Da quando l’umanità ha compiuto il Grande Passo Indietro, rinunciando a tutte le tecnologie moderne, la magia è tornata nel mondo. Un drago rapisce una principessa, un giovane valoroso la salva, i due convolano a nozze. Ma questo è solo l’inizio.
C’è un giovane nobile, che era quasi riuscito a fidanzarsi ufficialmente con la principessa, che non l’ha presa bene. C’è chi si interroga sul perché nessuno abbia mosso un dito per salvare le precedenti vittime del drago. C’è la principessa stessa, che non riesce a superare il trauma dei giorni passati prigioniera del drago. E, nel frattempo, c’è chi trama per sovvertire l’ordine politico-religioso della città e chi lotta per difenderlo.
Un fantasy con vibes fiabesche e qualche momento dark, in un'ambientazione in cui si vedono ancora i segni del nostro presente.
#RECENSIONE 🪴 📖 il fantasy italiano colpisce di nuovo: non soltanto perché ho trovato un titolo bello e che mi ha conquistata, ma anche perché in questo romanzo... c'è un drago! e per tutta la narrazione, non per due righe e mezzo, quindi non posso che essere felice di presentarvi 'all'ombra del drago' di @mondi.di.prosa, che ringrazio per avermi omaggiato della copia digitale del romanzo. 📖 ci troviamo in una realtà come quella di archepìa che vede il mondo in quello che dovrebbe essere il futuro, ma non è altro che un passato: mettendo da parte la tecnologia e avvicinandosi di più a quella che è la religione dell'Unico, infatti, è la magia a prendere piede nella sua controparte buona (bianca) e malvagia (viola). in tal senso il drago diviene ad essere il perno della magia viola, tanto da rapire esseri umani che possano aumentare la sua forza - proprio come accade all'inizio del romanzo. 📖 ho trovato molto interessante due elementi e temi che sono un perno fondante della storia: in primo luogo i personaggi, che non vengono definiti dal loro schieramento - o meno, non tanto da renderlo la loro personalità - quanto piuttosto dai propri valori e da ciò in cui credono (insomma, per farla breve, sono esseri umani con pregi e difetti), come nel caso di sonia che ho apprezzato molto. infine il secondo elemento cardine che ho apprezzato di più è l'ambito religioso e politico di cui è pregno il romanzo: i sotterfugi politici, così come quelli religiosi modificano la trama in modo che gli stessi personaggi citati in precedenza possano mantenere il controllo sulla popolazione. non vi spoilero di più perché dovreste andare a leggerlo al più presto!
Un setting molto interessante, personaggi ben congegnati e una storia che dopo un inizio in sordina in pochissime pagine mi ha trascinata. Emma insopportabile da pagina uno fino alla fine, avrei voluto più Iona e meno lagne principesche. Spero di leggere presto altre storie dell’autrice! E che osi di più calcando la mano sui contenuti forti, che sono una cosa che le riesce davvero bene.
Arriverà una recensione più approfondita, nel frattempo lo consiglio a chi cerca un fantasy diverso, chi ama gli intrighi politici e chi cerca rivisitazioni di trope classici.
