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Occhi di bambina

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Arianna ha sette anni quando la nonna le fa una domanda che potrebbe cambiare la vita di tutte e «Vuoi andare dalla mamma o vuoi stare qui?» Con i nonni Arianna sta bene, ha tantissimi giochi, può mangiare tutto quello che vuole e la notte può dormire in mezzo a loro nel lettone. Ma la mamma le manca…Siamo nel 1985, e inizia così l’avventura di una bambina che non sa ancora quale sarà la sua odissea. Si scontrerà con il mondo dei grandi e con i loro litigi, anche se riuscirà a vivere quel che una bambina dovrebbe sempre giochi, amicizie, scuola, stupore e scoperta. Ma sullo sfondo rimane la sensazione costante di essere provvisori, di non poter mettere radici da nessuna parte, di dover restare sempre all’erta, pronti a fuggire. Chissà perché poi… Cosa avrà fatto la mamma di così sbagliato, si chiede Arianna, per dover vivere con questa paura addosso? E chi è che la sta cercando? Un’incredibile storia vera raccontata con candore attraverso i ricordi di una bambina con un passato fuori dall’ordinario, un passato anche drammatico, che però non è riuscito ad avvelenarle l’anima. Un romanzo di rara intensità che esplora le fragilità e il coraggio dei più piccoli di fronte alle situazioni della vita, e la loro sorprendente capacità di trovare la luce nel buio.

184 pages, Kindle Edition

Published May 27, 2025

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About the author

Marco Vichi

116 books180 followers
Marco Vichi was born in Florence. The author of eleven novels and two collections of short stories, he has also edited crime anthologies, written screenplays, music lyrics and for radio, and collaborated on and directed various projects for humanitarian causes. His novel Death in Florence won the Scerbanenco, Rieti and Camaiore prizes in Italy. Marco Vichi lives in the Chianti region of Tuscany.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
1 review
August 31, 2025
Ho letto il libro per attività scolastica e devo dire che ha riportato dei temi molto interessanti ma soprattutto dal mio punto di vista cioè una ragazza di 12 anni sono riuscita a comprendere meglio l’esperienza del personaggio, ma un difetto che riconosco è che pensieri e persone sono spesso ripetitivi in certi punti . Il linguaggio è scorrevole, semplice e in certe parti è ricco di metafore. Una citazione che mi ha molto colpito è stata questa:” mi ricordo molto bene l’angoscia che provavo, il senso di colpa che mi pesava addosso, erano emozioni che non sapevo come si chiamavano ma che mi capitavano spesso.” Oppure:” non posso dimenticare quelle notti nel buio quando si materializzavano tutte le mie peggiori paure, forse insensate, immaginavo esseri cattivi che si avvicinavano al letto per farmi del male, vedevo lame di coltello e sagome nere che si muovevano intorno a me, immaginavo entità soprannaturali che non avevano nemmeno vagamente un aspetto umano erano presenze maligne che mi volevano rapire e portare lontano, sapevo che erano frutto della mia fantasia questi pensieri assurdi, ma al tempo stesso si concretizzavano come ombre buie e talvolta mi ero talmente convinta della loro esistenza che riuscivo quasi a vedere delle mani enormi che volevano afferrarmi, mi capitava spesso di addormentarmi solo a notte inoltrata per sfinimento”. I temi più particolari personalmente sono : la nostalgia che viene più volte citata nel libro come per esempio i nonni, la paura di Arianna nel vedere sua madre arrestata o catturata dalla polizia, la confusione quando la mamma di Arianna la portava da un posto all’altro senza dirgli niente o il fatto che Arianna avesse paura di fare domande a sua madre, è pur di non farla infuriare rimaneva nella più totale ignoranza della situazione, l’adattamento sociale, cioè quando Arianna cambiò da Firenze a Parigi per poi andare a Barcellona e con questo significava pure nuovi amici nuova lingua nuova casa e ricominciare tutto da capo, l’affetto verso il suo maestro di Parigi o la sua amica Jeannine e mi ha emozionato anche tanto il fatto che quando il maestro le disse il loro vezzo Arianna si mise a piangere, ma non per la situazione in cui si trovava ma di più perché qualcuno le stava mostrando dell’affetto che non fosse né quello dei suoi nonni e nemmeno dei suoi zii .
Detto questo, consiglio questo libro a tutti i lettori sensibili per via dei temi trattati.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Moonlight.
134 reviews3 followers
November 5, 2025
La cosa più bella sta proprio nella narrazione attraverso il punto di vista della bambina, che parla sempre in prima persona, filtrando la realtà attraverso i suoi occhi, la sua sensibilità, la sua intelligenza e anche, oserei dire, la sua "maturità", che supera spesso quella della madre.
Profile Image for Francesca Righi.
317 reviews1 follower
January 1, 2026
Una storia delicata e intensa, raccontata con lo sguardo puro di una bambina. Marco Vichi emoziona senza retorica, regalando un romanzo breve ma profondamente umano.
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