Mie care Peccatrici, eccomi giunta, insieme a Francy, alla fine di questo percorso che ha visto il retelling di alcune tragedie di Shakespeare. A chiudere le porte abbiamo Fina Sanfilippo con il suo "TROILUS" che ha voluto portare a noi la storia di Troilus e Cressida. Come già vi ho detto quando affronto la lettura di un retelling, mi piace dare un'occhiata all'originale. In questo caso l'autrice ha scelto un dramma ambientato nel corso degli eventi della guerra di Troia, che si risolve in poche scene poiché non rappresenta la parte preponderante dell'intera tragedia. La storia scelta è semplice e se non fosse stato per i nomi che ricalcano quelli dei personaggi originali, sarebbe stato un banale college romance. Quindi ho deciso di parlarvene come tale e non come un retelling. Troilus è abituato a darsi da fare per andare avanti, da sempre sono solo lui e sua madre, non hanno mezzi, lavorano tanto ma stanno bene perché hanno un immenso amore che li unisce. Poi gli si presenta l'occasione di andare a studiare a Oxford e gli si prospetta un futuro roseo, ma ci sono dei compromessi a cui cedere e lui pur di dare a sua madre la ricchezza che merita, rinuncia un po' a sé stesso. Cressida, orfana di madre e abbandonata dal padre, ha vissuto con lo zio e ora dopo tanti sacrifici può realizzare il suo sogno di studiare ad Oxford. Ed è proprio qui che incontra Troy, un fulmine che colpisce dritto al cuore di entrambi e mano mano che si frequentano il loro sentimento cresce e diventa Amore, di quello vero e sincero. Ma ovviamente c'è Sir Lear, che anche qui non poteva mancare, a mettere i bastoni fra le ruote. Non aggiungo nient'altro per non levarvi la sorpresa. I due protagonisti, con le loro insicurezze e fragilità, con quella voglia di riscatto che hanno entrambi, sono dei personaggi bellissimi. La scrittura è scorrevole e tutta la storia si legge con facilità. Alla fine della fiera posso dire che sono rimasta piacevolmente colpita dalla serie anche se alcuni mi hanno convinta meno, di fatto c'è un grande lavoro dietro, studio e approfondimenti che sicuramente non sono stati facili. L'unica cosa che non condivido è la fine di Sir Lear: signore siete state troppo buone, io sarei stata più cattivella 🙈, una situazione analoga l'ho vissuta in prima persona e dico solo che io non sono Cordelia 😂 Ma ora devo scappare con Francy perché abbiamo nuove avventure che ci attendono. Alla prossima lettura 😘 Debby
Troy & Cressy (Recensione pubblicata nel blog Crispi's Books)
Buongiorno amiche lettrici, arrivo anch’io con la mia recensione per l'ultimo volume della Shakespeare's The Broken Throne, questa volta con la storia di Troilus, il più giovane tra tutti i protagonisti della serie, in un retelling firmato da Fina Sanfilippo, che si è ispirata alla “ The Tragedy of Troilus and Cressida” di Williams Shakespeare. Si tratta di una rivisitazione in chiave romance di una piccola parte che, pur offrendo il nome all’opera, si risolve in poche scene, ma che sono bastate all’autrice per trasformare il dramma del Bardo, in un College Romance, ricco di passione, intrighi e segreti!
"La mia regola è: nessun legame che possa compromettere la vittoria della sfida."
La narrazione si concentra sulla quotidianità della vita universitaria, condotta dai due giovani protagonisti, che frequentano entrambi la St Peter’s College di Oxford, con l’intenzione di diventare ingegneri informatici. La vita non è stata gentile con nessuno dei due, hanno entrambi un passato sofferto alle spalle, ma nonostante questo inizio in salita, condividono la stessa passione per i numeri binari e la medesima determinazione nel voler superare gli ostacoli e conquistare i propri sogni! Nelle loro giornate sono presenti gli amici di sempre, Ettore in coppia con Andromaca e Paride, il ragazzo di Elena, che condivide l’appartamento con Cressy, mentre si aggiungono altre presenze, che contribuiranno a fare da cornice al tema centrale, rappresentato dall’amore tra i protagonisti, che dopo essere sbocciato grazie a un colpo di fulmine, si incendia, colorandosi delle calde tonalità della passione, mentre sullo sfondo continua a strisciare minacciosa l’ombra di Sir Lear, che ha lanciato una sfida anche a Troilus, così come ha fatto con tutti i suoi eredi!
