Valerio ha tredici anni e sente un nodo allo stomaco che non sa sciogliere. Dopo la morte del padre vive con i nonni in un paese di montagna, dove deve adattarsi a una nuova realtà e a compagni di scuola che lo prendono in giro perché viene dalla città.
Anche se sua madre è lontana per lavoro, la vita di Valerio scorre piuttosto tranquilla, finché la notizia di un’orsa che ha aggredito e ucciso un uomo nel bosco scuote il paese. Tutti ne parlano e la piccola comunità si divide tra chi vorrebbe che fosse abbattuta e chi la difende.
Valerio non sa da che parte stare, ma sente un’attrazione inspiegabile verso l’animale e si chiede cosa sia giusto e cosa l’orsa è veramente pericolosa? Fin dove possono spingersi gli esseri umani? Dov’è il confine tra uomo e natura?
Domande che invece non si pone Guglielmo, suo compagno di classe, che lo sfida ad andare nel bosco e ad affrontare l’orsa faccia a faccia. Solo così Valerio potrà dimostrare il suo coraggio e farsi accettare.
Ci vuole coraggio per attraversare il bosco, ma ancora di più per affrontare le proprie paure.
“-Sì hanno una funzione, possiamo dire. -Quindi, Mamma, anche tu hai una funzione. I chicchi si schiantavano sulle tegole sopra di lui. -La tua funzione è prendere questi batteri e portarli dove c’è bisogno. -Tutti abbiamo un ruolo, Valerio, alzò un po’ la voce la madre, per superare la tempesta dall’altra parte. - Serve a mantenere l’equilibrio. Valerio guardò fuori, nocciole di ghiaccio colpivano il tetto per poi rimbalzare lontano. Dietro le cime degli abeti, nere, il cielo si accendeva intermittenza dipingendo strisce bianche sulle creste. Tutto il bosco ululava. -Stai pensando ancora all’orsa? La voce arrivò lieve, come un soffio da dietro. -Sai Valerio, a volte l’equilibrio si rompe.”