“-Sì hanno una funzione, possiamo dire.
-Quindi, Mamma, anche tu hai una funzione.
I chicchi si schiantavano sulle tegole sopra di lui.
-La tua funzione è prendere questi batteri e portarli dove c’è bisogno.
-Tutti abbiamo un ruolo, Valerio, alzò un po’ la voce la madre, per superare la tempesta dall’altra parte. - Serve a mantenere l’equilibrio.
Valerio guardò fuori, nocciole di ghiaccio colpivano il tetto per poi rimbalzare lontano. Dietro le cime degli abeti, nere, il cielo si accendeva intermittenza dipingendo strisce bianche sulle creste. Tutto il bosco ululava.
-Stai pensando ancora all’orsa?
La voce arrivò lieve, come un soffio da dietro. -Sai Valerio, a volte l’equilibrio si rompe.”
Ho scelto questo libro colpita dalla trama perché adoro la natura, esplorata nel suo lato indomito e nel rapporto con l’inurbamento, e per l’argomento molto attuale e che mi tocca molto nel profondo.
Purtroppo non sono rimasta ugualmente soddisfatta della lettura.
Vero che si tratta di un libro per ragazzi ma questo per me non vuol dire che la storia debba essere per forza banalizzata e superficiale perché leggo spesso libri per ragazzi e trovo che, anzi, spesso siano più diretti e incisivi di romanzi per adulti, proprio perché meno complessi.
Non è stato così questa volta anche se gli ingredienti c’erano tutti e avrebbe potuto dimostrarsi la ricetta perfetta. E non è stato così perché tutti gli spunti che erano stati creati, restano lì buttati così e non si trae una conclusione comune che li dipani su una linea unica ma la scelta è stata di riportare solo quelli che sono stati nella realtà gli eventi e quindi disgiunti dalla storia dei protagonisti.