Roma, giugno 2000. Gli dei romani si preparano a festeggiare i Vestalia per celebrare la città. Tutti tranne Diana, dea della natura e della luna, che ai banchetti preferisce la solitudine dei boschi e la compagnia degli animali. Quando però Discordia minaccia di distruggere Roma impossessandosi del potentissimo Scudo Ancile, che protegge la città, e l'odiata matrigna Giunone deride Diana, la giovane dea si fa avanti e reclama la sfida indetta da troverà lo scudo prima di Discordia, a condizione che lui le riveli cosa è stato dell'amata madre, scomparsa poco dopo la sua nascita. Accompagnata dal bellissimo - a tratti fastidiosissimo - fratello Apollo, dio del sole, e dal fedele gatto Nox, Diana affronterà gladiatori, mostri a tre teste e divinità vendicative fino a scendere nell'Averno, il regno dei morti. Ma un'altra minaccia che rischia di spodestare Giove si cela tra le strade di Roma e un segreto si nasconde nella casa del padre degli dei... Tra scontri epici e alleanze inaspettate, Diana imbraccerà il suo arco per salvare la città e ritrovare la madre, anche a costo di perdere i suoi poteri.
Greci o romani che siano le storie degli dei e della mitologia appassionano a tutte le età. In questo romanzo, ambientato a Roma nel 2000, la protagonista è Diana, la dea della caccia, della natura e della luna che insieme al fratello Apollo si trova ad affrontare la dea della Discordia che minaccia di distruggere la capitale. La divinità deve affrontare ostacoli, difficoltà e creature di ogni tipo per salvare sia la città ma soprattutto per scoprire un segreto riguardante la propria madre. È un'avventura scritta molto bene, i personaggi sono ben delineati e la trama è coinvolgente. Lettura consigliata.
Sono completamente fuori target per questo libro, ciononostante mi capita di leggere libri per ragazzi/bambini e ne ho letti di qualità infinitamente superiore. Intanto conosciamo tutti la storia di Giove e Giunone e di come uno sia un traditore seriale e l'altra mortalmente gelosa, eppure la fine di questo libro è un'apologia del traditore, che poverino, punisce Giunone per aver cercato di smembrare (giacché una titanide non può essere ammazzata) una delle sue amanti, e poi vissero tutti felici e contenti. Giustificare Giove è sbagliato, così come lo sarebbe verso Giunone.
Ho trovato molto irritante da leggere a ogni singolo personaggio che veniva citato il legame di parentela: e zia vesta di qua, e fratellastro vulcano di la, e sorella Minerva, e zio Nettuno e matrigna Giunone (che poi diventa solo Giunone), pesantissimo da leggere, ma mi rendo conto che se è il primo approccio alla mitologia romana può essere in realtà d'aiuto visto il target del libro.
Vogliamo poi parlare del fatto che Giunone odia Diana ma non odia Apollo? Non ha alcun senso questa cosa anche perché viene detto da Giove che Diana ricorda a Giunone la madre Latona: Latona è bionda, Diana ha i capelli marroni o neri, non ricordo, mentre quelli di Apollo sono biondi. Onestamente, Giunone dovrebbe odiare entrambi non solo una perché è solo strumentalizzazione della trama.
Il titolo del capitolo 6 non ha senso, "Vulcano si infiamma", no Vulcano non si infiamma, non brucia un bel niente... => dico che non senso perché tutti gli altri titoli ti dicono cosa succede nel capitolo. Se uno legge solo quelli, sa già il contenuto del capitolo praticamente.
Non parliamo poi del fodero del pugnale sul polpaccio... Sul polpaccio. Del tutto irraggiungibile a meno di accucciarsi per terra.
Giustamente negli Inferi ci troviamo anche un branco di cervi vivi. Make it makes sense.
Vogliamo discutere di Diana che dice a Plutone che non chiede mai niente per se stessa, e non lo sta facendo nemmeno questa volta? Del tutto falso, l'intera premessa per cui accetta la sfida è che viene provocata da Giunone e si rifiuta di farsi bullizzare e poi perché vuole sapere dove si trovi sua madre. Oserei dire che lo sta facendo SOLO per se stessa. Anche perché, cara la mia autrice, Diana non si è MAI preoccupata della salute degli esseri umani, o di Roma. Non le importerebbe niente nemmeno della distruzione della città. Quindi tutto questo descriverla come saggia, intelligente, gentile ecc è quanto di più falso potevi scrivere. Anche perché lo stile di scrittura - che non mi piace - è tutto un tell don't show, anche perché se show, casca tutta la trama.
