Tenero, potente e ironico, un romanzo sulla vita familiare dopo una perdita.
Vietato entrare nella stanza del pianoforte. Vietato parlare giapponese. Vietato leggere manga e guardare anime. E, naturalmente, vietato parlare della mamma e del suo Paese natale... Da quando la madre di Élise è morta, il padre ha imposto regole spietate in casa e si è barricato dietro la sua tristezza e una montagna di cipolle. Per fortuna a scuola c'è Stella, strampalata e affettuosa, con il suo viso che attraversa tutte le lettere dell'alfabeto.
Quando nonna Sonoka arriva dal Giappone, è l'inizio di una rivoluzione. Ma rimasta nuovamente sola con il padre, Élise avrà finalmente il coraggio di porgli QUELLA domanda?
Bellissimo, io ho amato tantissimo la nonnina, il padre, meh, capisco il dolore ma hai pur sempre una figlia da crescere non puoi metterle una benda e non farle conoscere il mondo di sua madre perchè a te fa star male..assolutamente no. Lei molto cute, la sua amica troppo esaltata per il mio carattere 🤣 La storia comunque è davvero molto bella.
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“Non si dice Sayonara” di Antonio Carmona è un libro destinato ai giovani lettori che ha subito catturato la mia curiosità, grazie alla condivisione di Sara Petrolini. Poiché non disdegno le letture pensate per ragazzi e ragazze, ho deciso di immergermi in questa nuova storia. Di seguito il mio pensiero.
La protagonista è Élise, un’adolescente per metà francese e per metà giapponese, che si trova ad affrontare il dolore per la perdita della madre e a convivere con un padre che, a seguito del triste evento, è diventato una persona scontrosa e taciturna, arrivando a vietarle tutto ciò che possa evocare il ricordo della moglie: oggetti, nomi, parole.
La penna dell’autore è semplice, delicata e profonda: pagina dopo pagina ci accompagna nella storia con grande sensibilità, senza mai scivolare nella tristezza o nell’angoscia, nonostante la tematica.
I personaggi sono delineati con cura, e l’autore è riuscito a creare un equilibrio efficace tra la protagonista e i personaggi secondari, tutti dotati di personalità ben definite e contrastanti, che danno ritmo e profondità alla narrazione.
Una lettura che ci pone di fronte alla complessità del lutto e alla difficoltà di dare un senso al dolore, soprattutto quando le risposte sembrano sfuggire. Un percorso faticoso ma necessario, per colmare i vuoti lasciati dal silenzio e riscoprire il potere delle parole.
Per concludere, mi sento di consigliare questo romanzo a chi è alla ricerca di una storia toccante che, con garbo e delicatezza, parla ai giovani lettori — e non solo
Elaborare il lutto o, quanto meno, accogliere la perdita nella propria vita: è di questo che parla questo tenero romanzo per giovani lettori. Poi ci sono anche l’amicizia, le relazioni familiari, la scuola, i puzzle e il Giappone. Nessun particolare ostacolo nella lettura: narrazione lineare, humor q.b., lieto fine. E tanta poesia, delicatezza e dolore. Uno sguardo empatico sulle difficoltà degli adulti, per raccontare l’impossibilità di negare il dolore.
Romanzo per ragazzi che affronta il tema della perdita di una persona cara. La protagonista Élise, metà francese metà giapponese, oltre a dover subire la perdita della mamma si ritrova un padre cambiato, scontroso, taciturno, che vieta qualsiasi cosa, oggetto, nome, parola che possa evocare la moglie morta. Un libro che insegna l'empatia, la vicinanza di persone, familiari ma anche estranee alla famiglia, ma che sono di grande conforto. Pian piano Élise deve riuscire a porre domande a suo padre, domande che esigono risposte. Scritto molto bene, delicato e mai lugubre. Ascoltato in audiolibro e consigliato a lettori di ogni età.
Che si può dire di questo libro? Scorrevole, delicato, coerente. Finale impeccabile. Tratta il tema del lutto in modo semplice ed efficace. I personaggi sono ben caratterizzati. Una piccola ventata di aria fresca che si legge in poche ore