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Riflessioni sul dolore

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“Andrebbe incoraggiata un’educazione al dolore, perché fin troppo spesso del dolore si ha un’unica idea, quella di una condanna ineliminabile.” Umberto Eco percorre un affascinante itinerario – tra filosofia, poesia, arte, letteratura e spiritualità – che segue il tema del dolore dalle origini ai giorni nostri. Esperienza insopprimibile della natura umana, passione del corpo e dell’anima, il dolore non è stato vissuto nei secoli soltanto come un male da sconfiggere ma anche, ad esempio, come salvifica prova di redenzione. Il dolore ha caratterizzato ogni epoca e tradizione, ma è il suo rapporto intimo e ambivalente con la conoscenza e il pensiero a interessare la riflessione di Eco, in un libro che è un’intensa testimonianza di sensibilità, ma anche un invito forte a coltivare l’educazione alla conoscenza, formidabile antidoto alla sofferenza dell’uomo.

61 pages, Kindle Edition

Published April 18, 2025

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About the author

Umberto Eco

953 books12k followers
Umberto Eco was an Italian medievalist, philosopher, semiotician, novelist, cultural critic, and political and social commentator. In English, he is best known for his popular 1980 novel The Name of the Rose, a historical mystery combining semiotics in fiction with biblical analysis, medieval studies and literary theory, as well as Foucault's Pendulum, his 1988 novel which touches on similar themes.

Eco wrote prolifically throughout his life, with his output including children's books, translations from French and English, in addition to a twice-monthly newspaper column "La Bustina di Minerva" (Minerva's Matchbook) in the magazine L'Espresso beginning in 1985, with his last column (a critical appraisal of the Romantic paintings of Francesco Hayez) appearing 27 January 2016. At the time of his death, he was an Emeritus professor at the University of Bologna, where he taught for much of his life. In the 21st century, he has continued to gain recognition for his 1995 essay "Ur-Fascism", where Eco lists fourteen general properties he believes comprise fascist ideologies.

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131 reviews
May 19, 2025
Libro breve ed agile, che si legge in un’oretta scarsa. Eco affronta l’argomento del dolore in occasione di un discorso tenuto per la consegna delle lauree in medicina palliativa.

Ci sono buone idee, ottimi spunti e moltissime citazioni che spaziano dal medioevo ell’età contemporanea.
Con il suo stile tra il sarcastico e l’acuto, Eco cerca di capire nel breve spazio a disposizione come funzioni il dolore e perché sia vissuto così diversamente da persona a persona.

Lettura interessante, per quanto non travolgente. È un ottimo riassunto dello stile e della cadenza di Eco
Profile Image for Antonio Sordillo.
139 reviews
September 10, 2025
Siamo esseri vulnerabili, ma quando diciamo 'dolore' a cosa ci riferiamo?
Ci sono tanti dolori diversi, almeno quanti i modi per evitarlo.
Ma il dolore va evitato sempre? La storia della filosofia ha detto Aspetta, pensiamoci un attimo, la religione ha esaltato il dolore. Io, con Eco, dico che dobbiamo educarci culturalmente al dolore e forse vivremo meglio. Pensaci: non è meglio quando sai cosa ti farà il dentista invece che offrirgli la tua bocca per farne chissà cosa?
Profile Image for Victor.
87 reviews
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November 5, 2025
Eco é admirável. O melhor tipo de intelectual. Tinha lido dele O Nome da Rosa mas nenhum ensaio completo, como é o Riflessione sul dolore. É um livro curtinho, rapidinho, que expõe ideias sofisticadas de forma tão simples e tão bem escrita que, mesmo do alto de meu italiano mambembe, fui capaz de aproveitar bastante bem. Jornada agradável. Claro e cristalino.

