Il fantasy italiano ritrova la sua anima più vera.
Una saga High fantasy densa di pathos e atmosfere inquietanti che affonda le radici nella tradizione Sword&Sorcery, mescolando archetipi e innovazione. Arricchita da illustrazioni originali è un viaggio nell’eterna lotta tra potere, destino e libertà.
“Alexander gridò finché il cielo e la terra si tinsero di rosso, finché furono l’uno indistinguibile dall’altra.”
In un regno dominato dall’oscurità, le Squadre della Morte vengono riformate per riportare Hartaarn all’antico splendore. Il giovane Alexander e i suoi compagni vengono inviati a eliminare l'Arcichierico Gravantes, ma la missione si rivela solo l’inizio di un viaggio periglioso tra antiche profezie e creature letali. Dai sotterranei infestati dai goblin fino ai ghiacci di Narond, la squadra affronterà epiche battaglie, e quando il vero volto del Signore di Palazzo verrà rivelato, Alexander dovrà scegliere tra fedeltà e sopravvivenza.
In alto i calici per il Cuore del Male, che suonino i tamburi di guerra! E che nessuno canti da solo l’oscura ballata!
Ivan Rocca nasce il 10 ottobre 1983 in provincia di Padova, ai piedi dei Colli Euganei. Una volta terminati gli studi si trasferisce a Nottingham, nel Regno Unito, dove vive e lavora. È appassionato di romanzi, manga e fumetti, cultura giapponese e arti marziali. Amante della buona cucina, è un esperto conoscitore del mondo della ristorazione. Ha iniziato a raccontare storie poco più che bambino, dal giorno in cui i genitori gli regalarono una macchina da scrivere che conserva tuttora gelosamente. L’autore è molto apprezzato nella comunità di lettori fantasy che attende con impazienza la sua saga Dark Ballad.
Seguo l'autore da un po' di anni e sono sempre stata molto incuriosita da questa storia. Poi, un bel giorno di maggio, nella noia di una serata di trasferta, è finalmente arrivato il suo momento. Ed è stata un viaggio che mi ha molto incuriosito, una via di mezzo tra un fantasy classico e una storia da Dungeons and Dragons. Un protagonista giovanissimo, con un passato sconosciuto e un futuro che sembra promettere grandi cose. Non è un eroe nel senso classico del termine, ha un gran potenziale ma è davvero un ragazzo, nel senso classico del termine: un po' goffo, con grandi sogni, che gioca a fare l'adulto ma a volte si perse in un bicchiere d'acqua. E attorno a lui ruotano personaggi sinistri che non sono mai davvero quello che ti aspetti (a parte Govan e Wanti, loro sono anche peggio di come te li aspetti 😅 ). E, per la prima volta in tanti anni, leggo una storia dalla parte dei "cattivi", che combattono i "buoni" per cercare di espandere il loro dominio. Qui non troverete eroismi, atti di altruismo o d'amore. I protagonisti servono il Cuore Nero, e già il nome la dice lunga. Lo stile è piuttosto teatrale, con dialoghi molto impostati, al punto che non ho faticato a immaginare questa storia trasposta su un palcoscenico, ma non risulta pesante e la trama resta centrata sull'obiettivo (a volte anche troppo, io che sono una lettrice curiosa avrei apprezzato più backgroung per i personaggi principali). È una lettura piacevole e lascia aperte molte domande alle quali spero di trovare risposta nel secondo volume, uscito pochi giorni fa. Vedo del gran potenziale in questa storia e sono sicura che la penna di Ivan può affinarsi ulteriormente e regalarci altre storie di valore.
Leggere Le squadre della morte e I cavalieri di Luxar in sequenza significa accettare un patto narrativo preciso: abbandonare l’idea di Bene e Male come poli opposti e lasciarsi guidare in una zona grigia, disturbante e profondamente umana. Vi avverto è una serie fantasy che in molti potrebbero sottovalutare, ma ha un potenziale grandissimo!