"All'ombra del drago" è un romanzo ambientato in un futuro in cui la tecnologia è scomparsa, mentre sono risorti la magia e i draghi. Ho trovato molto originale il sistema magico che ha anche una forte componente psicologica, così come molto interessante è il ritorno a una figura più classica del drago. È un romanzo multicorale in cui le vicende dei personaggi si intrecciano tra intrighi di potere e sete di vendetta. Il focus sugli aspetti politici sembra far rallentare la narrazione, ma è solo un'impressione perché pagina dopo pagina diventa sempre più difficile staccarsi dal libro. Ci sono segreti da scoprire, verità da far riemergere dal passato, personaggi per cui essere in ansia. Sì, perché la parte emotiva è giocata davvero bene e girata l'ultima pagina mi ha assalita un senso di nostalgia. Tra le pagine sono rimasti dei personaggi che ormai chiamiamo amici. La caratterizzazione dei protagonisti è ben riuscita, in particolare ho apprezzato il vescovo Damaso, un personaggio tutto da scoprire e in cui rispecchiarsi. Ecco forse ciò che rende i personaggi così speciali è il loro essere imperfetti. Non sono eroi senza macchia, sono uomini e ognuno gioca la propria partita su diversi scacchieri: politici, religiosi, sentimentali. Più si procede nella storia più ci si domanda quale sia il lato giusto per cui patteggiare, ma forse, semplicemente, non esiste un giusto e uno sbagliato e il confine tra bene e male, luce e buio, si affievolisce sempre più. Insomma, è un libro consigliato a chi ama le storie sul folklore dei draghi, a chi è in cerca di un fantasy con un sistema magico originale e un pizzico di dark, e a chi non disdegna narrazioni con giochi di politica e potere. È un romanzo ricco di emozioni e di misteri con rimandi curiosi alla nostra società, divertenti da cercare tra le righe del testo. Un esordio letterario di tutto rispetto!
Se sopravvivo a 4 ore di pesci faccio la recensione!
Finora trovo straordinario come il panorama italiano del self publishing riesca sempre di più a portarmi fuori dalla mia comfort zone e stupirmi in positivo. “All’ombra del drago” è infatti un fantasy che pur riprendendo dalla mitologia classica/medievale per quanto riguarda gli archetipi di eroi, mostri, chierici e streghe, si diverte a utilizzare una magia che potremmo definire anacronistica. Mi spiego meglio.
Il mondo di Archepìa è essenzialmente il nostro mondo ma con la differenza che qui l’umanità ha deciso di fare un grande Passo Indietro per quanto riguarda la tecnologia e siamo tornati a una sorta di Medioevo in cui vige la religione dell’Unico. L’arretramento della tecnologia, però, ha in qualche modo lasciato spazio alla controparte magica, distinta in magia viola (malvagia) e magia bianca, che può essere incanalata da vescovi e iniziati attraverso l’uso di reliquie tecnologiche come telefoni/microonde eccetera (che qui hanno ovviamente altri nomi).
Già qui mi ha fatto molto piacere notare come la religione e la magia bianca che vi ruota attorno siano una commistione molto interessante di monoteismi abramitici (divisione netta tra bene e male) e filosofie orientali (la magia bianca richiede un distacco emotivo del mago dal mondo materiale, mentre quella viola fa leva sugli istinti, principalmente la paura). Anche il fatto che il male, incarnato dal drago, sia ricorsivo e destinato a tornare a ogni generazione per essere bilanciato dal bene è un concetto molto interessante che intreccia il mito del cavaliere con le credenze orientali.
Da un punto di vista della struttura, invece, qui abbiamo una narrazione corale con veramente tanti POV spesso messi in sequenza e concatenati (mi pare che questo tipo di narrazione si chiami proprio “a catena di margherite”). Confesso che all’inizio questo stile può essere un po’ difficoltoso per chi, come me, è abituato a una focalizzazione stretta su un singolo/massimo due o tre personaggi, ma da circa un terzo del libro la storia è riuscita a catturarmi e si è fatta divorare in due viaggi di Flixbus. La trama infatti parte dal classico drago che assedia la città di Neza e rapisce due principesse. E qui apro una parentesi sulla caratterizzazione della creatura: non aspettatevi un drago dei Targaryen ma nemmeno uno Smaug per come lo hanno reso nel film, perché qui abbiamo un vero drago come quello delle leggende e dei poemi antichi! Uno che ti distrugge la mente solo con uno sguardo e sfrutta le tue paure più segrete per indurti alla pazzia!
Persino quando sembra sconfitto, dopo che il principe azzurro gli ha sferrato il colpo mortale, la sua ombra continua per molti anni a strisciare per la città e seminare discordia, in attesa del momento propizio.
