Dalla Roma della «dolce vita» alla quieta provincia siciliana degli anni Sessanta, un salto che il commissario Scipione Macchiavelli avrebbe evitato volentieri. Ma il trasferimento è stato imposto dall'alto, e lui sa bene il perché. Peccato non abbia nemmeno il tempo di ambientarsi: subito si trova per le mani una vicenda intricata, che lo mette alla prova come mai era successo.
Dicembre 1964. Scipione Macchiavelli, giovane funzionario di Pubblica sicurezza, viene trasferito dal commissariato romano «Via Veneto» a Noto, in Sicilia. Ad accoglierlo, oltre a un ambiente per lui quantomeno inusuale, c’è un’indagine assai piú complessa di quelle a cui era abituato. Nella capitale ha avuto a che fare con casi non troppo impegnativi; appena arrivato nell’estremo Sud della penisola gli tocca occuparsi della misteriosa scomparsa di un notabile del luogo. Per fortuna può contare su una squadra di ottimi elementi, come il maresciallo Calogero Catalano e il brigadiere Francesco Mantuso. E sull’intuito di un’affascinante farmacista, Giulia Marineo, che raccoglie le confidenze dell’intera città e dalla quale Scipione è attratto sin dal primo momento.
Cristina Cassar Scalia è originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. Sabbia nera (Einaudi 2018 e 2019), il suo primo romanzo con protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi, ha conquistato lettori e critici. I diritti sono stati venduti all'estero e opzionati per il cinema e la tv. Sempre per Einaudi ha pubblicato La logica della lampara (2019).
Un nuovo personaggio viene qui inaugurato: il commissario Scipione Macchiavelli, affascinante trentenne romano che viene trasferito nell’oscura provincia siciliana di Noto in seguito a una non (ancora) precisata vicenda scabrosa. Qui, nel posto dove non accade mai nulla e i paesani sanno tutto di tutti, l’abbacchiato commissario verrà strappato ai suoi cupi pensieri da una losca vicenda appena accaduta e di cui dovrà sbrogliare la matassa. Ovviamente con l’aiuto di due validi collaboratori: brigadiere e vicebrigadiere. La storia è un po’ così così…interessanti invece le descrizioni dei luoghi e degli usi e costumi. Perché siamo negli anni Sessanta, stanno eleggendo il nuovo presidente della Repubblica e alla tv in bianco e nero trasmettono il commissario Maigret con Gino Cervi e il Giornalino di Gian burrasca con Rita Pavone.
Cristina Cassar Scalia inaugura una nuova saga, quella del commissario Scipione Machiavelli, ambientata a Noto, nel 1964-1965.
Scipione da Roma arriva a Noto (città dell’autrice), dove in genere non succede quasi mai nulla. Il commissario però dovrà risolvere un caso di scomparsa/omicidio: Gerardo Brancaforte, direttore alla Banca Trinacria. Brancaforte però non è un uomo integerrimo:
“Brancaforte, che il signore l’abbia in gloria, incarnava il prototipo preciso di quello che Fabrizio Salina definiva uno sciacallo. Certo, una declinazione dei nostri tempi, ma piú o meno… Già il modo in cui si prese Maria Laura Vizzini.”
In Delitto di benvenuto, tanti gli echi di Camilleri e De Giovanni (saga del commissario Ricciardi). Devo dire che il vicequestore Vanina Guarrasi per adesso è la mia preferita! Comunque anche Scipione ci sorprenderà!
Primo giallo della Cassar Scalia che leggo, quindi non posso fare paragoni. Mi è piaciuta la scrittura, anche se ormai ogni volta che leggo qualche frase in siciliano non posso fare a meno di immaginare Montalbano. Comunque il giallo è ben costruito e anche l'investigazione. Il personaggio di Scipione Macchiavelli è ovviamente destinato a essere protagonista di una nuova serie, quindi in questa prima inchiesta si fa la conoscenza con familiari, amici, colleghi, farmacista carina... vengono gettate le basi per futuri sviluppi. Tutto sommato una lettura gradevole. 3 stelle e mezza
Lo stile e la struttura del giallo sono inconfondibilmente quelli di Cristina Cassar Scalia. La trama si snoda sempre in modo calibrato e mai banale. Scipione è un personaggio che mi è piaciuto molto; ha del potenziale, e credo possa essere approfondito tanto quanto Vanina.
