Hoe een reebok ons leven redde is na het uitermate goed ontvangen Hoe ik de vissen ontmoette het volgende deel van de ontroerende jeugdherinneringen van de Joods-Tsjechische schrijver Ota Pavel. Tegen het decor van de mensonterende jaren veertig ontvouwen zich de opnieuw wonderbaarlijke avonturen en ontsnappingen van vader Popper.
De eigenzinnige, liefdevolle memoires laten op een buitengewone manier de kracht van literatuur zien, en dat de verbeelding en de wil tot creëren zelfs op de meest duistere momenten van de mensheid een mogelijkheid tot ontsnapping kan bieden.
I am so sorry, but for what i could understand, there is no english version for this book by Ota Pavel 😔 ( Nevertheless i wrote the english review and it is at the bottom)
Cosa posso dire, che è una meraviglia, una piccola perla di cui mi ricorderò per lunghissimo tempo. La storia gira intorno alla famiglia Popper, altro non è che la storia biografica di Pavel, figlio di madre cattolica e di padre ebreo. Un corollario di normalissimi eventi di vita quotidiana attraverso un amore sano, tenero ed infinito che Ota vive e riceve in questo famiglia. L'arrivo della seconda guerra mondiale farà da sfondo alle vicende di vita di queste persone...il tutto sempre sorretto da questa irriverenza, ironia e simpatia nella scrittura di Pavel, che ti faranno divorare in una giornata o poco piu' questo libricino. Un tema sempre presente è la componente " faunistica", che sarà il perno su cui girano gli eventi ironici,melanconici e tragici di questa famiglia... Pesci, caprioli, maiali conigli... sempre al centro di attività redditizie del padre di Pavel. Tenerissima, simpatica e struggente è la figura materna, la mamma di Ota, sempre pungente e ironica nei confronti del marito ma con quello sguardo di sapiente amore e stima nei confronti del suo compagno di vita. Uno dei libri piu' belli tra quelli letti quest' anno! che tristezza che non vi sia ( da quello che ho potuto capire) la traduzione in inglese!
What can I say, it is a real beauty this novel!! a little pearl that I will remember for a very long time. The story revolves around the family Popper, is nothing but the biographical story of Pavel, son of Catholic mother and Jewish father. A corollary of normal daily life events through a healthy, tender and infinite love that Ota lives and receives in this beautiful family. The arrival of the Second World War will be the background to the life of this family only.... all is supported by this irreverence, irony and sympathy in the writing of Pavel, that will make you devour in a day or little more' this little book. A theme always present is the component "wildlife", which will be the pivot on which turn the ironic, melancholic and tragic events of this family... Fish, roe deer, rabbit, pigs... always at the heart of Pavel’s father’s lucrative business. Tender, funny and poignant is the maternal figure, the mother of Ota, always pungent and ironic towards her husband but with that look of wise love and esteem towards him. One of the most beautiful books read this year! what a sadness that there is ( from what I could understand) no the English translation!
Este libro me solucionó un día malo, el mes y prácticamente toda la vida. No vayáis regalando tazas de mierda con mensajes motivacionales, por dios, regalad este libro.
This book fixed a bad day for me, the month and almost my whole life. For the love of god, don't go giving shitty inspirational mugs as a gift, give this book instead.
Questo scintillante gioiello della letteratura ceca del 900, commovente e divertente insieme, è stato scritto da Ota Pavel nel suo periodo più critico, quando conosce la depressione e viene spesso internato (morirà in ospedale psichiatrico), e tuttavia riesce a donarci, in questo collage di racconti, “il libro più antidepressivo del mondo”.
