Un ragazzo, due vite possibili raccontate in parallelo. In una resta dove è cresciuto, nell’altra parte alla ricerca della libertà. Cosimo è nell’età in cui si prendono le grandi decisioni sul futuro, anche se lui di decidere farebbe volentieri a meno. Una sera, una donna lo invita a dare una svolta alla sua esistenza, e per lui si spalancano due mondi. Quello dell’avventura, dell’arte, di una vita estrema da un lato, quello della costruzione di un amore e di una famiglia dall’altro. Ambizioni, dolori, rimpianti e risate cambieranno Cosimo, finché entrambe le vite saranno attraversate da un incontro decisivo, e da una esiste solo una strada giusta per essere felici? Scelgo tutto è la storia emozionante di come impariamo a conoscerci seguendo le nostre scelte, un romanzo sul desiderio di vivere senza rinunciare a nulla.
Valerio Mieli, nato a Roma nel 1978, è laureato in Filosofia della scienza e diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dieci inverni è il suo primo romanzo e il suo primo film da regista.
Valerio Mieli, con una scrittura d'impatto, a tratti poetica, ma anche brutale laddove necessario, ci accompagna in questa vertigine esistenziale con Scelgo tutto, un romanzo che non racconta una storia, ma due possibilità di vita che vivono dentro ciascuno di noi. Domanda fatidica: e se avessi scelto l'altra strada? Cosimo è un ragazzo qualunque, e per questo potenzialmente ognuno di noi. È nel momento della vita in cui si è costretti a decidere, eppure non vuole rinunciare a niente. Un giorno, una donna gli suggerisce di partire, di cambiare aria, di scrollarsi di dosso quella vita senza risposte perché alle domande non ci crede nemmeno lui. E da lì, il romanzo si divide come una ferita che apre due strade. In una resta. Nell’altra parte. In una costruisce un amore, in un’altra insegue la bellezza. In una si accontenta, nell’altra pretende. La struttura narrativa è biforcata, scelta che non è un semplice artificio, ma una filosofia esistenziale: quella della molteplicità dell’essere. Leggere Scelgo tutto è come guardarsi dentro, in silenzio, e vedere tutte le strade che abbiamo lasciato dietro di noi, e quelle che avremmo potuto imboccare. È un racconto sul desiderio di non dover rinunciare a nulla, di poter essere tutto. Ma anche sull’umiltà di riconoscere che ogni scelta ci cambia, e che forse non serve trovare una sola vita giusta, ma viverle tutte, almeno un po’, per intero. Il romanzo suggerisce che non c’è una scelta giusta a priori. Solo quella che diventa giusta perché ci trasformiamo in chi la vive. È un po' straziante, un po' commovente, un po' sfacciato, crudele, quando ci ricorda che le scelte possibili e impossibili nella vita posso coesistere senza fare eccezioni. Ho letto più verità nuda e cruda in queste duecento pagine che forse in una biblioteca intera. La vita si è fatta di carta e inchiostro in queste pagine ma non ha mai smesso di sanguinare oro e fango.
Un ragazzo che percorre due vite in parallelo che in base alle scelte evolvono in due modi completamente diversi tra avventura, famiglia, rimpianti e ambizioni.
Spesso le nostre scelte ci condizionano in modi che neanche possiamo immaginare, ma ognuna di esse è un "passo" verso un domani consapevole e travolgente allo stesso tempo.
Ma la vera domanda è: esiste solo una strada giusta per essere felici?
Forse 3.5 sarebbe un voto più giusto perché il libro è abbastanza lento ma dopo un inizio un po' ostico mi è piaciuto. La struttura alla fine non ha creato confusione. La questione è: c'è solo una scelta giusta? E davvero siamo liberi di scegliere?