"Ricchezza o miseria? Orgoglio o astuzia? Non posso sbagliare e questo lui lo sa. Tuttavia, non ho bisogno di pensarci davvero, dentro di me ho già preso la mia decisione. "
Sono tutte figure che diventeranno importanti ai fini narrativi, in quanto necessarie per creare i giusti intrecci e gli opportuni incastri, mentre regalano anche diversi siparietti divertenti, che hanno il merito di donare un po’ di freschezza al racconto. Tutti insieme trascorrono le giornate, dividendosi tra le ore di lezione, i pomeriggi in biblioteca e le serate in giro per locali, senza dimenticare gli allenamenti e le competizioni sportive, disputate contro la fazione antagonista, alla quale fa capo l’odioso Diomede. Troviamo anche Ulisse e Achille, nonché Patrolco, che diventa amico di Cressy e tanti altri, personaggi presi in prestito direttamente dalla Iliade, il poema epico che racconta la storia della guerra di Troia.
"E poi ci sono io, che provengo dai bassifondi di Londra, figlio di una madre single, che si è dovuta spaccare la schiena notte e giorno per provvedere alla mia crescita."
Ma chi è Troilus nella versione di Fina Sanfilippo? E’ il figlio ventenne di Cordelia e il nipote di Sir Lear, lo spietato multimilionario dal cuore di pietra, a capo della Lear Corporation. La donna, una volta scoperto di essere in attesa, è stata allontanata e diseredata dal padre, pertanto ha sempre dovuto pensare da sola alle esigenze del figlio, lavorando duramente e con fatica, senza mai concedersi respiro. Anche Troy fin da bambino ha contribuito alle finanze della famiglia, grazie a dei piccoli lavoretti e, prima dell’accordo con il nonno, era già riuscito con tanta fatica, a iscriversi all’università, pur continuando a lavorare in un ristorante. Troy non ha tempo per le relazioni serie, perché ha in testa un solo obiettivo, quello di laurearsi il più in fretta possibile! Ha ereditato dal capostipite le stesse geniali facoltà nel campo informatico, peccato nutra per lui un odio profondo e una rabbia che fa fatica a gestire. Vive con il senso di colpa, per essere stato l’errore che ha condannato la madre a una vita di miseria, anche se la colpa è soltanto di Sir Lear, che non ha mai provato pietà per quella figlia che al contrario, l’ha sempre amato e che continua a provare per lui un affetto sincero. Ma sarà veramente così?
«Fossi in te non lo farei». Una voce profonda arriva alle mie spalle. Mi volto e vedo che, appoggiato al muro di fronte alla stanza, c’è un ragazzo. È molto alto, ha braccia muscolose e tatuate messe in evidenza dalla t-shirt
Chi è invece Cressida Clarke? E’ rimasta orfana di madre in tenera età, ma è stata ulteriormente vessata dal destino, in quanto il padre ha deciso di abbandonarla alle cure del fratello, l’affettuoso zio Pandaro, con il quale ha vissuto negli ultimi dieci anni. Anche lei si è impegnata al massimo per ottenere la borsa di studio che le ha permesso di approdare a Oxford e in cuor suo desidera provare a se stessa di essere in grado di raggiungere i propri traguardi da sola, per trovare conferma del proprio valore. E nei confronti dell’amore, come si comporta Cassy? Ha avuto poche esperienze, in quanto l’abbandono da parte del padre le ha lasciato in eredità molta diffidenza nei confronti degli uomini. Riuscirà Troy a conquistare il suo cuore? Hanno la strada spianata per vivere un intenso e romantico amore da favola, ricco di passione e tormenti, a causa di situazioni inattese e sotto il tiro incrociato di minacce, anche da parte di chi, non intende rassegnarsi.
