«Sonia, ma dov’è che devi andare?» Alla vigilia del G8 di Genova, mentre i suoi compagni si preparano alla grande protesta destinata a segnare tristemente l’inizio del nuovo millennio, Sonia antepone, per la prima volta, se stessa al movimento. Deve mettere ordine nel suo passato, congelato nel 1984 con la morte di Jolanda, che è stata come una seconda madre per lei. Ora anche il marito di lei, Giannetto, è mancato, e la vita sembra convocare Sonia a Ca’ Mimosa, la casa delle sue vacanze di bambina, in alto tra le rocce di un paese lontano dal mare. Per un addio o per un nuovo inizio? Quando Sonia riesce a entrare nella misteriosa «camera verde», a cui mai aveva avuto accesso nelle estati della sua infanzia, scopre l’incontro più quello con il diario di Jolanda. E le pagine, come un bisturi, aprono ferite inattese, svelano segreti la storia di Jojo, i suoi anni di sfruttamento nella Libia coloniale, l’approdo in Liguria, l’incontro con Giannetto, la guerra e la Resistenza, un amore capace di tornare in altre forme. Immergendosi in quella vita, Sonia ha la sensazione di liberare Jolanda e di liberare se stessa, ritrovando una dimensione più autentica della militanza e della lotta. Come le lucciole è un romanzo politico e di formazione, che racconta un’impresa capace di unire attraverso il tempo le anime di donne la ricerca del proprio posto nel mondo e di nuovi modi di abitarlo. Un intreccio mirabile tra memoria, attualità e possibili futuri, con al cuore il sogno di forgiare un destino più forte delle colpe della Storia. Imparando dalle proteggersi dal dolore non significa smettere di brillare, bensì brillare più forte.
⭐⭐⭐⭐,5 Amo i romanzi di formazione e questo mi é piaciuto davvero molto. Intreccia politica, storia, passato, segreti e un pizzico di mistero, con tanti colpi di scena attraverso una doppia narrazione con differenze temporali importanti che scorrono parallele ma si intrecciano perfettamente. Una storia tutta al femminile, due donne distanti nel tempo che lottano per la giustizia e il movimento. Bella elegante e ricercata la scrittura dell'autrice, vincitrice della Fellowship LetteraFutura 2024, che mi ha trasportata con facilità sul terrazzo di Ca' Mimosa lí tra le rocce del paese, facendomi vivere emozioni forti e partecipare alla lotta politica di due donne forti e coraggiose che hanno sempre messo al primo posto la loro militanza.
Una donna custodisce il suo passato, ma anche quello di altri e altre. Quello di tutta l'Italia. Lo custodisce per tenerlo vivo, eppure nascosto. Toccherà ad un'altra, a una nuova generazione, riportarlo alla luce e al presente, trovargli un senso che animi le lotte di oggi.
Splendido lavoro di grande intensità. L’autrice svaria con abilità fra storia recente e meno recente costruendo un romanzo emozionante capace di dare sia brividi che momenti di riflessione. Notevole!
Un romanzo che si snoda abilmente tra la Genova del G8, uno dei grandi rimossi del tempo recente, e l'epoca del fascismo, mettendone in rilievo aspetti meno noti e poco trattati come il fardello dello sfruttamento coloniale. Francesca Pongiluppi si muove con maestria tra due piani narrativi diversi intrecciando una storia emozionante e ricca di colpi di scena, e utilizzando uno stile scorrevole ed elegante. Ma la vera forza di questo libro sono i personaggi, in primis Jolanda, una donna misteriosa e schiva che mi è rimasta nel cuore.
Libro molto lento. L'autrice cerca di mettere insieme la storia di una famiglia con quella del G8 di Genova e i sorprusi subito dai manifestanti. Secondo me non riesce, soprattutto per quando riguarda la storia di Jolanda e il suo influsso su quella di Sonia