Nodi, esordio narrativo di Fiamma, si inserisce con discrezione ma consapevolezza nel solco tracciato da Zerocalcare: intendiamoci, non è un’imitazione ma il richiamo è evidente non solo nello stile grafico che alterna toni caricaturali a passaggi più intimi, ma soprattutto nella costruzione del racconto e nella scelta dei temi.
La protagonista si muove tra paure, ansie e insicurezze con un tono ironico e autoanalitico che ricorda da vicino il registro introspettivo di Zero: il linguaggio è diretto, spesso colloquiale, e utilizza la voce fuori campo per dare forma al mondo interiore del personaggio. Anche l’uso di metafore visive è un chiaro rimando alle trovate visive tanto care al mondo di Rebibbia.
Detto questo, Nodi non è solo un esercizio di stile derivativo: Fiamma riesce a dare una forma personale al disagio quotidiano, soprattutto quando affronta la pressione delle aspettative sociali, i rapporti familiari e il senso di disorientamento che spesso accompagna l'età adulta. C'è un'onestà di fondo, una voce che, pur risuonando familiare, sta ancora cercando la sua traiettoria e soprattutto per un esordio, senza rivoluzionare nulla, è già molto.
3 stelle e mezzo