Quando Mio si avvolge nello scialle rosso, si sente pervadere da un tepore familiare e confortante. Una sensazione che la riporta ai giorni felici dell’infanzia, trascorsi nell’azienda dei nonni Kayo e Kojiro, dove i telai erano mossi dalle mani di sapienti artigiani. Dopo anni, Mio sta tornando proprio in quella remota cittadina del Giappone. Lì, dove è stata felice e spensierata mentre giocava con la stoffa; lì, dove ricamava storie su tutto ciò che la circondava. È un’antica tradizione che le ha insegnato la nonna e che si tramanda di generazione in generazione. Ma ora Mio ha perso il dono di raccontare e non sa bene chi è. È però certa che l’azienda dei nonni sia il luogo da cui ripartire. Quello che non può immaginare, è che imparare a cardare e tingere la lana non insegna solo ad avere pazienza. È un gesto che rivela la trama nascosta dei tessuti. Non solo degli indumenti, ma anche delle vite dei suoi familiari. Perché i disegni più belli nascono unendo fili di diverso colore. Perla prima volta, Mio comincia a capire le scelte di coloro che l’hanno cresciuta e a carpirne i segreti. Forse, proprio grazie al suo dono, può salvare l’attività dei nonni dalla bancarotta; e addirittura sciogliere il nodo di incomprensioni che ha rischiato di dividerli. Un libro che racconta di una famiglia attraverso l’arte affascinante della lavorazione della lana. Un esordio che ha commosso i lettori giapponesi, che l’hanno definito la scoperta dell’annodando vita a un passaparola inarrestabile. La storia del momento indimenticabile in cui da bambini si diventa adulti e di come un filo rosso possa tenere unite le generazioni.
Una storia molto semplice e delicata. Una ragazza con problemi di bullismo alle spalle molla tutto e so trasferisce da l nonno per imparare una professione: creare con la lana articoli di abbigliamento. Una storia di crescita, ma anche un difficile rapporto con la madre (personalmente un personaggio che ho odiato). Il personaggio del nonno mi ha trasmesso molta calma. Bellissime le descrizioni delle sue collezioni. Sullo sfondo un Giappone per me inedito, ma con colori e luoghi raccontati con dovizia di particolari. Finale non scontato.
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Ho fatto un po' di fatica con la narrazione, l'ho trovata un po' lenta all'inizio. Il finale ha recuperato moltissimo - come al solito la narrativa di origine giapponese arriva dritta al cuore.
Una lettura che ho amato, che a tratti mi ha pure fatto piangere e mi ha fatto sentire un peso enorme nello stomaco. Solo i giapponesi riescono a trattare temi così pesanti con estrema delicatezza. Il rapporto conflittuale coi propri genitori, il bullismo, la paura di non trovare la propria strada e la voglia di credere nei propri sogni: ogni tematica è stata gestita benissimo. Son tante le cose che mi hanno colpita ed emozionata, mi sono molto rivista nella storia della protagonista, certo, io non mi sono messa a cucire lol ma tutto il -prima- è una cosa che ho vissuto sulla mia pelle, seppur in modo diverso, e so quanto faccia male. Davvero un bellissimo libro.