"Quando i nostri sguardi si sono incrociati per un attimo ho perso il respiro. È come se qualcosa dentro di me fosse scattato, io non credo nei colpi di fulmine, ma (...)"
Cordelia, la madre di Troy e figlia di Sir Lear, è una figura molto interessante, che diventerà risolutiva quando i giochi si faranno duri. E’ ammirevole per la sua capacità di amare il genitore, nonostante le tante angherie subite negli anni e per la capacità di perdonare. Una storia che racchiude al suo interno, riferimenti a valori e temi importanti come l’amicizia, l'amore, il perdono, l’errore, l’assoluzione, la rinascita e…sorpresa! La possibilità di una seconda chance! Ci sarà giustizia alla fine di tutto? Arriverà il momento della resa dei conti, per vedere il mostro, il burattinaio che si è sempre divertito a tirare i fili delle vite altrui, cedere di fronte all’inevitabile? Chi ha sempre seminato vento, finalmente raccoglierà la meritata tempesta? Lascio a voi scoprire il come, il dove, il quando e il perché, ma mi riservo il piacere di svelarvi che, per quanto sia difficile da credere, ci sarà un momento in cui, per colpa dell’autrice troppo brava a creare il momento, sarà impossibile trattenere la lacrimuccia di commozione!
«La tua paura più grande?» «Perdere le persone che amo», ammetto di getto. Per un attimo i suoi occhi si spengono, e io mi maledico per la mia insensibilità. Sto per scusarmi quando sussurra: «La mia è rimanere sola…». C’è così tanto dolore e angoscia in quelle parole, da sentire male al petto.
Diversi studiosi concordano sul fatto che il Bardo, per scrivere la trama della tragedia dedicata a Troilus e Cressida, abbia attinto a diverse fonti, ispirandosi anche a un racconto di origine medievale, che pone Troilus, il giovane e valoroso principe troiano, come appare per la prima volta nell’opera di Omero, approdare diversi secoli dopo, come un modello del “cavaliere cortese”. Una rappresentazione che risulta in perfetta sintonia con il Troy del romanzo di Fina Sanfilippo, in quanto oltre a essere un giovane dotato dello stesso carattere indomito del guerriero, ha anche un comportamento nobile, gentile e protettivo sia nei confronti dei più deboli e meno abbienti, ma soprattutto delle donne della sua vita, la madre e l’unica ragazza che ha saputo rubare il suo cuore. Dopo l’incontro con Cassy, Troy non esita a mettere al centro della sua esistenza il sentimento e, proprio come un nobile “cavaliere cortese”, risulta animato anche da un cuore ruggente, che scalpita indomito, nel tentativo di mordere la vita, per prendersi tutto ciò che non ha mai potuto avere, per colpa di chi, con crudeltà e cattiveria, ha deciso le sue sorti e non pago, vuole prendersi anche il suo futuro!
"Perché di una cosa sono certo: Lear è un maledetto squalo affamato di potere e denaro. Ma se pensa che io sia docile e una preda facile, avrà un’amara sorpresa."
Un protagonista maschile che, pur mantenendo la sua aura romantica, viene incendiato da una passionalità rovente, anch'essa in sintonia con l’opera del bardo, in quanto la tragedia, a detta degli esperti, oltre a trovarsi a metà strada tra un dramma e una commedia, si esprime anche attraverso forti accenni lussuriosi. Ed è proprio così che appare anche il romanzo di Fina Sanfilippo, che con lo scorrere delle pagine diventa rovente, quando i due giovani dopo aver scoperto l’amore, sperimentano anche la passione in tutte le sue sfumature e manifestazioni. Ma non si tratta di una corsa al piacere, che rischia di rendere il racconto eccessivamente spicy, bensì di un romanzo d’amore, in cui i protagonisti si concedono il tempo, di conquistare insieme ogni tappa, tra un sospiro, un gemito e un trilione di baci, di ogni tipo e forma, attraverso i quali scoprono i significati e le sfumature più vere e sentite della loro unione!