Come già detto in precedenza, i personaggi in questo libro sono davvero tanti e tutti con una caratterizzazione approfondita e assolutamente non scontata: abbiamo infatti Nadim, il principastro in esilio che salva la principessa con un espediente non proprio cavalleresco; Emma, la principessa con l’animo macchiato che però è sempre la vittima della sua storia; Sonia, l’altra principessa di cui pochi si curano ma con un grande potenziale; Damaso, il chierico che nasconde un amante…
L’elenco non finisce qui ma devo fare i complimenti a Viviana per aver gestito una gran quantità di conflitti che però si riunivano per completare la macro-storia. All’inizio ho un po’ faticato a capire chi fosse il vero protagonista, ma poi ho capito che era meno importante di quanto pensassi perché il fulcro era la lotta tra Bene e Male. Come ha scritto anche lei in un suo carosello, i conflitti tra buoni e cattivi, tra persone, possono essere sfumati ma quelli tra Bene e Male no e in questo secondo me sta il punto di forza dell’High Fantasy in quanto genere.
Uniche note dolenti sono le descrizioni. Sono una parte che ha me piace molto ma che in questo libro mi è sempre sembrata un po’ scarna e quindi, soprattutto per quanto riguarda i personaggi, non mi facilitava molto la figurazione mentale. Le sensazioni dei personaggi invece erano molto evocative e contribuivano a delineare le loro psicologie.
Sicuramente quella di Viviana è una penna da tenere d’occhio e sarei molto curiosa di sapere di più sulla nascita di questo progetto e dei libri che lo hanno ispirato. Aspetterò notizie sul mio smarfo, ma intanto auguro a voi una buona lettura!
4.5* Ecco una storia che non deve assolutamente sfuggire al vostro radar, specialmente se vi appassionano i fantasy con ambientazioni più classiche, le figure magiche come draghi e streghe, e soprattutto gli intrighi politici e religiosi.
Ciò che mi ha attirato ancora prima di addentrarmi nella lettura è stata la premessa, molto originale, di un mondo che ci sembra appartenere al passato, ma che invece si colloca idealmente dopo la nostra realtà attuale: la società di questo libro ha infatti abbandonato la tecnologia e le invenzioni moderne dei Consumatori e compiuto il Grande Passo Indietro; processo che, fra le altre cose, ha riportato indietro anche la magia.
L'elemento che ho apprezzato maggiormente è proprio la contrapposizione fra magia bianca e magia viola: da un lato il bene, associato alla razionalità e al controllo emotivo; dall'altro il male, che trae la sua forza dagli impulsi e ha un forte controllo sulla psiche umana. Quest'ultimo aspetto mi è piaciuto davvero tanto. Secondo me Viviana è riuscita a rendere perfettamente i due concetti, e a rifletterli adeguatamente in ogni personaggio.
Sono una persona masochista, quindi posso dire con certezza che uno degli archi narrativi che mi hanno coinvolta di più è quello di Paolo e dei fratelli Lara e Leo: struggente, crudele, che non risparmia nulla. L'autrice ha saputo osare con la penna, soprattutto nelle parti che riguardavano loro, e ne ho molto apprezzato l'evoluzione, secondo me gioca un ruolo fondamentale nell'impatto emotivo di tutta la storia.
In generale è un volume che merita di essere letto, è ben scritto e si nota tanto la cura che c'è stata prima nello studio della struttura in ogni suo dettaglio, poi nella scrittura in sé, e in seguito anche nell'editing e nella realizzazione della veste grafica. Sebbene abbia notato qualche piccolezza sfuggita all'impaginazione, trovo che il lavoro generale sia buono, è venuto fuori un bel volume che ho avuto il piacere di ordinare dall'autrice stessa (se avete modo di supportare lə autorə indipendenti acquistando direttamente da loro, fatelo!).
