Sul greto del Bisenzio, a Prato, viene inscenato un delitto macabro e spettacolare, che rievoca una leggenda medievale legata alla reliquia della Sacra Cintola. Chiamato a indagare, Marcello Tarantini, capo della Squadra Mobile, vede subito la situazione complicarsi quando viene scoperto un altro omicidio che pare rappresentare il quadro di un’artista neocaravaggista di cui nessuno conosce la vera identità. Tra pettegolezzi che aleggiano intorno all’ambiente della Chiesa e simboli misteriosi tatuati sul corpo delle vittime, Tarantini dovrà affidarsi come non mai alla sua squadra, potenziata per l’occasione con l’innesto di una profiler. E mentre l’indagine si sposta sul piano dei social media e delle tecnologie informatiche, anche grazie al contributo della nuova arrivata, dall’unione di due tragedie dimenticate emergerà il quadro d’insieme che affonda le sue radici in un oscuro passato.
Il quadro d'insieme è l'ultimo thriller scritto da Filippo Mammoli ed edito DZ Edizioni. E' il terzo volume de "Le indagini di Marcello Tarantini" ma è assolutamente autoconclusivo e può essere letto anche senza aver letto i primi due libri della serie.
Questo thriller mi ha tenuta incollata alle pagine per tutto il tempo, adoro i thriller che parlano di oscuri segreti della chiesa e orfanotrofi e, a fine lettura, ho scoperto che l'autore si è ispirato a fatti realmente accaduti. Mi sono piaciuti molto anche i personaggi, molto reali; Marcello Tarantini è una persona comune e un po' cinica, niente a che fare con i soliti super detective senza paura che troppo spesso troviamo in libri e film. Devo ammettere però che il personaggio che più mi ha fatto innamorare è il padre di Tarantini, livornese doc con la battuta sempre pronta che mi ha fatto sorridere più di una volta. La storia è ben costruita e alla fine tutti i tasselli tornano al loro posto, l'autore non ha lasciato niente al caso. Si percepisce la cura e la ricerca dietro questo romanzo ricco di suspense, oscuri segreti e arte. Un buon thriller scorrevole e super consigliato!
Il capo della Squadra Mobile di Prato, Marcello Tarantini, è ancora scosso dalla terribile catena di suicidi della precedente indagine, con le terribili conseguenze che ne sono scaturite.
La città piomba nuovamente nel terrore quando viene ritrovato il cadavere irriconoscibile di un uomo, bruciato e con una mano mozzata, lasciato in evidente mostra, atroce rappresentazione di un disegno macabro.
E’ solo il primo di una strana catena di omicidi che, da subito, turba la Squadra Mobile; l’indagine è ostica perché lambisce il mondo della Chiesa, in primis quel Vescovo che, dal pulpito, lancia moniti antidemoniaci che scuotono i fedeli.
La soluzione è già nel titolo del libro perché per comprendere occorre fare un passo indietro, sia fisico che mentale, allontanarsi dai dettagli e guardare l’insieme.
Il quadro completo è un omaggio al mondo dell’arte – Caravaggio e Artemisia Gentileschi su tutti – ma è soprattutto una terribile storia di infanzia negata e violata, il crimine più orrendo perpetrato dall’uomo, quello che vede vittime bambini indifesi.
Il thriller è incredibile, ho letto il libro in un giorno perché incapace di staccarmi dalla lettura, la trama mi ha completamente trascinata, lasciandomi l’amaro in bocca, anche perché ispirata ad una storia vera.
L’altra riflessione che l’autore innesca è legata all’intelligenza artificiale, all’impatto che ha e che avrà sulle nostre vite. Non ho le conoscenze necessarie che mi permettono di dare un giudizio, ma credo, come tutte le innovazioni, dipenda dall’utilizzo che se ne fa e dallo scopo ultimo.
E’ sempre l’uomo che determina il confine fra il bene e il male, quell’essere in grado di fare cose bellissime o di compiere atti disumani. Senza scomodare il demonio o forze del male fantasiose.
Un quadro astratto eppure così reale.... Un quadro che mostra la sua complessità a poco a poco... Un quadro in cui i colori e le pennellate che sembrano date a caso, troveranno il loro perché e il mosaico alla fine sarà completo.... Arte e religione, sacro e profano... Questa volta l'autore costruisce una trama complessa e originale, unita ad una scrittura coinvolgente e avvincente sottolineata da un ritmo serrato e descrizioni cupe e inquietanti.... Il lettore è trascinato in un mood particolarmente oscuro e teso, in cui mistero e psicologia dei personaggi si fondono in un mix esplosivo... A capo di tutto ritroviamo il commissario Tarantini, protagonista sfaccettato, che presenta lati oscuri e inflessibili uniti ad una sorta di sensibilità che lo rende più umano... Più che negli altri volumi, qui il personaggio del commissario viene eviscerato a tutto tondo, mostrando lati del carattere che lo rendono il pilastro portante di tutta l' indagine.... Alla fine della lettura immersiva e totalizzante, ci resta la voglia di altre indagini con questo carismatico ispettore....
