Una tesi chiara e la partecipazione alla formazione della volontà democratica può procedere solo da una divisione del lavoro trasparente ed equamente regolamentata. Trascorriamo gran parte del nostro tempo nel mondo sociale del lavoro, uno spazio unico, dove viviamo esperienze e impariamo lezioni utili ad agire sugli assetti di una comunità politica. Solo intervenendo sulle condizioni lavorative abbiamo la possibilità di promuovere forme di comportamento cooperativo che giovano alla convivenza collettiva. Un lavoro non può essere tanto faticoso da impedire al lavoratore di pensare alla realtà circostante; non può essere retribuito così poco da negare l’intervento nella vita politica; non può richiedere la subordinazione totale ai propri superiori. L’indipendenza economica, l’autonomia intellettuale e fisica, la riduzione delle tensioni e delle routine, il tempo libero, il rispetto di sé e la fiducia nella propria sono tutte opportunità decisive per accedere all’esercizio della sovranità politica. In quest’epoca di polarizzazione e di crescente autoritarismo, Honneth sostiene con forza la necessità di puntare sul lavoro per rivitalizzare la democrazia.
Axel Honneth (born July 18, 1949) is a professor of philosophy at both the University of Frankfurt and Columbia University. He is also director of the Institut für Sozialforschung (Institute for Social Research) in Frankfurt am Main, Germany.
Honneth's work focuses on social-political and moral philosophy, especially relations of power, recognition, and respect. One of his core arguments is for the priority of intersubjective relationships of recognition in understanding social relations. This includes non- and mis-recognition as a basis of social and interpersonal conflict. For instance, grievances regarding the distribution of goods in society are ultimately struggles for recognition.