Le storie della famiglia Popper, lui ebreo e lei cattolica, si collocano in uno dei periodi peggiori della nostra storia recente. Una storia distruttiva e meticolosamente devastante, sulla quale tuttavia Pavel sceglie di traslitterare con significative ellissi. Perché la vita è sempre vincente, nonostante tutto, la vita è sempre celebrata; attraverso le qualità umane, la resistenza e la resilienza, il carattere; attraverso la natura: la voce costante del fiume e quella degli animali, spesso necessarie vittime sacrificali, eppure straordinariamente amati. (Basti, come esempio, il racconto della consegna ai nazisti del cane e del gatto della famiglia Pavel, ai quali il protagonista, pietoso, cede la sua merenda: cane semita, gatto semita, simboli dell’assurdo).
Lo sguardo del narratore è quello del figlio minore, lo stesso Ota, che ripercorre le imprese del padre Leo con gli occhi stupefatti dell’infanzia e con una voce che riesce a essere innocente e scaltra allo stesso tempo. La capacità di misurare la distanza dagli eventi con l’arma dell’ironia è frutto di maturità e di esperienza, quella di astenersi dal giudizio, raccontando i fatti più strampalati con innocente semplicità è quella del bambino che Ota era e continua a essere.
La Storia -terribile- è sullo sfondo. Tutta la famiglia Popper viene deportata, tranne Ota e sua madre; da quei campi il padre e i fratelli torneranno, ricominceranno a vivere. È questa vita, quotidiana e minuta, l’oggetto della narrazione. È la descrizione delle imprese del padre, speciale, eccessivo, traboccante, venditore e pescatore per vocazione, sempre pronto a imbarcarsi in nuove pericolose imprese commerciali, come il rivoluzionario acchiappamosche:
“Il papà si lanciò nella vendita. Eravamo in primavera, nei parchi di Praga fiorivano i tulipani, in campagna i lillà e le mosche ancora non volavano a nugoli. Il papà vendeva come se non dovessero volare mai più. Era formidabile. Persuasivo. Una volta mi portò con lui. Socchiudeva i suoi begli occhi marroni, sorrideva, faceva un gesto con la mano, dissipava i dubbi, e chi lo ascoltava non capiva neanche più quello che papà stava dicendo e che cosa offriva, sapeva solo una cosa, che il prodotto era meraviglioso, che non poteva farne a meno.”
Ma ogni sua attività si muove dentro la luminosa ombra della moglie, la madre di Ota, donna solida che rimane al suo fianco nella buona e nella cattiva sorte, come la meravigliosa ironia di questo episodio dimostra: “La mamma era una bellezza e di lei Lustig era un pochettino innamorato. Una volta era venuto a invitarla un bel signore alto e biondo e papà aveva fatto cenno che sì, la mamma poteva andare in pista con lui. E quel signore aveva cominciato a farle la corte e a metà del ballo le aveva detto:«Lei è così bella» e non riusciva a toglierle gli occhi di dosso. La mamma aveva sorriso, a quale donna non avrebbe fatto piacere. E poi quel bel signore aveva aggiunto: «Ma sarei curioso di sapere cos’ha in comune con quell’ebreo». «Tre figli» aveva detto la mamma, aveva finito il ballo ed era tornata a sedersi accanto al papà.”
Ultima illusione: il comunismo, la speranza che disuguaglianza e discriminazione razziale abbiano fine, perché Leo Popper continua a sentirsi sognatore di sogni veri che con la buona volontà, la tenacia, la fede saranno in grado di fabbricare una realtà umana felice. “Stavamo sempre peggio ma l’importante per papà era che esistevano l’amicizia, la fratellanza e soprattutto l’uguaglianza tra le razze. Questo valeva tutto l’oro del mondo.”
Purtroppo sappiamo che anche questo sogno era destinato a infrangersi contro il muro della peggiore realtà, quella dell’umana ebbrezza di potere.
Met blije herinneringen aan Hoe ik de vissen ontmoette en de altijd aantrekkelijk ogende uitgaven van Koppernik, voelde het vanzelfsprekend om ook dit boekje van Oto Pavel aan te schaffen en te lezen.