Ho apprezzato moltissimo la scelta della storia e i riferimenti al delitto d'onore, alle condizioni della donna e alla Sicilia di quell'epoca. Il passaggio in cui si cita la Salerno-Reggio Calabria appena iniziata mi ha strappato un sorriso: è un dettaglio sottile, ma efficace nel restituire l’atmosfera del tempo.
Mi sono piaciute anche le figure che abitano il commissariato da Mantuso a Catelano, padre e marito sui generis per l'epoca.
Spero di leggere presto un'altra indagine di Scipione Machiavelli.
3/4⭐️ premio con 4 invece che 3 stelle questo primo capitolo di una nuova saga della Cassar Scalia che in ogni occasione riesce a trasportare il lettore nella Sicilia più vera, anche quando si tratta di anni 60.
Altra lettura da mare, prende una stella già solo per la location. La narrazione in sé è lenta, dal mio punto di vista poco convincente, l'ambientazione appena accennata, questi anni '60 sembrano non voler emergere, timidi, ma il personaggio di Scipione Macchiavelli ha sicuramente del potenziale.
Cristina Cassar Scalia è nota a noi lettori per il personaggio del vice questore Vanina Guarrasi, già diventata anche una serie TV, che è entrato nel cuore di ogni persona abbia letto le sue avventure. Il 13 maggio è uscito il nuovo romanzo con un nuovo protagonista e questo spero non voglia dire che il prossimo romanzo sarà l’ultimo con Vanina protagonista perché inizio già a piangere da ora.
In questo romanzo cambia il personaggio, cambia la città siciliana di ambientazione e cambia pure l’epoca. Il nuovo protagonista è Scipione Macchiavelli (quanto mi piace questa scelta del nome), un giovane funzionario di Pubblica sicurezza che viene trasferito dal commissariato romano di Via Veneto a Noto, in provincia di Siracusa (città natale dell’autrice). Siamo nel dicembre del 1964, Scipione è un uomo abituato alla città e non certo alla provincia siciliana, abituato alla bella vita e con un passato da “farfallone” che forse è stato la causa del suo trasferimento. Il 21 dicembre, a ridosso delle feste natalizie, Scipione sbarca in Sicilia e raggiunge Noto, non ha il tempo di sistemarsi nella casa di fortuna che gli è stata trovata, che scopre un’indagine molto più complessa di quelle a cui lui era abituato. Infatti una donna è venuta a denunciare la scomparsa del marito, uomo molto noto della città, che da due giorni non fa rientro a casa. Ad aiutarlo ci sono il maresciallo Catalano, il brigadiere Mantuso, il vicebrigadiere Giordano e l’appuntato Baiunco. Saranno loro, insieme all’intuito dell’affascinante Giulia Marineo, la farmacista del paese, ad introdurlo nella vita di provincia e a fargli scoprire tutti i pregi e i difetti.
Se vi approccerete a questa lettura vi accorgerete fin da subito che la scrittura di Cassar Scalia è inconfondibile, nei dialoghi, nelle locuzioni, non vi deluderà e vi immergerete in questa storia senza rimanerne delusi. A me è piaciuto tantissimo. Vi ricordo che c’è anche la versione audiolibro su Storytel.
La storia non é male, ma personalmente la cosa che preferisco di questo romanzo é l'ambientazione nella Noto degli anni '60. Il commissario Scipione Macchiavelli ha delle ottime potenzialità così come tutti i personaggi piú o meno secondari che lo circondano. Sia chiaro che non siamo ancora a Vanina Guarrasi, ma va bene anche tornare ad un giallo in stile retró, senza tanta polizia scientifica e DNA.