«Mi avevano detto che hai un bel caratterino», accenna un sorriso. «Be’, a me hanno detto che sei uno stronzo, quindi…», sibilo tra i denti.
Posso dire una cosa? Troilus è un protagonista che mi ha conquistata fin dal prologo, pertanto ho adorato tutti i momenti in cui ha mostrato il suo lato più aggressivo, nell’affrontare il nonno. E’ un personaggio super romantico, ma anche dotato di forza ed energia, con una dose di testosterone che lo porta a reagire con rabbia quando è ora di combattere coraggiosamente, anche contro chi, più potente di lui, vuole metterlo in ginocchio. Mi sono divertita a leggere i dialoghi, l’acutezza delle risposte del giovane, che sicuro di sé, dimostra di essere dotato di una sana arroganza! Piena di entusiasmo ho pensato: “se va avanti così si mangia ogni scena e diventa il mattatore assoluto della storia!" Peccato che strada facendo, abbia perso un po’ di smalto e verso il finale, il suo personaggio si sia accartocciato, metaforicamente, su se stesso, dandosi già per vinto ancora prima di provare a lottare. Sinceramente si è trattata di una discrasia che mi ha spiazzata, perchè da un combattente come Troilus, mi sarei aspettata maggiore "cazzimma", più grinta per far girare a proprio vantaggio la situazione, magari tentando varie strade per ottenere proprio ciò, per cui vale sempre la pena lottare. Che dire? Un po’ delusa per alcune scelte.
«Non pensavo che l’amore fosse così…», provo a spiegare gesticolando con le mani. «Unico? Intenso? Viscerale?». Suggerisce con un luccichio negli occhi e la testa inclinata da un lato. «Esatto, mi ha travolto, ribaltando la mia vita», ammetto in un soffio massaggiandomi il torace, dove il mio cuore batte per Cressida.
Lo stile narrativo dell’autrice, soprattutto nella parte iniziale, è bello, molto fresco, leggero, incalzante e diretto. Si tratta della parte che ho preferito, in quanto si concentra il maggior dinamismo espressivo, che mi ha veramente entusiasmata! Con l’andare avanti però, il tutto si è conformato, colorandosi di una nota più greve, che è andata sempre più a intensificarsi, soppiantando di fatto quello smalto scattante, ritmato e graffiante che mi aveva inizialmente, colpita e sedotta. In ogni caso, il romanzo è nel complesso, una bella prova di interpretazione, in cui l’autrice si è lasciata ispirare da una favola d’amore, a cavallo tra antico e moderno, grazie anche ai nomi dei personaggi e alle reminiscenze epiche, che offrono fascino innegabile alla storia.
"Un pensiero si affaccia nella mia mente un attimo prima che ceda al sonno: ho finalmente trovato il mio posto nel mondo, quello che ho cercato da tutta la vita. Lei è il mio posto."
Con questo volume si conclude la Shakespeare's The Broken Throne Series, un appuntamento fisso che mi ha regalato tante belle emozioni! Ringrazio di cuore tutte le autrici per essersi messe in gioco in questo progetto importante e per avermi coinvolta. Hanno sicuramente il merito di aver portato la grande letteratura, sotto forma di retelling, nelle librerie delle lettrici di Romance che hanno avuto sicuramente occasione di approfondire o conoscere meglio le opere di Williams Shakespeare. Alla prossima e buona lettura!