Il tono corale e il continuo alternarsi dei POV (scritti in terza persona) non mi è dispiaciuto per niente, forse perché sono abituata a questo tipo di narrazione e personalmente lo apprezzo. Ammetto che in alcuni punti (più che altro nella prima metà) ho fatto un po' fatica a far scorrere le pagine, forse per un mio deficit di attenzione (che ho cercato di contrastare con i miei post-it e sottolineature a matita) o forse per una mia leggera incompatibilità con il ritmo di questo tipo di scrittura. Nonostante tutto, però, è stata un'esperienza di lettura estremamente godibile e ribadisco il mio consiglio di dargli una chance, almeno leggendone l'estratto, che può già farvi ben capire se possa fare al caso vostro oppure no.
Ribadisco i miei complimenti a Viviana e spero che continui a scrivere: aspetto di leggere altro di suo! 💜
All'Ombra del Drago è un convincente esordio dall'iniziale sapore fiabesco che poi si rivela avere più mordente di quanto potrebbe sembrare all'inizio. Il linguaggio molto semplice fa da contraltare a una storia complessa sulla ciclicità del male e la necessità di prendersi le proprie responsabilità, accettando le conseguenze delle proprie azioni. La narrazione procede su due diversi piani, mostrando da una parte i tanti personaggi che affollano la città, e dall'altra il drago e le sue schiere di schiavi.
I personaggi principali sono davvero ben gestiti, con picchi notevoli nei personaggi del Vescovo (un riuscitissimo personaggio queer la cui relazione con un altro uomo - in un mondo però abbastanza queernormato - gli farà prestare il fianco nell'adrenalinica seconda parte del libro, ambientata un decennio dopo la prima) e di Sonia (imperfetta eroina dai marcati sensi di colpa che però è in grado di reagire e darsi da fare quando la sua città è in pericolo).
Il worldbuilding è notevole, con un mondo dove la tecnologia è stata messa al bando da secoli - nel nostro futuro - e questo ha aperto la porta al ritorno della magia e all'incursione del Drago. I due tipi di magia si rispecchiano nelle religioni che prendono il sopravvento, una più strutturata, di chiaro stampo ecclesiastico, e una più animistica. I momenti in cui la seconda prende il sopravvento durante una concitata battaglia nella seconda parte sono certamente molto forti, ma si è avvertiti dai trigger warning all'inizio del libro.
Il Drago, antagonista - ma quanto può esserlo qualcosa che è guidato dalla propria natura, quando vi sono personaggi umani che hanno ben la facoltà di scegliere e scelgono male? - è una figura vivida, malevola, molto tolkieniana (penso al Glaurung del Silmarillion, che a sua volta deve molto al Fafnir scandinavo) e spaventoso nelle sue capacità ipnotiche; un vero drago nel suo antro.
"All'ombra del drago", di Viviana Tenga, è un epic fantasy autoconclusivo e ben scritto, ambientato in un un futuro medioevale, in cui l'umanità ha rinunciato alla tecnologia e la magia è tornata a diffondersi.
▪️La città di Neza vive la costante minaccia della magia viola, già popolare nei territori vicini e ora incanalata in un minaccioso drago che rapisce i giovani e ne avvince le menti, questo quando non se le pappa direttamente. La classe dirigente è frammentata, c'è chi segue esigenze personali e chi crede che la stabilità richieda compromessi... Anni dopo, gli ex-giovani, ora al potere, dovranno fare i conti con il passato.
▪️Simpatico il sistema magico. In particolare la magia bianca, antitesi di quella viola, si basa su antiche reliquie dallo scopo dimenticato, che altro non sono che articoli di tecnologia attuali. Ne è un esempio il prodigioso smarfo.
▪️Stavo per scrivere che mi è piaciuto il rapporto tra Giulio e Damaso ma la verità è che mi sono piaciuti tutti i rapporti interpersonali. Sono complessi ma realistici, a volte ambivalenti. Comunque sì, Giulio e Damaso carini, discreti e costanti, non so come dire.
▪️Un plauso anche a Sonia, Emma e Iona, personaggi femminili a tutto tondo, accompagnate da varie side character secondarie di spessore.