Un romanzo novità della Cassar Scalia che probabilmente darà inizio ad una nuova serie. Molto curata l'ambientazione e la descrizione dei personaggi in una splendente Noto anni '60. Il commissario Scipione Macchiavelli, dalla Roma della dolce vita, viene trasferito in Sicilia in quanto coinvolto in uno scandalo. Neanche il tempo di arrivare che subito si trova a che fare con un omicidio.. tanti sospetti e un colpevole praticamente pronto e impacchettato: ma Scipione sente puzza di bruciato.
Giallo leggero leggero, il cui punto forte è non l'indagine (che scorre una bellezza ma non è una di quelle che ti spinge a girare le pagine in maniera compulsiva) ma la ricostruzione della Noto anni '60, con i personaggi, i palazzi, i "curtigghi" di notabili e popolani. I personaggi sono descritti in maniera abbastanza corposa anche se il libro soffre di essere il primo di una serie che spero lunga (purchè si mantenga interessante). Vorrei chiedere all'autrice come ha scelto il nome del protagonista, a me indigesto (ma comprendo sia un problema mio di cui ben poco ci si deve interessare ^_^). Carino.
Cristina Cassar Scalia abbandona Vanina Guarasi (chi lo sa se solo temporaneamente) e ci presenta un nuovo personaggio. Scipione Macchiavelli figlio del generone romano che ha rinunciato a seguire le orme paterne nell'avviato studio legale (dove esercita anche sua sorella che, essendo donna, viene ignorata) per avviarsi alla carriera in polizia una volta conquistata la sua laurea in giurisprudenza. L'autrice ambienta il romanzo nella sua Noto negli anni '60 e descrive in dettaglio il trasferimento di un "vitellone romano" nella provincia siciliana. Un inizio intricante che fa pensare a successive nuove avventure. Gradevole, anche se a volte sembra di trovarsi in un romanzo di Montalbano, cosa che non accadeva con la serie precedente
my 1st book by this author, like me, sono a metà del giallo , interessante come la Cassar ha costruito la figura del commissario romano 'spedito' a Noto, si nota la bravura dopo tanti romanzi scritti in precedenza. Nice book, readble.
Diciamo che sarebbe 2 stelle e mezzo ma diamo la mezza in più perchè finalmente non c'abbiamo più la Vanina Guarasi...non se ne poteva più eh. Una serie che forse è andata ad esaurimento, ultimamente troppo uguale a se stessa. Ci siamo spostati di tempo e un pochino anche di luogo.
Infatti ci troviamo a metà dei ruggenti anni sessanta, un commissario di polizia viene trasferito d'urgenza dal cuore della Dolce Vita romana in un paesino fatto tutto di salite, Noto. Famoso forse adesso per il turismo ma immagino misconosciuto ai tempi del commissario. All'inizio non sappiamo il peccato commesso dal funzionario di polizia, lo inizieremo a scoprire nel corso della storia. Al suo arrivo, dopo due giorni di viaggio in treno, si trova subito un caso scottante, al quale non sono preparati nella tranquilla cittadina dove pare che nemmeno la mafia sia arrivata. E'un caso di scomparsa ma che presto si trasforma in caso di omicidio. Diciamo che la suspence della scomparsa viene azzerata dal titolo del libro, quindi non vi sto raccontando niente di che, nessuno spoiler. Il commissario ovviamente riuscirà a risolvere in pochi giorni il caso proprio durante il periodo natalizio. Scipione sarà bravo a destreggiarsi tra i nuovi personaggi con cui deve lavorare, imparerà presto gli usi e costumi e avrà anche modo di mettere gli occhi addosso alla bella farmacista con frequenti visite alla farmacia del paese per presunti mal di testa e per chiedere aiuto per il caso, ma anche per altro. Il romanzo è godibile, si fa leggere ed è una lettura leggera e spensierata. Il meccanismo narrativo è il solito del classico giallo, il finale si intuisce e anche il modo in cui poi si svela è carino, porta il lettore a sentirsi figo nel comprendere subito i meccanismi che scattano nella testa del commissario. L'ambientazione mi è piaciuta molto, sia per Noto che per gli anni sessanta. In realtà la contestualizzazione del periodo storico è un pò ai margini, ci sono solo alcuni accenni, anche alla Storia del paese in quel periodo. Per come piacciono a me i romanzi, io avrei aggiunto più caratterizzazione storica ma sicuramente ci vuole molto più studio. Anche l'idea della farmacista degli anni sessanta è carina, ma per come sono io sarei andata oltre al classico cachet. Sarebbe stato carino inserire personaggi che chiedono i farmaci del tempo con i nomi d'epoca e gli impieghi più strani ma anche qui ci sarebbe stato bisogno di più studio.
