Roberto è un avvocato di provincia che nasconde molti segreti, e la finestra sul porto è il simbolo della sua totale estraneità alla vita della città. Nella piccola casa che si affaccia sul mare lui torna ha vissuto lì da ragazzo con la madre, morta da qualche anno. Nessuno sa di questo luogo dove lui va a nascondersi e dove ogni oggetto rimanda alla sua giovinezza, neppure i suoi due amici più Maria e Piero. Maria è un’archeologa innamorata dell’arte, una giovane donna bella e sincera. Piero, il marito, è un ex attore frustrato e amico e compagno di scuola di Roberto, ha condiviso con lui viaggi e la passione per il jazz. Roberto ha avuto relazioni infelici e senza amore, e sembra rassegnato a una solitudine fatta di passeggiate al porto, immerso nella contemplazione del mare. Per lui, sradicato, nato in campagna e vissuto nelle pianure del Nord, il mare rappresenta una conquista, la sua unica consolazione. Tra i segreti c’è un amore profondo e inconfessabile, che all’improvviso viene allo scoperto. In una notte cambia tutto. L’amore spazza via finzioni e amicizie, esplode la felicità, ma anche il dolore di chi ne resta escluso. Il senso di colpa e la passione si mescolano in una miscela insostenibile. L’ombra della tragedia sta per oscurare la vita di tutti. Ma ogni cosa ha una fine, anche il dolore. La forza dell’amore è inspiegabile, assomiglia a quella del mare. La finestra sul porto è una finestra sulla vita, destinata a cambiare di continuo senza essere mai la stessa.
“Il suo non era affatto un amore platonico, avanzava come una mareggiata che veniva da lontano, un’onda violenta che alla fine si era schiantata contro le rocce. Mai aveva desiderato una donna così, nessun’altra avrebbe potuto prenderne il posto, Dio l’aveva creata per lui.”
“Da quarant’anni, Claudio Piersanti è una presenza costante e discreta nella narrativa italiana. Un narratore silenzioso, disposto a spogliarsi delle brillantezze appariscenti. Un romanziere che racconta la vita quotidiana degli italiani come nessun altro.” Il Foglio
Claudio Piersanti, nato nel 1954, ha pubblicato romanzi e racconti, tra cui: Casa di nessuno (Feltrinelli, 1981; Sestante 1993), Charles (Transeuropa, 1986; Feltrinelli, 2000), Gli sguardi cattivi della gente (Feltrinelli, 1992), L’amore degli adulti (Feltrinelli, 1989; edizione ampliata in UE, 1998), Luisa e il silenzio (Feltrinelli, 1997, premi Viareggio Rèpaci per la narrativa, Vittorini-Siracusa, “diario della settimana”), L’appeso (Feltrinelli, 2000), Comandò il padre (Pequod, 2003), Il ritorno a casa di Enrico Metz (Feltrinelli, 2006, premi Napoli, Campiello, Alassio 100 libri - Un autore per l’Europa, Frontino Montefeltro), I giorni nudi (Feltrinelli, 2010), Venezia, il filo dell’acqua (Feltrinelli, 2012) e La forza di gravità (2018).
«Non riusciva a formulare nessun pensiero degno di questo nome, sentiva soltanto la sua mano e i suoi capelli sulla guancia, che andavano avanti e indietro seguendo il suo respiro. Poi si trovarono così vicini che le loro labbra finirono col toccarsi. Si scambiarono un bacio che soltanto due adolescenti di un secolo prima avrebbero potuto scambiarsi. Anche se presto il bacio si trasformò in quello normale di due innamorati, quei momenti iniziali si impressero nella loro memoria, e sarebbero diventati un segreto, nel linguaggio di Roberto.»
