Andare per foreste apre a nuove dimensioni, scoperte, emozioni e conoscenze. In questo libro l’autrice raccoglie i racconti nati sotto la volta delle chiome, sia nei nostri boschi che nelle foreste del mondo, esplorate con i cinque sensi, ma anche attraverso la storia, la cultura popolare, la scienza degli ecosistemi, l’arte. Un gioco di incontri con alberi, animali e uomini, dai naturalisti ai popoli che vivono ancor oggi nella foresta.
Un viaggio nello spazio e nel tempo che esplora il rapporto tra uomini e boschi, affrontando anche la fragilità e la sofferenza che pervadono oggi gli ecosistemi forestali, i disequilibri che li attraversano e la lontananza con cui l’uomo, uscito un tempo dalla foresta, la percepisce, dimenticando quanto sia invece indispensabile per la sua stessa vita.
È un libro che ho apprezzato molto. Si sente la tua compenetrazione con gli esseri viventi o è meglio dire Gaia...la nostra terra madre. Fai vivere intensamente la spiritualità che pervade la natura soprattutto dove riesce a esprimersi con tutta la sua forza. Nello stesso tempo hai avuto la capacità di denunciare caso per caso per arrivare a condannare l'azione, la politica dissennata dell'uomo. Sei riuscita anche a indicare una via dove i bisogni dell'uomo si incontrano con la complessità della Natura. Hai messo in evidenza che l'uomo deve ritornare a far parte di Gaia come inizio della soluzione dei problemi che sta creando. Il libro riesce a unire spiritualità, denuncia e azioni concrete per una convivenza possibile con la nostra madre Gaia.