En over vanzelfsprekendheid gesproken, weinig schrijvers weten zo vanzelfsprekend anekdoten aan elkaar te rijgen die én vermakelijk én schrijnend zijn. Moeiteloos, alsof hij naast je aan de toog van een Tsjechische taverne zit, vertelt Oto pavel hier verdere familieverhalen die zich voor, tijdens en na W.O. II afspeelden in en rond Praag.
Dit tweede van drie delen is een ode aan zijn vader geworden, die behalve fervent visser ook wereldrecordhouder was als handelsreiziger in stofzuigers en koelkasten voor Elektrolux. Een man die niet stil kon zitten, altijd een neus had (niet altijd een betrouwbare) voor het vergaren van fortuinen en niet onberoerd bleef door vrouwelijk schoon.
In negen sappige, tragikomische verhalen schetst Oto Pavel leven en werken van een onvergetelijke man, gezien door de ogen van zowel het kind dat de schrijver ooit was als door die van de latere schrijver en sportjournalist die hij werd. Hij doet dat met een literaire zwier die vervaarlijk lichtvoetig aanvoelt, maar getuigt van diepmenselijk inzicht en een onverwoestbare vertelkracht. Leesplezier verzekerd, inclusief de voorpret voor nog een derde en laatste deel.
It's one of those books where it's all shits and giggles until nazis come around. And since you know it basically from the first page, the read gets this bitter sweet taste of losing the neverland and something that is more than just that. Is it the end of the whole epoch, the end of innocence maybe? One can say that the author got sort of lucky, since his closest family or he himself didn't vanish in the hell of nazi concentration camps. Pavel/Popper is generally avoiding the gruesome subject, at least so far as the first book goes. Instead he's telling funny stories of his childhood mostly concentrating on the colorful figure of his salesman Jewish papa. But you know what is really happening around and sooner or later you will learn more... Fast read, I really enjoyed it, I only wish the timeline of stories was less chaotic. Sort of reminded me of Maus but is much lighter in tone.
Ota Pavel (1930-1973), scrittore ceco, racconta in questo romanzo breve, con delicatezza e dolcezza, piccole storie della sua famiglia: la lettura è piacevole, come una boccata d'aria fresca.
Meritano tutte le stelle questi racconti autobiografici che narrano con tono leggero, divertente, appassionato, i momenti intensi e drammatici dell’infanzia e adolescenza di Ota Pavel, il radicamento disincantato alla propria terra e l’amore e l’ammirazione incondizionati verso il padre, in primo luogo, e la madre. Si respira la gioia di vivere e di risollevarsi dopo ogni caduta di questa famiglia, e il racconto che dà il titolo al libro è proprio quello che più ne restituisce la portata.
Wat een ontzettend lief en teder verhaal, maar ook grappig en soms ontzettend wreed. Meerdere keren echt hardop gelachen ook, iedereen wil wel zo iemand in zijn leven als de vader van Ota Pavel. Wat moet dat een icoon zijn geweest. Meest random man op aarde.
Ota Pavel fue un cronista deportivo checo recluido en un psiquiátrico que, justo antes de su internamiento, publicó un libro de reportajes sobre deportistas compatriotas suyos que fue todo un éxito gracias al sentimiento que emanaba de esos relatos. Y escribió “Carpas para la Wehrmancht” gracias al ánimo que le dieron los doctores del hospital, porque su enfermedad mental no afectaba a su capacidad como escritor y contador de historias. En este caso, los relatos son autobiográficos, y, en realidad, es un homenaje a la figura de su padre, un judío peculiar y luchador al que le tocó mal vivir y sacar adelante a su familia en el periodo de las dos Guerras Mundiales. Con un cariño a prueba de bombas, pero también con una visión realista de la forma de ser de su padre, Pavel nos cuenta anécdotas de su infancia protagonizadas por un hombre de férreas convicciones y locas ideas, lleno de vitalidad, enamorado de la vida y vapuleado por ella, pero también feliz de existir. La frase del epílogo de Marius Szczygiel, tan acertadamente destacada en la sinopsis del libro, es una estupenda manera de definirlo: “solo un prisionero de la depresión podía escribir el libro más antidepresivo del mundo”
Con la semplicità ed il candore di un ragazzino, il ceco Ota Pavel (pseudonimo di Otto Popper) ci parla della sua originale famiglia ebrea, del padre Leo quasi mitizzato, capace persino di vendere elettrodomestici costosi a chi non ha (ancora) l’energia elettrica, della madre, bella ed affidabile e dei fratelli più grandi.