"Sai scegliere la strada giusta?" Questa domanda, affilata, apre Troilus di Fina Sanfilippo, non solo un interrogativo narrativo, ma un sussurro all'anima del lettore. Siamo al culmine audace della "Broken Throne Series", e fin dalle prime pagine il peso delle scelte grava sui protagonisti. L'opera si immerge coraggiosamente nelle ombre del Bardo, evocando quel Troilo e Cressida dove l'amore è fragile e il fato sembra ineluttabile. Fina Sanfilippo ne raccoglie l'eredità complessa – tradimento, disillusione, amore sotto assedio – ma la fa pulsare con il sangue e le lacrime dei personaggi che abbiamo imparato ad amare. Troilus e Cressida non sono qui freddi archetipi; sono anime vive, temprate dalle cicatrici, che lottano per un senso. Vibrano delle stesse corde dei loro omonimi elisabettiani, ma le loro motivazioni affondano in un terreno narrativo rinnovato, carico di una storia personale che ce li rende vicini. Il catalizzatore della tempesta emotiva è Sir Lear, "il diavolo in persona". Non un semplice espediente, ma un ponte verso un'altra tragedia shakespeariana, quella del potere che corrompe. La sua presenza avvolge la narrazione in un'atmosfera greve, fatta di patti indicibili e dilemmi morali. La sua "sfida" a Troilus non è solo una prova di forza, ma un patto quasi faustiano, un invito a danzare con le tenebre che riecheggia le cadute dell'universo del Bardo. La posta in gioco si alza, promettendo uno scontro che scava nelle profondità dell'anima, facendoci temere per il destino di Troilus. In questo capitolo finale, il cuore di Troilus batte con urgenza. Non è solo orgoglio a muoverlo contro Sir Lear. È il fuoco sacro di un debito d'onore verso una madre; è il desiderio di riprendersi ciò che gli è stato strappato, di gridare giustizia. È un Troilus con una missione scolpita nell'anima. Ma poi arriva Cressida. L'impatto è un terremoto emotivo, capace di scardinare ogni sua certezza, rivelando una vulnerabilità che lo rende più umano. Questa trasformazione esplode nella sua domanda interiore: Cit: "È questo l’amore? Pensare prima a lei che a me? Mettere davanti i suoi desideri invece che i miei?". È la nascita improvvisa di una passione che lo costringe a guardare oltre l'ego, un'eco dei tormenti del Troilo shakespeariano di fronte all'amore. Eppure, la sua sete di vendetta, alimentata dall'ombra di Lear, riemerge con determinazione glaciale, quasi spaventosa, in parole intrise di odio: Cit: «Lo fisso con tutto il disprezzo che provo e sorrido. Se io andrò all’inferno, il mio caro nonno verrà con me, e brucerà tra le sue fiamme.» Questa frase ci precipita in un abisso di rabbia viscerale, mostrandoci quanto le forze oscure lo tengano avvinghiato. Accanto a lui, scopriamo la resilienza appassionata di Cressida. Una donna definita dalla lotta per emergere, conquistando Oxford "con le sue sole forze". Questo dettaglio dipinge il ritratto di una volontà indomita, diversa dalla sua controparte shakespeariana, spesso percepita come più malleabile. Oxford è il simbolo della sua tenacia, del desiderio di un futuro che le appartenga. Ma anche per lei, l'incontro con Troilus è una scossa, una "variabile" imprevista. La sua iniziale esitazione si scioglie di fronte a lui, una forza che Troilus percepisce come inarrestabile: Cit: «Cressida sta diventando quella tempesta che disturba la quiete a cui sono abituato.» È una metafora potente: l'amore non come porto sicuro, ma come forza caotica capace di sradicare ogni abitudine, presagio del tumulto emotivo. Il bivio che si para loro davanti – scegliere tra le missioni e l'abbandono a un amore nascente – è il cuore pulsante. Qui sentiamo l'eco del dilemma shakespeariano: amore contro dovere, passione contro guerra, ideale contro la realtà del tradimento. Shakespeare ci lasciava in un mondo cinico, dove l'onore era fumo, l'amore un'illusione, la guerra un gorgo senza senso. La consapevolezza che "Qualunque sarà la strada che prenderò, perderò qualcosa" cattura l'essenza di questa tragica inevitabilità, oppressa dalla minaccia di Lear e dal fardello del passato. Eppure, quando il cinismo ereditato e l'ombra sinistra sembrano chiudere ogni spiraglio, si