Dor como fenômeno de corpo e alma. Expõe uns conselhos de Avicena sobre dor de amor que são tão explicativos como engraçados. Discute rapidamente o sadismo, a dor de outrem como gozo, schadenfreude, jornalismo pinga-sangue. Trata da dor como tema na história das ideias. Sobre a coisa dos exercícios espirituais que propunham os helenísticos, sabedoria para suprimir a dor, diz: il tema della ricerca dell'imperturbabilità, che sarà poi tipico di stoici ed epicurei, i quali ci parleranno dell'atarassia e dell'apatia. La prima si riferisce all'imperturbabilità del saggio di fronte alle passioni e ai desideri, tale da generare in lui uno stato di serenità e tranquillità. Nell'atarassia l'uomo è soddisfatto della sua condizione, e rinuncia a ogni azione tesa a modificarla. Al contrario, l'apatia presuppone la liberazione dalle passioni per intraprendere un nuovo percorso, scevro dai sentimenti e condotto sotto il segno della razionalità.

Depois, entre cristãos e românticos, explora brilhantemente o a relação entre a dor e o conhecer. A dor cristã é martírio, instrumento de salvação. Em Eclesiastes, o conhecimento gera dor. Qui auget scientiam, auget et dolorem, ossia chi aumenta il grado di conoscenza accresce anche la propria sofferenza. Nel pensiero biblico decidere di non sapere le cause nascoste delle cose, i motivi del nostro malessere, rassegnandosi al destino e alla volontà divina, costituiva, oltre che il massimo atto di fede, anche il più alto grado di sapienza, e proprio questo ci insegna la vicenda di Giobbe. Nel mondo romantico, invece, avviene l'inverso. Ignorare il dolore non aiuta, anzi, solo attraverso il dolore si giunge alla conoscenza, qui auget dolorem, auget et scientiam, chi aumenta il proprio dolore aumenta anche la conoscenza. A dor romântica é caminho para desvelar alguma realidade fundamental. Ou seja, a dor gera conhecimento.

Fala de Schopenhauer. Se ognuno di noi non fosse che un puro oggetto sensoriale, "una testa d'angelo alata senza corpo", non potremmo mai uscire dai fenomeni, tuttavia poiché siamo corpo non ci limitiamo a guardarci dal di fuori ma ci sentiamo vivere, sentiamo che il corpo di appartiene, che è l'oggetto con cui l'io tende a identificarsi e tutto questo genera dolore, inteso come un desiderio di vivere che non trova soddisfazione completa. A consequência ética é a defesa da ascese, o emprestar uma noção pretensamente oriental de renúncia ao corpo. Nirvana.

Como não poderia deixar de ser, expõe Nietzsche de forma brilhantemente concisa. Ne La volontà di potenza, Nietzsche esalta pertanto non l'ascesi bensì la leggerezza, la danza, anche negli aspetti più tragici della vita, la leggerezza che vive la sofferenza ma non le imputa una colpa. Essa fa parte della vita: questo è l'amor fati nietzschiano, il dire sì all'esistenza così come è, nei suoi molteplici e variegati aspetti. Ogni sì alla gioia contiene un sì alla vita, e dunque anche alla sofferenza: gioia e dolore sono annodati. Se il divenire è un grande anello, tutte le cose hanno uguale valore, sono eterne, necessarie. E deixa claro porque qualquer moleque de quinze anos que se arrisque a ler o bigodudo sai encantado.

Enfim, a tese que esboça, em tempos de algum discurso médico que pretende (e em certa medida consegue) suprimir a dor física, é a apologia do conhecimento e a defesa da dor apenas como alarme. La conoscenza, vorrei dire la cultura, alza la soglia della sofferenza. Così come il filosofo impara a essere-per-la morte, tutti noi dovremmo imparare a essere-per-il-dolore, ad alfabetizzarci rispetto a esso: se non a conoscere attraverso il dolore, almeno a conoscere il dolore, ad accettarne la funzione biologica.
Profile Image for Angela.
39 reviews1 follower
January 5, 2026
Eco analizza il dolore nell’arte, nella letteratura, nella filosofia e nei secoli. Le rappresentazioni delle sofferenze che cambiano, prospettive diverse per affrontare i mali che ci circondano.
Il romanzo finisce con una nota simpatica e riflessiva:
“Così come il filosofo impara ad essere-per-la-morte, tutti noi dovremmo imparare ad essere-per-il-dolore, ad alfabetizzarci rispetto ad esso: se non a conoscere attraverso il dolore, almeno a conoscere il dolore, ad accertarne la funzione biologica. Qui mi fermo, e vi laccio al vostro prossimo mal di denti.”
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