Comunque, va bene. Carino per passare qualche ora spensierata.
È stata una lettura davvero piacevole, ambientata nella suggestiva Noto degli anni '60. Il protagonista, il commissario Scipione Macchiavelli, è un personaggio riuscitissimo: un rampollo romano trasferito in Sicilia per "punizione" agli eccessi della sua Dolce Vita. Ciò che colpisce subito di Macchiavelli è il suo affascinante accento romano che si mescola perfettamente con il dialetto netino degli altri personaggi, creando un contrasto linguistico che arricchisce la narrazione. È un uomo intelligente, empatico, risoluto, ma allo stesso tempo profondamente sentimentale, umano e fallibile nelle sue vicende personali. Ho apprezzato tantissimo il suo sguardo incantato sulla bellezza di Noto e la sua genuina sorpresa di fronte alle prelibatezze siciliane, che assaggia per la prima volta. Questo aspetto è una costante piacevole e gourmet nei romanzi della Cassar Scalia. Anche i personaggi secondari contribuiscono a rendere la lettura vivace, fornendo il giusto "respiro" all'intera ambientazione. Un giallo avvincente, ma non solo. Sebbene avessi intuito la soluzione del giallo circa a metà del libro, questo non ha minimamente intaccato il mio piacere di lettura. Le sottotrame e l'atmosfera generale mi hanno tenuta piacevolmente incollata alle pagine. Questo primo episodio della nuova saga della Scalia si presta benissimo a una trasposizione televisiva, come del resto spesso accade per la produzione dei gialli. Ho già fatto il mio casting mentale e immagino Francesco Centorame perfettamente nel ruolo di Scipione... Chissà, magari ci azzecco!
Dopo il Vicequestore Vanina Guarrasi, la Scalia "dipinge" la figura del Commissario Scipione Macchiavelli, che viene trasferito - per punizione - dal Commissariato romano di via Veneto a dirigere la sede di Noto nei giorni che precedono il Natale del 1964. Subito prima del suo arrivo nella città siciliana del barocco viene denunciata, da parte della moglie, la sparizione del direttore di banca Brancaforte. Macchiavelli non può vantare una grande esperienza nella soluzione di casi così intricati (all'inizio, infatti, si brancola nel buio ipotizzando un incidente, un rapimento da parte della mafia, un delitto per ragioni legate all'attività di usuraio svolta parallelamente alla professione del Brancaforte), ma una squadra di collaboratori in gamba, primi fra tutti il maresciallo Catalano e i sottoposti Mancuso e Giordano, lo supporteranno egregiamente fino alla brillante soluzione del caso. Anche la bella e affascinante farmacista, Giulia Marineo, che raccoglie le confidenze dei netini, contribuirà a mettere sulla pista giusta Macchiavelli, che non nasconde affatto un grande interesse per la ragazza. La Scalia ambienta sapientemente in una Noto assai suggestiva (e, inverosibilmente, fredda!) questa storia che ci regala, con ogni probabilità, un nuovo personaggio che - speriamo - attenuerà la mancanza definitiva di Montalbano e quella, immaginiamo momentanea, della Guarrasi.