insinua una melodia inattesa, un sussurro di speranza: Cit: «L’amore arriva quando meno te lo aspetti, non ha regole o confini temporali. Sboccia e tu non puoi fare altro che soccombere alla sua forza. L’amore vero, quello che dura per sempre, è più raro di quanto si pensi. Ma io credo tu l’abbia trovato». Questa riflessione crea un contrasto struggente con il pragmatismo amaro e il fantasma del tradimento originale. È la voce fragile della speranza in un mondo di troni infranti. Ma questa promessa d'amore potrà davvero resistere? O finirà per infrangersi come nell'epilogo shakespeariano? La vera suspense è vedere se Sanfilippo oserà tracciare una via d'uscita dalla disillusione, se concederà ai suoi personaggi un barlume di salvezza. La domanda che resta sospesa – "L’amore può davvero vincere su tutto?" – non è solo un tema, ma un grido dalle viscere, carico di sofferenza e speranza. Sanfilippo ci invita a sentire ogni palpito, ogni dubbio, ogni slancio di questi personaggi vividi, facendoci camminare al loro fianco, sospesi tra futuro incerto e la promessa di un amore che lotta per esistere. La sua narrazione ci rende complici del loro viaggio emotivo, in cui riconosciamo le nostre stesse fragilità e desideri. Questo epilogo non è una semplice chiusura. È l'eco vibrante di cuori umani che, pur stretti nella morsa di Lear e avvolti nella tela intessuta dal Bardo, hanno osato intravedere la vittoria più difficile: l'amore che resiste. Troilus non conclude solo una serie; apre una breccia luminosa nel muro del cinismo, lasciando un monito: persino contro il destino più avverso e i patti più oscuri, la scintilla indomabile di un amore vero può accendere una fiamma capace di illuminare l'eternità.
Siamo giunti all’ultima sfida sulla scacchiera: il re è riuscito a evitare ogni scacco matto nelle partite precedenti. Nonostante la malattia che ne offusca i pensieri e indebolisce il fisico, Lear resta fiero sulla sua poltrona e lancia l’ultima sfida al giovane nipote Troilus. Il ragazzo è cresciuto nella piena indigenza da solo con la madre, dopo che questa era stata allontanata dal padre. Soli e senza soldi si sono dovuti barcamenare tutta la vita, Cordelia lavorando senza sosta e il piccolo Troilus diventando subito grande e autosufficiente. Il sangue dei Lear gli ha donato acutezza e ingegno in campo informatico arrivando a distinguersi negli studi. Oxford sarebbe il suo sogno, ma costa troppo per un ragazzo povero come lui, a meno che il nonno non gli offra questa opportunità in cambio di qualcosa, ovviamente. Lear sembra essere privo di cuore e affetto, tutto è un “do ut des” e Troilus non può fuggire a questa maledizione. Oxford è troppo appetibile per rinunciare e così varca le porte del prestigioso college dove può ricongiungersi ai suoi amici Ettore e Paride. Diversa è la strada di Cressidra: figlia amata, rimasta orfana di madre presto viene abbandonata dal padre alle affettuose cure dello zio. Lei non ha mai vissuto nella povertà, ma ha sofferto la mancanza di amore e affetto in famiglia. Grazie alla sua mente acuta riesce a conquistare Oxford e il destino la pone sul cammino di Troilus.
Il colpo di fulmine esiste? Leggendo la storia di questi ragazzi sembra impossibile negarne l’esistenza. Si vedono e subito trovano un’intesa e un’affinità che va oltre il piacersi. Sembrano due metà che trovano nell’altro il proprio completamento. Hanno tanto in comune, l’informatica, la famiglia non convenzionale e soprattutto l’inesperienza affettiva. Troilus sa come divertirsi con le ragazze, ma non pensa sia per lui possibile innamorarsi, per lui che ha visto sua mamma distruggersi per un amore sbagliato. Cressidra non ricorda cosa significhi vedere amore in casa, odia il padre che l’ha lasciata indietro sparendo. Eppure insieme trovano un meccanismo che li rende felici per la prima volta. Assaporano la completezza di vedere nell’altro la continuazione di sé stessi. “ Per la prima volta, nella mia esistenza, mi sento nel posto giusto al momento giusto. Il nostro momento. “
Lear, che fino ad ora non ha mai voluto la felicità dei suoi discendenti, starà a guardare o interverrà con nuove sfide?
