrono un saggio dell’onnivora curiosità che è la molla vitale di ogni scienziato, anche di chi, come Vallortigara, «per mestiere passa il tempo a studiare il linguaggio delle lucciole e il tabù dell’incesto nelle falene». Intrecciando etologia, neuroscienze e amore per la letteratura, e sempre forzando i confini tra discipline diverse, Vallortigara delinea in queste pagine un itinerario affascinante: ci conduce per esempio a Capri, sulle tracce dell’etologo estone Jakob von Uexküll; oppure alla scoperta delle prodezze cognitive di Physarum polycephalum, un organismo unicellulare capace di estendere le sue propaggini protoplasmatiche in una rete che compete in efficienza con quella delle ferrovie di Tokyo; o, ancora, alla ricerca della ragione per cui l’uso alternato della narice destra e sinistra in un cane può illuminare il differente funzionamento dei due emisferi cerebrali, e spiegare perché una parte dell’umanità è mancina. Smascherando i più diffusi pregiudizi sul mondo animale, Vallortigara elargisce rivelazioni sorprendenti – sull’empatia delle formiche e l’altruismo dei pappagalli, sugli esiti dei processi di selezione genetica delle galline, sul luogo misterioso del cervello dove è custodita la memoria, sull’origine biologica delle credenze umane in entità sovrannaturali. E ci ricorda che gli animali, oltre che amici meravigliosi, sono anzitutto «una fonte inesauribile di interrogativi».

219 pages, Paperback

Published March 25, 2025

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About the author

Giorgio Vallortigara

30 books18 followers
È professore ordinario di neuroscienze del Center for Mind/Brain Sciences dell'Università di Trento. È anche Adjunct Professor presso la School of Biological, Biomedical and Molecular Sciences dell'Università del New England, in Australia. È autore di più di 170 articoli scientifici su riviste internazionali (con oltre 3000 citazioni) e di alcuni libri a carattere divulgativo.
È nell'editorial board delle riviste scientifiche internazionali.
Nel 2011 ha ottenuto uno dei prestigiosi ERC Advanced Research Grant della Comunità Europea, e poi di nuovo un secondo nel 2019. Nel 2016 ha ottenuto il Premio internazionale Geoffroy Saint Hilaire per l’etologia e una laurea honoris causa dall’Università della Ruhr, in Germania.
È socio dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti e Fellow della Royal Society of Biology. Oltre alla ricerca scientifica svolge un’intensa attività di divulgazione, collaborando con le pagine culturali di varie testate giornalistiche e riviste, quali il Sole 24 Ore e Le Scienze.

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Profile Image for AlbertoD.
156 reviews
August 18, 2025
Raccolta di brevi scritti di divulgazione scientifica, che abbracciano discipline quali etologia, neurobiologia e cognizione animale.
Va notato che la maggior parte dei saggi è stata già precedentemente pubblicata, come articoli indipendenti, in riviste o inserti scientifici di quotidiani (mentre di contributo inedito in questa raccolta c’è pochissimo): l’operazione che qui viene fatta è semplicemente raccoglierli e raggrupparli, quando possibile, per tema. Non pare ci sia stata una rielaborazione degli articoli, o un tentativo di dare alla narrazione un dichiarato filo conduttore (se non quello delle discipline trattate). L’impressione finale è quindi quella di un collage eterogeneo, e che il valore del libro risieda proprio nell’indipendenza e varietà dei singoli testi.
I più interessanti a mio avviso sono quelli in cui, prendendo spunto dal mondo animale, l’autore (neuroscienziato, etologo, nonchè divulgatore scientifico) punta a demitizzare il criterio antroponcentrico secondo cui il grado di somiglianza morfologica o vicinanza filogenetica ad Homo sapiens sono la chiave per misurare le capacità cognitive, o il grado di intelligenza, degli esseri viventi. Tra i casi più illuminanti ci sono i pappagalli cenerini che mostrano forme di altruismo per certi versi superiori a quelle riscontrate nell’uomo, o i pesci pulitori in grado di risolvere compiti di apprendimento più velocemente degli scimpanzè, o il protista unicellurare capace di forme basilari di apprendimento, quali assuefazione, e di memoria.
Interessanti sono anche i saggi relativi ai meccanismi neurali per contare e stimare la numerosità (sorprendente è la rivelazione che lo stesso meccanismo è utilizzato dall’uomo come dal pulcino) e quelli che toccano gli aspetti dell’esperienza cosciente dal punto di vista delle neuroscienze.
Rigore scentifico e spirito critico caratterizzano gli scritti.
Profile Image for LauraT.
1,392 reviews95 followers
October 10, 2025
Noiosino anzi che no!

come mai gli esseri umani vedono animali o, quando è il caso, il volto di Dio nelle nuvole? Tutte queste domande – sui cani, i lupi e le nuvole – si legano non solo alla narrazione del professor Longo, ma, io credo, alle origini di ogni possibile narrazione.