Dei loro alti e bassi economici, dei successi e delle sconfitte. Degli allevamenti di animali di tutti i tipi, degli improbabili acchiappamosche al miele e delle passioni paterne per la pesca e le donne.
Le storie si incrociano con gli eventi tragici dell’Europa, la guerra, i lager, i nazisti, i comunisti cecoslovacchi, ma sempre narrati con ironia, leggerezza e raffinata semplicità.
Un libro che prende e che, incredibilmente, rasserena, tirando fuori l’aspetto più umano delle cose, anche di quelle orribili.
Non un romanzo vero e proprio, ma quasi una raccolta di avventure della famiglia Popper.
E già mi manca…
Non so dir bene perché, ma mi ha fatto ritornare in mente lo splendido film di Roberto Benigni, La vita è bella.
Para aquellos que hayan leído a Bohumil Hrabal, Ota Pavel no será un desconocido. No porque se llegaran a encontrar en algún momento de su vida, físicamente o de palabra (aunque tal vez), sino porque los dos tenían una misma idea de la escritura. O de la vida, que, de cuando en cuando, es lo mismo. Una misma idea de que esa vida podía ser triste, amarga, pero siempre llena de algo parecido a la felicidad. Pavel decía que quería vivir como en una fiesta. Y tal vez Carpas para la Wehrmacht es simplemente solo eso. Un canto a esa vida triste pero bella. Un canto a su padre.
El padre era judío. Era el campeón del mundo de la venta de neveras y aspiradoras Electrolux y también un tipo raro. Tenía una marcada tendencia a enamorarse. No de las mujeres (que también de alguna) sino más bien de todo aquello que llamaba su atención, poco importaba si era un estanque con carpas, un puñado de cerdos que alimentar o unos conejos de campeonato, entre tantas otras. También se podía enamorar de cosas más grandes, como el comunismo, pero, al final, tanto las cosas grandes como las pequeñas acaban saliendo un poco mal.
El padre era judío. Esto podría tener poca o ninguna importancia, si no decimos que fue judío durante la Segunda Guerra Mundial, un tiempo nada propicio para serlo. Casado con una católica, él acabó en un campo de concentración y dos de sus hijos también. Se libró precisamente Ota, porque era demasiado pequeño y porque, en un despiste, no había sido circuncidado. Volvieron todos pero Pavel ni tan siquiera escribe sobre aquella experiencia (solo el antes y el después, cómo se abre y se cierra un paréntesis que deja fuera ese horror), y eso no deja de dar la medida de alguna cosa. Todo pasa, las personas permanecen. Y sigue el hilo de la historia, esa historia pequeña, tamaño humano.
Podemos pensar que los relatos de Carpas para la Wehrmacht son una reunión de todo lo que a su padre le salió mal y de cómo se sobrepuso triunfalmente (el triunfo de los perdedores) para ir hasta su siguiente derrota. Y sin embargo, igual que Pavel escribió una novela antidepresiva en un estado de depresión (como bien dice Mariusz Szczgiel en su epílogo), su padre vivió una vida plena y feliz entre todas esas batallas perdidas.