Questa lunga e intensa partita a scacchi sta per concludersi con un vincitore: ci sarà anche un perdente?
È stata una lunga avventura accompagnare le autrici in questa sfida con il Bardo. Abbiamo letto storie ambientate tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna passando per l’Egitto, hanno sondato le emozioni di giovani e meno giovani, hanno creato un insieme di personaggi che forse avranno nuovi sviluppi perché diciamolo, anche Ettore, Paride, Patroclo e Diomede potrebbero ispirare l’autrice in altri romanzi. Chissà…
L'autrice, prendendo spunto dalla tragedia di Troilo e Cressida, ci porta uno young adult che sa il fatto suo! Questo libro mi ha coinvolta subito per la forza d'animo del suo protagonista, fortemente segnato dal fatto di essere nipote di Sir Lear, ma disconosciuto dallo stesso, insieme a sua madre, quando lei rimase incinta. Troilus è un personaggio che ama profondamente sua madre e per lei sarebbe disposto a tutto: è un ragazzo appassionato, coraggioso, leale, pronto a mettersi in gioco per rendere a sua madre ciò che gli spetta di diritto. Chi gli lancerà la sfida ovviamente sarà proprio il nonno: troilus dovrà finire gli studi in un college scelto da Sir Lear, con il massimo dei voti. Semplice.
Poi però, capita che Troilus si imbatta in Cressida e il baricentro del suo mondo si sposta, inevitabilmente.
In questa parte credo di aver tirato svariati sospiri sognanti, lo ammetto: ho adorato come sono stati dati i giusti tempi per tutto. La conoscenza di Troilus e Cressida è un crescendo dolcissimo che tiene col fiato sospeso e ci fa sognare, ma ci regala quella potenza di sentimento tipica di quegli anni, di quei amori. Troilus e Cressida si innamorano man mano che si conoscono e, inevitabilmente, accantonano quelli che sono i proprio obiettivi. Perdono il focus.
Ed è quando loro perdono il focus che Sir Lear tirerà il colpo mortale a entrambi: in fondo lui è Sir Lear, no? Sa come giocare le sue carte. Da qui in poi non vi dirò cosa succederà e come si concluderà la storia, ma diciamo che, a mio avviso, si è persa un po' la tempra dei due protagonisti. Mi è arrivata la sensazione che si siano arresi troppo facilmente e anche la lettura è diventata meno incalzante. Ovviamente, per necessità di trama e per come si svolge la storia, l'ho trovato coerente e va bene, però per come ci viene presentata la potenza del loro sentimento e per come loro stessi ne parlano, mi son sembrati arrendevoli, pronti a deporre le armi alla prima difficoltà e ho trovato che "la minaccia" reggesse un po' poco per far sì che avvenga ciò che avviene. Tuttavia questo non mi ha certo impedito di concludere la lettura e non apprezzare il libro.
Penso che, come le altre, anche Fina abbia fatto un ottimo lavoro: a inizio lettura, quando troviamo gli amici di Troilus ho letteralmente urlato da quanto ero in hype ( può confermare visto che le ho scritto subuto). Lo stesso è successo quando Cressida incontra Patroclo e tutta "l'altra fazione". Bellissimo!!!!
La lettura è stata scorrevole e molto molto piacevole: come dicevo prima, più incalzante nella prima metà, più lenta nella seconda, ma comunque godibilissima.
Il finale mi è piaciuto davvero tanto. Niente da dire.