Gli stessi deficit nello sviluppo della cresta neurale causerebbero inoltre gli altri sintomi della sindrome: depigmentazione in alcune aree della cute, malformazioni nella cartilagine delle orecchie, ridotto sviluppo della mandibola e financo una riduzione della grandezza dell’encefalo (ebbene sì, anche questo è uno dei tratti associati alla domesticazione: il cervello rimpicciolisce).

Il professor Longo, amico di vecchia data di Valentino Braitenberg, non avrebbe difficoltà a identificare a uno a uno i meccanismi che sono all’opera nell’interpretazione del comportamento del suo Alcibiade, né, io credo, ad ammettere che parlare di Alcibiade è parlare di sé stesso e, in ultima analisi, della condizione umana. Perché la narrazione, la passione tutta umana per raccontare le storie, trova le sue origini nella grande illusione che ha reso possibile ai nostri cervelli l’invenzione e la lettura delle altre menti, e in alcuni degli stessi processi che hanno condotto un lupo a diventare un cane Alcibiade.

L’idea di Tomasello è che gli esseri umani posseggano però una forma di pensiero unica, l’intenzionalità condivisa, che sarebbe sorta in relazione ad adattamenti volti a risolvere problemi di coordinamento sociale, che emergono quando gli individui cercano di collaborare con gli altri anziché di competere.
La complessità delle capacità cognitive degli esseri umani potrebbe essere il risultato della complessità della loro vita di relazione. In tal caso, lo scenario evolutivo dovrebbe implicare la selezione delle capacità cognitive in qualche altro dominio e la sua successiva estensione all’ambito dei problemi sociali.

Che cosa sia l’intelligenza io non lo so, ma mi accorgo benissimo quando c’è (o quando manca)

Mario è stato uno straordinario mentore non solo per quello che mi ha insegnato e per come lo ha fatto, ma anche e soprattutto per la grande libertà che mi ha concesso: quella di perseguire i miei interessi, anche quando non avevano nulla a che fare con i suoi o erano addirittura in contrasto con il suo modo di vedere. C’è un momento nelle relazioni tra un maestro e il suo allievo in cui viene perpetrato una specie di piccolo delitto. Cesare Musatti ne ha parlato in un racconto, a proposito dei suoi personali rapporti con Vittorio Benussi, di cui fu allievo, nei termini di un parricidio

Eravamo interessati all’origine delle credenze religiose, più sul versante della storia umana lui, più sul versante della storia naturale io, e perciò con una buona complementarietà. Negli ultimi scambi che abbiamo avuto mi esprimeva alcune sue preoccupazioni al riguardo [...] Vittorio si preoccupava, con il senso civico che gli era proprio, di come passare dalla comprensione dei meccanismi che sottostanno a certi sistemi di credenze e di umane inquietudini (ad esempio per i vaccini o gli OGM) ai modi per modificare queste credenze. Cinicamente io sostenevo che l’unico modo è affidarsi alle paure delle persone, piuttosto che alla loro razionalità (convinci le persone se le spaventi sui rischi di non vaccinare i loro bambini, anziché argomentando sul rilievo civico-sanitario della pratica della vaccinazione). Ma Vittorio era un tenace sostenitore delle virtù della ragione. Nell’ultimissimo scambio che abbiamo avuto mi menzionava la possibilità per lui di una cura in fase sperimentale. Diceva che la fiducia nella ricerca scientifica è l’unica fede che persone come noi possono avere

Per il credente, naturalmente, tutte queste osservazioni sono interessanti ma non decisive per quanto riguarda la sua fede. Nulla impedisce, infatti, di vedere nei meccanismi dell’evoluzione per selezione naturale – comunque si siano dispiegati nel tempo – il modo tramite il quale Dio ha indirizzato il suo Logos creativo.
Certo, nulla lo impedisce. Nulla impedisce di credere che gli anelli di Saturno, che son fatti di frammenti di ghiaccio, roccia e polveri, abbiano il sapore squisito della granita alle mandorle di Noto. Però a Vittorio e alle persone come noi piacerebbe capire come stanno davvero le cose, perché pensiamo che stiano in un certo modo indipendentemente da quello che noi crediamo o vogliamo.
Profile Image for Graziano.
907 reviews4 followers
August 10, 2025
Sulle neuroscienze: Vallortigara propone tante domande...

"...cosa potrebbe pensare un'ape della nostra penosa impossibilità di accedere all'abbagliante fulgore dei colori ultravioletti dei petali dei fiori?"
(p. 19)

...e per fortuna Luna non ci può descrivere tutti gli odori che sente...
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