Su hijo logró escribir un libro conmovedoramente divertido y esas fueron sus palabras de agradecimiento para un hombre que tal vez no fuera excepcional (una expresión demasiado monstruosa), pero sí único. Un hombre lleno de una confianza en la vida, de una voracidad para con ella, que debería hacernos pensar, más allá de su lectura, en nuestras propias vidas y preocupaciones. Probar a ver el mundo, a vivir, como en esa fiesta. Buscar nuestro propio estanque en el que poder criar esos sueños, hasta que sean lo suficientemente grandes como para poderlos recoger y hacerlos conserva o devorarlos al instante. No es fácil, cierto, pero nadie dijo, ni tan siquiera Ota o señor Leo Popper, que vivir lo fuera.
" Lì in quei posti vivevano delle belle persone, come il vagabondo Bambas. Dalla primavera all'inverno non lavorava, pescava i pesci vicino alla Roccia del diavolo. Per ciascun giorno teneva pronte in un sacchetto di stoffa cinque zollette di zucchero conservate dal periodo invernale, in cui lavorava poco. La sua vita mi incantava e anche negli anni a seguire, quando gli altri desideravano essere scrittori oppure ingegneri nei cantieri del comunismo, io desideravo essere Bambas."
Racconti che sono frammenti di vita familiare. Ricordi così vividi che sembra di poterli vedere i suoi protagonisti. Una famiglia di origini ebree, il vano trasferimento nelle vicinanze di Praga durante gli anni della guerra per fuggire le persecuzioni.
Episodi narrati trattenuti da un filo conduttore.
Bello, commovente e a tratti ironico.
" L'inizio fu in grande stile, la banda militare suonava sulla diga e tutto sembrava promettere bene. Ma nel laghetto non c'era nulla e nessuno riusciva a spiegarselo. E io quella volta pensai che quella musica in realtà suonava solo in onore del mio papà che, con la stella di David sul cappotto, aveva vuotato il laghetto ai tedeschi."
Krátký a svižný! Přečteno asi za dva dny. Nebýt tam té druhé světové války, tak je to báječné veselé čtení. Ale musím říct, že období války je popsáno velmi svěže a nedepresivně, takže se není čeho bát. Je to takové hezké čtení v létě k vodě, či na zahrádu k limonádě. Já osobně bych ocenila, kdyby to bylo delší, ale kvalita nad kvantitu samozřejmě.
Een heel liefdevol eerbetoon van Ota Pavel aan zijn vader, in de vorm van negen anekdotes. Sommige zijn fantastisch, andere gewoon goed. Maar in elk verhaal treedt zijn vader helder op de voorgrond - een fanatieke, impulsieve, principiële, loyale, beschermende, stoutmoedige, hartstochtelijke en welbespraakte man. Met gevoel voor humor neergeschreven, in originele en sprekende taal.
Het eerste deel van de trilogie kwam bij mij net iets harder binnen, waarschijnlijk omdat het nog meer als één gestroomlijnd verhaal las.
Tragikomisch, maar vooral ook prachtig en vlot geschreven.
De schrijver vertelt bijzondere verhalen over zijn vader die — ondanks de grillen van de tweede wereldoorlog — telkens met een onmetelijke passie nieuwe ideeën probeert uit te voeren, en weet heel mooi stil te staan bij al die bijzondere momenten.
Smrt krásných srnců zbirka je sedam priča u kojima Pavel govori o svojem djetinjstvu, posebice o svome ocu, koji je bio trgovački ptnik, ali i pasionirani ribar te je uvelike utjecao i na Otovo zanimanje za ribe. Dirljiva je ovo proza koja govori o vremenima tik pred Drugi svjetski rat, kao i za njegovo vrijeme. Pavel priča o tome kako mu je otac bio snalažljivi trgovac, kako se snalazio i u ratu, koji su oni, kao Židovi, teško osjetili na svojoj koži. I sam otac, kao i dva njegova brata bili su u logorima. Posebno je impresivna pripovijest u kojoj govori kako je otac, uz pomoć Holana, vjernog psa njihovog prijatelja Prošeka, zadnji put ulovio srnetinu za svoje sinove. "Momci su ih trpali u sebe za buduće godine, da bi izdržali Terezin, Osvjećim, Mauthauzen i pohode smrti na hladnoćama od trideset stepeni i nošenje kamenja uz mauthauzensko stepenište po vrućinama od trideset stepeni i sve one predivne stvarčice koje su za njih priredili Nemci."