Tra i corridoi, le aule e i dormitori di Oxford, un colpo di fulmine cambia la vita di due ragazzi. L'elettricità che si scatena dal primo momento non lascia dubbi ad un qualcosa che cresce lentamente ma è forte ed importante. Tutto questo però non sarà solo rose e fiori. C'è una variabile che rimescola le carte di quel sentimento. Cressida è una ragazza dolce, forse potrebbe sembrare ingenua, a tratti, ma sicuramente non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. È cresciuta con un forte dolore che l'ha accompagnata fino ad abituarsi. Ma si fa volere bene con i suoi modi e la sua intelligenza. Ha un cuore grande che sa dare amore e che non vacilla nemmeno se distrutto. Troilus è un ragazzo cresciuto troppo in fretta, andato avanti con le sue forze, per se stesso e per la persona più importante della sua vita. Cova un profondo rancore per l'uomo che, in qualche modo, è artefice di tutte le loro difficoltà. È un ragazzo determinato. Le persone a cui tiene non sono tante (anzi davvero pochissime) ma per loro farebbe di tutto, anche rischiando di andarci di mezzo lui stesso. La bellezza del rapporto che è cresciuto tra i due protagonisti è una cosa che mi ha colpita. Il modo in cui si avvicinavano piano piano, senza fretta, senza insistere. Quasi come se la nascita di quel sentimento e il suo sviluppo fosse la cosa più naturale, il loro destino. Gli incontri quasi combinati, gli appuntamenti, le gelosie, il loro confidarsi anche cose che pensavano di non voler dire ma che escono spontaneamente. Il loro sostenersi. Ma qualcosa, o meglio qualcuno, non era stato messo in conto e tutto può essere distrutto. Nonostante la forza di questo sentimento?! Questo non posso dirlo ma il dolore sarà sicuramente forte. Attorno a loro due, c'è una piccola storia secondaria che è il filo conduttore della serie: Sir Lear, il suo impero e tutte le sue macchinazioni. In questo caso Cordelia, la madre di Troilus, è la vittima della cattiveria di suo padre. E questa fetta di storia sarà fondamentale, non solo per il rapporto tra Troilus, Lear e Cordelia stessa ma anche per la vita del protagonista: per i suoi nuovi inizi, per il suo obiettivo personale ma anche per il suo futuro e la sicurezza e stabilità di chi ama. Oltre a quelli nominati, i personaggi secondari che ci sono sono gli amici più stretti di Troilus, le nuove amicizie di Cressida, un amico con secondi fini e Matthew, il braccio destro di Lear. Ognuno avrà una parte importante della storia che sia come sostegno dei protagonisti o come sprono nei momenti bui, come consigliere o come amante silente. Tra scommesse per il futuro, colpi di fulmine, errori e seconde possibilità, questa storia fa vedere la bellezza di un amore semplice e dolce ma anche le cattiverie che si è disposti a commettere, anche quando non ha più senso.
Troilus Shakespeare's The Broken Throne Series #5 Fina Sanfilippo
Siamo arrivati alla fine di questa serie, l'ultima autrice che Brando ha fatto diventare matta con le sue tragedie. Fina ha superato questa sfida con tanto coraggio, portandoci nella restyling di Troilus, dove conosceremo Cressida che ha un'intelligenza sorprendente, oltre a un cuore d'oro. Troilus, invece, è cresciuto con tanti sacrifici, per colpa del nonno che ha rovinato l'esistenza a sua madre. Lui tornerà e metterà in pericolo il suo equilibrio. Una storia così intensa che mi ha fatto amare tutti e due i protagonisti da subito. Fina ha una capacità incredibile con la sua scrittura dolce e rende la lettura un piacere per l'anima, regalandoti mille emozioni. Come Troilus, bisogna sempre affrontare le sfide che la vita ci presenta, sempre a testa alta, senza permettere mai a nessuno di decidere per noi. Ma lui riuscirà a proteggere chi ama dalla cattiveria di Sir. Lear? Davvero tantissimi complimenti per aver affrontato questa sfida del restyling di Shakespeare, perché sicuramente non sarà stato facile. Le autrici della serie hanno fatto un lavoro meraviglioso, davvero complimenti. Valutazione:⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Spicy:🌶🌶 Emozioni:💘💘💘💘💘 Recensione a cura di Julia Altamura.