Nel cupo inverno del 1944 Luigi Contu arriva in un piccolo paese della Val Brembana, per dirigere un ufficio del ministero dell’Agricoltura della Repubblica sociale italiana. È un fascista della prima ora e ha fatto parte del governo Mussolini. Ma nel giro di pochi mesi vede crollare il suo mondo con l’inarrestabile avanzata degli Alleati sbarcati in Italia, i nazisti che spadroneggiano al Nord e i partigiani che si rafforzano mentre si moltiplicano eccidi e rappresaglie. Non sa ancora che il fascismo è giunto all’atto finale, ma gli eventi incalzanti lo inducono a tenere il diario di un’esistenza diventata improvvisamente pericolosa, e nel pieno di una tempestosa crisi sentimentale con l’amata Virette, antifascista come la famiglia da cui proviene. Con l’arrivo del 25 aprile, l’essere una per- sona perbene non basterà a evitare che la Storia gli presenti il viene arrestato e processato in un concatenarsi di eventi burrascosi e imprevedibili. Chi potrà salvarlo da una condanna a morte? Il protagonista si racconta in un quaderno a righe ritrovato dall’omonimo pronipote, che sulla base della testimonianza ha scritto questo romanzo in cui mette in scena paure, sentimenti e speranze di un fascista che fino all’ultimo non si pente delle sue idee pur riconoscendo i tragici errori compiuti dal regime. Ricostruendo l’intima resa dei conti di un uomo, il dramma di una famiglia, intrecciati con l’affresco di un’epoca, l’autore racconta con intensità e sensibilità un passaggio cruciale e drammatico della storia di un Paese spaccato che muove i primi passi per rinascere dalle sue ceneri.
Se avete voglia di leggere una storia di buona gente che riesce a comportarsi all’altezza della loro formazione anche nelle circostanze più avverse, questo libro fa per voi. L’autore, omonimo del protagonista ,essendone il nipote ( figlio del fratello del nonno), è giornalista di lungo corso e attualmente direttore dell’Ansa. A me il libro è piaciuto tantissimo perché tratta uno degli argomenti tuttora più delicati e “divisivi” per il nostro paese : fascismo e antifascismo, veleggiandoci sopra come un aliante. I protagonisti sono sì fascisti e partigiani, anzi arci-fascisti e arci-partigiani nelle convinzioni, ma nei rapporti sociali che si svolgono in un paese della Val Brembana ,sono prima uomini ,che rispondono alle loro coscienze ed ai loro sentimenti profondi, in base ai quali se uno è una brava persona ,lo giudichi per quello, non per la tessera di partito, anche nelle circostanze storiche più pericolose. Leggi di più : https://gmaldif-pantarei.blogspot.com...