Oduševljava odvažnost oca i mladog Ote kada Nijemcima pred nosom usred noći, da ih spase, šaranima buše rupe u ledu, a onda ih i sve izlove te trampe sa seljacima prije odlaska u logor. Ili zavist Popperima koji su emigrirali u Kanadu i nisu morali mijenjati prezime ili prolaziti užase rata. "U odnosu na nas imali su jedno veliko proimućstvo. Niko od njih nije izleteo u nebo kroz plinsku peć."
I na koncu - veliko poštovanje prema ocu, koje se iščitava iz svake pripovijetke. "A ja bih od njega najradije otrčao tati i rekao mu da nije prodavao bofl, verovatno bi ga to ponovo diglo na noge. Ali više nije bilo gde da trčim. Jedino gore, kod Gospoda Boga, a tamo odista nema potrebe da se bilo što prodaje."
Svaka hvala Pavelu što je, vrativši se iz ponora teške psihičke bolesti, uspio iznjedriti ovako divnu prozu. I svaka pokuda hrvatskim izdavačima što našim čitateljima još nije dostupan ovaj biser češke književnosti.
Opnieuw laat Pavel op zijn heerlijk lichtvoetige wijze zijn liefde voor natuur en medemens blijken. Scherp, maar vol mededogen, schetst hij een portret van zijn eigenzinnige vader en enkele kleurrijke nevenfiguren. Tussen de regels door wordt de familie geconfronteerd met de gevolgen van de Tweede Wereldoorlog, maar nergens vervalt Pavel in neerslachtigheid. Heerlijke verhalen over een niet altijd even idyllisch leven in de Boheemse natuur!
Rewelacyjne opowiadania. Czechy sprzed kilku dekad. Klimat spokoju, nostalgii, zwariowanych pomysłów, wybaczania i uległości wobec przeciwności losu. Kraj o zmiennym obliczu i specyficznym poczuciu humoru. "Epopeja" wędkarska - pachnie i smakuje - zakotwiczona we wspomnieniach autora. Sam autor - bohater tragikomiczny. Z ogromnym dystansem do samego siebie i losu, jaki mu przypadł w udziale. Na mojej półce postawiłabym ją obok "Stulatka, który wyskoczył przez okno i zniknął" oraz "Forresta Gumpa". Marzy mi się obejrzenie filmu z 1986 roku. To może być piękne przeżycie - Złote lata czeskiego filmu.
Pět hvězd dávám autorovi za to, že miluje přírodu a umí to skvěle vyjádřit v knize. Je osvěžující narazit na autora, který se nezabývá jen sám sebou nebo hlavním hrdinou, ale vzdává holt přírodě a její kráse, nezdolnosti a dokonce i krutosti. Navíc jsou zde velmi čtivou formou vyprávěny zajímavé příhody ze života autora a jeho blízkých. Některé povídky se odehrávají za období 2. sv. války a jsou napsány z pohledu autorovy rodiny, což byli Židé. A tak se díky tomu můžeme dozvědět, jak nesnadno tohle období přežívala jedna z mnoha židovských rodin.
Witzig und traurig und wunderschön zugleich sind die Geschichten über den Vater von Ota Pavel, dem der Autor mit dieser Sammlung eine Liebeserklärung macht. Ein großartiges Buch!
Een prachtig geschreven liefdevol boekje over zijn vader. Op de achtergrond de Joodse vervolging, de jaren 40, het opkomende communisme. Op de voorgrond de liefde voor dieren, de zwenkingen van het leven, de energie en het onbreekbare optimisme van deze eigenzinnige, sterke en gevoelige man van wie je gaat houden tijdens het lezen. Het deed me denken aan Elsschot. 4 1/2, opgehoogd naar vijf.