Per qualche motivo mai spiegato poi le frecce di Diana sono colate dall'oro fuso grazie al calore della folgore di Giove, boh vabbè, mentre quelle di Apollo no. Povero cucciolo. Oltretutto per qualche motivo l'arco di Diana è più potente di quello di Apollo, okay. Anche qui non so bene che senso abbia.
Ma poi, le vestali che vengono definite discrete combattenti e poi invece appena una viene colpita si paralizzano? Allora non dirmi che sono delle discrete combattenti, sono state del tutto inutili.
Quando Nox viene preso da Discordia e allora Diana "Ero stata testimone di tanto dolore nella mia lunga vita, ma davanti alla sofferenza di un animale indifeso rischiavo sempre di crollare". Cerchiamo di capirci, non è vero. è perché è Nox ed è il tuo unico amico. Non perché è un animale. Grande ipocrisia comunque. E poi Discordia cosa fa? Lo lancia in aria. Lo lancia in aria e ovviamente Diana se lo riprende. Una mossa del tutto stupida se chiedete a me.
Poi Diana con una dialettica veramente imbarazzante riesce a convincere la dea Notte a tornare in sè e ad aiutarla. Per dire leggendo ho preso questo bellissimo appunto: Ma non le ha fatto nessun discorso convincente, è proprio quello che direbbe/farebbe una bambina, non c'è niente in tutto questo. Né azione, né personaggi saggi, né intelligenti... è la fiera della mediocrità
Ah, ovviamente dopo lo scontro finale per lo scudo credete forse che sappiamo che fine faccia? Proprio no, perché dello scudo non è mai fregato niente a nessuno (pur essendo nel titolo lol).
Giove che dice a Diana che è "stata coraggiosa, caparbia, tenace. senza mai venire meno a te stessa e a ciò in cui credi." Eh no. non è vero per niente. Dopotutto Diana è una pacifista convinta, ammazzare qualcuno? Assolutamente no. Ha fatto fuori diverse statue (perché poteva solo lei, gli altri no), tutte le lupe di sangue (perché poteva solo lei, gli altri no), però ehi, è rimasta fedele ai suoi valori. Ma va, va.
Poi ovviamente arriviamo a Giove che parla della "folle gelosia di Giunone" => Non esiste che fai un turn de frittat così. Sei tu il primo fedifrago, e onestamente il fatto che ci sia questa apologia del traditore adducendo tutte le colpe a Giunone, fa scendere questo libro a due stelle. Perché, forse, prima di questa porcheria, almeno 3 gliele avrei date. Perché può essere un libro quasi decente per il suo target, e invece.
Ovviamente perché mai dovrebbero conoscere Orione... imbarazzante, tra l'altro ho controllato e Orione esisteva anche per la mitologia romana. Ovviamente il buon vecchio Orione ferito, a cui vengono tolti i denti avvelenati, viene lasciato lì a sanguinare copiosamente per diversi minuti. Bah, capisco tutto, io avrei almeno provato a tamponare, divinità o meno.
Diana dice a ogni singolo animale "Grazie, amica mia. Sei stata preziosa" ma ai 200 dei che la aiutano e semidei assolutamente niente. D'accordo. Okay.
Non discutiamo poi della ferita da abbandono di 3000 anni, che viene sanata con un singolo abbraccio. Ma per cortesia.
Alla fine c'è anche un'incongruenza secondo me perché per i gemelli Giunone non voleva che scoprissero dove stava Latona, altrimenti avrebbero scoperto cosa aveva fatto. Eccerto, allora Orione è rimasto ferito per 3/4 giorni sul monte? Io non credo, secondo me Pitone &co non avevano ancora trovato Latona in quel momento. E oltretutto viene detto da una qualche altra divinità che Giunone ha sempre saputo qualcosa. Lol ma sapeva cosa poi? Che Latona fosse da qualche parte? E grazie al camembert.