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Nuovo giallo, nuovo protagonista. La scrittrice catanese ci porta nel barocco siciliano con il commissario Macchiavelli. Dicembre 1964. Scipione Macchiavelli, giovane funzionario di Pubblica sicurezza, viene trasferito dal commissariato romano «Via Veneto» a Noto, in Sicilia. Ad accoglierlo, oltre a un ambiente per lui quantomeno inusuale, c’è un’indagine assai piú complessa di quelle a cui era abituato. Nella capitale ha avuto a che fare con casi non troppo impegnativi; appena arrivato nell’estremo Sud della penisola gli tocca occuparsi della misteriosa scomparsa di un notabile del luogo. Per fortuna può contare su una squadra di ottimi elementi, come il maresciallo Calogero Catalano e il brigadiere Francesco Mantuso. E sull’intuito di un’affascinante farmacista, Giulia Marineo, che raccoglie le confidenze dell’intera città e dalla quale Scipione è attratto sin dal primo momento. Avvincente, buona lettura.
L'indagine è intrigante, non molto scontata (o almeno io non avevo capito chi fosse l'assassino). Spero che l'autrice continui con la serie, ambientata a Noto negli anni Sessanta. Anche la squadra è abbastanza interessante: la farmacista carina, la principessa della città che sa tutto di tutti, l'ispettore che non dorme a causa dei suoi figli neonati, l'agente intelligente che trova le cose scomparse, la proprietaria di casa (dove il commissario dorme) che non sa cucinare ecc. Un giovane e carino commissario romano è spedito a Noto come punizione di un misfatto (di donne) e deve risolvere il caso di un direttore di banca sparito e poi trovato ucciso. L'uomo non è uno stinco di santo, anzi, è definito uno sciacallo dai concittadini: puttaniere e strozzino. Chi gli avrà sparato? Il debitore che non ha più soldi, il marito dell'amante o altri?
Il romanzo non è lunghissimo e risulta sempre scorrevole. La trama si concentra da un lato sulla figura del protagonista, di cui sappiamo che è stato trasferito per "punizione", e dall'altro sul delitto che dà il titolo al romanzo. Su cosa abbia fatto finire Macchiavelli a Noto, poi, raccogliamo indizi e mezze parole fino a toglierci ogni dubbio sul finale.I personaggi sono piuttosto numerosi, ma risultano ben delineati anche in pochi tratti. C'è un'altra sottotrama che riguarda il commissario e che rimane aperta, in maniera palesemente volontaria; immagino quindi che ci sarà un seguito. Avevo quasi capito chi fosse il colpevole e anticipato un colpo di scena, ma questo perché ho letto probabilmente qualche centinaio di gialli: resta assolutamente un romanzo ben costruito e curato. I capitoli non sono brevissimi, ma nemmeno troppo lunghi.
Non capisco la scelta dell'autrice di iniziare una serie incentrata su un nuovo protagonista anziché proseguire quella della mia amata Vanina (che mi stava piacendo sempre meno, ahimè). Certo, anche questo nuovo cast di personaggi ha il suo perché... ma, avendo nel cuore il team attorno a Vanina, mi ci vorrà un po' prima di affezionarmi a questi altri, che per il momento non reggono il confronto. Per quanto riguarda il caso, è sicuramente intrigante e ben architettato, incrociando false piste e molti potenziali sospetti. La sua soluzione è però delle più banali (), il che non mi consente di attribuire a questo romanzo più di tre stelline. Confido sinceramente nel prossimo libro. Sperando che ne esca prima uno di Vanina, però.
Benvenuto al Commissario Scipione! La consueta bravura dell'autrice nel trasportare il lettore in terra siciliana e tratteggiarne colori, suono e cultura sapientemente miscelati con eventi delittuosi, in questo caso "vintage". Il sapore retrò dell'ambientazione e della descrizione dei personaggi trasporta nella dimensione di un'Italia nostalgica e più semplice, che rende la storia godibile e quasi necessaria, in un panorama narrativo spesso vacuo e privo di stimoli sufficienti. La scoperta di Cassar Messina mi permette sempre di ritagliarmi un'oasi di lettura piacevole in terra sicula quando voglio un'alternativa più accessibile rispetto a Camilleri e ritrovare il gusto di leggere un bel giallo all'italiana.
