Alessandro Sallusti è finito in galera per un reato, l'omesso controllo, che inevitabilmente commettono tutti i direttori di giornale (i direttori degli altri giornali, però, in galera non ci vanno); ha avuto un trisavolo fedele a Francesco II, re spodestato delle Due Sicilie, e dunque considerato un brigante dai governanti sabaudi della nuova Italia unita; ha scoperto sul manuale di storia delle medie che cosa era successo al nonno durante e dopo la guerra civile; ha sperimentato lo "stato di natura", vivendo per un mese in Amazzonia tra gli Yanomami; è stato fra i protagonisti, nel novembre 1994, dello scoop sull'avviso di garanzia che avrebbe fatto cadere il primo governo Berlusconi, mentre durante l'ultimo governo Berlusconi ha partecipato, nella villa di Arcore, alle riunioni della fantomatica "Struttura Delta" che avrebbe ordito strategie e complotti; ha conosciuto molto da vicino i protagonisti della politica, dell'economia, della società degli ultimi quarant'anni. A partire dagli episodi della sua vita famigliare, personale e professionale e con lo sguardo attento ai cambiamenti che stanno stravolgendo la nostra immagine del mondo, Sallusti mostra in questo libro il punto di vista eretico di un liberal-conservatore abituato a sentirsi minoranza - spesso irrisa - nei salotti buoni della cultura dominante, e tuttavia consapevole di essere in sintonia con la maggioranza delle persone in Europa e in Occidente, come le elezioni si incaricano invariabilmente di dimostrare. Contro la cancel culture e il senso di colpa della sinistra globalista, un liberal-conservatore difende le libertà che costituiscono l'orgoglio dell'Occidente e il suo più grande apporto alla storia del mondo. Contro le pericolose utopie buoniste, il conservatorismo rappresenta la voce del buonsenso in accordo con la realtà.
Alessandro Sallusti è un giornalista e opinionista italiano, dal 7 settembre 2023 direttore responsabile de il Giornale. Giornalista professionista dal 1981, ha scritto per il Giornale, Il Messaggero, Avvenire e Corriere della sera; è stato vicedirettore de Il Gazzettino di Venezia e direttore di La Provincia (Como) e Libero. È stato direttore de Il Giornale dal 2010 al 2021, anno in cui si è dimesso e ha assunto la carica di direttore di Libero. È noto al pubblico televisivo per le partecipazioni a programmi quali Ballarò (Raitre), In Onda (La7) e Mattino Cinque (Canale 5). Tra le sue pubblicazioni: con L. Palamara, Il sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana (2021) e Lobby & Logge (2022); con G. Meloni, La versione di Giorgia (2023).
Un libro abbastanza interessante che si può dividere in due parti, la prima narra vicende e scelte personali; la seconda più riguardante la vita politica dell'Italia, con accenni all'Europa. Il filo conduttore sono le idee dell'autore e dell'impatto che hanno determinato su una politica che lo avversava come se fosse un esponente di destra e non “liberale” come Alessandro Sallusti si definisce. Per rendere più chiaro questo termine ai lettori, utilizza esempi, citazioni liberali, razionalmente condivisibili, espresse da diverse posizioni politiche. Si sofferma a delineare la figura di Silvio Berlusconi, riferendo aneddoti tratti dalla sua esperienza, e mettendo in luce il valore di leader che ha anticipato lo scenario mondiale attuale. Cita Tony Blair e parla più volte della figura di Giorgia Meloni. Fa un breve excursus storico del termine patriarcato, spiegando perché con l'uso del termine si arrivi ad intestarsi battaglie femministe di sinistra. Continua a delineare i tratti economici dell'epoca attuale con il dominio di aziende social per spiegare il business dei dati personali. Lo stile narrativo è fluido, l'autore riesce a mantenere l'attenzione del lettore partendo da una riflessione che condisce sapientemente con un esempio di vita quotidiana per poi fare riferimento ad avvenimenti storici che pone in relazione con la politica di oggi. Ho apprezzato pertanto la storia dell'invenzione della bicicletta, il teorema di Cipolla e il capitolo sull'istruzione. Unica criticità nell'affrontare le polemiche destra-sinistra perde l'appealing. Suggerisco la lettura di questo libro a tutti perché lo trovo onesto intellettualmente e ricco di motivi riflessivi e critici.