In ogni caso i personaggi sono imbarazzanti: Diana - l'unico motivo per cui ho letto questo libro è che finalmente c'è un personaggio con il mio nome - è una bambina di 15 anni, altro che dea millenaria. Nox, un gatto selvatico, è il fido compagno di Diana: ha senso? No per niente, ma egli è stato regalato a Diana da suo padre Giove per proteggerla. Vabbè, il problema di Nox è che è l'unico personaggio intelligente, praticamente dice a Diana anche come e quando cambiarsi d'abito. Imbarazzante. Non puoi essere una dea e ti viene detto come fare ogni singola cosa dal tuo gatto che ha la tua età... Apollo poi è allucinante, del tutto privo di personalità la cambia un po' a seconda del contesto, prima si lamenta dei pacifisti e poi si ritrova ad essere il primo ad esercitare le parole prima dell'arco. Oltretutto vogliamo discutere del fatto che è anche un dio delle arti mediche, ma non in questo libro? Nono, qui mandano un tizio ferito da una divinità minore perché lui mica è in grado di curare... Nettuno: onestamente la spalla comica di cui nessuno aveva bisogno ma che ha fatto molto ridere
𝑮𝒊𝒖𝒏𝒐𝒏𝒆 𝒔𝒊 𝒔𝒃𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂 𝒔𝒖 𝒅𝒊 𝒕𝒆 , 𝑫𝒊𝒂𝒏𝒂. 𝑺𝒆𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒈𝒊𝒐𝒗𝒂𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒂 𝒇𝒐𝒓𝒕𝒆 𝒆 𝒔𝒂𝒈𝒈𝒊𝒂, 𝒖𝒏𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐𝒓𝒊 𝒇𝒓𝒂 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒆 𝒏𝒐𝒊. Un' avvincente e sfizioso retelling mitologico ambientato ai giorni nostri. La protagonista è Diana, una divinità buona e altruista che un giorno viene coinvolta in una missione da suo padre Giove: trovare lo scudo Ancile. Per fortuna in sua compagnia ci saranno il fratello Apollo e il simpatico micetto Nox col Quale solo loro riescono a parlare.
Ambientato ai giorni nostra, nella Roma che siamo abituati a frequentare in questi giorni ma con protagoniste le divinità degli antichi romani.
È palesemente un libro per ragazzi ma l'ho apprezzato tantissimo perché mi ha portato a vivere un'avventura fuori dal comune in modo molto coinvolgente ed esilarante. Infatti, Diana e Apollo si troveranno ad affrontare tante difficoltà e prove prima di giungere alla fine della missione e ovviamente verranno continuamente ostacolati e interrotti. Quello che mi è piaciuto tanto oltre alla trama dell'avventura ma anche il modo in cui vengono proposte le divinità. Nella scena iniziale del banchetto, dove vengono un pochino presentati, sembra quasi di avere di fronte dei comuni mortali con i loro screzi, capricci e caratteri tutti diversi l'uno dall'altro.
Mi ha sempre affascinata il mondo della mitologia ma avevo sempre letto retelling molto fedeli alla storia originale e riguardanti i greci, invece qui essendo dei romani mi è risultato in qualche modo nuovo.
Un libro breve, molto sfizioso che ho letto con molta voglia ed entusiasmo e che mi ha catturata sin dalla prima pagina. L'unico appunto che mi sento di fare è che avrei preferito qualche dettaglio e spiegazioni in più in alcuni passaggi ma capisco la scelta stilistica di mantenere semplicità e leggerezza. Un libro che ritengo più adatto a una fascia di età tra 8-12 anni ma che per un adulto come me, va comunque bene se non si è alla ricerca di un libro troppo complesso e strutturato ma si ha solo voglia di una avventura fresca e leggera.
Molto scorrevole e piacevole, sebbene non ami i nomi degli Dei nella loro versione romana, ma è un libro che si legge senza problemi. Ambientato nel 2000 e vediamo gli Dei approcciarsi alle vicende dei mortali, ma mai strettamente a loro. Qui come protagonista abbiamo Diana, la dea della caccia, accompagnata da un fidato amico peloso, caparbia e molto scrupolosa sa il fatto suo su ció che si debba fare. Infatti durante il banchetto di famiglia dove ci sono i Dodici viene lanciata una sfida che la porterà a girare Roma e sventare Discordia. Anche se ho avuto l’impressione che tutto ció che accade, scoprendendo anche un nuovo Dio Romano mai sentito prima (si vede che amo maggiormente la mitologia greca 😂), non solo ci sia lui di mezzo ma l’artefice di tutto é e sarà sempre Giunone. Mi sono piaciuti molto Nettuno e Plutone, ma una nota negativa ci sta, in quanto quasi tutti gli Dei vanno d’amore e d’accordo, soprattutto i fratelli e fratellastri, non so é un po’ banale questo. Neanche un minimo di astio, tranne per alcuni che si conoscono sempre (sapete a chi mi riferisco). 4,5✨
Temevo si rivelasse una lettura deludente, ma devo ammettere che (ad oggi) è forse il romanzo ispirato alla mitologia che più mi ha ricordato le avventure di Percy Jackson.
Nulla a che vedere con la comicità di Rick Riordan, ma sicuramente un buon libro in termini di struttura della trama, caratterizzazione dei personaggi, tono e stile della narrazione.