4,5 ⭐️ Roberto, è un giovane avvocato di provincia che, fino a qualche anno fa, appena faceva mattino andava al bar del porto e scrutava l’orizzonte; lo si rivedeva poi a pranzo dove si fermava su un trabocco a mangiare pesce. Roberto custodisce tanti segreti, non avendo più una famiglia, e spesso si interroga se ci sono ancora delle persone perbene in questa vita dopo tutte quelle che ha incontrato in prigione. Ma questi segreti insignificanti ma irrinunciabili sono anche la causa della sua separazione con Giovanna, la sua terza compagna, per questo che torna spesso nella sua piccola casa sul mare, lasciata in eredità da sua mamma venuta a mancare da poco, ed ecco che compare: “la finestra sul porto”, simbolo della sua totale estraneità alla vita della città, dove teneva un grosso quaderno in cui raccoglieva foto e ricordi di famiglia essendo lui l’ultimo discendente senza figli; suo padre morto quarantacinque giorni prima che lui nascesse sulla sua “stupida moto”. Di questo luogo non sa nessuno, nemmeno i suoi due più cari amici, Maria e Piero, marito e moglie, sono come fratelli per lui anche se Roberto ha sempre pensato che Maria si meritava un uomo più riflessivo e senza troppe ambizioni insomma un uomo come lui; questo segreto lo sapeva solo lui, nemmeno Maria, la quale era impressa nella memoria di Roberto mentre si toglieva la sabbia dalle cosce. È un po’ masochista, perché così si fa del male da solo, più volte dopo le vacanze evitava di vederli per settimane deciso a interrompere questa farsa ma poi tutto ricominciava. Ma questo segreto rimarrà segreto davvero per sempre, o Maria sta per interrompere questo lungo silenzio di Roberto? Devo dire che la storia è sensazionale da lasciarti incollato al libro dall’inizio alla fine, leggetelo! Parola di Serena!
Piersanti si cimenta in un racconto abbastanza elementare: troviamo Roberto, Maria e Piero, l’amore, l’amicizia, il mare ed ovviamente il tradimento come nel più classico dei melodrammi . Narrazione per questo motivo prevedibile ed assolutamente leggibile forse un po’ meno godibile. L’autore grazie all’uso sapiente di alcuni colpi di scena riesce almeno a non annoiare, il racconto ricorda uno di quegli acquerelli che vengono realizzati e venduti ai turisti: belli , carini ma tutti uguali tra di loro in definitiva.
A me Piersanti lascia sempre spiazzata, perché scrive dei romanzi con uno stile molto interessante ma con delle trame al limite del banale. Ma perché? Mistero.
Claudio Piersanti, con il suo nuovo romanzo, conduce il lettore in una narrazione silenziosa e intensa, incentrata su un personaggio complesso, Roberto, avvocato di provincia, solitario e abitudinario. La sua vita si muove tra routine consolidate e un rapporto ambiguo con la città che lo circonda (forse Genova) percepita come ostile e distante. A offrirgli una tregua da questo mondo è una piccola casa affacciata sul mare, eredità della madre, che diventa per lui rifugio e confidente, simbolo della possibilità di un’esistenza alternativa.
Roberto vive circondato da pochi affetti: Piero, un ex attore e regista frustrato, e sua moglie Maria, archeologa appassionata e donna di rara sensibilità. Il legame con la coppia è fondato su un equilibrio delicato, in apparenza inossidabile, ma segretamente minato da un sentimento profondo e represso: l’amore che Roberto nutre per Maria. Questo sentimento, taciuto per anni, trova però modo di emergere, improvviso e ineluttabile, mutando radicalmente il corso degli eventi. L’amore, pur portando momenti di gioia autentica, si accompagna a un carico di dolore, di perdita, e di senso di colpa che finisce per scuotere le fondamenta dell’interiorità dei personaggi.
Piersanti, in questo romanzo, mostra la sua consueta maestria nello scavo psicologico. Ogni personaggio è tratteggiato con finezza e misura: Roberto, nella sua apparente freddezza, nasconde un mondo emotivo ricco e dolente; Maria rappresenta il fascino dell'autenticità e della bellezza interiore; Piero, invece, incarna le aspirazioni frustrate e l’ambiguità morale. L’autore non giudica, ma esplora, con sguardo empatico e partecipe, le contraddizioni dei suoi protagonisti, permettendo al lettore di cogliere le loro fragilità più intime.
Dal romanzo emergono domande profonde e universali: è possibile che un amore inaspettato possa dare senso a un'intera esistenza, pur a costo di dolore e perdita? Fino a che punto i sentimenti repressi determinano le nostre scelte e i nostri fallimenti? E ancora, possiamo davvero sfuggire alla solitudine o essa è parte costitutiva della condizione umana? A questi interrogativi, Piersanti non offre risposte definitive, ma invita a una riflessione aperta, che trova forza proprio nell’ambiguità e nella complessità dell’esperienza umana.