Questo è stato il mio primo incontro con la penna dell’autore e devo dire che l’esperienza è stata più che positiva. Ci troviamo davanti a un giallo solido, ben costruito e con una struttura che regala il giusto equilibrio tra tensione, ritmo e qualche momento di respiro — insomma, una di quelle letture che ti tengono compagnia in modo intelligente e coinvolgente.
Il protagonista è un poliziotto con una mente brillante e un modo tutto suo di affrontare i casi, ma — e qui arriva l’unica piccola pecca — della sua vita privata ci viene detto davvero poco. Nulla di grave, sia chiaro, anche perché mi sembra di capire che questo romanzo faccia parte di una serie e quindi ci saranno (o ci sono stati) altri spazi narrativi per approfondirlo. In ogni caso, l’assenza di qualche dettaglio sulla sua sfera personale non pesa troppo sulla resa complessiva.
Lo stile dell’autore è molto scorrevole e piacevole: si lascia leggere con facilità, anche se — nei momenti di pausa dall’indagine — si avverte un minimo rallentamento. Nulla che spezzi il ritmo, però: semplicemente un cambio di tono che può piacere o meno a seconda del tipo di lettore.
Come accennavo, credo che questo romanzo non sia completamente autoconclusivo ma piuttosto parte di un ciclo. Eppure, anche senza aver letto gli altri, la storia si segue benissimo: quei pochi tasselli che mancano non compromettono in alcun modo la fruibilità della trama, che anzi scorre bene e sa anche sorprendere con qualche twist narrativo niente male.
Insomma, una bellissima scoperta. Ora sono curiosa di leggere qualcos’altro dell’autore e magari recuperare l’intera serie!
Il quadro d'insieme Filippo Mammoli .. Tarantini è tornato e anche questa volta sarà immerso nella soluzione di un caso davvero difficile. Emulazione, sacrificio, goliardia.. uno dopo l'altro gli elementi si incastrranno per la soluzione finale. .. Quando Filippo mi ha comunicato che a breve sarebbe uscito il nuovo romanzo di Marcello Tarantini non mi sono fatta scappare l'occasione di leggerlo. Sai quando un protagonista di una saga diventa un personaggio che adori, impossibile da farsi scappare? Per me è l'appuntamento annuale. Il bello dei romanzo di questo personaggio sono la realtà dello stesso nella vita quotidiana. Una persona comune con problemi e difficoltà, non un supereroe senza macchia o paura. Un carattere cinico che si sposa benissimo con la grande capacità di indagine. Adoro questo personaggio proprio perché vero, un uomo in carne ed ossa fatto di pregi e difetti. Tutto supportato dall'utilizzo del dialetto toscano che rende la storia ancora più realistica. ..
Ormai chi più chi meno ma mi conoscete, e sapete quando mi piace il genere thriller. Poi conosco l’autore e ho letto altre sue opere che mi erano piaciute molto, e così potevo mai esimermi dal leggere il nuovo libro? Ovviamente noooo!! Un nuovo caso per il nostro Marcello Tarantini, che avevamo già incontrato in altre opere, stavolta per niente semplice e che lo metterà alla prova. Stile lineare, descrittivo in maniera per niente pesante, che riesce a caratterizzare tutti i personaggi e grazie al quale ci si riesce a immergere totalmente nella storia.
Anche la presenza di capitoli che parlano del passato contribuiscono a “raccontare” meglio la storia, dando elementi in più. I flashback li reputo sempre un ottimo espediente, perché consentono di incuriosire il lettore, soprattutto all’inizio quando a volte si è davvero confusi sull’andamento della storia, e poi verso la fine quando piano piano tutto si fa più chiaro e siamo portati ad esclamare “ooooh allora era così”.
Ho amato l’elemento religioso che viene inserito all’interno della storia, perché regala un po’ di quell’esoterismo di cui tutti siamo curiosi e anche un po’ attratti. Molto piacevole l’inserimento di nuovi personaggi che mai auguro vedremo ancora nei prossimi libri e soprattutto i dialoghi e le parole nel dialetto che cercavo di leggere ad alta voce ma con scarsissimi risultati.
Ormai per me Filippo è una garanzia, divoro i suoi libri e quindi non mi resta che aspettare il prossimo. Se non lo avete ancora letto recuperatelo