Se con Vanina era stato amore a prima lettura (nell'ormai lontano 2018), con Scipione è una simpatia molto forte, che ha tutte le carte in regola per crescere. La parte che ho apprezzato di più è l'ambientazione. Solo non capisco perché debbano muoversi sempre in macchina, anche in pieno centro, fra il commissariato e la pensione dove Scipione alloggia. Sono stata a Noto molti anni fa, ma ricordo che il centro si girava tranquillamente a piedi, seppur tra salite e scalinate. Ah, e il Caffè Sicilia vedo giustamente che non manca mai, in nessun libro ambientato a Noto.
Solo negli ultimi tre giorni sono riuscita a dedicarmi a questo libro quanto e come avrei voluto fare fin dall’inizio. E nelle prime settimane non sono riuscita ad andare avanti di un paio di pagine, negli ultimi tre l’ho divorato. Anche questa volta, con questo nuovo personaggio, Cristina Cassar Scalia ha fatto centro da tanti punti di vista: trama, personaggi, ambientazione storica e geografica. Sarà anche, del commissario Scipione Machiavelli, questa un’ottima serie.
Ho letto tutti i gialli con protagonista Vanina; gialli che ho trovato ben scritti i primi ma stucchevoli gli ultimi. Non ne potevo più di ricette ….pizze fritte arancini e arancine…. Ho letto volentieri anche questo giallo con un nuovo personaggio che ancora non mi ha conquistato ma al quale consegno la mia fiducia Mi domando perché ogni tanto un protagonista non possa incontrare qualche difficoltà che so un collega scorbutico un innamorato meno cedevole Tre stelle con condizionale …
Prima indagine di Scipione Macchiavelli, commissario romano trasferito suo malgrado in quel di Noto. Come sempre Cristina Cassar Scalia non delude, anzi devo ammettere che Scipione mi è anche molto più simpatico di Vanina (le cui indagini ho comunque amato!)! Personaggi ben delineati, squadra accattivante e ambientazione sempre suggestiva, in una Sicilia bellissima seppur piena anche di ombre. Consigliato!
4.5 ⭐️ Cassar Scalia si è riconfermata maestra del giallo siciliano con questa nuova serie con protagonista un “forestiero” la cui voce è perfetta per raccontare la Noto degli anni 70. Non vedo l’ora esca il prossimo!! L’unica pecca che ho trovato è nell’audiolibro: sarebbe stato perfetto avere un narratore con accento romano per il commissario Macchiavelli e uno con accento siciliano per il maresciallo Catalano, avrebbe reso molto più suggestiva la storia.
Era necessario? Si sentiva il bisogno di una nuova figura di investigatore come quella di Scipione Macchiavelli? No, francamente, no. E anche la scrittura dell’autrice, sembra abbia subito un’involuzione: noiosa, pedante, quasi didascalica. Questo “Schiavone all’incontrario” è mal congegnato e peggio raccontato.
Il debutto di Scipione Macchiavelli non poteva essere migliore. Un bellissimo giallo ambientato nella Sicilia degli anni Sessanta, confezionato in maniera brillante e scorrevole. Come in tutti i romanzi dell’autrice, ho apprezzato tanto la trama quanto i personaggi e le ambientazioni, tutto delineato in maniera ineccepibile. Spero in un sequel.
Nuovo libro, nuovi personaggi, nuova ambientazione. All'inizio non mi ha conquistata, ma è migliorato nello svolgimento e l'intreccio si è rivelato meno banale di quanto potesse sembrare all'inizio, perciò leggerò volentieri una nuova avventura del Commissario Macchiavelli...adesso però, gentile Cristina Cassar Scalia, potremmo sapere cos'è successo ad Angelina Patanè, per favore??